Gian Lorenzo Bernini
San Longino
Albino Mario AntonelloClasse 4 ALM
Un genio eclettico e sperimentatore
Scultore, architetto, pittore, scenografo, Gian Lorenzo Bernini (Napoli, 1598 - Roma, 1680) è stato uno dei grandi protagonisti del Seicento europeo e l’artista con cui la scultura barocca raggiunse i suoi vertici più alti.
Figlio d'arte (il padre Pietro era già un noto scultore), immenso interprete della cultura figurativa del suo tempo, Gian Lorenzo Bernini fu soprattutto un ardito sperimentatore. L'artista ha solo trent'anni quando nel 1628 riceve da Papa Urbano VIII l'incarico di realizzare il Baldacchino di San Pietro, che l’artista terminerà dopo circa nove anni di lavoro. Il San Longino è una delle sculture ospitate in una delle quattro nicchie che Bernini progettò per scandire lo spazio centrale della basilica.
Gian Lorenzo Bernini, Autoritratto giovanile (1635)Collezione Galleria Borghese, Roma
Gli altri santi intorno al Baldacchino
Nei quattro pilastri che sorreggono la cupola di San Pietro, ci sono delle nicchie che danno accesso a delle cappelle sopraelevate progettate da Bernini per custodire le reliquie legate ai Santi rappresentati nelle sculture. Procedendo in senso orario, il primo pilastro a sinistra guardandol’altare maggiore ospita la nicchia con la statua della Santa Veronica, la donna che asciugò col velo il volto insanguinato di Gesù sulla Via del Calvario. L'autore è Francesco Mochi. Nella cappella seguente c'è Sant'Elena, opera di Andrea Bolgi. La terza cappella ospita il San Longino di Gian Lorenzo Bernini.
Nella quarta cappella c'è Sant’Andrea rappresentato con il suo strumento del martirio: la croce decussata (a ‘X’), chiamata anche croce di Sant’Andrea. L'autore è Francesco Duquesnoy, detto anche il Fiammingo.
La carta d'identità dell'opera
La scultura venne realizzata personalmente da Gian Lorenzo Bernini fra il 1631 e il 1638. Nel 1627 l'artista era stato nominato primo architetto per la Basilica di San Pietro ed ebbe la supervisione completa su tutti i progetti riguardanti la basilica fino al 1647. San Longino si trova nella nicchia nord-orientale nella Basilica di San Pietro in Vaticano. La statua è alta circa 4 metri e 50 centimetri; è appoggiata sopra un piedestallo marmoreo che riporta un cartiglio col nome del santo (Sanctus Longinus Martyr). Il materiale impiegato è il marmo: si dice che Bernini abbia utilizzato cinque diversi blocchi sovrapposti, così da ottenere una figura più articolata e dinamica, con le braccia protese all’esterno in modo da sembrare assolutamente libera di muoversi nello spazio. La mano destra sostiene la lancia con cui Longino avrebbe trafitto il costato di Gesù in croce. La reliquia contenuta nella cappella si ritiene che sia una parte originale di questa lancia...
Urbano VIII, il papa mecenate
Grande promotore a Roma di quel "Barocco della meraviglia" che avrebbe presto conquistato l’Italia e l’Europa, Maffeo Vincenzo Barberini, alias papa Urbano VIII, vescovo di Roma dal 1623 al 1644, è passato alla storia come abile politico ma anche come un papa mecenate. È lui che nel 1628 incarica Bernini della realizzazione del Baldacchino di San Pietro, con la riorganizzazione dello spazio che lo circonda. Urbano VIII affida al Bernini anche la realizzazione del proprio monumento funebre, situato sempre San Pietro, cui l'artista lavorò dal 1627 al 1647. "
"Homo raro, ingegno sublime, e nato per disposizione divina, e per gloria di Roma a portar luce al secolo"
Urbano VIII a proposito di Bernini
Busto in brozno di Urbano VIII, di Gian Lorenzo Bernini (particolare), 1643, Collezione Principe Corsini, Roma
Chi era Longino?
Dopo il martirio avvenuto nel 37 d.C. nei pressi della città di Mantova, le spoglie di San Longino sarebbero state sepolte nel sito dove poi sorse la basilica-cattedrale di Sant'Andrea: l'impianto medievale fu ridisegnato nel 1472 da Leon Battista Alberti. Insieme alle spoglie del santo, nella basilica è conservata un'urna con la terra imbevuta del sangue di Cristo, raccolta e trasportata fino a Mantova da Longino.
Quintus Cassius Longinus era un centurione romano affetto da cecità che trafisse con un colpo di lancia il costato di Gesù in croce per accertare che fosse morto. Dalla ferità sgorgarono sangue e linfa che, cadendo sugli occhi del soldato, gli restituirono la vista. Secondo la tradizione, dopo il miracolo Longino si convertì al Cristianesimo. Il vangelo di Marco riporta che sotto la croce l'uomo esclamò: "Davvero quest’uomo era Figlio di Dio!”.
Cristo crocifisso ferito dalla lancia, Cimabue (1439-1443), Convento di San Marco, Firenze
Lo studio e i bozzetti
Del suo San Longino, Bernini aveva realizzato ben 22 bozzetti in terracotta (come è testimoniato da Joachim von Sandrart, amico dll'artista, pittore e critico d'arte tedesco), ma oggi ne rimane uno soltanto, conservato presso il Fogg Art Museum della Harvard University, negli Stati Uniti. In questo modello superstite, si nota come la figura di San Longino sia già simile alla statua poi realizzata in marmo: c'è il gesto ampio delle braccia allungate verso l'esterno e la testa è ruotata a sinistra. Nel bozzetto, però, il peso del corpo è sostenuto dalla gamba sinistra, mentre la gamba destra si sposta all'esterno senza quasi sorreggere alcun peso. Nella statua di San Longino in San Pietro, invece, c'è meno torsione, e l'appoggio appare meglio distribuito su entrambe le gambe (anche se la sinistra rimane quella portante): è una scelta che aumenta l'effetto di dinamismo dell'intera figura. Un altro bozzetto meno dettagliato in terracotta, conservato a Palazzo Braschi a Roma, risulta tagliato in diverse parti: Bernini utilizzò questo modello per calcolare come unire i vari blocchi di marmo per formare una figura armonica e completa.
... Il pregio maggiore del suo scalpello, con cui vinto aveva le difficultà di render il marmo pieghevole come la cera...
Filippo Baldinucci, storico dell'arte (1624-1697)
Nell'attimo della conversione
Gian Lorenzo Bernini sceglie di rappresentare San Longino nel momento culminante della sua storia, e cioè nel preciso istante durante il quale si converte: è come se l'artista avesse immaginato il centurione poco dopo il gesto di ferire il costato di Gesù... Il fiotto di sangue che scende dall'alto lo aiuterà miracolosamente a recuperare la vista. Per rendere al meglio questa azione, lo scultore ha deciso di posizionare il protagonista con le braccia allargate, in segno di accoglienza del miracolo divino, e con il volto leggermente ruotato e rivolto in alto, verso Dio. Le orbite degli occhi di Longino appaiono vuote: in questo modo Bernini ha voluto evidenziare la cecità del soldato romano.
La cura naturalistica dei dettagli
Un forte e complesso gioco di ombre si articola sulle cavità e rotondità del marmo, quasi a voler enfatizzare la sensazione di agitazione successiva al miracolo. Ai piedi del soldato, di cui sono riprodotti nel dettaglio i sandali, Bernini rappresenta anche un elmo piumato con l'effige di un angelo alato.
Il virtuosismo dei panneggi
Le vesti di san Longino sono un meraviglioso esempio del virtuosismo barocco di cui Bernini è stato uno dei massimi esponenti: il movimento del tessuto è collegabile all’indescrivibile emozione provata da Longino durante la conversione.L’abbigliamento del centuriosne sembra essere mosso da un forte vento, che agita in modo poderoso tutta la veste e mostra gli eccezionali panneggi realizzati da Berini.
La potenza del miracolo
La lancia con cui Longino ha trafitto il costato di Cristo viene impugnata con il braccio destro teso, e da essa sembra provenire un'energia straordinaria, paragonabile alla forza della fede appena acquisita dal centurione. Anche il movimento delle vesti di San Longino mette in evidenza il gesto delle braccia: è come se l'intera figura fosse pervasa da una corrente, da un vento divino che ne aumenta la potenza. Longino allarga le braccia e si rivolge verso l’alto, perché in quel momento riceve la chiamata del Signore. Come avviene in gran parte delle sculture del Bernini, anche la figura di Longino viene rappresentata nel momento culminante di un’azione: il suo inserimento nella nicchia di marmi policromi e la sopraelevazione realizzata con il piedistallo, la rendono ancora più maestosa, "viva" e potente alla vista di chi la osserva.
"Le cose non appaiono mai per ciò che sono, ma in relazione alle cose che hanno intorno, che ne modificano l’apparenza”
Gian Lorenzo Bernini
Dove si trova la "sacra lancia" di San Longino?
Il nome Longino (nome fittizio dato nei Vangeli al centurione) deriva dal greco λόγχη ("lònche"), che significa appunto "lancia". Ma come arrivò quest'arma a Roma?La lancia di Longino venne donata dal sultano ottomano Bayazid II a papa Innocenzo VII alla fine del Quattrocento, affinché il pontefice ‘trattenesse’ suo fratello Djem, che si trovava a Roma, perché era una minaccia alla sua salita al tronoÈ difficile stabilire l’autenticità del reperto conservato in San Pietro, però è stato almeno accertato che si tratta di una punta di lancia del I secolo, compatibile con quelle usate dai Romani in quell’epoca. In realtà la "sacra lancia", che faceva parte delle insegne degli imperatori del Sacro Romano Impero ed era considerata un potente talismano per l'invicibilità, sarebbe stata divisa in più frammenti, oggi custoditi in vari luoghi del mondo: - una parte della reliquia si trova al Palazzo Reale di Vienna (e Hitler se ne impossessò, la portò a Norimberga ma dopo la fine della guerra il reperto tornò in Austria), anche se si ritiene che sia d'epoca carolingia; - un’altra si trova ad Antiochia; - una terza era invece conservata a Parigi prima di andare dispersa durante la Rivoluzione francese.
Il senso del teatro
La crociera di San Pietro è come un teatro circolare in cui la macchina scenica (il baldacchino) realizzata da Bernini si trova quasi al centro, e l'azione si svolge tutt'intorno, nelle nicchie e nella cappelle inserite nei pilastri, con le quattro statue di cui fa parte anche San Longino.