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ÉMILIE DU CHÂTELET

Blangiforti Elisa

Created on November 29, 2023

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Transcript

Presentazione

Emilie du Châtelet

Émilie du Châtelet è stata una matematica, fisica e letterata francese

LA BIOGRAFIA

Gabrielle Émilie le Tonnelier de Breteuil nasce a Parigi nel 1706. Per la sua altissima estrazione sociale, la giovane ragazza visse nel lusso sfrenato e negli agi che il suo rango le consentivano, accentuandole non pochi vizi e una passione per la vita mondana. Contrariamente all’educazione delle fanciulle dell’epoca, Émilie non venne mandata in convento e il padre le preparò un programma educativo letterario e musicale, senza tralasciare attività fisiche come l’equitazione e la scherma. Fu avviata fin da giovanissima allo studio di materie scientifiche. Merito anche l’abitudine della famiglia di ospitare nel castello di Breteuil molti letterati e scienziati, organizzando uno dei tanti salotti intellettuali di Parigi, al quale la piccola poteva partecipare. Crescendo, Émilie prese a studiare sempre più appassionatamente matematica e astronomia .Non era nemmeno adolescente che parlava fluentemente greco, latino, italiano, tedesco, inglese e spagnolo Amava ballare e partecipare alle feste, andare a teatro, recitare ed esibirsi al clavicembalo. Nonostante la sua educazione non convenzionale e un’intelligenza acuta, a 19 anni sposò per interessi sociali ed economici il trentenne Florent-Claude, marchese du Châtelet. Dopo la nascita di due figli e una figlia, i doveri coniugali poterono considerarsi conclusi e i due decisero di vivere vite separate. A 25 anni ebbe un’appassionata relazione con il marchese di Guébriant, che la portò a tentare il suicidio quando lui la lasciò. Poi frequentò il duca di Richelieu. Successivamente fu del tutto disinteressata al dover essere una madre e una moglie, la marchesa si gettò nello studio della matematica e della fisica.

contesto storico

La marchesa du Châtelet è da considerarsi tra le massime esponenti dell’Illuminismo. I suoi lavori hanno contribuito alla divulgazione della fisica newtoniana così come della matematica e della filosofia in generale. A lei, poi, si devono le prime teorizzazioni di due importanti principi studiati nei secoli successivi, cioè la radiazione infrarossa e la conservazione dell’energia. Al contrario del grande riconoscimento che ebbe dai suoi contemporanei, con il tempo la sua figura è stata eclissata da altri intellettuali e scienziati del suo tempo. Da parte sua, più volte rimarcò la volontà di «essere giudicata per i miei meriti».

i contributi al sapere matematico

L'impegno per matematica e fisica è costante e intenso. Nel 1737 Voltaire fa stampare"Gli elementi della filosofia naturale di Newton" citando la collaborazione della marchesa nell'introduzione dell'opera. Successivamente, Émilie è in corrispondenza con matematici come Bernoulli insegnante di Eulero e, nel 1740, pubblica "Institutions de physique" che le attribuisce il ruolo di rappresentante delle idee di Leibniz. Emilie du Châtelet è soprattutto nota per la traduzione, dal latino al francese, del testo di Newton "Philosophiae naturalis principia mathematica" che resterà l'unica fino agli anni Sessanta. Non solo lo tradusse, rendendolo conoscibile a un popolo che prediligeva studiare opere in lingua madre ma lo commentò, correggendo alcuni calcoli matematici approssimativi e completando molte delle ipotesi di Newton, tra cui quella dell'inclinazione della terra I suoi calcoli e le intuizioni annotate vennero utilizzati da altri matematici senza che il suo nome fosse, però, ricordato Emilie riprodusse esperimenti, come quello svolto dallo scienziato olandese Gravesande relativo alla "progressione esponenziale" dell'energia dei corpi. Osservando la caduta di palle di piombo su un terreno in argilla e misurandone gli effetti, la donna osservò che, per esprimere l'energia di un oggetto in movimento occorreva moltiplicare la massa dell'oggetto per il quadrato della sua velocità. Un'intuizione che verrà confermata due secoli dopo da Einstein nella celebre formula E=mc2, dove l'Energia si ottiene moltiplicando la massa per la celeritas. L'Accademia delle scienze di Bologna ne riconobbe i meriti accogliendola come membro, evento accaduto a poche scienziate dell'epoca come Laura Bassi, Maria Gaetana Agnesi e Anna Morandi Manzolini, anche l'Encyclopedie di d'Alembert ricorda Émilie du Châtelet come colei che ha reso la teoria di Newton più comprensibile.

Dopo la rottura del sodalizio intellettuale e sentimentale con Voltaire, il legame tra i due non si spezza La donna scrive il "Discorso sulla felicità", che verrà pubblicato postumo. Si tratta di una sorta di diario, un testo personale in parte autobiografico, in cui racconta le tante passioni. È un saggio nel quale tenta di dare una descrizione della felicità indirizzata alle donne, a cui suggerisce come raggiungerla. Anche attraverso l'ambizione, considerata "peccato" nei testi religiosi. La sua definizione è semplice, profonda e assai moderna. "Amare ciò che si ha, saperne gioire, godere dei privilegi del proprio stato, non invidiare coloro che ci sembrano più felici di noi, applicarsi per perfezionare noi stessi e per ricavare i maggiori vantaggi dai nostri comportamenti è tutto quello che chiamo felicità ". Dieci anni dopo uscirà la traduzione di Newton per cui è conosciuta, grazie all'azione di Voltaire che ne curò la pubblicazione come ultimo riconoscimento a una donna con cui aveva intrecciato un legame unico. Il suo lavoro incompiuto sui Principia venne terminato dal matematico Alexis-Claude Clairaut, cui aveva affidato l’ultimo manoscritto, con la collaborazione da Voltaire che ricordò Madame come «la metà di me stesso, un’anima per la quale sembrava fatta la mia»4

i contributi al sapere matematico

“Uno dei grandi segreti della felicità è moderare i desideri e amare ciò che già si possiede.”

ÉMILIE DU CHÂTELET

GRAZIE

Blangiforti Elisa Chiarandà Nicole Donato Adele