Want to create interactive content? It’s easy in Genially!

Get started free

MUSEO DELLE BELLE ARTI DI VALENCIA

andrea06roggeri

Created on December 4, 2023

Start designing with a free template

Discover more than 1500 professional designs like these:

Smart Presentation

Practical Presentation

Essential Presentation

Akihabara Presentation

Pastel Color Presentation

Winter Presentation

Hanukkah Presentation

Transcript

By Benedetta Serra Emma Roggeri Emma Plebani

MUSEO DELLE BELLE ARTI

Valencia
museo delle belle arti san pio v -valencia

La seconda pinacoteca più grande della Spagna

Contiene circa 2000 opere in gran parte risalenti al XIV e al XV secolo- Famose le sale dedicate alle magnifiche opere del celebre pittore valenzano Joaquín Sorolla oltre alla sala esclusiva di Francisco de Goya. Il museo eccelle anche per la collezione pittorica rinascimentale, giacché Valencia fu il porto d'entrata in Spagna delle influenze artistiche di questo stile.

Si possono ammirare opere della pittura GOTICA. FIAMMINGA, del RINASCIMENTO EUROPEO, del NATURALISMO, del BAROCCO e PITTORI VALENCIANI

INDICE

dove si trova?

OPERE

STORIA DEL MUSEO

MAPPA DEL MUSEO

VIDEO

Dove si trova?

E' situato nella parte nord ovest della città, in prossimità del vecchio letto del fiume Turia e dei giardini reali, conosciuti anche come “ Jardines de los Viveros”

L’edificio del Museo delle Belle Arti di Valencia

Ad ospitare il museo è l’antico collegio San Pio V che si iniziò a costruire nel 1683 e si terminò nel 1744. La costruzione dell’edificio durò parecchio tempo a causa della morte dell’Arcivescovo di Valencia Juan Tomás de Rocaberti, nel 1699, grazie al quale fu deciso di erigere questo palazzo per destinarlo a residenza per missionari e collegio di giovani sacerdoti e per la morte dell’architetto Juan Bautista Pérez Castiel, nel 1707, che era l’incaricato alla realizzazione del progetto. Durante la guerra d’Indipendenza contro i francesi, 1808 – 1812, l’edificio fu preparato come residenza del Re Josè I, fratello di Napoleone Bonaparte, poiché il Palazzo Reale, che esisteva a lato, era stato distrutto per volontà spagnola per evitare che si convertisse in un luogo strategico per i francesi, visto che si trovava troppo vicino alla città.
Nel 1819 l’edificio fu destinato ad accademia militare per cadetti. Più tardi nel 1835 si destinarono i locali a magazzini militari e otto anni dopo, s’installò un ospedale militare fino al finire della guerra civile spagnola. Dopo la seconda Guerra Mondiale, nell’anno 1946, dopo aver eseguito le riforme architettoniche necessarie, fu traslocato in questo edificio il Museo delle Belle Arti, che dall’anno 1839 si trovava nell’antico edificio che era stato il “Convento del Carmen”, il quale dava il nome al popolare quartiere del centro di Valencia. Negli ultimi decenni l’edificio che ospita attualmente il museo ha subito numerose opere di ampliamento Dal 1986 al 2003 si modernizzarono le installazioni presenti, si ricostruirono l’antica chiesa e la sua cupola, furono realizzate due grandi sale per esposizioni temporali, un’aula magna e magazzini, fu riabilitato un vecchio edificio settecentesco per dedicarlo a zona amministrativa, libreria, negozio e caffetteria ed infine furono costruiti dei padiglioni destinati a custodire le collezioni permanenti.

Storia del Museo

L’origine del Museo è legata all’Accademia Reale di Belle Arti di San Carlos, che vide il suo statuto approvato dal re Carlos III nel 1768. All’interno di questa istituzione, una parte delle opere è stata raccolta grazie a donazioni di insegnanti e studenti. L'obiettivo dell’Accademia era l’insegnamento delle Belle Arti e per questo motivo furono create diverse “classi”, diverse “specialità” di scultura, pittura, incisione, disegno di fiori e ornamenti associati all’industria della seta: si gettarono così le basi per la crescita e formazione dell’attuale Museo delle Belle Arti di Valencia e la Scuola di Belle Arti, dove si sono formati molti artisti valenciani. Il Museo e l’Accademia, attualmente, condividono i locali del Museo di Belle Arti San Pio V, anche se, a partire dal 1913 sono diventati due enti indipendenti.
In precedenza, la collezione di opere d'arte esposta nell'attuale Museo di Belle Arti di Valencia si trovava nel Convento del Carmen
Il trasferimento della collezione dal Convento all'attuale Museo di Belle Arti di Valencia fu dovuto allo scoppio della Guerra Civile: utilizzarono il convento come Magazzino del Tesoro e da lì rimossero la maggior parte delle opere, trasferendone molte a Madrid, precisamente al Museo del Prado , per proteggerli dalle bombe. Alla fine della guerra, Don Manuel González Martí, allora direttore del Museo, iniziò le pratiche burocratiche per il ritorno della collezione a Valencia . Ma il Convento del Carmen, che fungeva da sede, non era in grado di ospitare i dipinti, quindi fu scelto il Collegio Seminario Pio V, sede attuale.

OPERE

La collezione è formata soprattutto da opere di autori locali, tra cui Vicente López, Juan de Joanes, i Ribalta, Pinazo e Joaquín Sorolla. Sono presenti anche quadri di artisti come Andrea del Sarto, Van Dyck, Murillo, Velázquez e Goya. Possiede inoltre una raccolta di arte contemporanea e conserva preziosi reperti archeologici, come il “Leone di Bocairent” il Sarcofago paleocristiano di San Vincenzo Martire. È presente inoltre una COLLEZIONE DI TAVOLE GOTICHE Infine, il Museo ospita uno dei cortili rinascimentali più importanti del XVI secolo, IL CORTILE DELL'AMBASCIATORE VICH

AUTORITRATTO di DIEGO VELAZQUEZ

+ info

Data: 1650 circa Tecnica: Olio su tela Dimensioni:45 x 38 cm

Autoritratto è un dipinto di Diego Velazquez è un olio su tela ed è l’unico insieme a quello incluso dal pittore in Las Meninas ad essere valutato come universalmente vero dai critici d’arte. È datato 1650 e fu realizzato dall’artista a Roma nel periodo migliore della sua carriera. Il quadro rappresenta l’autore con l’aspetto di un uomo sulla cinquantina d’anni su uno sfondo neutro che è messo in risalto dalla corgera.L'autore è incredibilmente abile ad dare una notevole profondità espressiva al proprio volto.

Titolo 2

Titolo 2

Joaquina Candado Ricarte

AUTORE:
Francisco de Goya y Lucientes (Fuendetodos, 1746 - Bordeaux, 1828)

+ info

  • Datazione: 1802-1804
  • Tecnica: Olio su tela
  • Dimensioni:169 x 118,3 cm

L'origine di questo dipinto è legata alla visita di Goya a Valencia nel 1790. Nei mesi estivi di quell'anno, Goya visitò la città di Valencia affinché sua moglie, Josefa Bayeu, potesse respirare la salubre aria di mare . In questo viaggio, il pittore aragonese visitò l'Accademia di San Carlos, dove partecipò ad alcune sessioni di disegno e nella quale fu nominato accademico di merito. Si tratta di un ritratto di corte in cui domina l'oscurità, realizzato con grande facilità tecnica che, per la somiglianza con quello della contessa di Fernán Núñez del 1803, deve essere stato dipinto intorno al 1802-1804. Joaquina Candado Ricarte era una nobildonna di Saragozza che, rimasta vedova del primo marito, si risposò con l'ispettore della Real Fabbrica di salnitro di Madrid,Un ritratto originale perché la donna siede su un tronco d’albero ed ha uno sguardo particolarmente intenso rivolto all’osservatore, quasi come quello del cagnolino ai suoi piedi.Il dipinto entrò nell'Accademia di San Carlos per disposizione testamentaria della donno il 3 giugno 1819.

Mappa

Video

Grazie per l'attenzione!

Joaquín Sorolla (Valencia, 1863 - Cercedilla, 1923) è uno dei grandi maestri della pittura spagnola del XX secolo che dipingeva effetti particolari di luce, rifacendosi allo stile impressionista. Insieme a Velázquez e Goya, Sorolla è probabilmente l'artista spagnolo più amato e popolare.

Nuova Sala Sorolla al Museo delle Belle Arti di Valencia inaugurata nell'anno del centenario della morte del pittore

Si tratta di un pezzo realizzato in calcare bruno-giallastro, del IV secolo a.C. È una figura zoomorfa indipendente, destinata ad essere vista da tutti gli angoli. Questo leone farebbe probabilmente parte di un monumento funerario del tipo stele-pilastro. All'interno della rappresentazione animalesca iberica, la figura del leone ha una doppia funzione: custodire e proteggere il defunto e facilitare il passaggio all'aldilà, essendo simbolo ed espressione dell'aristocrazia iberica. Il pezzo è stato ritrovato per caso a Bocairent,nella catena montuosa Mariola, sulla collina di Galbis, in una fattoria di proprietà di Vicente Calabuig , professore di diritto a Oviedo e Valenci che lo donò alla Reale Accademia di Belle Arti di San Carlos di Valencia, attuale Museo di Belle Arti San Pio V.

I suoi dipinti sono caratterizzati da una resa incredibilmente realistica delle superfici, delle texture e dei dettagli, che conferiscono alle sue opere un senso di profondità e vitalità. La luce sembra fluire naturalmente attraverso i suoi quadri, creando un’atmosfera coinvolgente. Nel 1648, Velázquez visitò l’Italia su richiesta di Felipe IV. Durante il suo soggiorno a Roma, entrò in contatto con gli artisti italiani del tempo, studiando le opere dei grandi maestri del Rinascimento. Questa esperienza influenzò ulteriormente il suo stile, portandolo a un miglioramento della tecnica e a una comprensione più profonda della prospettiva

il Cortile dell’Ambasciatore Vich prende il nome dal nobile di Valencia Jerónimo Vich y Vallterra (1459-1534). Fu ambasciatore di Ferdinando il Cattolico presso la Santa Sede a Roma, dove conobbe il Rinascimento italiano che “importò” a Valencia facendosi costruire questo splendido cortile di palazzo
DIVERSI ANCHE I RAPPRESENTANTI DELLA CULTURA ITALIANA COME "IL MARTIRIO DI SAN BARTOLOMEO" DI LUCA GIORDANO (LUCA FA PRESTO) DEL 1652 CIRCA

Francisco José de Goya y Lucientes è stato uno dei più importanti pittori spagnoli della fine del XVIII e dell’inizio del XIX secolo.Nelle prime fasi della sua carriera, Goya dimostrò un notevole talento nei ritratti di corte e nelle scene di genere. Il suo stile iniziale era caratterizzato da un’attenzione scrupolosa ai dettagli, una resa realistica delle forme e un uso abile della luce e dell’ombra. Questo approccio era in sintonia con le convenzioni artistiche dell’epoca, ma Goya riuscì a conferire ai suoi ritratti una vivacità e una personalità uniche. I suoi soggetti sembravano uscire dalla tela, catturando l’essenza delle persone rappresentate. Tuttavia, il suo stile subì una notevole evoluzione nel corso della sua carriera. La sua sordità, causata da una malattia, lo spinse verso una forma di espressione artistica più intima e personale che sfociò nelle sue celebri “Pitture Nere” (Pinturas Negras), una serie di opere oscure e visionarie che esplorano le tematiche della follia, della violenza e della morte., con uno stile più scuro, distorto e simbolico.

Curiosità

È grazie al vecchio Palazzo Reale che il distretto in cui si trova il museo viene chiamato “Pla del Real”. Anche il ponte che si trova nei giardini del Turia si chiama “Puente del Real” perché era l’entrata alla città partendo dal Palazzo Reale e anche i giardini del palazzo, appunto chiamati “Jardines del Real”, Giardini Reali.