Mediazione
Didattica
SCUOLA dell' inclusione
Didattica per i Bisogni Educativi Speciali
Inclusività
Disabilità
Amadei Sara; Bruno Alice; D'ambra Falace Teresa; Datti Mariachiara; Del Pivo Beatrice; Di Livio Valentina Eramo Isabel; Quintiliani Erica
LA SCUOLA CHE FA LA DIFFERENZA
- impianto disgiuntivo come ostacolo principale da rimuovere in tutti i luoghi della formazione
- promuovere un'idea di scuola basata su "relazioni interpersonali capacitanti"
- per una scuola attenta alle differenze mettere in discussione:
OBIETTIVI
- Impegno per l'affermazione di un modello di "scuola per tutti e di tutti" a partire dal Secondo dopoguerra nell'istituzione scolastica dei paesi dell'Occidente industrializzato
- Cambio di paradigma: democratizzazione dell'istruzione e maturazione di una nuova cultura della disabilità
- Intrecci disciplinari: la psicologia cognitiva sull'assetto modulare della mente e sull'influenza delle variabili socio-affettive, quali la motivazione alla riuscita e l'autostima, sui processi di studio e di apprendimento
- "formazione nelle differenze" e "formazione alle differenze"
- Un'educazione autoritaria e una didattica trasmissiva critica
- Una didattica individualistica e concorrenziale
- Contenuti d'insegnamento che non permettono di comprendere la pluralità delle differenze
- Una didattica sorda alle peculiarità cognitive
FORMAZIONE DEI DOCENTI
- definire il profilo dell'insegnante inclusivo
- sviluppare la capacità di educare alle differenze
Per un'efficace mediazione metodologica-didattica
Le abilità attraverso cui l'insegnante rafforza il mondo interiore dell'alunno sono:
OBIETTIVO : L'insegnante deve condurre l'apprendimento senza escludere nessuno > ogni alunno ha bisogni specifici
Don Milani
- Leadership educativa (diverso dalla Forma di Potere)
- Mediazione scolastica e sociale > docente specialista della comunicazione e delle relazioni interpersonali
ISPIRATORI E MODELLI DA SEGUIRE
John Dewey
Strategie di intervento portano ad una "classe laboratorio" :
- Studente = attore-protagonista;
- Sviluppo delle responsabilità personali;
- Ascolto come asse portante;
- Motivazione, curiosità, capacità di collaborazione
La scuola deve garantire livelli adeguati di controllo della lingua a tutti, ciò è possibile con l'attuazione di percorsi specifici per le singole situazioni
Non c'è nulla che sia più ingiusto quanto far parti uguali fra disuguali
I CARE !
IO, TU, L'ALTRO
Don Lorenzo Milani
STESSE POSSIBILITA', DIVERSI STRUMENTI --> verso l'INCLUSIONE = riconoscimento dell'unicità di ogni individuo.
Inclusione scolastica --> pedagogia inclusiva --> DIDATTICA INCLUSIVA:
ALUNNI = PROTAGONISTI
- partecipazione e capacità di scelta
- didattica attiva
- metodo di studio efficace adatto al loro modo di apprendere
CAMBIO DI DIDATTICA, CAMBIO DI VALUTAZIONE
- promozione dell'auto-valutazione
- condivisione con la classe del processo valutativo
FORMAZIONE DOCENTI
- scambio fra docenti
- percorsi di Ricerca - Azione
- focus sulle competenze socio-emotive: la mindfulness
APPRENDIMENTO = PERCORSO COOPERATIVO
- collaborazione e solidarietà VS concorrenza e individualismo
VALORIZZAZIONE DIFFERENZE INDIVIDUALI
- didattica plurale e flessibile
--> Non inclusione --> dispersione scolastica e povertà educativa
alunni appartenenti all'area dei BES
Dalla pedagogia "classica"...
alla pedagogia speciale
Tentare l'essenza l'ho disperata
TEORIA ARISTOTELICA (uomo come animale politico) VS TEORIA SOCRATICO-PLATONICA (innatismo)
Galileo Galilei
concezione dell'uomo come PERSONA, sempre fine e mai mezzo, nel raggiungimento del benessere psicofisico
Perchè educare soggetti con disabilità?
perchè ogni persona, anche i cosiddetti disabili, è chiamata al diritto-dovere di realizzare se stessa e realizzare il proprio compito esistenziale, in quanto ogni persona è unica e irripetibile > ogni uomo è diverso dall'altro e presenta limiti e incapacità di vario tipo e a diversi livelli
motore di ricerca di cui l'educatore deve essere intriso per trovare risposte alle domande cruciali poste da ogni individuo
Disturbi specifici dell'apprendimento, sono 4: Dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia. Non vi sono metodiche generalizzabili
Resistenza connaturata a un determinato deficit, ad esempio il soggetto cieco manca della globalizzazione percettiva. Essi sono indotti (procurati dall'ambiente) o connaturati (dipendenti dal deficit)
Bisogni educativi speciali
Vi sono 3 macro aree:
- Disturbi evolutivi specifici, tra i quali DSA e ADHD certificati
- Disabilità motorie e disabilità cognitive certificate
- Disturbi legati a disagio sociale, deprivazione sociale, fattori linguistici e culturali
Disturbo a largo spettro che accomuna tutti i soggetti con difficoltà d' integrazione sociale e difficoltà comunicative, caratterizzati da stereotipie e comportamenti ripetitivi
Percentuale di alunni con disabilità sul totale dei frequentanti, relativa all'a.s. 2020/2021 confermando la tendenza di crescita registrata a partire dall'a.s. 2004/2005
3,6%
Mancanza o alterazione di un organo o di una funzione
Disturbo da deficit di attenzione iperattività, disturbo del periodo dello sviluppo caratterizzato da livelli invalidanti di disattenzione disorganizzazione e o iperattività e impulsività
(Fonte: MI – DGSIS – Ufficio di Statistica)
qualche dato...
Il percorso italiano verso l'inclusione scolastica
2012 Direttiva ministeriale (BES)
1923 Riforma Gentile
1992 Legge 104
1975 Relazione Falcucci
1971 Legge n.118
1977 Legge n.517
2010 Legge n.170 (DSA)
INSERIMENTO-INTEGRAZIONE-INCLUSIONE
1975 Commissione speciale guidata da F. Falcucci:
Riforma Gentile del 1923:
L'obbligo scolastico viene infatti esteso solo ai ciechi ed ai sordi.Dieci anni più tardi l'istruzione speciale prevede:
- classi differenziali per gli allievi con lievi ritardi e problemi di condotta e disagio sociale
- scuole speciali per sordi, ciechi ed anormali psichici,
- istituti speciali per i casi più gravi.
Giunge ad una Relazione dettagliata che nega il valore della scolarizzazione riservata e afferma l'idea che la frequenza delle classi comuni non deve necessariamente implicare il raggiungimento di mete culturali comuni. Anche qui l'integrazione scolastica è prevista solo per i soggetti con disabilità lieve.
Fino alla fine degli anni '60 c'era la logica della separazione, in cui l'allievo disabile viene percepito come un malato da affidare ad un maestro-medico
Legge 517/1977:
Legge n. 118/1971:
Abolizione delle classi differenziali.Individuazione modelli didattici flessibili in cui attivare forme di integrazione trasversali, esperienze di interclasse o attività organizzate in gruppi di alunni ed affidate ad insegnanti specializzati.
Prevede l'inserimento degli allievi con disabilità lieve nelle classi comuni della scuola dell'obbligo, senza alcun accenno alla didattica speciale. L'allievo con disabilità che fa il suo ingresso nelle classi comuni, deve adeguarsi ad esse. Fece seguito un acceso dibattito nel mondo della scuola e delle istituzioni.
LE CLASSI "SPECIALI"
Mirella Antonione Casale
Dopo una carriera come insegnante e poi come preside, la vita di Mirella Antonione Casale viene sconvolta dalla malattia della figlia, in seguito alla quale subisce gravi danni cerebrali irreversibili. Da questo momento ha inizio la lotta di Mirella, battaglia che finirà per rivoluzionare il sistema scolastico italiano.
Assume la carica di presidente della sezione torinese dell’ANFFAS Onlus e inizia a organizzare vere e proprie proteste attirando l'opinione pubblica e delle istituzioni: il suo obiettivo era quello di far si che gli studenti entrassero a far parte delle scuole comuni.
- Porta alla chiusura di una clinica psichiatrica dove i bambini affetti da handicap vivevano in pessime condizioni.
- Fonda un centro diurno in cui, all’interno di un ambiente inclusivo, è offerta loro la possibilità di fruire della stessa istruzione garantita a tutti gli altri ragazzi.
Dal 1968 che migliaia di famiglie iniziano a iscrivere i propri figli disabili nelle scuole comuni. All’inizio, il processo di transizione è caotico e complicato, finché lo Stato italiano non prende consapevolezza del disagio generale e decide di intervenire materialmente., vengono così promulgate leggi finalizzate ad agevolare il passaggio degli studenti con disabilità dagli istituti privati/speciali a quelli comuni> nasce la figura dell’insegnante di sostegno.
Con la legge del 1977, Mirella Casale vede coronato quel sogno per cui aveva tanto lottato. Il sogno di una scuola inclusiva, attenta alle differenze e aperta a tutti.
Legge n. 104/1992:
Prescrive che vengano superati gli impedimenti derivanti dall'handicap creando le condizioni affinché la persona disabile possa raggiungere la massima autonomia possibile, gli vengano garantiti la partecipazione alla vita della collettività e la completa realizzazione dei suoi diritti.
Direttiva ministeriale del 27 dicembre 2012:
Introduce l’acronimo BES “Bisogni Educativi Speciali”: “Strumenti di intervento per alunni con Bisogni Educativi Speciali e organizzazione territoriale per l’inclusione scolastica" Tale direttiva ha lo scopo di tutelare gli alunni con Bisogni Educativi Speciali garantendo loro il diritto di accedere a un apprendimento personalizzato, come previsto dalla Legge 53/2003.
La Legge specifica, inoltre, che l'integrazione scolastica deve avvenire per tutti e per ogni ciclo, compresa l'università, nelle classi comuni.
Legge n. 170/2010
Riconosce la dislessia, la disortografia, la disgrafia e la discalculia come Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA), assegnando al sistema nazionale di istruzione e agli atenei il compito di individuare le forme didattiche e le modalità di valutazione più adeguate affinché alunni e studenti con DSA possano raggiungere il successo formativo.
superando insieme il tabÙ della normalità
INCLUSIVITÁ s.f. Capacità di includere. In particolare, capacità di includere più soggetti possibili nel godimento di un diritto, nella partecipazione a un'attività o nel compimento di un'azione; più in generale, propensione ad essere accoglienti e a non discriminare, contrastando l'intolleranza prodotta da giudizi, pregiudizi, razzismi e stereotipi.
INSEGNARE
Il termine "insegnare" deriva dal latino volgare *insignare composto dal prefisso "in" unito al verbo "signare", con il significato di segnare, imprimere e che a sua volta riconduce al sostantivo "signum", che significa marchio, sigillo.
IL DILEMMA DELLA DIFFERENZA
DIFFERENZA
CAPABILITY APPROCH
È un'innovativa prospettiva di educazione speciale che rielabora i concetti di disabilità e dei profili professionali interessati con primario obiettivo di passare dalla figura dell'insegnante di sostegno singolo alla team-agency
Il capability approach esce dalla logica classificatoria e colloca la definizione didisabilità all’interno del più ampio spettro dello sviluppo umano e del rafforzamento delle libertà al fine del raggiungimento dei beings, doing e becomeings.
Tale costrutto per un verso stigmatizza, etichetta, e per l’altro promuove l’intervento specialistico; per aiutare l’allievo è necessario identificane i bisogni educativi speciali (ossia le differenze).
DILEMMA
ICF
Il dilemma sta nel fatto che: a) se si identificano tali bisogni si pone un marchio sociale; b) se non li si identifica, gli allievi non ottengono la formazione di cui hanno bisogno.
Si propone come un modello che analizza tutte le dimensioni esistenziali dell'individuo. Intende esaminare il funzionamento umano in un continuum multidimensionale, in cui tutti, a vario titolo, si trovano a vivere condizioni di disabilità
Metodologie didattiche inclusive
Cambio di rotta > l'inclusione scolastica mira a creare un ambiente accogliente ed efficace per ogni alunno. È necessario riformare il contesto educativo attraverso nuove metodologie di insegnamento.
Lev Vygotsky
Concetto di "Zona prossimale di sviluppo"
FLIPPED CLASSROOM: "insegnamento capovolto", un approccio metodologico che consiste in un'inversione delle modalità di insegnamento tradizionale.
COOPERATIVE LEARNING: costituisce una specifica metodologia di insegnamento attraverso la quale gli studenti apprendono in piccoli gruppi, aiutandosi reciprocamente e sentendosi corresponsabili del reciproco percorso.
CLASSI APERTE: prevedono un coinvolgimento degli alunni di diverse classi in attività laboratoriali. LEARNING BY DOING > John Dewey e Edgar Dale
PROBLEM SOLVING: processo di apprendimento metacognitivo che prevede la presentazione di un problema di fronte al quale gli alunni devono trovare diverse tipologie di soluzioni
PEER TUTORING: è una metodologia di apprendimento cooperativo che vede coppie di alunni con ruoli prestabiliti di Tutor e Tutee.
PEDAGOGIA DELLA MEDIAZIONE
Inclusione come processo in cui il contesto scuola assume caratteristiche di un ambiente che risponde ai bisogni di TUTTI i bambini
METODOLOGIA
METODO FEUERSTEIN
- MODIFICABILIÀ COGNITIVA STRUTTURALE (MCS): Intelligenza come propensione di ogni organismo a modificarla propria struttura cognitiva in risposta a nuovi stimoli.
- ESPERIENZA DI APPRENDIMENTO MEDIATO(EAM): mediatore deve insegnare ad acquisire processi di pensiero e non solo prodotti "SI INSEGNA A PESCARE E NON A MANGIARE IL PESCE"
- PROGRAMMA DI ARRICCHIMENTO STRUMENTALE(PAS): va a rinforzare specifiche strutture cognitive.
- Rilevanza di "imparare a imparare" cioè dell'abilità di preservare nell'apprendimento e di organizzarlo.
- Sviluppo del potenziale individuale
OBIETTIVO: ACCRESCERE LE CAPACITÀ DELL'UOMO DI MODIFICARSI E OTTENERE UNA FORMAZIONE INTEGRALE DELLA PERSONA
Ogni individuo, a partire da qualsiasi condizione e in ogni età, può intraprendere un percorso di miglioramento.
risultati
PROGRESSI RAGGIUNTI
ESPERIENZA LABORATORIALE PROPOSTA DAL DOCENTE PAOLO DE LEO
- MOTIVAZIONE ALLO STUDIO E CONCENTRAZIONE
- GESTIONE DELLE EMOZIONI
- PARTECIPAZIONE ATTIVA E POSITIVA
- CONTROLLO DELL'IMPULSIVITÀ
- MIGLIORE ORGANIZZAZIONE
Ottenimento dell'inclusività attraverso il LABORATORIO e con applicazione del metodo Feuerstein
Laboratorio = LUOGO DOVE SONO TRASMESSE COMPETENZE FORMALI ED INFORMALI IN UN AMBIENTE CHE SVILUPPA LA DIMENSIONE SOCIOAFFETTIVA
DOCENTE: MEDIATORE DI SAPERI, MA SOPRATTUTTO SUPPORTO PER AIUTARE LO STUDENTE IN DIFFICOLTÀ A TROVARE IL GIUSTO METODO DI ESECUZIONE DEL COMPITO (UTILE ALLE SCHEDE PAS E ALLA VITA DI TUTTI I GIORNI).
Sviluppo di bridging= ponte tra lavoro delle schede e la vita di tutti i giorni
LIFELONG LEARNING
L'educazione non cambia il mondo, cambia le persone che cambieranno il mondo
Paulo Freire
Grazie per l'attenzione!
Bibliografia e sitografia
- Gallelli R. (2020). La scuola che fa la differenza. In Volpicella A. M. e Crescenza G. (Ed.) Apprendere a insegnare (pp.250-260). Roma: Conoscenza.
- Crescenza G. (2020). Per un'efficacie mediazione metodologico-didattica. In volpicella A. M. e Crescenza G. (Ed.) Apprendere a insegnare (pp. 350-366). Roma: Conoscenza
- Canarini F. Dispensa di Pedagogia speciale, Università Europea di Roma
- Il metodo Feuerstein, l'apprendimento mediato, Jael Kopciowski, La Scuola Sei, 2015
- Dal Zovo S. e Demo H. (2022). Fare didattica inclusiva nel contrasto alla dispersione scolastica e alla povertà educativa, Mrc Consulting s.a.s di Renzi Matilde&C
- https://ojs.pensamultimedia.it/index.php/siref/index
- https://www.lascuolaoggi.it/
- https://www.savethechildren.it/blog-notizie/didattica-inclusiva-come-funzionano-le-classi-aperte
- https://www.disabili.com/scuola-a-istruzione/articoli-scuola-istruzione/integrazione-scolastica-un-lungo-percorso-ad-ostacoli
- https://www.anffastorino.it/mirella-antonione-casale-e-linclusione-scolastica-dei-giovani-con-disabilita/
- https://www.alfemminile.com/archivio/mirella-antonione-casale-colei-che-rese-inclusiva-la-scuola/amp/
- https://www.unicusano.it/blog/didattica/master/cosa-sono-i-bes/
- https://www.miur.gov.it/dsa
- https://www.ctsbiella.it/attachments/article/99/Dalle%20classi%20differenziali%20ai%20%20BES.pdf
- https://banner.orizzontescuola.it/insegnamento_capovolto.pdf
- https://www.110elode.net/metodologia-didattica-peer-tutoring/
- https://www.lascuolaoggi.it/parola-allesperto/il-peer-tutoring-una-risorsa/#Il_Peer_tutoring_Vygotskij
- https://www.studiofeuerstein.it/metodo-feuerstein/
- https://www.ieled.it/i-nostri-servizi/metodo-feuerstein/
- https://ojs.pensamultimedia.it/index.php/siref/article/view/1816/1743
- https://www.anffastorino.it/mirella-antonione-casale-e-linclusione-scolastica-dei-giovani-con-disabilita/
Scuola dell'inclusione, Progetto Pedagogia
Sara Amadei
Created on November 27, 2023
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Mediazione
Didattica
SCUOLA dell' inclusione
Didattica per i Bisogni Educativi Speciali
Inclusività
Disabilità
Amadei Sara; Bruno Alice; D'ambra Falace Teresa; Datti Mariachiara; Del Pivo Beatrice; Di Livio Valentina Eramo Isabel; Quintiliani Erica
LA SCUOLA CHE FA LA DIFFERENZA
OBIETTIVI
FORMAZIONE DEI DOCENTI
Per un'efficace mediazione metodologica-didattica
Le abilità attraverso cui l'insegnante rafforza il mondo interiore dell'alunno sono:
OBIETTIVO : L'insegnante deve condurre l'apprendimento senza escludere nessuno > ogni alunno ha bisogni specifici
Don Milani
ISPIRATORI E MODELLI DA SEGUIRE
John Dewey
Strategie di intervento portano ad una "classe laboratorio" :
La scuola deve garantire livelli adeguati di controllo della lingua a tutti, ciò è possibile con l'attuazione di percorsi specifici per le singole situazioni
Non c'è nulla che sia più ingiusto quanto far parti uguali fra disuguali
I CARE !
IO, TU, L'ALTRO
Don Lorenzo Milani
STESSE POSSIBILITA', DIVERSI STRUMENTI --> verso l'INCLUSIONE = riconoscimento dell'unicità di ogni individuo.
Inclusione scolastica --> pedagogia inclusiva --> DIDATTICA INCLUSIVA:
ALUNNI = PROTAGONISTI
CAMBIO DI DIDATTICA, CAMBIO DI VALUTAZIONE
FORMAZIONE DOCENTI
APPRENDIMENTO = PERCORSO COOPERATIVO
VALORIZZAZIONE DIFFERENZE INDIVIDUALI
--> Non inclusione --> dispersione scolastica e povertà educativa
alunni appartenenti all'area dei BES
Dalla pedagogia "classica"...
alla pedagogia speciale
Tentare l'essenza l'ho disperata
TEORIA ARISTOTELICA (uomo come animale politico) VS TEORIA SOCRATICO-PLATONICA (innatismo)
Galileo Galilei
concezione dell'uomo come PERSONA, sempre fine e mai mezzo, nel raggiungimento del benessere psicofisico
Perchè educare soggetti con disabilità?
perchè ogni persona, anche i cosiddetti disabili, è chiamata al diritto-dovere di realizzare se stessa e realizzare il proprio compito esistenziale, in quanto ogni persona è unica e irripetibile > ogni uomo è diverso dall'altro e presenta limiti e incapacità di vario tipo e a diversi livelli
motore di ricerca di cui l'educatore deve essere intriso per trovare risposte alle domande cruciali poste da ogni individuo
Disturbi specifici dell'apprendimento, sono 4: Dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia. Non vi sono metodiche generalizzabili
Resistenza connaturata a un determinato deficit, ad esempio il soggetto cieco manca della globalizzazione percettiva. Essi sono indotti (procurati dall'ambiente) o connaturati (dipendenti dal deficit)
Bisogni educativi speciali
Vi sono 3 macro aree:
Disturbo a largo spettro che accomuna tutti i soggetti con difficoltà d' integrazione sociale e difficoltà comunicative, caratterizzati da stereotipie e comportamenti ripetitivi
Percentuale di alunni con disabilità sul totale dei frequentanti, relativa all'a.s. 2020/2021 confermando la tendenza di crescita registrata a partire dall'a.s. 2004/2005
3,6%
Mancanza o alterazione di un organo o di una funzione
Disturbo da deficit di attenzione iperattività, disturbo del periodo dello sviluppo caratterizzato da livelli invalidanti di disattenzione disorganizzazione e o iperattività e impulsività
(Fonte: MI – DGSIS – Ufficio di Statistica)
qualche dato...
Il percorso italiano verso l'inclusione scolastica
2012 Direttiva ministeriale (BES)
1923 Riforma Gentile
1992 Legge 104
1975 Relazione Falcucci
1971 Legge n.118
1977 Legge n.517
2010 Legge n.170 (DSA)
INSERIMENTO-INTEGRAZIONE-INCLUSIONE
1975 Commissione speciale guidata da F. Falcucci:
Riforma Gentile del 1923:
L'obbligo scolastico viene infatti esteso solo ai ciechi ed ai sordi.Dieci anni più tardi l'istruzione speciale prevede:
Giunge ad una Relazione dettagliata che nega il valore della scolarizzazione riservata e afferma l'idea che la frequenza delle classi comuni non deve necessariamente implicare il raggiungimento di mete culturali comuni. Anche qui l'integrazione scolastica è prevista solo per i soggetti con disabilità lieve.
Fino alla fine degli anni '60 c'era la logica della separazione, in cui l'allievo disabile viene percepito come un malato da affidare ad un maestro-medico
Legge 517/1977:
Legge n. 118/1971:
Abolizione delle classi differenziali.Individuazione modelli didattici flessibili in cui attivare forme di integrazione trasversali, esperienze di interclasse o attività organizzate in gruppi di alunni ed affidate ad insegnanti specializzati.
Prevede l'inserimento degli allievi con disabilità lieve nelle classi comuni della scuola dell'obbligo, senza alcun accenno alla didattica speciale. L'allievo con disabilità che fa il suo ingresso nelle classi comuni, deve adeguarsi ad esse. Fece seguito un acceso dibattito nel mondo della scuola e delle istituzioni.
LE CLASSI "SPECIALI"
Mirella Antonione Casale
Dopo una carriera come insegnante e poi come preside, la vita di Mirella Antonione Casale viene sconvolta dalla malattia della figlia, in seguito alla quale subisce gravi danni cerebrali irreversibili. Da questo momento ha inizio la lotta di Mirella, battaglia che finirà per rivoluzionare il sistema scolastico italiano.
Assume la carica di presidente della sezione torinese dell’ANFFAS Onlus e inizia a organizzare vere e proprie proteste attirando l'opinione pubblica e delle istituzioni: il suo obiettivo era quello di far si che gli studenti entrassero a far parte delle scuole comuni.
Dal 1968 che migliaia di famiglie iniziano a iscrivere i propri figli disabili nelle scuole comuni. All’inizio, il processo di transizione è caotico e complicato, finché lo Stato italiano non prende consapevolezza del disagio generale e decide di intervenire materialmente., vengono così promulgate leggi finalizzate ad agevolare il passaggio degli studenti con disabilità dagli istituti privati/speciali a quelli comuni> nasce la figura dell’insegnante di sostegno.
Con la legge del 1977, Mirella Casale vede coronato quel sogno per cui aveva tanto lottato. Il sogno di una scuola inclusiva, attenta alle differenze e aperta a tutti.
Legge n. 104/1992:
Prescrive che vengano superati gli impedimenti derivanti dall'handicap creando le condizioni affinché la persona disabile possa raggiungere la massima autonomia possibile, gli vengano garantiti la partecipazione alla vita della collettività e la completa realizzazione dei suoi diritti.
Direttiva ministeriale del 27 dicembre 2012:
Introduce l’acronimo BES “Bisogni Educativi Speciali”: “Strumenti di intervento per alunni con Bisogni Educativi Speciali e organizzazione territoriale per l’inclusione scolastica" Tale direttiva ha lo scopo di tutelare gli alunni con Bisogni Educativi Speciali garantendo loro il diritto di accedere a un apprendimento personalizzato, come previsto dalla Legge 53/2003.
La Legge specifica, inoltre, che l'integrazione scolastica deve avvenire per tutti e per ogni ciclo, compresa l'università, nelle classi comuni.
Legge n. 170/2010
Riconosce la dislessia, la disortografia, la disgrafia e la discalculia come Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA), assegnando al sistema nazionale di istruzione e agli atenei il compito di individuare le forme didattiche e le modalità di valutazione più adeguate affinché alunni e studenti con DSA possano raggiungere il successo formativo.
superando insieme il tabÙ della normalità
INCLUSIVITÁ s.f. Capacità di includere. In particolare, capacità di includere più soggetti possibili nel godimento di un diritto, nella partecipazione a un'attività o nel compimento di un'azione; più in generale, propensione ad essere accoglienti e a non discriminare, contrastando l'intolleranza prodotta da giudizi, pregiudizi, razzismi e stereotipi.
INSEGNARE
Il termine "insegnare" deriva dal latino volgare *insignare composto dal prefisso "in" unito al verbo "signare", con il significato di segnare, imprimere e che a sua volta riconduce al sostantivo "signum", che significa marchio, sigillo.
IL DILEMMA DELLA DIFFERENZA
DIFFERENZA
CAPABILITY APPROCH
È un'innovativa prospettiva di educazione speciale che rielabora i concetti di disabilità e dei profili professionali interessati con primario obiettivo di passare dalla figura dell'insegnante di sostegno singolo alla team-agency
Il capability approach esce dalla logica classificatoria e colloca la definizione didisabilità all’interno del più ampio spettro dello sviluppo umano e del rafforzamento delle libertà al fine del raggiungimento dei beings, doing e becomeings.
Tale costrutto per un verso stigmatizza, etichetta, e per l’altro promuove l’intervento specialistico; per aiutare l’allievo è necessario identificane i bisogni educativi speciali (ossia le differenze).
DILEMMA
ICF
Il dilemma sta nel fatto che: a) se si identificano tali bisogni si pone un marchio sociale; b) se non li si identifica, gli allievi non ottengono la formazione di cui hanno bisogno.
Si propone come un modello che analizza tutte le dimensioni esistenziali dell'individuo. Intende esaminare il funzionamento umano in un continuum multidimensionale, in cui tutti, a vario titolo, si trovano a vivere condizioni di disabilità
Metodologie didattiche inclusive
Cambio di rotta > l'inclusione scolastica mira a creare un ambiente accogliente ed efficace per ogni alunno. È necessario riformare il contesto educativo attraverso nuove metodologie di insegnamento.
Lev Vygotsky
Concetto di "Zona prossimale di sviluppo"
FLIPPED CLASSROOM: "insegnamento capovolto", un approccio metodologico che consiste in un'inversione delle modalità di insegnamento tradizionale.
COOPERATIVE LEARNING: costituisce una specifica metodologia di insegnamento attraverso la quale gli studenti apprendono in piccoli gruppi, aiutandosi reciprocamente e sentendosi corresponsabili del reciproco percorso.
CLASSI APERTE: prevedono un coinvolgimento degli alunni di diverse classi in attività laboratoriali. LEARNING BY DOING > John Dewey e Edgar Dale
PROBLEM SOLVING: processo di apprendimento metacognitivo che prevede la presentazione di un problema di fronte al quale gli alunni devono trovare diverse tipologie di soluzioni
PEER TUTORING: è una metodologia di apprendimento cooperativo che vede coppie di alunni con ruoli prestabiliti di Tutor e Tutee.
PEDAGOGIA DELLA MEDIAZIONE
Inclusione come processo in cui il contesto scuola assume caratteristiche di un ambiente che risponde ai bisogni di TUTTI i bambini
METODOLOGIA
METODO FEUERSTEIN
OBIETTIVO: ACCRESCERE LE CAPACITÀ DELL'UOMO DI MODIFICARSI E OTTENERE UNA FORMAZIONE INTEGRALE DELLA PERSONA
Ogni individuo, a partire da qualsiasi condizione e in ogni età, può intraprendere un percorso di miglioramento.
risultati
PROGRESSI RAGGIUNTI
ESPERIENZA LABORATORIALE PROPOSTA DAL DOCENTE PAOLO DE LEO
Ottenimento dell'inclusività attraverso il LABORATORIO e con applicazione del metodo Feuerstein
Laboratorio = LUOGO DOVE SONO TRASMESSE COMPETENZE FORMALI ED INFORMALI IN UN AMBIENTE CHE SVILUPPA LA DIMENSIONE SOCIOAFFETTIVA
DOCENTE: MEDIATORE DI SAPERI, MA SOPRATTUTTO SUPPORTO PER AIUTARE LO STUDENTE IN DIFFICOLTÀ A TROVARE IL GIUSTO METODO DI ESECUZIONE DEL COMPITO (UTILE ALLE SCHEDE PAS E ALLA VITA DI TUTTI I GIORNI).
Sviluppo di bridging= ponte tra lavoro delle schede e la vita di tutti i giorni
LIFELONG LEARNING
L'educazione non cambia il mondo, cambia le persone che cambieranno il mondo
Paulo Freire
Grazie per l'attenzione!
Bibliografia e sitografia