Le proporzioni
Le proporzioni della facciata sono state indagate da due importanti studiosi del XX secolo. Wittkower ha osservato che «l’intera facciata di Santa Maria Novella si inscrive esattamente in un quadrato. Un quadrato minore, il cui lato è la metà di quello maggiore, definisce il rapporto fra i due piani. L’ordine inferiore può essere diviso in due di tali quadrati, mentre uno, identico, circoscrive il piano superiore. In altre parole, l’intero edificio sta rispetto alle sue parti principali nel rapporto di uno a due e questa proporzione si ripete nel rapporto tra la larghezza del piano superiore e quella dell’inferiore».
Un alto attico interposto fra l'ordine inferiore e a quello superiore segna l'inizio della realizzazione tutta quattrocentesca. La sua ornamentazione a quadrati rimanda all'interno del Battistero, dove una simile corre in modo continuo al di sotto della cupola mosaicata.
Per l'intera altezza della navata centrale e oltre, la porzione superiore della facciata venne organizzata come un tempio classico tetrastilo. Quattro paraste corin-zie, dalla tipica zebratura marmorea, sorreggono una trabeazione sovrastata da un timpano con mensole e dentelli all'interno, all'uso romano.
Due ampie volute a doppia curvatura minutamente ornate raccordano l'ordine superiore all'attico nascondendo i retrostanti spioventi del tetto delle navate laterali
L'ALBERTI E LA FACCIATA DI SANTA MARIA NOVELLA
L'Alberti intorno al 1460 progettò la facciata di Santa Maria Novella per Giovanni Rucellai.
La sua grandezza fu proprio l'unione di una soluzione "moderna" su una struttura gotica, infatti, la porzione inferiore presentava elementi preesistenti.
Le semicolonne vennero riproposte affiancate alle paraste d'angolo nelle due estremità della facciata (che subi, perciò, una dilatazione, al di là del perimetro dell'edificio), secondo uno schema ripreso dalla Basilica Emilia nel Foro Romano. Rivestite con fasce orizzontali di marmo alternativamente verde e bianco, le paraste rinviano ai pilastri angolari del romanico battistero fiorentino di San Giovanni.
Portale centrale
L'Alberti, nella parte inferiore della facciata, si limitò a intervenire sul portale centrale che inserì all'interno di un arco a tutto sesto incorniciato da 2 semicolonne corinzie su alti piedistalli.
Facciata di Santa Maria Novella a Firenze
MICHELE FORINI
Created on November 25, 2023
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Le proporzioni
Le proporzioni della facciata sono state indagate da due importanti studiosi del XX secolo. Wittkower ha osservato che «l’intera facciata di Santa Maria Novella si inscrive esattamente in un quadrato. Un quadrato minore, il cui lato è la metà di quello maggiore, definisce il rapporto fra i due piani. L’ordine inferiore può essere diviso in due di tali quadrati, mentre uno, identico, circoscrive il piano superiore. In altre parole, l’intero edificio sta rispetto alle sue parti principali nel rapporto di uno a due e questa proporzione si ripete nel rapporto tra la larghezza del piano superiore e quella dell’inferiore».
Un alto attico interposto fra l'ordine inferiore e a quello superiore segna l'inizio della realizzazione tutta quattrocentesca. La sua ornamentazione a quadrati rimanda all'interno del Battistero, dove una simile corre in modo continuo al di sotto della cupola mosaicata.
Per l'intera altezza della navata centrale e oltre, la porzione superiore della facciata venne organizzata come un tempio classico tetrastilo. Quattro paraste corin-zie, dalla tipica zebratura marmorea, sorreggono una trabeazione sovrastata da un timpano con mensole e dentelli all'interno, all'uso romano.
Due ampie volute a doppia curvatura minutamente ornate raccordano l'ordine superiore all'attico nascondendo i retrostanti spioventi del tetto delle navate laterali
L'ALBERTI E LA FACCIATA DI SANTA MARIA NOVELLA
L'Alberti intorno al 1460 progettò la facciata di Santa Maria Novella per Giovanni Rucellai.
La sua grandezza fu proprio l'unione di una soluzione "moderna" su una struttura gotica, infatti, la porzione inferiore presentava elementi preesistenti.
Le semicolonne vennero riproposte affiancate alle paraste d'angolo nelle due estremità della facciata (che subi, perciò, una dilatazione, al di là del perimetro dell'edificio), secondo uno schema ripreso dalla Basilica Emilia nel Foro Romano. Rivestite con fasce orizzontali di marmo alternativamente verde e bianco, le paraste rinviano ai pilastri angolari del romanico battistero fiorentino di San Giovanni.
Portale centrale
L'Alberti, nella parte inferiore della facciata, si limitò a intervenire sul portale centrale che inserì all'interno di un arco a tutto sesto incorniciato da 2 semicolonne corinzie su alti piedistalli.