1618-1648
La guerra
Dei trent'anni
SPAGNA
L’economia spagnola, che nel XVI aveva potuto contare sull’immenso carico di metalli preziosi che provenivano dal Nuovo Mondo, entra in una fase difficoltosa in campi agricolo e manifatturiero. Il regno di Filippo II inoltre, si indebolisce dopo l’indipendenza dei Paesi Bassi.
ITALIA
La crisi spagnola si riflette anche sulla penisola italica, sotto il dominio di Madrid. La pressione fiscale, danneggia l’economia delle regioni settentrionali ma soprattutto la avverte il Meridione.
GERMANIA
Nel mondo tedesco, la Riforma protestante crea condizione di declino e instabilità, che tenteranno di generarne una nuova gli Asburgo, provando a reintrodurre l’ortodossia cattolica.
LE CONSGUENZE
Le origini di questa lunga guerra vanno ricercate nel vigore assunto dal protestantesimo dopo la Pace di Augusta (1555), nel deciso atteggiamento antiprotestante della Chiesa e dei principi cattolici sotto la spinta della Controriforma, nei conflitti generati negli equilibri europei dalla posizione centrale della Germania e quindi nelle tensioni politiche, religiose e costituzionali all’interno dell’Impero, manifestatesi già con la formazione nel 1608-09 di alleanze contrapposte dal punto di vista religioso.
FASE BOEMO-PALATINA 1618-22
Contro il tentativo di imporre il cattolicesimo, gli ungheresi si ribellarono all’imperatore Rodolfo II d’Asburgo, offrendo la corona d’Ungheria al fratello Mattia. A questo punto la Boemia ottenne ampie concessioni a favore dei non cattolici, che non ebbero però successo. La lotta per imporre il cattolicesimo ai praghesi, fu determinata da Ferdinando II d’Asburgo. Impose alla Boemia un consiglio di reggenza composto maggiormente da cattolici escludendo chi non lo era dalle cariche pubbliche e censurando l’ editoria a Praga. I boemi non si fecero attendere e scaraventarono nel 1618 due reggenti cattolici (defenestrazione di Praga). La risposta militare dell’imperatore fallì, di conseguenza venne deposto e lo succede Federico V. Calvinista e a capo dell’Unione evangelica, accetta la corona per formare una Lega cattolica sotto la guida di Massimiliano Di Baviera. Nel frattempo Ferdinando chiese aiuto a Filippo III di Spagna e papa Paolo V assicurandogli il proprio sostegno finanziario.
Mentre le armate spagnole occuparono il Basso Palatinato, nello stesso anno gli eserciti imperiali e quelli della lega cattolica sconfissero l’esercito boemo-palatino nella battaglia della montagna bianca, occupando Praga e imponendo ai suoi suoi abitanti la conversione forzata al cattolicesimo. Successivamente Federico V organizza una controffensiva, ma negli anni seguenti i suoi eserciti subirono altre disfatte militari e venne quindi sostituito nella carica di elettore imperiale dal cattolico Massimiliano di Baviera, con un atto di forza voluto dall’imperatore Ferdinando, per punire la ribellione del principe calvinista. Queste vicende non determinano la conclusione della guerra,ma chiusero solo la prima fase, chiamata appunto boemo-palatina.
FASE DANESE 1623-29
Nella fase danese le armate dei condottieri imperiali Tilly e Wallenestein, sconfissero il re di Danimarca Cristiano IV (battaglia di Lutter, 1626), dopo che questo sovrano luterano aveva invaso la Germania settentrionale. In seguito alla vittoria, l’imperatore Ferdinando II, impose l’editto di restituzione che stabiliva fossero riconsegnate alla chiesa cattolica le terre che erano state sottratte dopo la pace di Augusta e dichiarando illegale il calvinismo.
FASE SVEDESE 1630-35
I principi protestanti avevano richiesto e ottenuto il soccorso del re di Svezia, il luterano Gustavo II Adolfo. Il suo cancelliere Axel Oxenstierna, rafforzò la monarchia, modernizzando l’esercito e promuovendo l’espansione del paese nell’area baltica. Gustavo Adolfo nel 1630 condusse in Germania un esercito e sconfisse gli imperiali a Breitenfeld e Lutzen dove morì; questo non impedì alla Svezia che continua essere guidata dal cancelliere Oxenstierna, di avere Cristina durante la minore età come erede al trono almeno fino al 1634, anno in cui gli svedesi battuti a Nordlingen, dovettero abbandonare la Germania del sud. La guerra si concluse con la pace di Praga, che pur mantenendo in vigore l’editto di restituzione, ne limitò l’applicazione all’alto Palatinato e alla Boemia, escludendo Brandeburgo e la Sassonia alleate con Ferdinando.
FASE FRANCESE 1635-48
Nell’ultima fase ci fu il coinvolgimento diretto della Francia. Anche la diplomazia di Papa Urbano VIII, era alla ricerca di una soluzione per la Germania in cui la difesa degli interessi cattolici si accompagnasse al contenimento delle potenze asburgiche. L’ intervento francese si avvertì soprattutto soprattutto dopo il 1641 quando il ministro Richelieu, coordinò le iniziative militari con la Svezia. Le forze del nuovo imperatore Ferdinando III, furono sconfitte a Lipsia e Jankov; stessa sorte la ebbe Massimiliano di Baviera, mentre l’esercito spagnolo venne battuto dai francesi a Rocroi nel 1643. La guerra finì in Europa centrale solo nel 1648 quando dopo la Svezia, anche la Francia ebbe problemi interni al paese.
PACE DI VESTFALIA
La Pace di Vestfalia segnò la decadenza della Spagna, accrebbe la potenza di Svezia e Francia e riconobbe l'indipendenza delle Province Unite dalla Spagna e della Confederazione svizzera dall'Impero; ratificò la fine delle guerre di religione in Europa, allargando l'ambito della libertà di coscienza. Sul piano politico, allentando i vincoli tra signori feudali e Corona imperiale, indebolì il sistema politico-sociale del Sacro romano impero, imperniato sulla preponderanza asburgica in Germania. La Francia ottenne il riconoscimento del possesso dei vescovati di Metz, Toul e Verdun; in Alsazia sostituì la propria giurisdizione a quella austriaca, ottenendo il confine del Reno e l'indebolimento dell'Impero; in Italia ebbe il dominio di Pinerolo. Alla Svezia fu attribuita la Pomerania Anteriore, mentre il resto della regione andò al nuovo elettore del Brandeburgo, Federico Guglielmo. Dopo una lotta quasi secolare, infine, la Spagna accettò la secessione delle Province Unite
1648
Riguardante le conseguenze a livello economico ci furono enormi devastazioni, socialmente, un crollo demografico e nella religione venne accettato il calvinismo e riconosciuta la libertà di culto.
fine
Arianna martellotto
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ppt guerra dei 30 anni Martellotto
Martellotto Arianna Sarita
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1618-1648
La guerra
Dei trent'anni
SPAGNA
L’economia spagnola, che nel XVI aveva potuto contare sull’immenso carico di metalli preziosi che provenivano dal Nuovo Mondo, entra in una fase difficoltosa in campi agricolo e manifatturiero. Il regno di Filippo II inoltre, si indebolisce dopo l’indipendenza dei Paesi Bassi.
ITALIA
La crisi spagnola si riflette anche sulla penisola italica, sotto il dominio di Madrid. La pressione fiscale, danneggia l’economia delle regioni settentrionali ma soprattutto la avverte il Meridione.
GERMANIA
Nel mondo tedesco, la Riforma protestante crea condizione di declino e instabilità, che tenteranno di generarne una nuova gli Asburgo, provando a reintrodurre l’ortodossia cattolica.
LE CONSGUENZE
Le origini di questa lunga guerra vanno ricercate nel vigore assunto dal protestantesimo dopo la Pace di Augusta (1555), nel deciso atteggiamento antiprotestante della Chiesa e dei principi cattolici sotto la spinta della Controriforma, nei conflitti generati negli equilibri europei dalla posizione centrale della Germania e quindi nelle tensioni politiche, religiose e costituzionali all’interno dell’Impero, manifestatesi già con la formazione nel 1608-09 di alleanze contrapposte dal punto di vista religioso.
FASE BOEMO-PALATINA 1618-22
Contro il tentativo di imporre il cattolicesimo, gli ungheresi si ribellarono all’imperatore Rodolfo II d’Asburgo, offrendo la corona d’Ungheria al fratello Mattia. A questo punto la Boemia ottenne ampie concessioni a favore dei non cattolici, che non ebbero però successo. La lotta per imporre il cattolicesimo ai praghesi, fu determinata da Ferdinando II d’Asburgo. Impose alla Boemia un consiglio di reggenza composto maggiormente da cattolici escludendo chi non lo era dalle cariche pubbliche e censurando l’ editoria a Praga. I boemi non si fecero attendere e scaraventarono nel 1618 due reggenti cattolici (defenestrazione di Praga). La risposta militare dell’imperatore fallì, di conseguenza venne deposto e lo succede Federico V. Calvinista e a capo dell’Unione evangelica, accetta la corona per formare una Lega cattolica sotto la guida di Massimiliano Di Baviera. Nel frattempo Ferdinando chiese aiuto a Filippo III di Spagna e papa Paolo V assicurandogli il proprio sostegno finanziario.
Mentre le armate spagnole occuparono il Basso Palatinato, nello stesso anno gli eserciti imperiali e quelli della lega cattolica sconfissero l’esercito boemo-palatino nella battaglia della montagna bianca, occupando Praga e imponendo ai suoi suoi abitanti la conversione forzata al cattolicesimo. Successivamente Federico V organizza una controffensiva, ma negli anni seguenti i suoi eserciti subirono altre disfatte militari e venne quindi sostituito nella carica di elettore imperiale dal cattolico Massimiliano di Baviera, con un atto di forza voluto dall’imperatore Ferdinando, per punire la ribellione del principe calvinista. Queste vicende non determinano la conclusione della guerra,ma chiusero solo la prima fase, chiamata appunto boemo-palatina.
FASE DANESE 1623-29
Nella fase danese le armate dei condottieri imperiali Tilly e Wallenestein, sconfissero il re di Danimarca Cristiano IV (battaglia di Lutter, 1626), dopo che questo sovrano luterano aveva invaso la Germania settentrionale. In seguito alla vittoria, l’imperatore Ferdinando II, impose l’editto di restituzione che stabiliva fossero riconsegnate alla chiesa cattolica le terre che erano state sottratte dopo la pace di Augusta e dichiarando illegale il calvinismo.
FASE SVEDESE 1630-35
I principi protestanti avevano richiesto e ottenuto il soccorso del re di Svezia, il luterano Gustavo II Adolfo. Il suo cancelliere Axel Oxenstierna, rafforzò la monarchia, modernizzando l’esercito e promuovendo l’espansione del paese nell’area baltica. Gustavo Adolfo nel 1630 condusse in Germania un esercito e sconfisse gli imperiali a Breitenfeld e Lutzen dove morì; questo non impedì alla Svezia che continua essere guidata dal cancelliere Oxenstierna, di avere Cristina durante la minore età come erede al trono almeno fino al 1634, anno in cui gli svedesi battuti a Nordlingen, dovettero abbandonare la Germania del sud. La guerra si concluse con la pace di Praga, che pur mantenendo in vigore l’editto di restituzione, ne limitò l’applicazione all’alto Palatinato e alla Boemia, escludendo Brandeburgo e la Sassonia alleate con Ferdinando.
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