Want to create interactive content? It’s easy in Genially!
La luce nella letteratura
Diego Dauri
Created on November 27, 2023
Start designing with a free template
Discover more than 1500 professional designs like these:
View
Higher Education Presentation
View
Psychedelic Presentation
View
Vaporwave presentation
View
Geniaflix Presentation
View
Vintage Mosaic Presentation
View
Modern Zen Presentation
View
Newspaper Presentation
Transcript
La luce nella letteratura
Arzano, Dauri, Tarchini e Zurlo
La luce in letteratura
Indice
Introduzione
Sezione I: Dante
Sezione II: Leopardi e il Romanticismo
Sezione III: Dal '900 ai giorni nostri
Benvenuti in questo straordinario viaggio alla scoperta del ruolo della luce nella storia della letteratura! Questo percorso è suddiviso in tre sezioni, ciascuna rappresentante una fase distintiva della letteratura mondiale. Ogni sezione è anticipata da una breve introduzione che illustra in modo conciso il contesto storico-culturale. Dalle origini della letteratura italiana con Dante fino ai giorni attuali, c'è un'ampia varietà di tematiche! Inoltre, per gli autori più significativi, offriamo un'introduzione generale e più testi. Buona lettura e buon viaggio nel mondo luminoso della letteratura!
Introduzione
sezione I: dante
Dante Alighieri (1265-1321), famoso poeta italiano del 1200, autore della "Divina Commedia", un viaggio attraverso Inferno, Purgatorio e Paradiso che rappresenta un'epica ricerca spirituale dell' "etterna luce" e un pilastro della letteratura italiana.
Noi siamo usciti fore del maggior corpo al ciel ch’è pura luce: luce intellettual, piena d’amore;
Dante, Paradiso XXX
Nella Divina Commedia, il tema della luce è ricorrente e presente in tutte e tre le cantiche. Nell'Inferno è scarsa, a causa della lontananza da Dio e dell'assenza del "lume della ragione" nei dannati. Nel Purgatorio diventa via via più presente e raggiunge il suo apice nel Paradiso, dove Dante e Beatrice giungono nell'Empireo, il primo cielo immobile fatto di "pura luce". Nel corso del poema, è chiaro che la luce sia metafora della grazia e della ragione in funzione di Dio, il quale è maggiormente presente nella dimora stessa del creatore, ovvero il Paradiso. Di seguito vi proponiamo alcuni fenomeni luminosi descritti dal poeta nelle sue opere.
luce
arcobaleno
riflessione
sezione II: Leopardie il romanticismo
Giacomo Leopardi (1798-1837): poeta, saggista e filosofo italiano del XIX secolo. Le sue poesie, che sepsso contengono riferimenti alla luce", esplorano la malinconia, la natura umana e il desiderio di conoscenza. I suoi scritti filosofici riflettono sulla condizione umana e hanno influenzato la letteratura e il pensiero filosofico.
Ma la vita mortal, poi che la bella giovinezza sparì, non si colorad’altra luce giammai, né d’altra aurora.
Giacomo Leopardi, Il tramonto della luna
Giacomo Leopardi gioca con la luce proprio come se fosse un pittore. Se ne serve con abilissima maestria per descrivere le scene e le situazioni più disparate, essa stessa diventa quindi sogetto della poesia. Talvolta è la protagonista della scena, com ne "Il tramonto della luna", talvolta è solo un personaggio secondario. Rimane però onnipresente in ogni sua opera. Di seguito vi proponiamo dei frammenti di alcune delle opere più belle di leopardi che contengono riferimenti alla luce.
Il tramonto della luna
Zibaldone
Arcobaleno di William Wordsworth
Il mio cuore esulta al cospetto dell’arcobaleno nascente: come venendo al mondo; come nel sapersi uomo; così, nello scoprirsi vecchio, mi sia data la morte! Il Bambino è padre dell'Uomo e siano i miei giorni l’uno all’altro stretti dal sentimento della natura.
My heart leaps up when I behold A rainbow in the sky: So was it when my life began; So is it now I am a man; So be it when I shall grow old, Or let me die! The Child is father of the Man; And I could wish my days to be Bound each to each by natural piety.
+ commento
sezione III: dal '900ai giorni nostri
La letteratura del Novecento è un panorama variegato e vibrante che esplora i cambiamenti sociali, politici e culturali del XX secolo attraverso molteplici movimenti e stili letterari..
Ed è subito sera di Salvatore Quasimodo
Ognuno sta sul cuor della terra, trafitto da un raggio di sole: ed è subito sera.
+ info
Dove la luce di Giuseppe Ungaretti
Come allodola ondosa Nel vento lieto sui giovani prati, Le braccia ti sanno leggera, vieni. Ci scorderemo di quaggiù, E del mare e del cielo, E del mio sangue rapido alla guerra, Di passi d’ombre memori Entro rossori di mattine nuove. Dove non muove foglia più la luce, Sogni e crucci passati ad altre rive, Dov’è posata sera, Vieni ti porterò Alle colline d’oro. L’ora costante, liberi d’età, Nel suo perduto nimbo Sarà nostro lenzuolo.
+ info
Ringraziamenti
Vi ringraziamo infinitamente per esservi uniti a noi in questo magnifico viaggio. Speriamo vivamente vi sia piaciuo, alla prossima! Realizzato da: -Francesca Arzano -Diego Dauri -Maria Valentina Tarchini -Lilli Martina Zurlo
"La luce" di Toshiko Mori
Dico che l’usanza de’ filosofi è di chiamare ‘luce’ lo lume, in quanto esso è nel suo fontale principio; di chiamare ‘raggio’, in quanto esso è per lo mezzo, dal principio al primo corpo dove si termina; di chiamare ‘splendore’, in quanto esso è in altra parte alluminata ripercosso. (Convivio III, XIV, 5)
In questo brano Dante distingue con precisione luce, lume (sorgente luminosa), raggio e "splendore". Queste definizioni sono molto attuali e sono estremamente vicine a quelle che usiamo oggi.
Questa poesia del poeta inglese William Wordsworth (1770-1850) rappresenta una delle più belle meditazioni sull'arcobaleno. Wordsworth lo descrive come un fenomeno che trascende l'aspetto visivo, diventando un simbolo di speranza e un ponte tra il mondo naturale e l'intimità dell'animo umano. Nonostante l'avanzare dell'età, il poeta rimane costantemente meravigliato dalla natura, portandoci poi a riflettere sulla vecchiaia e sulla morte attraverso l'affermazione "The Child is father of the Man". Questa frase sottolinea il legame continuo tra gioventù e maturità, esemplificato dall'amore senza fine di Wordsworth per la natura.
E come l'aria, quando è ben pregna di umidità, si tinge dei colori dell'arcobaleno per il raggio del sole che la attraversa; così l'aria che circonda lì l'anima assume quella forma che le imprime l'anima stessa lì ferma, grazie alla virtù informativa;
E come l'aere, quand'è ben pïorno, per l'altrui raggio che 'n sé si reflette, di diversi color diventa addorno; così l'aere vicin quivi si mette e in quella forma ch'è in lui suggella virtüalmente l'alma che ristette; (Pg XXV vv.91-96)
Come quando il raggio luminoso viene riflesso dall'acqua o da uno specchio, così che il raggio che sale forma un angolo identico a quello del raggio che scende rispetto alla verticale al piano, conformemente a quanto l'esperienza e la scienza dimostrano; così mi sembrò di essere colpito in quel punto da una luce riflessa;
Come quando da l'acqua o da lo specchio salta lo raggio a l'opposita parte, salendo sù per lo modo parecchio a quel che scende, e tanto si diparte dal cader de la pietra in igual tratta, sì come mostra esperïenza e arte; così mi parve da luce rifratta quivi dinanzi a me esser percosso; (Pg XV vv.16-23)
Da quella parte della mia teoria del piacere dove si mostra come degli oggetti veduti per metà o con certi impedimenti ec. ci destino idee indefinite, si spiega perché piaccia la luce del sole o della luna, veduta in luogo dov’essi non si vedano e non si scopra la sorgente della luce; un luogo solamente in parte illuminato da essa luce; il riflesso di detta luce e i vari effetti materiali che ne derivano; il penetrare di detta luce in luoghi dov’ella divenga incerta e impedita e non bene si distingua, come attraverso un canneto, in una selva, per li balconi socchiusi ec. ec.; la detta luce veduta in luogo, oggetto ec. dov’ella non entri e non percota dirittamente, ma vi sia ribattuta e diffusa da qualche altro luogo od oggetto ec. dov’ella venga a battere. Frammenti 1744-1745 (Zibaldone)
Commento
Voi, collinette e piagge, Caduto lo splendor che all’occidente Inargentava della notte il velo, Orfane ancor gran tempo Non resterete; che dall’altra parte Tosto vedrete il cielo Imbiancar novamente, e sorger l’alba: Alla qual poscia seguitando il sole, E folgorando intorno Con sue fiamme possenti, Di lucidi torrenti Inonderà con voi gli eterei campi. Ma la vita mortal, poi che la bella Giovinezza sparì, non si colora D’altra luce giammai, nè d’altra aurora. Vedova è insino al fine; ed alla notte Che l’altre etadi oscura, Segno poser gli Dei la sepoltura.
Testo
Commento
"Ed è subito sera" di Salvatore Quasimodo è una poesia che esplora la transizione dalla luce al buio, sia in termini letterali che metaforici. La luce gioca un ruolo centrale nella poesia, rappresentando non solo il tramonto fisico del sole. La luce presente all'inizio della poesia, con i colori vibranti del tramonto, rappresenta la vitalità e la bellezza della giovinezza e della vita stessa. Tuttavia, Quasimodo sottolinea la transitorietà di questa luce, poiché il giorno cede rapidamente il passo alla sera, simboleggiando il declino e la fine. Segue una rappresentazione fisica del tramonto.
Nel componimento "Dove la luce", emerge un aspetto inedito del celebre poeta del Novecento, Giuseppe Ungaretti. Quest'opera si distingue per i temi trattati, contrapponendosi agli altri lavori dell'autore. Questa lirica, infatti, si differenzia in quanto tratta tematiche legate all'amore, un ambito inconsueto per Ungaretti, solito concentrarsi sulla creazione di componimenti e riflessioni incentrati sulla guerra e sull'esperienza umana in contesti drammatici. Tuttavia, questo testo offre uno sguardo illuminante sul potere della luce nell'arte poetica. Esplorando la tematica amorosa attraverso l'uso della luce, Ungaretti dimostra la capacità degli scrittori di creare ambientazioni suggestive e idilliache.