DE SIO ADRIANA
I COMUNI
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La fase podestarile
La fase consolare
La fase del Popolo
Federico Barbarossa
Federico Barbarossa
I comuni italiani iniziarono a scontrarsi tra loro per il potere, a riportare la concordia fu Federico I, soprannominato il Barbarossa. Agli occhi di Barbarossa, il regno di Sicilia costruito dai normanni era abusivo, programmò molte volte di sferrare un attacco ma infine, passò a relazioni pacifiche con i seguenti.
Federico esordì un accordo con il papato, poiché avevano alcuni nemici in comune: i normanni d’Italia e il comune di Roma. La mancata spedizione contro il Regno di Sicilia e la rivolta dei cittadini romani, cominciò a compromettere i rapporti tra Federico e Adriano IV, il quale si alleò con i normanni.
In occasione di una Dieta convocata a Roncaglia, l’imperatore riaffermò la propria autorità nell’esercizio di alcuni poteri. Di fronte alla resistenza di Milano, Federico ne decretò la distruzione. In seguito, alcuni comuni si allearono formando la Lega lombarda, che ebbe l’appoggio del papa e sconfisse le truppe imperiali.
La fase consolare
I comuni nacquero nel basso medioevo, prevalentemente nella Francia Meridionale. Erano delle forme di auto governo e di autodifesa della comunità. Il “governatore” di questi comuni è il console, veniva eletto da alcuni nobili e rimaneva in carica un anno, quindi il potere non era ereditario ma doveva essere affidato a un’altra persona che veniva eletta.
La fase del Popolo
Esistevano, però, vari gruppi i quali non partecipavano alle attività politiche, essi erano divise in 2 associazioni: le corporazioni di mestiere e le società di armi. L’insieme di queste realtà associative cominciò ad autodefinirsi come “il Popolo”. Il Popolo cominciò a chiedere l’ampliamento dei numeri dei consiglieri, in modo da essere propriamente rappresentati. Nella metà del XIII secolo nasce il comune del Popolo, il quale era presieduto dal “capitano del Popolo”, un forestiero anch’esso di durata annuale con poteri di natura militare e giudiziaria.
Il popolo si divise in 2 fazioni: i guelfi (coloro che sostenevano il papa) e i ghibellini (coloro che sostenevano l’imperatore), quando una delle due fazioni conquistava le principali cariche pubbliche, cacciava l’altra fazione dalla città; infine, nacquero comuni guelfi (Milano) e comuni ghibellini (Pavia).
Inoltre nacquero “i consigli del comune”, erano aperti all’intera cittadinanza, quindi riuscivano ad entravi anche uomini del popolo.
La fase podestarile
Successivamente, per via del potere acquisito dai magnati, dal XIII secolo si insedia il “podestà”, colui che detiene il potere. Erano dei professionisti ed erano accompagnati da segretari, notai… Loro erano forestieri, questo garantiva un loro comportamento più equo. Si spostavano da una città all’altra, quindi le leggi e le istituzioni comunali si somigliavano tra loro.
I COMUNI
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Created on December 1, 2023
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DE SIO ADRIANA
I COMUNI
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La fase podestarile
La fase consolare
La fase del Popolo
Federico Barbarossa
Federico Barbarossa
I comuni italiani iniziarono a scontrarsi tra loro per il potere, a riportare la concordia fu Federico I, soprannominato il Barbarossa. Agli occhi di Barbarossa, il regno di Sicilia costruito dai normanni era abusivo, programmò molte volte di sferrare un attacco ma infine, passò a relazioni pacifiche con i seguenti. Federico esordì un accordo con il papato, poiché avevano alcuni nemici in comune: i normanni d’Italia e il comune di Roma. La mancata spedizione contro il Regno di Sicilia e la rivolta dei cittadini romani, cominciò a compromettere i rapporti tra Federico e Adriano IV, il quale si alleò con i normanni.
In occasione di una Dieta convocata a Roncaglia, l’imperatore riaffermò la propria autorità nell’esercizio di alcuni poteri. Di fronte alla resistenza di Milano, Federico ne decretò la distruzione. In seguito, alcuni comuni si allearono formando la Lega lombarda, che ebbe l’appoggio del papa e sconfisse le truppe imperiali.
La fase consolare
I comuni nacquero nel basso medioevo, prevalentemente nella Francia Meridionale. Erano delle forme di auto governo e di autodifesa della comunità. Il “governatore” di questi comuni è il console, veniva eletto da alcuni nobili e rimaneva in carica un anno, quindi il potere non era ereditario ma doveva essere affidato a un’altra persona che veniva eletta.
La fase del Popolo
Esistevano, però, vari gruppi i quali non partecipavano alle attività politiche, essi erano divise in 2 associazioni: le corporazioni di mestiere e le società di armi. L’insieme di queste realtà associative cominciò ad autodefinirsi come “il Popolo”. Il Popolo cominciò a chiedere l’ampliamento dei numeri dei consiglieri, in modo da essere propriamente rappresentati. Nella metà del XIII secolo nasce il comune del Popolo, il quale era presieduto dal “capitano del Popolo”, un forestiero anch’esso di durata annuale con poteri di natura militare e giudiziaria.
Il popolo si divise in 2 fazioni: i guelfi (coloro che sostenevano il papa) e i ghibellini (coloro che sostenevano l’imperatore), quando una delle due fazioni conquistava le principali cariche pubbliche, cacciava l’altra fazione dalla città; infine, nacquero comuni guelfi (Milano) e comuni ghibellini (Pavia).
Inoltre nacquero “i consigli del comune”, erano aperti all’intera cittadinanza, quindi riuscivano ad entravi anche uomini del popolo.
La fase podestarile
Successivamente, per via del potere acquisito dai magnati, dal XIII secolo si insedia il “podestà”, colui che detiene il potere. Erano dei professionisti ed erano accompagnati da segretari, notai… Loro erano forestieri, questo garantiva un loro comportamento più equo. Si spostavano da una città all’altra, quindi le leggi e le istituzioni comunali si somigliavano tra loro.