il mio comune nel medioevo
parabita
Start
Il comune di Parabita è situato nella provincia di Lecce, nella regione della Puglia. Etimologicamente deriva da Bavota, secondo alcuni da due parole greche che hanno come significato "intorno alle mura" o anche "dentro le mura" si può supporre quindi che il luogo in cui era sorto il casale era circondato da muri e fossati. Per altri il suo primo nome sembra essere stato Para-Bavota, resta il fatto che il precedente nome certo di Parabita fu Paravita , ed è abbastanza sintomatico capire che questo termine gli fu dato per indicare un luogo sicuro, in cui si riesce a portare in salvo la propria vita dai pericoli degli invasori. La sua storia risale a epoche antiche, e nel corso dei secoli ha vissuto diverse trasformazioni. Nel contesto medievale, molte città italiane, compresa Parabita, erano spesso governate da signori locali o erano parte di regni più ampi come il regno di Napoli. Parabita era caratterizzata da piccoli centri fortificati e da un' economia prevalentemente agricola, con coltivazione di cereali, la pastorizia e altre attività connesse alla terra. L'architettura medievale, come castelli o chiese, è ancora visibile nel tessuto urbano o nei dintorni.
Descrizione stemma D'azzurro, al castello torricellato di due, al naturale, aperto di nero, posto su una pianura erbosa di verde, a due cipressi, al naturale, uscenti dalla cortina, con l'Arcangelo Gabriele, pure al naturale, con la spada sguainata, librato sulla Torre di destra. Caratteristiche
Simboli: Castello, Spada, Torre
Colori: Azzurro, Nero, Verde
cenni storici
Nel 1231 Parabita era in mano a Bernardo Gentile, che la perse per mano degli Angioini i quali realizzarono il Maniero, la cui facies si trasformò nel tempo in seguito alle ristrutturazioni che gli hanno conferito l'attuale aspetto.Nel 1269 il Feudo passa al francese Giovanni Di Tillio, figura bieca ed ambigua che arrivava a vessare i suoi stessi vassalli. Alla sua morte il feudo passò ai figli (1280) e poi a Niccolò Adimari. Nel XIII sec. si realizzò il primo corpo di fabbrica della Chiesa di S. Giovanni Battista, che consisteva nella parte odierna del Transetto (Cappella dell'Addolorata, Presbiterio e Sagrestia); la zona perpendicolare delle navate fu aggiunta a più riprese nei secoli successivi. Sembra che la nuova Chiesa fu costruita nel luogo dove si trovava una chiesetta poi abbattuta, dedicata a S. Biagio, in cui si officiava il rito Greco.Nel XIV sec. Parabita era dei Sanseverino e probabilmente fu alla fine di questo secolo che venne realizzata la Chiesa di S. Maria dell'Umiltà. Alcuni documenti, infatti, attestano che nel 1405 vi officiavano i Padri Domenicani che erano insediati nell'adiacente Convento.
il castello
Il Castello Angioino di Parabita risale al quattordicesimo secolo ed è opera dei francesi che lo realizzarono per difendere meglio la città. La struttura del castello venne ulteriormente ammodernata e ristrutturata dalla famiglia Castriota, che divenne feudataria del borgo. Nel XVI secolo vi fu una storica battaglia contro i gallipolini guidati da Pirro Castriota, il quale sconfisse i francesi usciti dal castello di Parabita. In virtù di tale vittoria Pirro Castriota si trovò acquirente del feudo parabitano. L'architetto copertinese Evangelista Menga, su incarico dallo stesso Pirro, cominciò a modificarlo, riproponendolo con caratteristiche più vicine alla residenza, contribuendo comunque al suo rafforzamento. E' stata dedicata molta attenzione agli ambienti abitativi e di rappresentanza, che si sviluppano in altezza in modo maggiore rispetto ai secoli precedenti, quando l'aspetto più tozzo e le mura più alte meglio si confacevano alla sicurezza dei residenti. L'attuale soluzione è dovuta agli architetti Avena di Napoli e Napoleone Pagliarulo di Parabita che hanno definitivamente modificato il maestoso maniero rendendolo più gradevole dal punto di vista estetico. I vecchi torrioni circolari di castello vennero infatti abbattuti a metà del Cinquecento per costruire quattro bastioni a pianta lanceolata. Il castello oggi ha una pianta quadrangolare ed è piuttosto imponente, con decorazioni di stile rinascimentale e una bella corte interna.
Chiesa di San Giovanni Battista
La chiesa attuale è stata costruita nel XIII secolo, ma attualmente non conserva le sembianze di una parrocchia di quell'epoca, l'esterno presenta una facciata in stile neoclassico e l'interno è rinascimentale. Questa chiesa si trova nello stesso luogo dove nel XIII secolo era stata eretta una chiesetta dedicata a San Biagio, anche se l’identificazione non è ancora certa. Come molto spesso accade alle chiese salentine, anche questa è stata sottoposta a continui rimaneggiamenti e ammodernamenti, compreso il rifacimento della facciata e l’allungamento di tutta la struttura. Ha una pianta a tre navate, con cupola ottagonale che sormonta il presbiterio, e conserva le spoglie, provenienti dalla famosa catacomba di Commodilla a Roma, di San Vincenzo Martire, legionario romano.
cripta di santa marina
Nel rione Santa Marina si trova una piccola cripta bizantina, del X-XII sec., tuttora consacrata, e dedicata alla Santa. Santa Marina nacque nel 275 ad Antiochia di Pisidia. Figlia di un sacerdote pagano, dopo la morte della madre venne affidata ad una balia, che praticava clandestinamente il cristianesimo durante la persecuzione di Diocleziano, ed allevò la bambina nella sua religione. Quando venne ripresa in casa dal padre, dichiarò la sua fede e fu da lui cacciata. Marina successivamente fu incarcerata perchè cristiana e venne visitata in cella dal demonio che scacciò prontamente con una croce. Agli interrogatori continua a dichiararsi cristiana e vedendo che era riuscita a resistere miracolosamente a diversi tormenti, fu decapitata all'età di 15 anni. Acanto alla figura di questa Marina vi è una seconda santa,anch'essa conosciuta come Marina. Ma le raffigurazioni delle due sante solitamente divergono. La prima santa Marina è rappresentata vestita da donna, con le vesti dell'epoca, con in mano un martello e la palma simbola del martirio, ai piedi un serpente. Essa per via del suo bell' aspetto viene ricordata come la santa del bel colorito e come tale viene invocata per la protezione contro l'ittero. La seconda Marina invece è rappresentata vestita da monaco, con un crocifisso in mano, un sacco sulle spalle e con affianco un bambino, il piccolo nato dalla donna sua accusatrice che viene ricordato con il nome di Fortunato.
per ottenere i frutti del futuro bisogna vivere bene il presente ricordando sempre il passato
-Don Antonio Bruno
il mio comune nel medioevo
Elena Ria
Created on November 26, 2023
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il mio comune nel medioevo
parabita
Start
Il comune di Parabita è situato nella provincia di Lecce, nella regione della Puglia. Etimologicamente deriva da Bavota, secondo alcuni da due parole greche che hanno come significato "intorno alle mura" o anche "dentro le mura" si può supporre quindi che il luogo in cui era sorto il casale era circondato da muri e fossati. Per altri il suo primo nome sembra essere stato Para-Bavota, resta il fatto che il precedente nome certo di Parabita fu Paravita , ed è abbastanza sintomatico capire che questo termine gli fu dato per indicare un luogo sicuro, in cui si riesce a portare in salvo la propria vita dai pericoli degli invasori. La sua storia risale a epoche antiche, e nel corso dei secoli ha vissuto diverse trasformazioni. Nel contesto medievale, molte città italiane, compresa Parabita, erano spesso governate da signori locali o erano parte di regni più ampi come il regno di Napoli. Parabita era caratterizzata da piccoli centri fortificati e da un' economia prevalentemente agricola, con coltivazione di cereali, la pastorizia e altre attività connesse alla terra. L'architettura medievale, come castelli o chiese, è ancora visibile nel tessuto urbano o nei dintorni.
Descrizione stemma D'azzurro, al castello torricellato di due, al naturale, aperto di nero, posto su una pianura erbosa di verde, a due cipressi, al naturale, uscenti dalla cortina, con l'Arcangelo Gabriele, pure al naturale, con la spada sguainata, librato sulla Torre di destra. Caratteristiche Simboli: Castello, Spada, Torre Colori: Azzurro, Nero, Verde
cenni storici
Nel 1231 Parabita era in mano a Bernardo Gentile, che la perse per mano degli Angioini i quali realizzarono il Maniero, la cui facies si trasformò nel tempo in seguito alle ristrutturazioni che gli hanno conferito l'attuale aspetto.Nel 1269 il Feudo passa al francese Giovanni Di Tillio, figura bieca ed ambigua che arrivava a vessare i suoi stessi vassalli. Alla sua morte il feudo passò ai figli (1280) e poi a Niccolò Adimari. Nel XIII sec. si realizzò il primo corpo di fabbrica della Chiesa di S. Giovanni Battista, che consisteva nella parte odierna del Transetto (Cappella dell'Addolorata, Presbiterio e Sagrestia); la zona perpendicolare delle navate fu aggiunta a più riprese nei secoli successivi. Sembra che la nuova Chiesa fu costruita nel luogo dove si trovava una chiesetta poi abbattuta, dedicata a S. Biagio, in cui si officiava il rito Greco.Nel XIV sec. Parabita era dei Sanseverino e probabilmente fu alla fine di questo secolo che venne realizzata la Chiesa di S. Maria dell'Umiltà. Alcuni documenti, infatti, attestano che nel 1405 vi officiavano i Padri Domenicani che erano insediati nell'adiacente Convento.
il castello
Il Castello Angioino di Parabita risale al quattordicesimo secolo ed è opera dei francesi che lo realizzarono per difendere meglio la città. La struttura del castello venne ulteriormente ammodernata e ristrutturata dalla famiglia Castriota, che divenne feudataria del borgo. Nel XVI secolo vi fu una storica battaglia contro i gallipolini guidati da Pirro Castriota, il quale sconfisse i francesi usciti dal castello di Parabita. In virtù di tale vittoria Pirro Castriota si trovò acquirente del feudo parabitano. L'architetto copertinese Evangelista Menga, su incarico dallo stesso Pirro, cominciò a modificarlo, riproponendolo con caratteristiche più vicine alla residenza, contribuendo comunque al suo rafforzamento. E' stata dedicata molta attenzione agli ambienti abitativi e di rappresentanza, che si sviluppano in altezza in modo maggiore rispetto ai secoli precedenti, quando l'aspetto più tozzo e le mura più alte meglio si confacevano alla sicurezza dei residenti. L'attuale soluzione è dovuta agli architetti Avena di Napoli e Napoleone Pagliarulo di Parabita che hanno definitivamente modificato il maestoso maniero rendendolo più gradevole dal punto di vista estetico. I vecchi torrioni circolari di castello vennero infatti abbattuti a metà del Cinquecento per costruire quattro bastioni a pianta lanceolata. Il castello oggi ha una pianta quadrangolare ed è piuttosto imponente, con decorazioni di stile rinascimentale e una bella corte interna.
Chiesa di San Giovanni Battista
La chiesa attuale è stata costruita nel XIII secolo, ma attualmente non conserva le sembianze di una parrocchia di quell'epoca, l'esterno presenta una facciata in stile neoclassico e l'interno è rinascimentale. Questa chiesa si trova nello stesso luogo dove nel XIII secolo era stata eretta una chiesetta dedicata a San Biagio, anche se l’identificazione non è ancora certa. Come molto spesso accade alle chiese salentine, anche questa è stata sottoposta a continui rimaneggiamenti e ammodernamenti, compreso il rifacimento della facciata e l’allungamento di tutta la struttura. Ha una pianta a tre navate, con cupola ottagonale che sormonta il presbiterio, e conserva le spoglie, provenienti dalla famosa catacomba di Commodilla a Roma, di San Vincenzo Martire, legionario romano.
cripta di santa marina
Nel rione Santa Marina si trova una piccola cripta bizantina, del X-XII sec., tuttora consacrata, e dedicata alla Santa. Santa Marina nacque nel 275 ad Antiochia di Pisidia. Figlia di un sacerdote pagano, dopo la morte della madre venne affidata ad una balia, che praticava clandestinamente il cristianesimo durante la persecuzione di Diocleziano, ed allevò la bambina nella sua religione. Quando venne ripresa in casa dal padre, dichiarò la sua fede e fu da lui cacciata. Marina successivamente fu incarcerata perchè cristiana e venne visitata in cella dal demonio che scacciò prontamente con una croce. Agli interrogatori continua a dichiararsi cristiana e vedendo che era riuscita a resistere miracolosamente a diversi tormenti, fu decapitata all'età di 15 anni. Acanto alla figura di questa Marina vi è una seconda santa,anch'essa conosciuta come Marina. Ma le raffigurazioni delle due sante solitamente divergono. La prima santa Marina è rappresentata vestita da donna, con le vesti dell'epoca, con in mano un martello e la palma simbola del martirio, ai piedi un serpente. Essa per via del suo bell' aspetto viene ricordata come la santa del bel colorito e come tale viene invocata per la protezione contro l'ittero. La seconda Marina invece è rappresentata vestita da monaco, con un crocifisso in mano, un sacco sulle spalle e con affianco un bambino, il piccolo nato dalla donna sua accusatrice che viene ricordato con il nome di Fortunato.
per ottenere i frutti del futuro bisogna vivere bene il presente ricordando sempre il passato
-Don Antonio Bruno