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Purgatorio
paolo vulterini
Created on November 29, 2023
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Transcript
IL PURGATORIO
DI DANTE ALIGHIERI
REALIZZATO DA PAOLO VULTERINI
STRUTTURA
Il Purgatorio è un vero e proprio monte (o qualsivoglia collina), a forma di tronco di cono. Sulla sua cima si trova l’Eden, il paradiso terrestre. Ai suoi piedi si trova invece un cammino astioso e pietroso. Questa prima parte pietrosa è l’Antipurgatorio, dove si trovano le anime di coloro che, seppure destinati alla salvezza, non sono ancora degni di percorrere il loro viaggio verso la purificazione. La struttura del monte è quindi, partendo dal basso e andando in alto, la seguente: Antipurgatorio, Purgatorio, Eden. Il Purgatorio vero e proprio è invece diviso in sette cornici, proprio come nell’inferno erano presenti sette gironi. I canti, in cui Dante ci descrive questo secondo regno e ci presenta le anime che ospita, sono ancora una volta trentatrè
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chi sono coloro CHE OSPITANO IL PURGATORIO?
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Ecco dunque la ragion d’essere del Purgatorio: un regno destinato alla purificazione delle anime deboli, nel quale esse percorrono un cammino che le porta al rafforzamento dei propri propositi e della propria volontà di bene. La fede deve in conclusione rafforzarsi nella convinzione del bene. Fatto questo, è a queste anime possibile accedere a quella che è la loro mèta: il Paradiso. Essi non si purificano dunque dai peccati (altrimenti, se già non lo fossero, essi sarebbero all’inferno), ma da quello scoglio che, come dice Dantem “esser non lascia a voi Dio manifesti”, ovvero non permette loro ancora di vedere Dio in Paradiso
INIZIO DELLE CANTICA
Dante e Virgilio raggiungono dunque la spiaggia. L’aria è leggera, e Dante si sente sollevato. Invoca le divinità pagane, le Muse, ma solo in quanto allegorie delle tecniche liriche, affinché accompagnino il suo canto. Dante fa spesso uso di miti e personaggi tratti dal mondo pagano, sia perché di conoscenza comune all’epoca, sia per fini esplicativi. Il ritmo della narrazione è differente rispetto alla precedente cantica, più fresco. Si avverte quasi un’ansia di liberazione. Il primo incontro che Dante e Virgilio fanno è con Catone, guardiano della porta del Purgatorio di Dante. Le parole che egli rivolge loro sono così dure ed aspre da creare un profondo contrasto con l’ambiente idilliaco del Purgatorio. Catone, saputa la loro missione, li fa passare, ma solo perché questo è il volere divino. Inizia allora per Dante il processo di purificazione, durante il quale dovrà innanzi tutto togliere dal suo viso le tracce dell’inferno e poi cingersi i fianchi con un giunco colto sulla spiaggia. Quest’ultimo è un simbolo di umiltà perché chi intende purificarsi deve innanzi tutto riconoscere la limitatezza della propria volontà rispetto a Dio. Il giunco è infatti flessibile e resiste alle ondate, perché è umile e forte ai rimproveri: non si irrigidisce nelle sue convinzioni. In questo modo esso resiste alle difficoltà, a differenza ad esempio degli alberi, che una volta piegati, si rompono. Al primo chiarore del mattino comincia dunque il viaggio di Dante e Virgilio. Nel prossimo canto li attende l’incontro con il cantore e musico Casella.
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ELEMENTI NUOVI E VECCHI
Il Purgatorio è sotto molti aspetti differente dagli altri due regni. In esso si alternano infatti la luce e la tenebra, e vi è anche il tempo. Luce e tenebra hanno in questa cantica un significato simbolico molto importante: rappresentano ragione e fede. Bisogna ricordare, infatti, che Dante, nella sua descrizione del Purgatorio, non utilizza, tranne in rari casi, elementi “scenografici”: ogni immagine evocata ha invece un significato spirituale. I momenti luminosi rappresentano infatti la grazia divina, mentre quelli bui i momenti in cui l’uomo pensa, usa la sua ragione e rimugina sui precetti di Dio. E’ il momento, questo, nel quale la ragione indaga su di noi, ci esamina. Essa stessa modifica l’uomo e gli fa capire i suoi errori. Già all’inizio della narrazione, si nota come l’ambiente sia diverso da quello infernale, non solo, ovviamente, nei luoghi, ma anche a causa della dolce armonia che lo pervade, della concordia esistente tra le anime. Esse però, essendo anime ancora da purificarsi, non hanno perso l’attaccamento alla loro vita mortale e alle cose materiali. La cosa è manifestata già dall’inizio, nel canto II, quando avviene l’incontro di Dante e Virgilio con il musico Casella. Nel Purgatorio è dunque sempre presente una sorta di “dualità” tra elementi materiali e spirituali. Anche il comportamento di Virgilio è differente, perché appare qui più vicino ai timori di Dante, e a volte anche rattristato. Nell’Inferno, infatti, Virgilio era conscio di essere superiore ai dannati. Adesso si trova invece a percorrere un regno di salvezza che a lui non spetterà. Inoltre a Dante il percorso è necessario per comprendere molte cose, mentre Virgilio non può sperare di trarre alcun giovamento in quel lungo cammino per la sua condizione. Come già accaduto nell’Inferno, anche in questa cantica Dante avrà modo di nominare spesso personaggi epici o citare miti. All’epoca questi erano infatti noti a tutti, poiché ampiamente diffusa era anche una sorta di “tradizione orale” sugli argomenti epici.
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-Negligenti = anime che hanno tardato a pentirsi - Le sette cornici corrispondo ai sette vizi capitali -Man mano che si sale il peccato che si sconta è meno grave -nel Purgatorio le anime espiano il proprio peccato in attesa di andare in Paradiso -nel Purgatorio è presente molta luce -la crudezza della sofferenza è alleggerita dalla speranza di raggiungere il Paradiso