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la novella di Madonna Oretta e la metafora del cavallo

Noemi Vilardo

Created on November 29, 2023

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Transcript

Vilardo Noemi

I,6: La novella di Madonna Oretta

Laboratorio: "Che cos'è il metodo critico"

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Indice

>Altri legami con la tradizione dell'enigma

>La novella di Madonna Oretta: riassunto

>Forse una metafora amorosa

>La domanda

>le fonti: la tradizione dell'enigma

> Cicerone, "De Oratore"

1- Zabara, "il libro delle delizie"

> Calvino

2- Compilatio singularis exemplorum

Le parole di Filomena

La novella di Madonna Oretta

Riassunto

Si tratta della prima novella della Sesta giornata.Nella novella si narra la vicenda di un personaggio storico, Oretta Malaspina, che incarna il comportamento raccomandato da Pampinea e ricordato dalla narratrice Filomena. Nel racconto un anonimo cavaliere si offre di distrarla dal lungo e faticoso viaggio che stanno compiendo raccontandole una novella. Egli però si dimostra un pessimo narratore tanto da far sì che Madonna Oretta si senta male fisicamente ascoltandolo, fino a interromperlo con il suo motto,ossia : "Messer questo vostro cavallo ha troppo duro trotto, per che io vi priego che vi piaccia di pormi a piè".

01

Perchè Madonna Oretta si riferisce alla novella usando la metafora del cavallo?

La tradizione e la provenienza della metafora.

Le fonti: la tradizione dell'ENIGMA.

la prima novella della sesta giornata non è tra le più fortunate del Decameron anche per la difficoltà di interpretazione. L'enigma è legato non solo alle forme brevi come proverbi, motti e indovinelli; ma anche alla letteratura narrativa, dove un indovinello/enigma costituisce parte della trama stessa. La tradizione medievale è ricca di di episodi in cui un re propone ai sudditi un problema irrisolvibile anche per i più saggi del regno. Alla fine chi risolve la situazione è una contadina sconosciuta, che in campio sposa il re. Nelle versioni medievali la ragazza prova la sua saggezza risolvendo una serie di detti oscuri, tra cui l'enigma del cavallo.

Nella cornice de "Il libro delle notizie" vengono raccolte 15 novelle principali raccontate da viaggiatori-narratori, alcune rietrate a fare parte degli exempla della letteratura occidentale. In particolare, al momento della settima di queste novelle, il gigante Enan si rivolge a Zabara dicendogli: "Tu porta me o io porterò te", nonostante i due fossero già a cavallo. Per spiegare il mistero di questa frase, Enan racconta la novella: un re sogna che una scimmia dello Yemen si intrattenga con le sue mogli di nascosto. il sovrano crede che questo sognifichi che il re dello Yemen stia per impossessarsi dei suoi averi e del suo regno e si confida con un eunuco alla sua corte. quest'ultimo parte alla ricerca di un saggio che sappia risolvere il mistero. Si imbatte in un contadino su una mula che si offre di ospitarlo a casa sua. durante il viaggio l'eunuco pronuncia frasi incomprensibili come quella pronunciata da Enan.

1- Zabara, "Il libro delle delizie"

‘Tu porta me o io porterò te.’

Arrivato a casa, sua figlia riesce a rivelare il significato di tutte le frasi pronunciate dall'eunuco. in particolare, la frase pronunciata anche da Enan significa: "chi viaggiando con un compagno, gli racconta detti e novelle, e cita indovinelli e proverbi, con questo porta il suo compagno, gli fa strada e gli alleggerisce il tedio del viaggio e lo libera dai pensieri inquietanti". Alla fine, la contadinella viene condotta in presenza del re e svela che il sogno del sovrano signofoca che c'è un uomo nascosto nell'harem e travestito da donna. il re uccide sia l'uomo che le mogli e poi sposa la contadina.

Questa tradizione costituisce l'anello di congiunzione tra la tradizione orientale e quella occidentale, in quanto l'autore si rifà a molte fonti arabe, ma esistono anche versioni del racconto in latino. Questa tradizione viene ripresa anche dai fratelli Grimm nell'800, anche se la storia cambia leggermente rispetto alla tradizione medievale: vengono imposti 3 compiti paradossali alla ragazza invece che degli indovinelli. Il secondo compito ricorda l'enigma del cavallo, poichè impone alla ragazza di comparire di fronte al re " non a cavallo nè in carrozza".

2- Compilatio singularis exemplorum

il racconto di Zabara è la base dell'opera latina medievale "Compilatio singularis exemplorum", repertorio di materiale da utilizzare nelle prediche certamente anteriore al Boccaccio. questo documento era disponibile in un ambiente letterario geograficamente e cronologicamente molto vicino a quello di Boccaccio. Questa ipotesi è supportata dal fatto che la Compilatio è fonte diretta di un'altra opera: il "De Magna Prudentia" di Sercambi, un novellatore lucchese. la coincidenza fraseologica tra Decameron e Compilatio è molto precisa per essere un fatto casuale.

‘Tu porta me o io porterò te.’

Novità inserite da Boccaccio rispetto alla tradizione

I legami con la tradizione

1- Si tratta di una protagonista femminile che trionfa per la sua intelligenza in un mondo dominato dagli uomini;2- Il racconto parla di un viaggio 3- il problema di alleggerire il viaggio 4- l'abilità della donna si manifesta in giochi verbali 5- la donna ha un nome, viene identificata e associata a un contesto familiare mentre l'uomo rimane anonimo 6- l'uomo è sempre un cavaliere o aristocratico 7- Michelangelo Picone sottolinea anche la novità di un solo cavallo per due, a differenza della tradizione orientale. Boccaccio aspirta a un pubblico duplice: chi è in grado di cosgliere la ripresa di una tradizione colta e chi invece non ne è a conoscenza.

L'espressione non è più un enigma, ma una metafora.Questa metafora prima di tutto è scelta dal cavaliere, che dice: " Vi porterò a cavallo con una novella delle più belle del mondo". Questa espressione è poco chiara e forse si tratta di un espediente utilizzato dall'autore per una prima caratterizzazione del personaggio: il cavaliere non viene presentato attraverso il suo nome, ma è descritto come un nobile "al quale forse non stava meglio la spada allato che 'l novellar nella lingua" e anche "or tre o quattro volte e sei volte replicando una medesima parola, ed ora indietro tornando". Metaforicamente, il cavaliere è senza cavallo ( novella) e quindi non è un cavaliere.

‘Tu porta me o io porterò te.’

Forse una metafora amorosa

la tesi di Giorgio Barberi Squarotti

Altri studiosi sostengono che la metafora utilizzata per prima cosa dal cavaliere abbia il significato di una proposta amorosa nei confronti di Madonna Oretta. Si tratta quindi di una battuta volgare, dato che la donna è nobile e sposata. Questa battuta dovrebbe essere sublimata dal novellare, ma il cavaliere riesce a rovinare una novella bellissima. Qui emerge un tema importante: ogni novella ha una sua forma necessaria, richiede di essere raccontata secondo determinate attenzioni di spazio, tempo e precisione. il legame tra battuta amorosa e metafora del raccontare ci porta a dire che chi non sa raccontare non sa amare.

‘Tu porta me o io porterò te.’

Cicerone, Il "De Oratore

la tesi di Luca Baldini Confalonieri

Due brani del "De Oratore" di Cicerone partono direttamente dalla merafora: si tratta dell'incipit e dell'excipit dell'Excursus de ridiculis del libro II, quindi la parte dedicata ai motti di spirito, esattamente come la sesta giornata del "Decameron". Secondo alcuni studiosi, le versioni mutile di quest'opera erano conosciute da Petrarca ed è quindi probabile che fossero giunte anche a Boccaccio.

Cesare viene invitato da Crasso a esprimere la sua opinione sul motto di spirito, prima che Antonio termini il suo discorso.

in questi passi non c'è la metafpra del cavallo, come abbiamo visto nella possibile fonte dell'enigma, ma vi è l'uso di una metafora che viene ripresa per indicare un atto del parlare prima in modo positivo e poi per sottolineare l'esigenza di concluderlo in quanto negativo. In entrambi i casi siamo nel contesto del viaggio, anche se quello di Antonio è un viaggio mentale.

"La novella è un cavallo: un mezzo di trasporto con la sua andatura, trotto o galoppo, secondo il percorso che deve compiere, ma la velocità di cui si parla è una velocità mentale." - Calvino

Fonti

https://www.rose.uzh.ch/static/decameron/seminario/VI_01/deorator.htm

https://www.rose.uzh.ch/static/decameron/seminario/VI_01/freedman1.htm

https://www.jstor.org/stable/26266991?read-now=1&oauth_data=eyJlbWFpbCI6InZpbGFyZG9ub2VtaTAzQGdtYWlsLmNvbSIsImluc3RpdHV0aW9uSWRzIjpbXSwicHJvdmlkZXIiOiJnb29nbGUifQ&seq=1#page_scan_tab_contents

https://iris.unito.it/retrieve/handle/2318/1615060/292982/1984%20-%20Madonna%20Oretta%20e%20il%20luogo%20del%20%27Decameron%27..pdf