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La tregua
Martina Ferro
Created on November 27, 2023
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La tregua
Primo Levi
AUTORE: Primo Levi CASA EDITRICE: Einaudi ANNO DI PUBBLICAZIONE: 1963
1: Il disgelo
Nei primi giorni del gennaio 1945 i tedeschi iniziarono a bruciare i campi per non lasciare più tracce, ma poi dovettero partire lasciando incompiuto il loro dovere. Nell'infermeria di Buna-Monowitz erano rimasti in 800 di cui 500 morirono per malattie e freddo e altri 200 dopo l'arrivo dei russi. A mezzogiorno del 27 gennaio 1945 arrivarono i russi mentre lui e Charles stavano trasportando il corpo di Somogyi. Essi erano 4 giovani soldati che si guardavano intorno, erano armati ma non contro di loro "messaggeri di pace"; provavano vergogna. Gioia della liberazione. Charles e Levi rientrano con la buona notizia. La cuccetta di Somogyi venne occupata da Thylle, un uomo del triangolo rosso (politico), anziano e aveva diritto all'aristocrazia, aveva privilegi come sfuggire alle selezioni; era tedesco e rimasto li per controllare le baracche, faceva mantenere ordine e pulizia.. Per Levi era un nemico potente. Di fronte alla libertà si sentivano smarriti, svuotati, atrofizzati. Arrivò la notte ma Levi non aveva sonno, la speranza di un ritorno alla vita si avvicinava, Thylle piangeva, gli chiese se fosse sveglio e andò nella cuccetta di Levi. Il mattino portò i primi segni di libertà: arrivarono civili a sgomberare le baracche, poi un bambino che portò una mucca per loro. Al terzo giorno si vide entrare un carretto guidato da Yankel, un ebreo russo. Avvenuto il disgelo, ma morirono ancora malati. Sembrava che la stanchezza e la malattia arrivarono d'un tratto. La sua malattia peggiorò, quando venne il suo turno di salire sul carretto non si reggeva più in piedi, Charles e Arthur lo caricarono e per l'ultima volta vide le baracche, la piazza in cui aveva sofferto e poi la scritta "il lavoro rende liberi".
2: Il campo Grande
Con il carretto arrivarono al Campo Grande di Auschwitz, che era come una metropoli, enorme, con edifici giganti ed era tutto silenzioso. Arrivarono al bagno e loro pensavano che i russi avrebbero imposto il loro marchio. Due infermiere sovietiche li lavarono e asciugarono per poi coricarli. L'operazione andò liscia tranne per l'ultimo del gruppo, un francese, che non voleva farsi toccare ed era messo male. Gli assegnarono i vestiti e li rasero i capelli per l'ultima volta. Si separarono: Charles e Arthur che erano guariti andarono con i francese, mentre Levi andò in infermeria. Qui al campo Grande mancavano medici e medicine. Il primo giorno va in un locale grande, il secondo in uno più piccolo e dopo 5 giorni si riprese. Hurbinek era un bambino di 3 anni, che non sapeva parlare e non aveva nome, glielo avevano affidato loro; era paralizzato dai reni in giù= il suo sguardo esprimeva l'esigenza della parola. Henek era il vicino di letto di Levi, robusto ragazzo ungherese di 15 anni, il bambino era sempre da lui e se fosse durato più di un mese avrebbe anche imparato a parlare. Egli lo curava, lo nutriva e gli parlava. Hurbinek disse una parola ma nessuno sapeva il significato. Hurbinek era nato ad Auschwitz, aveva combattuto come un uomo, con il piccolo avambraccio segnato con il numero; ma morì a marzo del 1945. Henek in realtà si chiamava Koing, il nome Henek era il diminutivo di Enrico dato da due ragazze perché era simpatico. Non era malato e il Lager aveva fatto di lui un uomo prudente, pronto e feroce. Henek era nato in Transilvania, andava con il fucile nei boschi per la caccia e per sparare ai rumeni. Era stato catturato con tutta la famiglia, gli altri erano morti, ma lui aveva detto di avere 18 anni ed essere un muratore in realtà ne aveva 14 ed era uno studente. A Birkenau diventò il Kapo di un Kommando dei bambini; ed era lui che sceglieva i bambini alle selezioni: non provava rimorso perché era l'unico modo per sopravvivere. Egli all'evacuazione si era nascosto e poi raccolse le scatole di cibo schiacciate dai tedeschi e le tenne per se, Levi le controllava.
C'erano altri bambini come Hurbinek, c'era un club di bambini dei quali uno si chiamava Peter Pavel, un bambino di 5 anni che non parlava e non aveva il bisogno di nessuno, stava via tutto il giorno e tornava soltanto per mangiare e dormire. Un altro bambino era Kleine Kiepura che tutti lo conoscevano alla Buna, aveva 12 anni (strano che fosse vivo). Non lavorava ma risiedeva in semiclausura nel Block e il suo aspetto era irregolare: busto corto, braccia e gambe lunghissime, con una mandibola prominente. Nessuno lo amava tranne il suo protettore. Era malato quindi finì in infermeria, tacque per 2 giorni nella sua cuccetta, poi iniziò a parlare da solo, sognava di essere diventato Kapo quindi cantava le marce e gli obblighi della Buna. Dopo un po' di giorni egli sparì, con sollievo di tutti. Hanka e Jadzia erano le due ragazze polacche infermiere. Hanka era un ex-capo, 24 anni e passava le giornate davanti allo specchio, Jadzia era una ragazza piccola e timida e aveva voglia di uomini, attirava e seguiva ogni uomo. Il suo obbiettivo principale era Henez, che non la voleva, invece il suo amico Noah, un uomo libero e forte che voleva tutte le donne (amante di tutte). Frau Vita amava tutti (amore fraterno), era mezza ebrea che passava ore vicino a Levi, un anno nel Lager, che trasportava cadaveri. Era la sola che si occupava dei malati e dei bambini e quando aveva tempo lavava i pavimenti e le gamelle. Fu lei a chiudere gli occhi a André e Antoine, due giovani contadi del Vosgi, malati di coliche; André mentre parlò si spense, invece Antoine morì due giorni dopo. Olga era una partigiana ebrea, intelligente e bella, parlava l'italiano e raccontò a Levi la storia delle donne che erano state deportate con lui: erano morti tutti, dalle 550 persone solo 29 erano state ammesse al campo e di queste solo 5 erano sopravvissute
3: Il greco
Egli si sentiva meglio, quindi uscì da lì ma venne fermato da un ex- capo che voleva farlo lavorare e poi andò in un Block. Poi salì su una carretta militare e arrivarono alla ferrovia, erano in 10 tra cui il greco Mordo Nahum, aveva 40 anni e sapeva molte lingue tra cui l'italiano. Poi arrivarono dei vagoni con i "primi civili", partirono e doveva arrivare a Neu Berun; verso la notte arrivarono e lui si addormentò nella cabina del telegrafo e al mattino ricevette pane e formaggio. Poi il treno ripartì e arrivarono a Szczakova dove distribuivano la zuppa, il treno ripartì poi si fermò e decisero di continuare a piedi verso Cracovia. Aveva solo una camicia e una giacca, poi gli si ruppero le scarpe, quindi usò la tela. Salirono su un treno e arrivarono ad una caserma di italiani, che era piena ma riuscirono ad entrare. Era un luogo fantastico, caldo, erano puliti e coperti. Il greco diventò un maestro per gli altri che raccontava episodi di guerra. Il giorno dopo Mordo Nahum svegliò Levi e gli disse che dovevano andare a lavorare al mercato perché non potevano farsi mantenere, anche se a Levi questo piaceva, per il greco invece era importante l'etica del lavoro e quello che gli davano i russi era "pane non guadagnato". Andarono poi al mercato di Cracovia, Levi dovette chiedere i prezzi delle camicie (sapeva tedesco) e poi il greco ne vendette una sua per 70 zloty e poi comprarono 6 uova. Chiesero informazioni a un prete per andare alla mensa dei poveri, qui mangiarono la minestra e i fagioli. Poi penarono alle loro scarpe e il greco disse che in guerra la prima cosa a cui pensare solo le scarpe poi il cibo ed è sempre guerra, homo homini lupus, egli era un uomo forte. Tornarono poi alla caserma e mangiarono le uova (uova crude e cotte). Il giorno dopo partirono verso Katowice ma si fermarono a Trzebina dopo un avvocato gli pose molte domande, poi se ne andarono tutti e si sentì solo (sogno). Ripartirono e si fermarono a Szczakowa per la zuppa calda, un uomo gli parlò in italiano e fu il terzo che gli disse di non parlare tedesco. Poi il giorno dopo arrivarono a Katowice, campo di raccolta, e qui Levi e il greco si separarono.
4: Katowice
Katowice era un campo con molti uomini e donne, che era stato un piccolo Lager, c'era ancora il recinto simbolico ma con una buco sul retro, e all'entrata c'era una guardia che decideva chi far entrare e chi no. In un capannone c'erano gli italiani, con il capo Rovi che amava il potere, era sciocco e non sapeva tedesco e russo, però non era un tiranno. Levi trovò Leonardo, era un medico della buna che però faceva lavori più duri, non sopportava la fame e il freddo, andava spesso in infermeria e per questo 3 volte era stato scelto per la camera a gas ma risparmiato. L'infermeria di Bogucice era stata creata da Marja , era un'infermiera, donna energica e si procurava i medicinali. Levi parlò con lei e decise di fargli avere un ruolo da farmacista. Egli stava in una camera con italiani e andava a lavorare in infermeria, dove Marja gli regalava molte cose. Poi andò a lavorare in ambulatorio con Leonardo e gli fu chiesto di scrivere i dati anagrafici dei pazienti, egli dettava in tedesco a Galina che traduceva in russo, lei era una ragazza di 18 anni ucraina ed egli si sentiva sporco, malato e debole nei suoi confronti. Con il passare del tempo Galina raccontò della sua storia: la Kommandatur era diventata la sua famiglia; era una ragazza di campagna ma sveglia. Poi se ne andò. Egli aiutava a Leonardo a controllare i pidocchi: faceva togliere la camicia. Il Ferrari era un uovo sulla 40, un criminale che leggeva molto. era finito in Germania perché stava rubando a una donna. L'attivitità di Levi portava a una miglior alimentazione, nella cucina c'erano due donne: Simone. Portava anche al propusk: arrivare a Katowice senza passare dal fango. Trova Cesare
5: Cesare
Levi conobbe Cesare negli ultimi giorni del Lager, sentiva da un'altra stanza parlare italiano quindi con le sue poche forze andò lì e faceva molto freddo e c'erano tanti cadaveri; qui trovò Cesare e Marcello. Levi e Marcello si conoscevano bene, erano a Fossili insieme, ed egli era un uomo forte ma non resistette al freddo e morì; invece Cesare era arrivato alla fine del Lager, Levi gli portava da bere e mangiare (inizio di una grande amicizia) e due mesi dopo si era già ripreso. Cesare, nascondendosi nella legnaia, era scappato dalla caccia dei russi, ma poi messo nella fila dei sani. i russi li avevano portati a Gleiwitz dove li faceva lavorare molto e mangiare poco; Cesare si finse malato e riuscì a scappare e arrivò a Bogucice e rimase insieme a Levi. Una notte furono tutti svegliati, dovette vestirsi e pulire tutto perché arrivava un generale a ispezionare il campo. Il capitano Egorov mandò 10 uomini a pulire la latrina che era messa molto male; per poi chiuderla. Il generale non arrivò, ma qualche settimana dopo venne un ispettore per la cucina, che si trovava fuori dal recinto; egli arrivò tutti i giorni verso le 11 fino a giugno. I due decisero di lasciare il recito, fuori era tutto morto eppure la città viveva. Per fare colazione andarono al mercato e in ogni bancarella mangiavano una fragola dicendo poi che non era buona. Ma poi dovevano dedicarsi al commercio, infatti aveva già trovato un socio: Giacomantonio il quale avrebbe comprato di tutto invece Cesare venduto, egli aveva 20 anni e pieno di calore umano e il lavoro era un occasione di incontri non ossessione (greco); il greco era un lupo solitario mentre Cesare era un amico di tutti. Levi partii per il mercato con Cesare che parlava solo italiano (romano); vendette la penna. Era abile a vendere sia perché molto abile a mimare ma anche perché fingeva di tenere molto alle cose che stava per vendere.
6: Victory Day
La vita al campo di Bogucice era noiosa, invece l'attività di Cesare migliorava sempre e un giorni sparì per 4 dì, poi tornò e disse che si era sistematico, la sua pagninca era bellissima ma era polacca e quindi chiese a Levi di aiutarlo, Levi non era d'accordo perché non conosceva bene il polacco e il tedesco, allora Cesare gli portò u n dizionario italiano- tedesco ma neanche questo bastò; da qui Cesare si fece vedere raramente. Il 30 aprile Levi, Leonardo e altri furono chiamati dal capitano Erogov e dovettero cedere il propusk. 8 maggio la guerra finì= intera Polonia entusiasta, tutti cantavano si abbracciava e sparavano in aria (bambino colpito). Organizzarono una festa. A Boguccie erano rimasti gli italiani, un giorno tornò Cesare con una bottiglia di vodka piena e la travasò in un'altra vuota; gli era successa una disgrazia= aveva trovato un uomo russo a casa della sua donna, quindi prese la bottiglia di vodka e scappò mentre l'altro lo rincorreva, ma la bottiglia rappresentava tutto quanto gli era rimasto da quell'amore. 8 maggio= andarono a vedere il teatro che era tutto improvvisato: Erogov era ubriaco, Marja era direttrice del coro, Galina si esibì da sola... Lo spettacolo, nonostante fosse improvvisato, era molto bello e caldo. Il giorno dopo tornò tutto normale, egli si congratulò con Marja che sembrava avesse una doppia personalità. Verso maggio gli italiani organizzarono una partita di calcio che durò fino alla sera ma poi iniziò a piovere e per questo i giorni successivi Levi stette male, non riusciva a respirare bene e il quarto giorno era immobile nel letto.
7: I sognatori
Leonardo era preoccupato per Levi e non si sapeva cosa avesse, dopo giorni scoprirono che era pleurite secca; quindi Leonardo e Cesare cercarono dei medicinali e trovarono il dottore Gottilieb, egli curò Levi e riusciva a camminare però stava ancora in camera. Qui c'era il Moro di Verona, aveva 70 anni, scarno ma pieno di collera contro tutti; soffriva di demenza senile, non si alzava mai. Qui c'era anche Il Ferrari e Ambrogio Trovati, uomo di 30 anni, chiamato Tramonto e aveva trascorso la sua vita in prigione e in teatro. Un altro era Cravero che aveva vissuto di furti, egli fu il primo ad andarsene verso casa sua, Torino e si propose di portare una lettera per Levi a casa sua, Levi accettò. Egli era arrivato a Torino e aveva consegnato la lettera alla madre di Levi, questo era il primo segno di vita dopo 9 mesi; poi scomparve. Questi personaggi raccontano storie inventate sulla loro vita.
8: Verso sud
Levi per riprendersi faceva delle camminate. Un giorno tornò e Egorov diede la notizia del ritorno e in poche ore il campo si svuotò. Levi e Cesare scesero a Katowice, andarono in un negozio per comprare cibo spendendo tutti i 63 zloty, lei inizialmente pensava fossero croati ma quando gli dissero che erano ebrei italiani e venivano da Auschwitz cambiò idea. Perché suo marito era stato catturato e lei scrisse una lettera ad Hitler dicendo di non fare la guerra perché l'avrebbe persa; poi viene chiamato alla Gestapo ma non mandato nel Lager. Il giorno prima di partire fecero un banchetto e poi il dottore Dancenko diede a Levi un attestato che riconosceva il suo lavoro come dottore. Il giorno dopo salire sul treno verso Odessa, il viaggio durò 6 giorni (ero tutto disorganizzato ma Gottlieb riusciva a superare ogni difficoltà) e intanto lui aveva la febbre. Il treno sostò a Leopoldi dove scese per trovare riparo, Cesare andò a prender il cibo e accesero il fuoco. Qui Levi parlò con due ragazze che parlavano però il yiddish: la più grande era Sore e per loro era strano che fossero ebrei ma non parlassero il yiddish. Le ragazze erano della Russia, erano sfollate a Samarcanda e orfane ed erano sulla strada del ritorno. A mezzanotte, dalla porta apparve un soldato russo e andò dai 3 ufficiali, uscì e rientò.. continuò così per un quarto d'ora. Levi aveva la febbre quindi Gottlieb gli propose la vodka. Il giorno dopo il treno ripartì ma si fermò a Zmerinka e tutti dovevano scendere (prima sconfitta). Restarono qui 3 giorni. Poi arrivò un altro gruppo di italiani con intere famiglie, erano più privilegiati, erano italiani-rumeni. Qualche giorno dopo ripartirono.
9: Verso nord
Nei giorni a Zmerinka videro che i rumeni pagavano le cose anche il quadruplo perché potevano. Un gruppo si avvicinò e gli chiese del pane e solo Daniele glielo diede, egli non aveva più la moglie, non aveva più parenti. Alla fine di giugno partirono da Zmerinka , erano 1400 italiani (compresi i rumeni). Andavano a nord, viaggiarono solo 2 giorni (andarono nel vagone infermeria). All'arrivo vennero fatti camminare in fila sotto la pioggia, al mattino si svegliarono e capirono di essere in un teatro. Poi Levi uscì, andò nel prato e trovò Mordo Nahum, il greco, il quale gli chiese come stava e se avesse bisogno di qualcosa. Poi gli chiese se avesse bisogno di una donna visto che lì ce n'erano molte ma Levi rifiutò ricordati del fatto dell'uovo, e poi i due si lasciarono e non si videro mai più.
10: Una curizetta
Levi si trovava nel campo di racconta di Sluzk, qui c'erano 10 mila persona, si stava bene, faceva caldo ma non c'era da lavorare e c'era mangiare per tutti grazie al servizio mensa controllato dagli ungheresi. Restarono lì 10 giorni poi dovettero fare 70 kilometri a piedi per arrivare a Staryje Doroghi. Al mattino del 20 luglio partirono, camminarono ore per un autostrada tutta uguale, la carretta finale recuperava i bagagli. Levi camminava vicino a Leonardo, Cesare e Daniele. In 6 si fermarono in una capanna per la notte, Cesare voleva fare festa con una gallina arrostita, Levi (chiamato Lapé per i capelli morbidi) gli fece compagnia. Arrivarono a un villaggio, ci fu un colpo di fucile, Levi parlò con dei vecchi russi e gli offrì di 6 piatti in cambio di una gallina, ma non capivano quindi iniziò a fare il verso delle galline. Poi Levi disegnò una gallina per terra e una vecchietta capì, andò a prenderla e avvenne il baratto, Cesare si assicurò che la curizetta fosse abbastanza grossa. I due tornarono, cucinarono e mangiarono la gallina in mano perché i patti non li avevano più.
11: Vecchie strade
La mattina dopo si sentivano meglio, liberi, potevano fare cose che non facevano da tempo come bere dal pozzo, stendersi sull'erba e prendere il sole. Ma le scorte stavano finendo, avevano soltanto 8 rubli, per questo Cesare e Levi andarono all'esplorazione. Trovarono un vecchio che in cambio degli 8 rubli gli diede un bue per arrivare a Staryje Doroghi; andarono a chiamare i compagni e partirono (forse il vecchio sarebbe andato lì lo stesso). La strada era deserta, poi videro che li seguiva il Moro che lì superò e non accettò l'offerta di salire con loro, il Moro era un vecchio vedova con una figlia paralizzata e per lei viveva. Arrivarono a Staryje Doroghi e il suo nome significava Vecchie Strade, la casa degli italiani era la Casa Rossa, qui mancavano molte cose come l'acqua e i fornelli. C'erano molte scale. Non c'era recinto e guardia. Di loro si occupavano un gruppo di italiani, i quali erano privilegiati. Tutti erano trattati bene, solo pochi lavoravano: Leonardo come medico e Levi come infermiere. Nessuno era obbligato a stare lì, alcuni infatti se ne andavano. Ricevevano pane e cibo, una volta a settimana pesce che era meglio venderlo. Cesare riempì i pesci d'acqua e poi scambiò i pesci con una gallina grossa ma aveva una cisti acquosa, quindi la vendette a Rovi. Un giorno tornò triste perché aveva regalo un pesce a una donna e i suoi 3 bambini che non avevano niente.
12: Il bosco e la via
Rimasero a Staryje Doroghi nella Casa Rossa dal 15 luglio al 15 settembre 1945, due mesi di ozio e nostalgia. Intorno era tutto deserto, un giorno Levi andò nel bosco e si perse, pensava di morire, ma poi ha continuato a camminare ma poi sentì il treno e arrivò alla casa. Ma alcuni si erano trasferiti nel bosco, come Cantarella, un marinaio che viveva in solitudine, faceva pentole e padelle su commissione; due donne tedesche che avevano paura dei russi quindi si prostituivano. Nel bosco viveva anche il Velletrano, un uomo selvaggio, ebreo, ricoperto di tatuaggi; cacciava e dormiva sulla terra. Nel bosco crebbero mirtilli e funghi, tutti andarono a raccoglierli. Arrivavano anche contadine vecchie a portare il cibo nella casa e Cesare le conosceva tutte per fare affari (Irina). I giorni erano come una lunga vacanza, chiedeva ai russi quando si tornava a casa ma non rispondevano. Poi ci furono molti cavalli dell'esercito, iniziarono a ucciderli e mangiarli, era cibo gratis, mangiano carne dopo moltissimi mesi.
13: Vacanza
Non avevano più fame ma adesso volevano tornare a casa e avere contatti umani, la vita alla casa sarebbe stata bela solo come vacanza infatti molti se ne andarono ma poi tornavano sempre. Levi va ad accendere il fuoco per fare le patate, aiuta un soldato russo con il fuoco e insegna a Levi un po' di russo ma non ha pazienza, poi alza la baionetta e Levi scappa: era uno scherzo, quindi torna. Un altro giorno un saldato russo sta raccontando un episodio di guerra. Il Tenente era un giovane russo che parlava italiano ma cordiale, gli facevano molto domande e lui era distaccato, non beveva e non rideva mai. Un giorno arrivò una donna in ambulatorio, Levi e Leonardo la guardarono e scoprirono che era incinta, era piccola. Levi sapeva di averla già vista e poi si ricordò... Flora, italiana della Buna, oggetto dei suoi sogni e di Alberto, simbolo di libertà. Era una prostituta, spazzava i pavimenti alla Buna, e i due parlavano con lei di nascosto, le chiesero del pane. In cambio le regalarono un pettine. Nella casa Levi si sentiva sporco, invece Flora non era cambiata che viveva con un ciabattino che la sorvegliava per questo aveva molti lividi. Alla Casa Rossa arrivò un cinematografo e per 3 giorni diede spettacolo al teatro. Prima sera: vecchia pellicola austriaca sulla prima guerra mondiale. Seconda sera: film sovietico di guerra (aereo). Terza sera: Uragano (uomo imprigionato).
14: Teatro
Nella Casa Rossa, nel Salone Pendente si svolgevano delle rappresentazioni teatrali e a Levi interessavano. Alla prima fu quella del "tacco punta" alla quale partecipò anche il Tenente che era il miglior allievo. Poi ci fu il "Bibendum" in cui un uomo provava a sollevare un peso togliendo i mantelli e le giacche. Un'altra fu il "Cappello a tre punte" in cui cantavano una canzone e piano piano sostituivano tutte le parole con gesti, poi salirono altri rumeni e facevano così fino ad arrivare a non avere più parole. Un'altra fu "Il Naufragio degli Abulici" in cui gli Abulici erano gli italiani della casa e i c'erano cannibali. Quella sera ci fu un gran casino per dare dei rubli a tutti, in maniera casuale; poi tornarono a dormire. Il giorno dopo arrivò una pattuglie russa, poi diedero le scarpe a chi ne aveva bisogno. Si stava avvicinando il terzo inverno e annunciarono il ritorno attraverso la rappresentazione teatrale del "Naufragio degli Abulici" in cui alla fine dicono che si parte, si partiva davvero, quindi ci fu una grande festa. Il giorno dopo arrivò un uomo gigante su una macchina minuscola, parlo con i russi, i rimeni e sapeva un po' di italiano.. la notizia era vera e da lì a poco sarebbero partiti.
15: Da Staryje Doroghi a Iasi
Pochi giorni dopo l'annuncio, il 15 settembre 1945 lasciarono la Casa Rossa e raggiunsero il treno, salirono (20/25 per vagone) divisi per categorie, lui era nel vagone-infermeria. Il giorno dopo partirono, era un viaggio verso sud. I macchinisti erano austriaci e avevano poca autorità, giocavano con i bambini. Non era un viaggio organizzato. Cesare comprò un anello per 4 rubli da Giacomantonio e poi lo lucidò. Alla fermata scese e lo vendette per 50 rubli, Cesare salì sul treno ma poi il compratore scoprì l'inganno. Egli si nascoste e poi il treno partì. Il mattino seguente il treno si fermò ad Kazàtin, qui trovò la sua amica Galina. Poi passarono per Zmerinka. A Prut ci fu un controllo per verificare che non avessero rubli. Il mattino dopo erano in Moldavia, poi entrarono a Iasi: tornarono le due ragazze del bosco e sparirono i rumeni. Uscirono dalla stazione, c'erano persone di ogni posto e lingua, poi salirono sul tram, poi trovarono due anziani che raccontarono la loro vita e regalarono dell'uva.
16: Da Iasi alla Linea
Continuarono per giorni verso sud, quando si fermavano 2 per vagone andavano a procurarsi il cibo, fecero un periodo di carote, poi uno di fagioli... e sui cucinava sui sassi, solo i vagoni-famiglia avevano le stufe. Spesso rubavano la legna, invece l'acqua la prendevano dai pozzi. Il treno procedeva verso nord. Andarono verso ovest, verso il confine dell'Ungheria, ma pioveva molto. Il più fragile del loro vagone era il Carabiniere. Passarono per la Romania. Il 26 settembre arrivarono a Curtici, un villaggio piccolo che aveva poco quindi esaurirono tutto. avevano freddo e fame e si sentivano abbandonati. Il sesto giorno Cesare se ne andò, non ne poteva più di Curtuci, del treno e dei russi e disse che chi voleva poteva seguirlo e tornò a Roma in aeroplano, ma nessuno lo seguì. Poi entrarono in Ungheria, Cesare aveva lasciato un vuoto. Si sentivano ormai in Europa. Si fermarono a Szob, andarono al mercato e scambiò la giacca di Auschwitz con del formaggio. Salirono di nuovo e c'erano 2 uomini in più: Vincenzo un pastore di 16 anni, era selvaggio e timido. Aveva delle crisi epilettiche quindi cambiava spesso vagone. L'altro non lo conosceva nessuno, era un ragazzo allegro di nome Pista e svolgeva molte mansioni. aveva ucciso i genitori ma riempì il vuoto che aveva lasciato Cesare. Arrivarono in Austia, a Vienna, ma era tutto chiuso. Il mercato ricordava la Borsa del Lager. Risalirono sul treno. A Linz vennero fatti scendere, QUI PASSARONO SOTTO LA TUTELA AMERICANA e poi infilavano degli aghi.
17: Il risveglio
Erano in Austria. Il 15 ottobre entrano a Monaco, erano stanchi ma, essendo in Germania pura, sentivano insofferenza e frustazione. Avevano voglia di raccontare tutto a tutti, come se ognuno li dovesse qualcosa, ma nessuno li guardava. Si aggiunse un nuovo vagone, con giovani ebrei che andavano in Israele. si fermarono a Mittenwald e fu l'ultima sosta al gelo. Passarono per Brennero, e tornarono alla mente ricordi: di 640 partiti tornarono in 3 (20 mesi). Passarono la prima notte in Italia, 17 ottobre furono al campo di Pescantina. il Moro di Verona salutò Levi e Leonardo e fu il primo ad arrivare a casa Levi prese poi il treno per Torino Levi arrivò a Torino il 19 ottobre, dopo 35 giorni di viaggio, la casa era in piedi, tutti i parenti vivi ma nessuno lo aspettava. Ritrovò gli amici, raccontò la sua storia. Anche dopo mesi, ovunque si trovava, prova molta angoscia, sognava sempre di tornare in Lager.
Personaggi
- Charles: francese di 22 anni ammalato
- Arthur: francese ammalato, più vecchio (faccende domestiche)
- Somogyi: ammalato che morì
- Thylle: politico anziano che aveva dei privilegi ed erano rimasto nell'infermeria per occuparsi della pulizia e ordine
- Yankel: ebreo russo che portava il carretto
- Hurbinek: bambino di 3 anni che non sapeva parlare, non aveva un nome ed era paralizzato dai reni in giù e morì a marzo del 1945
- Henek: si chiamava Koing, ragazzo 15 anni ungherese vicino di letto di Levi, aiutava molto Hurbinek, nato in Transilvania dove con il padre andava nei boschi con il fucile per la caccia e per uccidere i rumeni; era stato catturato con tutta la sua famiglia che morì subito, egli entrò a Birkenau e diventò il Kapo dei bambini (decideva chi uccidere).
- Peter Pavel: bambino di 5 anni che non parlava e non aveva bisogno di nessuno
- Kleine Kiepura: bambino di 12 anni che viveva alla Buna, aveva un aspetto irregolare: busto corto ma braccia e gambe lunghissime; era malato, andò in infermeria e per primi due giorni stava zitto nella sua cuccetta ma poi iniziò a cantare le marce della Buna ed a urlare i comandi tedeschi; poi morì
- Hanka: donna polacca infermiera, ex-capo, 24 anni, alta e si guardava sempre allo specchioù
- Jadzia. donna polacca infermiera, piccola e timida ma che aveva voglia di uomini
- Noah: uomo che voleva tutte le donne
- Frau Vita: mezza ebrea che amava e curava tutti e puliva la camera
- Olga: ragazza partigiana che disse a Levi che le donne deportate con lui erano morte quasi tutte
- Mondo Nahum: uomo di 40 anni, soprannominato "il greco" e sapeva molte lingue tra cui l'italiano, un uomo forte che crede nell'etica del lavoro e che la guerra dura sempre
- Leonardo: medico che alla Buna faceva i lavori più duri, mal sopportava il freddo e la fame , finiva spesso in infermeria e per questo venne scelto 3 volte per la camera a gas ma poi risparmiato
- Marja: infermiera che si procurava i medicinali, donna energica
- Galina: ragazza di 18 anni ucraina, che sapeva il tedesco e il russo
- Ferrari. uomo sui 40 anni, criminale
- Marcello: conosceva bene Levi, erano stati a Fossili insieme, egli era un uomo forte ma morì gli ultimi giorni del Lager
- Cesare: uomo di 20 anni, romano, era un uomo gentile e amico di tutti
- Gottilied: dottore che cura Levi
- Moro di Verona: uomo di 7o anni che soffriva di demenza senile
- Ambrogio Trovati: chiamato Tramonto, aveva 30 anni e aveva passato la vita in prigione e al teatro
- Cravero: uomo di Torino che aveva vissuto di furti, decide di tornare a casa e da una lettera alla madre di Levi da parte sua
- Daniele: non aveva più moglie e parenti
- Flora: ragazza che aveva conosciuto alla Buna e dava il pane a Levi e Alberto
- Vincenzo: pastore di 16 anni, selvaggio ma timido e aveva crisi epilettiche
- Pista: aveva ucciso i suoi genitori ma venne accolto bene perché eseguiva varie mansioni
Luoghi
- Buna- Monowitz: campo di lavoro
- Campo Grande di Auschwitz: campo enorme e silenzioso
- Szczacowa: distribuivano la zuppa calda
- Cracovia
- Katowice: era stato un campo Lager, piccolo. In Polonia
- Bogucice: ex campo, c'è anche infermeria
- Zmerinka: si fermano per vari giorni prima di ripartire
- Zluzk: campo di raccolta, caldo con una mensa ben gestita
- Staryje Doroghi: vivevano nella Casa Rossa
- Iasi: in Moladavia, ritrovano le due ragazze
- Curtuci: piccolo villaggio in cui utilizzarono tutto, Cesare se ne andò
- Linz: passarono sotto la tutela americana
- Torino: casa di Levi
Tempo
- 27 gennaio 1945: giorno della liberazione
- 8 maggio 1945: la guerra finì, grande festa
- 15 luglio-15 settembre: rimasero a Staryje Doroghi nella Casa Rossa
- 17 ottobre: finì il lungo viaggio del treno
- 19 ottobre: Levi arrivò a Torino, dopo 35 giorni di viaggio