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LA GUERRA "GIUSTA"

Nicolò Giosuè Viscardi

Created on November 27, 2023

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Transcript

La guerra "giusta"

Viscardi Nicolò Giosuè II LC

Le porte di Giano

L'acqua bollente

La Guerra "giusta" per i Romani
Quando Romolo aveva combattuto contro i Sabini, dal suolo era sorgato un fiotto d'acqua bollente, che aveva messo in fuga i nemici.

Al termine della seconda guerra punica le porte del tempio di Giano furono chiuse per significare che la pace tornava a regnare nel territorio romano, dopo cinque secoli c.ca. Le porte di Giano restavano infatti aperte in tempo di guerra e persino i romani avevano dimenticato le ragioni. Vi sono diverse versioni:

Romolo e Tito Tazio

I battenti che si toccavano erano simbolo dell'alleanza tra Romolo e Tito Tazio, che per un periodo avevano regnato in condominio su Roma.

Auspicio

Le porte aperte erano simbolo di Giano che attendeva i suoi figli dal fronte, come un padre.
Una guerra era "giusta" quando veniva dichiarata con un rituale che doveva assicurare ai Romani il favore divino, infatti erano operati dai sacerdoti feziali.
Un sacerdote si bendava la testa e indossava una veste speciale, invocava Giove, esponeva le richieste dei Romani e giungeva al confine.
La parola passava, poi, ai senatori, ai quali spettava la decisione definitiva.Il re consultava i senatori che, uno a uno, esprimevano il proprio parere; la guerra era decisa quando la maggioranza dei senatori dava il proprio consenso.
Decisa la guerra, un feziale impugnava una lancia dalla punta insanguinata che scagliava nel territorio nemico e, la zolla di terra che veniva colpita, era simbolo della totale occupazione del territorio (omina)

Si può parlare di guerra "giusta"?

Aristotele affermò che la guerra è "giusta":

Aristotele affermò che la guerra è giusta in tre casi:

  • Per non cadere sotto il dominio altrui;
  • Per esercitare un’egemonia a vantaggio dei popoli assoggettati;
  • Per ridurre in schiavitù i barbari.

Guerra Russia -Ucraina

Una guerra iniziata otto anni fa

C’è una data da non dimenticare nella storia dell’Ucraina ed è forse il principio del conflitto tra Russia e Ucraina: tra il 1932 e il 1933, milioni di ucraini morirono di fame. Stalin decise di prendere tutte le terre: i contadini non ricevettero più uno stipendio ma una quota dei beni prodotti. Molti si opposero a questa decisione e vennero ammazzati. Altri morirono di fame. Ancora oggi questa tragedia è una delle ragioni del risentimento degli ucraini verso i russi.

Nel 2014, a Kiev, ci fu una rivolta contro il presidente Janukovyč per chiedere l’adesione all’Unione Europea: si crearono degli scontri, ci furono dei morti e il presidente venne cacciato. A quel punto la Russia si prese la penisola della Crimea. Da quel momento è partita la mobilitazione anche del Donbass: gruppi militari delle regioni di Lugansk e Donetsk sono riusciti in breve tempo a prendere il controllo di parte della regione, grazie all'appoggio occulto di Putin che ha fornito denaro e armi. Così è stata proclamata la nascita della Repubblica Popolare di Donetsk e la Repubblica Popolare di Lugansk, indipendenti dall’Ucraina. Gli scontri si fermarono con gli accordi di Minsk.

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"Operazione speciale per smilitarizzare l’Ucraina"

A fine febbraio Putin ha riconosciuto, senza accordi con nessuno la Repubblica di Donetsk e la Repubblica di Luhansk come russe e ha già fatto entrare i carri armati su quei territori. Di fatto, però, si tratta di una vera e propria invasione, perché quelle due aree sono a tutti gli effetti dell’ Ucraina. In questo modo gli accordi di Minsk sono saltati.I civili ucraini però sono costretti a fuggire e l'intensità degli attacchi aumenta giorno dopo giorno.

"діти"

La notizia più tragica è arrivata il 16 marzo, a circa tre settimane dall'inizio del conflitto, quando un bombardamento (negato dalle autorità russe) ha colpito il Teatro d'Arte Drammatica di Mariupol, nonostante la struttura fosse diventata un rifugio per un migliaio tra donne e bambini. Per prevenire attacchi, i responsabili del Teatro avevano anche realizzato una grande scritta nel cortile del Teatro, in modo che fosse facilmente visibile dal cielo. La scritta riportava una sola parola: "bambini".

La guerra legittimata

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Col passare degli anni, s’è affermata la teoria dello Stato-potenza in cui la guerra diventa espressione della sovranità degli stati. Ma l’idea di guerra è anche un prodotto attuale del pensiero politico: figura in una serie di riflessioni sull’etica e sul diritto internazionale e viene riferita all’uso legittimo della forza militare. In particolare nel ventunesimo secolo, l’idea di guerra giusta, ha ripreso vigore dopo l’attacco terroristico dell’11 settembre 2001.

Papa Francesco e la guerra "giusta"

«Esiste una guerra "giusta”? Se Sì, fino a che punto è legittimo l’uso della forza per fermare l’aggressore?»

«Oggi noi siamo in un mondo in guerra, dappertutto! Qualcuno mi diceva: “Ma Lei sa, Padre, che siamo nella Terza Guerra Mondiale – ma a pezzi?”. Ha capito? E’ un mondo in guerra, dove si compiono queste crudeltà. Dove c’è una aggressione ingiusta, posso dire che è lecito fermare l’aggressore ingiusto. Sottolineo il verbo: fermare. Non dico bombardare, fare la guerra: fermarlo. I mezzi con i quali si possono fermare, dovranno essere valutati. Fermare l’aggressore ingiusto è lecito».

La questione palestinese

Con la fine del secondo conflitto mondiale, l’ONU considerò due opzioni per ripartire la Palestina. La prima era la creazione di uno Stato ebraico e di uno Stato arabo indipendenti, con la città di Gerusalemme posta sotto controllo internazionale. La seconda, chiamata Risoluzione 181, consisteva nella creazione di un unico Stato, di tipo federale, che avrebbe compreso sia uno Stato ebraico, sia uno Stato arabo. La risoluzione però, invece di preparare la pace, fu la premessa della guerra. La gran maggioranza degli arabi che vivevano in Palestina e la totalità degli Stati arabi già indipendenti respinsero il Piano. Da principio essi reclamarono il paese intero.

Dichiarazione d'indipendenza israeliana

In seguito alla dichiarazione d’indipendenza israeliana del 14 maggio, gli eserciti arabi invasero la Palestina. Le ostilità terminarono solo il 25 gennaio del 1949, con una chiara vittoria israeliana. I palestinesi rimanevano non solo senza Stato ma anche in larga maggioranza senza casa: iniziava qui il problema dei profughi. Una catastrofe che portò alla diaspora di un milione di palestinesi che a quel punto alimentarono il “mito del ritorno”.

Lo Stato di Palestina

Il 15 novembre 1988 il Consiglio nazionale palestinese proclamava lo Stato di Palestina (con capitale Gerusalemme) e nel dicembre Arafat, fondatore della principale organizzazione della resistenza palestinese riconosceva esplicitamente Israele di fronte all’Assemblea generale dell’ONU. Nel 1994 venne firmato l’accordo definito Oslo II che prevedeva la creazione di tre aree. Le trattative non portarono a nessun accordo. Scoppiò anzi la seconda Intifada, che ha bloccato ogni vero sforzo di pace.

7 Ottobre 2023

Dalla Striscia di Gaza parte un massiccio lancio di migliaia di razzi verso Israele che raggiungono anche Tel Aviv e Gerusalemme. Dietro all’attacco c’è Hamas: viene lanciata l’Operazione al-Aqsa, per “mettere fine ai crimini” di Israele. Il primo ministro Netanyahu annuncia ai cittadini: “Siamo in guerra e vinceremo”. Ai lanci di missili tra i due territori si accompagna la presa di ostaggi civili e militari israeliani da parte degli uomini di Hamas.

Almeno 2000 bambini uccisi

Migliaia di case e dozzine di campi da gioco, scuole, ospedali, chiese e moschee sono state danneggiate o distrutte a Gaza, con un bilancio di almeno 4.600 bambini feriti, secondo quanto riportato dal Ministero della Salute. Alcuni riportano ustioni atroci, perdita di arti e altre orribili ferite da esplosione, senza poter ricevere cure adeguate. Il danno alle infrastrutture sanitarie e la mancanza di forniture mediche stanno costringendo i medici a fare scelte impossibili, come eseguire interventi chirurgici sul pavimento degli ospedali, spesso senza anestesia e senza riuscire a curare pazienti con gravissime lesioni. La Striscia di Gaza è un ambiente urbano piccolo e densamente popolato e per questo gli incessanti attacchi aerei continuano a uccidere e ferire bambini indiscriminatamente. Oltre 1 milione di minori sono intrappolati al centro di un’area di conflitto attivo, senza un posto sicuro dove andare e senza una via di salvezza.

guerra "giusta"

PRO

CONTRO

- Ogni guerra, anche la più “giusta” si macchia inevitabilmente di crimini contro l’umanità. - L’eliminazione del concetto di guerra dovrebbe essere un impegno condiviso, a tutti i livelli. «Siamo l’unica specie animale che fa la guerra» a dirlo fu Erasmo da Rotterdam, che già 500 anni fa smontò il concetto di guerra “giusta”. La guerra non è iscritta nel destino dell’umanità!

- La decisone di un intervento militare, è sempre preceduta da una politica calcolata e riflessa, per cercare di arrecare un danno che non sia peggiore dell’offesa. - È doveroso intraprendere missioni militari in zone di conflitto o nel quale avvengono violazioni di diritti umani, ma solo per creare condizioni di libertà, giustizia e riconciliazione.

Ninna nanna della guerra

"Ninna nanna, pija sonno ché se dormi nun vedrai tante infamie e tanti guai che succedeno ner monno fra le spade e li fucili de li popoli civili Ninna nanna, tu nun senti li sospiri e li lamenti de la gente che se scanna per un matto che commanna; che se scanna e che s'ammazza a vantaggio de la razza o a vantaggio d'una fede per un Dio che nun se vede, ma che serve da riparo ar Sovrano macellaro. Chè quer covo d'assassini che c'insanguina la terra sa benone che la guerra è un gran giro de quatrini che prepara le risorse pe li ladri de le Borse.!

Fa la ninna, cocco bello, finchè dura sto macello: fa la ninna, chè domani rivedremo li sovrani che se scambieno la stima boni amichi come prima. So cuggini e fra parenti nun se fanno comprimenti: torneranno più cordiali li rapporti personali. E riuniti fra de loro senza l'ombra d'un rimorso, ce faranno un ber discorso su la Pace e sul Lavoro pe quer popolo cojone risparmiato dar cannone!"

trilussa

FINE

Grazie dell'attenzione