Il XVIII Secolo
cesare beccaria,la napoli illuminata ed i suoi protagonisti
START
La società: ordini, comunita ed privilegi
La società dell'Antico regime era caratterizzata da profonde disuguaglianze tra ceti, sancite anche giuridicamente: nobiltà e clero godevano di particolari priviregli; la massa dei contadini - benché in genere, almeno in Occidente, affrancava dalle corvées - era dissanguata da esosi tributi di denaro. Soprattutto melle aree europee più avanzate, cresceva una dinamica borghesia.
Avanti
Incremento demografico e" rivoluzione agricola "
Il XVIII secolo fu caratterizzato da un intenso incremento demografico, reso possibile dall'impetuosa crescita della produzione agraria. Si parla di questo proposito di una "rivoluzione agricola", cui i fattori fondamentali furono l'adozione e l'espanzione delle rotazioni pluriennali, oltre all'introduzione su larga scala di nuove culture. Progressi si ebbero anche in campo manifatturiero, con la diffusione dell' "industria a domicilio".
La moda del caffe
Il valore "sociale del caffè fu tale che portò a modificare gli stessi stili di vita di parte della popolazione europea, quella benestante o comunque cittadina. Non a caso la prima coffeehouse inglese venne aperta a Londra ed era frequentata prevalemente da nobili o da ricchi borghesi.
L'espansione europea, i commerci e lo schiavismo
Nel Settecento, l'economia-mondo europea si pone al centro dei commerci mondiali, realizzando anche forme di dominio territoriale. Al tempo stesso, mutarono le gerarchie tra le potenze europee: declinando le potenze iberiche e l'Olanda, si affermano invece in Francia e soprattutto l'Inghilterra, che nella seconda metà del secolo divenne la potenza egemone nei commerci mondilai.
L'assolutismo e le sue eccezioni
La forma politica dominante nell'Europa tra Sei e Settecento era la monarchia assoluta, che trovò il suo modello più compiuto nella Francia di Luigi XIV. Uniche eccezioni era alcuni piccoli stati con istituzioni repubblicane (le Provincie Unite, la Svizzera, Genova, Venezia), e la monarchia costituzionale inglese, che obbligo il sovrano ad accettare una limitazione costituzionale del proprio potere.
"Difendiamo la tradizione e i suoi valori"
I tories
"Ampliamo il diritto di voto"
I whihg
La politica internazionale: guerre ed equilibrio
Tra il 1700 e il 1763 l'Europa fu travagliata da ben quattro grandi conflitti. A differenza delle guerre del secolo precedente, quelle settecentesce non erano mosse per impore l'egemonia di uno stato a tutto il continente, ma per guadagnare migliori posizioni, nel riguadro di un sostanziale equilibrio tra le maggiori potenze.
L'italia nel Settecento
Il quadro dell'Italia settecentesca è contrastato. Il nostro paese subiva il peso di rapporti sociali e giuridici di natura feudale e gli effetti della marginalizzazione dell'area mediterranera. Lo sviluppo demografico impresse però un certo dinamismo all'agricoltura, specialmente in pianura padana. Sul piano istituzionale, nei piccoli paesi stati italiani l'assolutismo incontrò forti resistenze, con l'eccezione del Piemonte.
L'Illuminismo
I pilastri del pensiero illuminista erano la fiducia nell aragione, nel sapere tecnico-scientifico e nel progresso, l'emancipazione dell'uomo dai dogmi della ragione, la tolleranza, l'affermazione della libertà e dei diritti. Questi princìpi convergevano nella convinzione che il genere umano avesse diritto alla felicità e potesse conseguila.
Politica ed economia nell'Illuminismo
L'Illuminismo elaborò - con autori come Montesquieu e Rousseau - princìpi e teorie politiche quali la divizione dei poteri e la sovranità popolare, che sono tuttora alla base dei moderni stati liberari e democratici. Anche la visione della vita economica cambio nel Settecento, con la nascita dell'economia politica e con le teorire liberiste di Adam Smith.
Autori Principali:
Montesquieu
Rousseau
+ INFO
+ INFO
L'assolutismo illuminato e le riforme
Sotto l'influenza delle idee dei Lumi, ma anche per modernizzare lo stato e accrescerne la forza, i sovrani assoluti europei della seconda metà del Settecento avviarono un'intesa politica di riforme, raggiunsero solo pazientemente i loro obittivi ma segnarono progressi importanti in campo fiscale, amministrativo, giudiziario e nella laicizzazione dello stato.
Lumi e riforme in Italia
Anche in Italia la seconda metà del secolo portò con sé la diffusione della cultura illuminista e l'azione riformatrice dei sovrani. Risultati importanti si raggiunsero soprattutto nella Lombardia asburgica e in Toscana, mentre nel Mezzogiorno la monarchia borbonica, nonostante la grande vitalità dell'Illuminismo meridionale, non riusci seriamente a intaccare i nodi dell'arretratezza del regno.
Cesare Beccaria
Beccaria sosteneva che la pena per un reato dovrebbe essere calcolata in base alla gravità del reato stesso e non in base alla volontà arbitraria del giudice. Egli riteneva che il sistema giudiziario avrebbe dovuto essere basato sulle prove concrete e che la tortura avrebbe dovuto essere bandita.
La Frase
Carlo Borbone Re di Napoli
Primogenito di Filippo V di Spagna e di Elisabetta Farnese, nacque a Madrid il 20 gennaio dell'anno 1716. Nel 1734, durante la guerra di successione polacca, al comando delle armate spagnole conquistò il Regno di Napoli e l'anno successivo quello di Sicilia, sottraendoli alla dominazione austriaca. Nel 1735 fu incoronato re di Sicilia a Palermo, e nel 1738 fu riconosciuto sovrano dei due regni dai trattati di pace, in cambio della rinuncia agli stati farnesiani e medicei in favore degli Asburgo e dei Lorena. Capostipite della dinastia dei Borbone delle Due Sicilie, inaugurò un nuovo periodo di rinascita politica, ripresa economica e sviluppo culturale.
Il Real Albergo dei Poveri o Palazzo Fuga o, nell'uso popolare, Reclusorio o Serraglio,voluto da Carlo III di Borbone per ospitare tutti i poveri del Regno di Napoli, è il maggiore palazzo monumentale di Napoli e rappresenta -con i suoi oltre 100mila metri quadrati- uno degli edifici più grandi d'Europa.
Il Real Albergo dei Poveri
Magna Carta
Le tredici colonie Americane
13
La guerra di indipendenza e la nascita degli Stati Uniti
Dopo l aguerra dei Sette anni la Gran Bretagna impose 13 colonie americane una maggiore ingerenza politica e una crescente pressione fiscale, rifiutando di concedere loro una rappresentanza nel parlamneto di Londra. Questo portò gli americani a proclamare l'indipendenza e a opporsi vittoriosamente con le armi alla madrepatria, dando vita a un nuovo stato repubblicano e federe: gliStati Uniti d'America
I Protagonisti
Thomas Jefferson
Benjamin Franklin
George Washington
Alexander Hamilton
13 aprile 1743
17 gennaio 1706
22 febbraio 1732
11 gennaio 1757
Il dibattito politico fra i coloni
I lealisti erano fedeli al sovrano
Lealisti
I Moderati cercavano un accordo
Moderati
VS
Il 4 luglio 1776, il Congresso generale degli Stati Uniti d'America proclama la dichiarazione d'indipendenza, dalla dominazione inglese, scritta da Thomas Jefferson. George Washington diventerà il primo Presidente degli Stati Uniti.
La Dichiarazione d'indipendenza
Confederati
Federati
+ INFO
+ INFO
L'ordinamento istituzionale Americano
Il sistema politico degli Stati Uniti d'America si basa su tre principi fondamentali: la repubblica, la democrazia rappresentativa e il federalismo. Il potere politico è condiviso fra il Presidente degli Stati Uniti, il Congresso e le corti giudiziarie federali.
La Costituzione americana
La Costituzione americana del 1787 non aveva alcun presidente: nessuna nazione aveva mai adottato una Costituzione rappresentata da un singolo documento scritto che avesse il valore di legge fondamnetale. Per questo, e per i suoi contenuti, essa rappresenta uno degli atti fondamentali della democrazia moderna.
PPT prodotto da:
Iaccarino Lorenzo Graziano 4°A/SIA
Nel 1640, l'Inghilterra sprofondò nella guerra civile che portò all'esecuzione di re Carlo I nove anni più tardi. Sotto il successivo protettorato di Cromwell alcuni giuristi misero in dubbio se la Magna Carta fosse ancora vigente in quanto frutto di un accordo raggiunto con un monarca. Un pamphlet pubblicato nel 1660 e intitolato The English devil, indirizzato contro Cromwell e la sua scelta di condannare il documento all'oblio, criticò molto questa posizione.
1) New Hampshire2) Massachusetts 3) Rhode Island 4) Connecticut 5) New York 6) New Jersey 7) Pennsylvania 8) Delaware 9) Maryland 10) Virginia 11) Carolina del Nord 12) Carolina del Sud 13) Georgia
John Lilburne criticò la Magna Carta come una definizione inadeguata delle libertà inglesi
A differenza della federazione, la confederazione non dà luogo ad uno Stato, infatti, gli Stati che vi aderiscono mantengono la propria sovranità e autonomia.
Alexander Hamilton è stato un politico, generale ed economista statunitense. Ritenuto uno dei Padri fondatori degli Stati Uniti, fu il primo Segretario al Tesoro della nuova nazione americana.
Benjamin Franklin è stato uno scienziato e politico statunitense. Fu uno dei Padri fondatori degli Stati Uniti. Svolse attività di giornalista, pubblicista, autore, tipografo, diplomatico, attivista, inventore, scienziato e politico. Inoltre fu tra i protagonisti della Rivoluzione americana.
«Se dimostrerò non essere la morte né utile né necessaria, avrò vinto la causa dell’umanità.»
Thomas Jefferson è stato un politico, scienziato e architetto statunitense. È stato il terzo presidente degli Stati Uniti d'America dal 1801 al 1809 ed è considerato uno dei padri fondatori della nazione.
Il giurista Edward Coke fece un vasto uso politico della Magna Carta
Ha teorizzato la dottrina dei tre poteri (legislativo, esecutivo e giudiziario).
Rousseau teorizza uno stato in cui la sovranità appartiene al popolo su un modello di democrazia diretta: il potere legislativo (fare le leggi) è del popolo; il potere esecutivo (far eseguire le leggi) è del Governo, i funzionari del quale sono scelti dal popolo e vige il principio di elezione e di removibilità.
La federazione è uno stato formato da Stati locali o regioni; la federazione ha poteri sia sui singoli Stati che sui cittadini.
George Washington è stato un politico e generale britannico naturalizzato statunitense. Fu comandante in capo dell'Esercito continentale durante tutta la guerra d'indipendenza americana e divenne in seguito il primo presidente degli Stati Uniti d'America.
I gruppi radicali che fiorirono durante quest'epoca erano divisi dalle diverse opinioni sulla Magna Carta. I Livellatori ne respinsero la storia e il significato giuridico come presentati dai loro contemporanei, favorendo invece un punto di vista «anti-normanno». John Lilburne, per esempio, ipotizzò che essa contenesse solo-+ alcune delle libertà che presumibilmente esistevano già sotto gli anglosassoni e che poi vennero soppresse sotto il giogo dei Normanni. Richard Overton descrisse la Carta come «un lavoro meschino che contiene molti segni di intollerabile schiavitù». Entrambi i partiti, tuttavia, intravidero nella Carta un'utile dichiarazione delle libertà che, in mala fede, poteva essere utilizzata contro i governi a loro avversi
Nei primi anni del XVII secolo, la Magna Carta divenne un documento sempre più importante sul piano politico, in quanto considerato imprescindibile sul dibattito riguardante la legittimità del potere della monarchia inglese. Mentre i re Giacomo I e Carlo I Stuart erano impegnati nell'attribuire alla Corona una maggiore autorità, sostenendo la dottrina del diritto divino dei re, la Carta venne ampiamente citata dai loro avversari.
Il XVIII Secolo
LORENZO GRAZIANO IACCARINO
Created on December 3, 2023
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Il XVIII Secolo
cesare beccaria,la napoli illuminata ed i suoi protagonisti
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La società: ordini, comunita ed privilegi
La società dell'Antico regime era caratterizzata da profonde disuguaglianze tra ceti, sancite anche giuridicamente: nobiltà e clero godevano di particolari priviregli; la massa dei contadini - benché in genere, almeno in Occidente, affrancava dalle corvées - era dissanguata da esosi tributi di denaro. Soprattutto melle aree europee più avanzate, cresceva una dinamica borghesia.
Avanti
Incremento demografico e" rivoluzione agricola "
Il XVIII secolo fu caratterizzato da un intenso incremento demografico, reso possibile dall'impetuosa crescita della produzione agraria. Si parla di questo proposito di una "rivoluzione agricola", cui i fattori fondamentali furono l'adozione e l'espanzione delle rotazioni pluriennali, oltre all'introduzione su larga scala di nuove culture. Progressi si ebbero anche in campo manifatturiero, con la diffusione dell' "industria a domicilio".
La moda del caffe
Il valore "sociale del caffè fu tale che portò a modificare gli stessi stili di vita di parte della popolazione europea, quella benestante o comunque cittadina. Non a caso la prima coffeehouse inglese venne aperta a Londra ed era frequentata prevalemente da nobili o da ricchi borghesi.
L'espansione europea, i commerci e lo schiavismo
Nel Settecento, l'economia-mondo europea si pone al centro dei commerci mondiali, realizzando anche forme di dominio territoriale. Al tempo stesso, mutarono le gerarchie tra le potenze europee: declinando le potenze iberiche e l'Olanda, si affermano invece in Francia e soprattutto l'Inghilterra, che nella seconda metà del secolo divenne la potenza egemone nei commerci mondilai.
L'assolutismo e le sue eccezioni
La forma politica dominante nell'Europa tra Sei e Settecento era la monarchia assoluta, che trovò il suo modello più compiuto nella Francia di Luigi XIV. Uniche eccezioni era alcuni piccoli stati con istituzioni repubblicane (le Provincie Unite, la Svizzera, Genova, Venezia), e la monarchia costituzionale inglese, che obbligo il sovrano ad accettare una limitazione costituzionale del proprio potere.
"Difendiamo la tradizione e i suoi valori"
I tories
"Ampliamo il diritto di voto"
I whihg
La politica internazionale: guerre ed equilibrio
Tra il 1700 e il 1763 l'Europa fu travagliata da ben quattro grandi conflitti. A differenza delle guerre del secolo precedente, quelle settecentesce non erano mosse per impore l'egemonia di uno stato a tutto il continente, ma per guadagnare migliori posizioni, nel riguadro di un sostanziale equilibrio tra le maggiori potenze.
L'italia nel Settecento
Il quadro dell'Italia settecentesca è contrastato. Il nostro paese subiva il peso di rapporti sociali e giuridici di natura feudale e gli effetti della marginalizzazione dell'area mediterranera. Lo sviluppo demografico impresse però un certo dinamismo all'agricoltura, specialmente in pianura padana. Sul piano istituzionale, nei piccoli paesi stati italiani l'assolutismo incontrò forti resistenze, con l'eccezione del Piemonte.
L'Illuminismo
I pilastri del pensiero illuminista erano la fiducia nell aragione, nel sapere tecnico-scientifico e nel progresso, l'emancipazione dell'uomo dai dogmi della ragione, la tolleranza, l'affermazione della libertà e dei diritti. Questi princìpi convergevano nella convinzione che il genere umano avesse diritto alla felicità e potesse conseguila.
Politica ed economia nell'Illuminismo
L'Illuminismo elaborò - con autori come Montesquieu e Rousseau - princìpi e teorie politiche quali la divizione dei poteri e la sovranità popolare, che sono tuttora alla base dei moderni stati liberari e democratici. Anche la visione della vita economica cambio nel Settecento, con la nascita dell'economia politica e con le teorire liberiste di Adam Smith.
Autori Principali:
Montesquieu
Rousseau
+ INFO
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L'assolutismo illuminato e le riforme
Sotto l'influenza delle idee dei Lumi, ma anche per modernizzare lo stato e accrescerne la forza, i sovrani assoluti europei della seconda metà del Settecento avviarono un'intesa politica di riforme, raggiunsero solo pazientemente i loro obittivi ma segnarono progressi importanti in campo fiscale, amministrativo, giudiziario e nella laicizzazione dello stato.
Lumi e riforme in Italia
Anche in Italia la seconda metà del secolo portò con sé la diffusione della cultura illuminista e l'azione riformatrice dei sovrani. Risultati importanti si raggiunsero soprattutto nella Lombardia asburgica e in Toscana, mentre nel Mezzogiorno la monarchia borbonica, nonostante la grande vitalità dell'Illuminismo meridionale, non riusci seriamente a intaccare i nodi dell'arretratezza del regno.
Cesare Beccaria
Beccaria sosteneva che la pena per un reato dovrebbe essere calcolata in base alla gravità del reato stesso e non in base alla volontà arbitraria del giudice. Egli riteneva che il sistema giudiziario avrebbe dovuto essere basato sulle prove concrete e che la tortura avrebbe dovuto essere bandita.
La Frase
Carlo Borbone Re di Napoli
Primogenito di Filippo V di Spagna e di Elisabetta Farnese, nacque a Madrid il 20 gennaio dell'anno 1716. Nel 1734, durante la guerra di successione polacca, al comando delle armate spagnole conquistò il Regno di Napoli e l'anno successivo quello di Sicilia, sottraendoli alla dominazione austriaca. Nel 1735 fu incoronato re di Sicilia a Palermo, e nel 1738 fu riconosciuto sovrano dei due regni dai trattati di pace, in cambio della rinuncia agli stati farnesiani e medicei in favore degli Asburgo e dei Lorena. Capostipite della dinastia dei Borbone delle Due Sicilie, inaugurò un nuovo periodo di rinascita politica, ripresa economica e sviluppo culturale.
Il Real Albergo dei Poveri o Palazzo Fuga o, nell'uso popolare, Reclusorio o Serraglio,voluto da Carlo III di Borbone per ospitare tutti i poveri del Regno di Napoli, è il maggiore palazzo monumentale di Napoli e rappresenta -con i suoi oltre 100mila metri quadrati- uno degli edifici più grandi d'Europa.
Il Real Albergo dei Poveri
Magna Carta
Le tredici colonie Americane
13
La guerra di indipendenza e la nascita degli Stati Uniti
Dopo l aguerra dei Sette anni la Gran Bretagna impose 13 colonie americane una maggiore ingerenza politica e una crescente pressione fiscale, rifiutando di concedere loro una rappresentanza nel parlamneto di Londra. Questo portò gli americani a proclamare l'indipendenza e a opporsi vittoriosamente con le armi alla madrepatria, dando vita a un nuovo stato repubblicano e federe: gliStati Uniti d'America
I Protagonisti
Thomas Jefferson
Benjamin Franklin
George Washington
Alexander Hamilton
13 aprile 1743
17 gennaio 1706
22 febbraio 1732
11 gennaio 1757
Il dibattito politico fra i coloni
I lealisti erano fedeli al sovrano
Lealisti
I Moderati cercavano un accordo
Moderati
VS
Il 4 luglio 1776, il Congresso generale degli Stati Uniti d'America proclama la dichiarazione d'indipendenza, dalla dominazione inglese, scritta da Thomas Jefferson. George Washington diventerà il primo Presidente degli Stati Uniti.
La Dichiarazione d'indipendenza
Confederati
Federati
+ INFO
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L'ordinamento istituzionale Americano
Il sistema politico degli Stati Uniti d'America si basa su tre principi fondamentali: la repubblica, la democrazia rappresentativa e il federalismo. Il potere politico è condiviso fra il Presidente degli Stati Uniti, il Congresso e le corti giudiziarie federali.
La Costituzione americana
La Costituzione americana del 1787 non aveva alcun presidente: nessuna nazione aveva mai adottato una Costituzione rappresentata da un singolo documento scritto che avesse il valore di legge fondamnetale. Per questo, e per i suoi contenuti, essa rappresenta uno degli atti fondamentali della democrazia moderna.
PPT prodotto da:
Iaccarino Lorenzo Graziano 4°A/SIA
Nel 1640, l'Inghilterra sprofondò nella guerra civile che portò all'esecuzione di re Carlo I nove anni più tardi. Sotto il successivo protettorato di Cromwell alcuni giuristi misero in dubbio se la Magna Carta fosse ancora vigente in quanto frutto di un accordo raggiunto con un monarca. Un pamphlet pubblicato nel 1660 e intitolato The English devil, indirizzato contro Cromwell e la sua scelta di condannare il documento all'oblio, criticò molto questa posizione.
1) New Hampshire2) Massachusetts 3) Rhode Island 4) Connecticut 5) New York 6) New Jersey 7) Pennsylvania 8) Delaware 9) Maryland 10) Virginia 11) Carolina del Nord 12) Carolina del Sud 13) Georgia
John Lilburne criticò la Magna Carta come una definizione inadeguata delle libertà inglesi
A differenza della federazione, la confederazione non dà luogo ad uno Stato, infatti, gli Stati che vi aderiscono mantengono la propria sovranità e autonomia.
Alexander Hamilton è stato un politico, generale ed economista statunitense. Ritenuto uno dei Padri fondatori degli Stati Uniti, fu il primo Segretario al Tesoro della nuova nazione americana.
Benjamin Franklin è stato uno scienziato e politico statunitense. Fu uno dei Padri fondatori degli Stati Uniti. Svolse attività di giornalista, pubblicista, autore, tipografo, diplomatico, attivista, inventore, scienziato e politico. Inoltre fu tra i protagonisti della Rivoluzione americana.
«Se dimostrerò non essere la morte né utile né necessaria, avrò vinto la causa dell’umanità.»
Thomas Jefferson è stato un politico, scienziato e architetto statunitense. È stato il terzo presidente degli Stati Uniti d'America dal 1801 al 1809 ed è considerato uno dei padri fondatori della nazione.
Il giurista Edward Coke fece un vasto uso politico della Magna Carta
Ha teorizzato la dottrina dei tre poteri (legislativo, esecutivo e giudiziario).
Rousseau teorizza uno stato in cui la sovranità appartiene al popolo su un modello di democrazia diretta: il potere legislativo (fare le leggi) è del popolo; il potere esecutivo (far eseguire le leggi) è del Governo, i funzionari del quale sono scelti dal popolo e vige il principio di elezione e di removibilità.
La federazione è uno stato formato da Stati locali o regioni; la federazione ha poteri sia sui singoli Stati che sui cittadini.
George Washington è stato un politico e generale britannico naturalizzato statunitense. Fu comandante in capo dell'Esercito continentale durante tutta la guerra d'indipendenza americana e divenne in seguito il primo presidente degli Stati Uniti d'America.
I gruppi radicali che fiorirono durante quest'epoca erano divisi dalle diverse opinioni sulla Magna Carta. I Livellatori ne respinsero la storia e il significato giuridico come presentati dai loro contemporanei, favorendo invece un punto di vista «anti-normanno». John Lilburne, per esempio, ipotizzò che essa contenesse solo-+ alcune delle libertà che presumibilmente esistevano già sotto gli anglosassoni e che poi vennero soppresse sotto il giogo dei Normanni. Richard Overton descrisse la Carta come «un lavoro meschino che contiene molti segni di intollerabile schiavitù». Entrambi i partiti, tuttavia, intravidero nella Carta un'utile dichiarazione delle libertà che, in mala fede, poteva essere utilizzata contro i governi a loro avversi
Nei primi anni del XVII secolo, la Magna Carta divenne un documento sempre più importante sul piano politico, in quanto considerato imprescindibile sul dibattito riguardante la legittimità del potere della monarchia inglese. Mentre i re Giacomo I e Carlo I Stuart erano impegnati nell'attribuire alla Corona una maggiore autorità, sostenendo la dottrina del diritto divino dei re, la Carta venne ampiamente citata dai loro avversari.