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LE DONNE, dall'antica Roma ad oggi

Matteo galasso

Created on November 29, 2023

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le donne: dall'antica roma ad oggi

A.S. 2023/24 Matteo Bartlomeo Galasso - Luca Giannantonio II A

le donne in grecia

nell’antica grecia le donne non partecipavano alla vita politica e non godevano delle stesse libertà dell’uomo Alle donne era assegnata una parte della casa chiamata gineceo. Lì la donna svolgeva le funzioni domestiche che la società le assegnava: filare, tessere, organizzare il lavoro delle schiave, organizzare cerimonie familiari e crescere i propri figli. Le uscite in pubblico erano molto rare. Nella società greca il matrimonio non era una scelta individuale, come accade nell'epoca moderna; nell'antica Grecia le nozze si celebravano per scopi economici, politici, di prestigio e a deciderle erano i maschi di casa, generalmente il padre. La donna passava così dalle mani del padre a quelle del marito.

le donne romane

La società romana era sostanzialmente fondata sulla figura dell’uomo, nello specifico era incentrata sull’autorità del pater familias, che poteva ricoprire attività pubbliche o avviare un’attività politica. E il ruolo della donna romana? In età arcaica e repubblicana il posto riservato alla donna era quello della domus; doveva quindi occuparsi prevalentemente delle mansioni domestiche e della formazione dei figli, in particolare educandoli al mos maiorum, il nucleo della morale tradizionale della civiltà romana.

le donne romane

Nel corso dei secoli però, fortunatamente, la condizione di vita delle donne romane migliorò gradualmente. In epoca imperiale, con la diminuzione della pressione morale, vi fu un grande salto di qualità della vita per la donna, specie se era di classe sociale agiata. Infatti, le donne appartenenti a ricche famiglie cominciarono a occuparsi sempre meno delle mansioni domestiche e dell’educazione dei figli , e sempre più a banchetti e feste

Leges Iuliae

Con il nome di Leges Iuliae si comprendono tutte le leggi romane introdotte da membri della gens Iulia. Più spesso, quando si parla di Leges Iuliae, ci si riferisce in particolare alle leggi introdotte da Augusto dall'anno 18 a.C. al 9 d.C., le quali prevedevano alcuni provvedimenti sulla famiglia e sul rispetto delle antiche tradizioni (mos maiorum).

le leggi di oggi

L'evoluzione della normativa italiana in materia di violenza sulle donne prende le mosse dalla ratifica della Convenzione di Istanbul sulla prevenzione e sulla lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica (legge n. 77 del 2013); a seguito della ratifica, l'Italia ha compiuto una serie di interventi volti a istituire una strategia integrata per combattere la violenza nel solco tracciato dalla Convenzione.

la donna nella letteratura

Nella letteratura medievale, la figura della donna è spesso rappresentata in modo stereotipato e sessista. Le donne sono spesso descritte come angeli o demoni, rappresentanti della purezza o della tentazione. Nella letteratura cortese, le donne sono spesso idealizzate e viste come oggetti di desiderio.Per quanto riguarda l'arte romana, il corpo ideale di donna era raffigurata con seni piccoli e fianchi larghi, i grandi seni erano derisi come umoristici o segno di vecchiaia. Nel periodo augusteo le donne erano idealizzate come carnose con seni arrotondati e addome pieno

le donne elaborarono complessi meccanismi giuridici per sbarazzarsi della potestà maschile, scegliendosi per tutori dei familiari o amici che non interferissero con le loro scelte. Ciò suscitò le critiche di alcuni autori conservatori, come Cicerone: «I nostri antenati stabilirono che le donne, per la loro debolezza di giudizio, fossero sottomesse alla potestà dei tutori, ma i giuristi hanno inventato una specie di tutore sottomesso alla potestà delle donne».La presenza femminile in politica aveva iniziato a farsi visibile già durante la repubblica. Ma aumentò inesorabilmente in età imperiale, con l’entrata in crisi e la successiva scomparsa della famiglia tradizionale romana, i cui membri erano uniti da vincoli di sottomissione al pater familias.

Le donne seppero anche approfittare di alcuni vantaggi offerti dal sistema. Alcune si avvalsero, per esempio, della loro condizione di vedove per proteggere i propri diritti. Fu questo il caso di Antonia minore, nipote dell’imperatore Augusto e nuora dell’imperatrice Livia. Una volta compiuti i suoi doveri nei confronti dello stato partorendo tre figli – Germanico, Livilla e il futuro imperatore Claudio –, decise di non risposarsi, ignorando i consigli del suo imperiale zio. Poté così accedere ai benefici legali di cui godevano le vedove: restando univira (moglie di un solo uomo) e fedele alla memoria del suo eroico marito, maschili, il suo enorme patrimonio

sotto altri aspetti, tuttavia, la legge continuava a essere contraria alla libertà delle donne. L’interruzione della gravidanza senza il consenso del marito fuoriuscì dalla giurisdizione domestica e divenne oggetto di persecuzione pubblica. Ma non era il feto o la libertà della madre quello che si proteggeva, quanto la “legittima aspettativa del marito di avere prole”. Continuava poi a esistere la figura del curator ventris (“curatore del ventre”), che si occupava dell’andamento della gravidanza e impediva alla donna di abortire senza il permesso del marito.

le donne: dall'antica roma ad oggi

A.S. 2023/24 Matteo Bartlomeo Galasso - Luca Giannantonio II A

Lapprofondimento.

Il primo intervento in tal senso è stato operato dal decreto-legge n. 93 del 2013, adottato a pochi mesi di distanza dalla ratifica della Convenzione, che ha apportato rilevanti modifiche in ambito penale e processuale ed ha previsto l'adozione periodica di Piani d'azione contro la violenza di genere.Nella legislatura corrente, sono state approvate la legge n. 12 del 2023, che prevede l'istituzione di una Commissione bicamerale d'inchiesta sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere (la Commissione si è costituita nella seduta del 26 luglio 2023) e la legge n. 122 del 2023, che interviene su uno degli aspetti caratterizzanti la procedura da seguire nei procedimenti per delitti di violenza domestica e di genere, ovvero l'obbligo per il pubblico ministero di assumere informazioni dalla persona offesa o da chi ha denunciato i fatti di reato entro tre giorni dall'iscrizione della notizia di reato;

Lex Julia de Maritandis Ordinibus.

è una legge fatta approvare da Ottaviano Augusto nel 18 a.C. Questa legge limitava i matrimoni tra diverse classi sociali e puniva i celibi (chi non prendeva moglie, infatti, era tassato). Inoltre stabilì che l'eredità vacante, in caso di mancanza o inerzia di creditori ereditari, andasse all'erario. Questa fu una delle leggi che Ottaviano fece approvare per arrestare la decrescita della popolazione, nonostante le numerose adozioni e l'impiego continuo di soldati di origine barbara e i fondi enormi assegnati per aiutare i genitori poveri ad alimentare i figli. «Inoltre, quando Augusto si accorse che questa legge veniva elusa con fidanzamenti precoci e frequenti divorzi stabilì un termine per fidanzamenti e matrimoni e pose un freno al divorzio

approfondimento.

Le donne romane d’epoca imperiale cominciarono ad indossare abiti di seta, tacchi e gioielli, dedicando buona parte della giornata alla cura del corpo e dell’abbigliamento, affidandosi a cosmetici, belletti, profumi e ad acconciature elaborate. Il primo segnale di questo cambiamento venne del diritto matrimoniale. Il matrimonio tradizionale romano era quello cum manus, che, come abbiamo visto in precedenza, prevedeva il passaggio della donna sotto la potestà del marito. , si diffuse invece il matrimonio sine manu, ovvero quello che prevedeva il consenso di entrambi i coniugi. divenne più libero, frequente e deciso anche dalla donna.

approfondimento.

Il filosofo Seneca, , affermava: «I due sessi contribuiscono allo stesso modo alla vita comune, perché uno è fatto per ubbidire e l’altro per comandare». Si sosteneva poi che la necessità di dedicarsi esclusivamente alla famiglia impedisse alla donna l’esercizio di cariche pubbliche. Altri facevano riferimento all’inferiorità naturale delle donne e più precisamente alla loro “debolezza di giudizio” o levitas animi, inaugurando quel mito dell’incostanza femminile che tanta importanza giuridica e letteraria avrebbe avuto nel corso della storia successiva. Ecco come viene presentato nei testi di giurisprudenza: «Gli antichi vollero che le donne, anche se in età adulta, fossero poste sotto tutela a causa della leggerezza del loro spirito», scriveva il giurista Gaio in riferimento alla Legge delle XII tavole, il codice legale più antico di Roma.

approfondimento.

Antonia ottenne il rispetto e l’ammirazione di tutta Roma. Non solo, così evitò anche le critiche di cui, invece, non riuscirono a liberarsi né sua madre, Ottavia, né sua suocera, Livia, per aver avuto figli da differenti matrimoni. Ciononostante, il maggior vantaggio dell’essere rimasta vedova era che poteva gestire da sola, senza ingerenze

approfondimento.

Non è pertanto strano che il giurista Papiniano affermasse: «In molti aspetti del nostro diritto è peggiore la condizione delle donne rispetto a quella degli uomini». La normativa contro la violenza di genere persegue tre obiettivi principali: prevenire i reati, punire i colpevoli, proteggere le vittime