Carlo Cassola
La Ragazza di Bube
1958-1959
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Autore
Romanzo
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Carlo Cassola
1917
1951
1938
Secondo matrimonio
Primo servizio militare
Nascita e Famiglia
1953-1959
1940
1922
Periodo infelice e morte della figlia
Primo matrimonio
Infanzia
1960
1941
1927
La ragazza di Bube
Servizio militare a Manarola
Scuole medie
1963-1964
1943-1945
1932
Superiori e prime esperienze letterarie
Gli anni del successo
Esperienza resistenziale
1971-1987
1949
1936-1939
Gli ultimi anni
Morte di Rosa
Laurea in Giurisprudenza
Famiglia
Nasce a Roma il 17 marzo del 1917 da Maria Camilla Bianchi di Volterra e da Garzia Cassola, pavese di origini ma residente in Toscana da tempo.
«S'era sposato tardi [...] (e questo spiega perché tra lui e me ci corra un secolo, anzi 103 anni); tuttavia ebbe lo stesso sette figli».
Superiori e prime esperienze letterarie
«Avevamo sedici o diciassette anni quando una inconscia smania di conoscere da vicino "i fratelli oppressi", di legarci con loro per una "rivolta sociale" che non aveva ancora, per noi, definizione politica ci spingeva ad andarli a cercare. ci vestivamo a quel tempo dei nostri abiti più malandati e, con la barba incolta e i capelli in disordine, ci avventuravamo per i quartieri popolari di Roma, a tarda sera. Entravamo nelle osterie, nei luoghi più abbietti, timorosi e schifati. Ci capitava di imbatterci in gente strana, che la nostra fantasia, nutrita di letture russe, coloriva subito di nichilismo»
Nel 1932 si iscrisse al liceo classico Umberto I. Di quegli anni ricorda Pascoli quale sua unica lettura, non apprezzava gli altri autori classici e il modo in cui gli venivano insegnati
Fu compagno di classe di Vittorio Mussolini e con lui fondò un movimento giovanile antifuturista denominato «Novismo»; l’intento era di prendere contatto con il mondo operaio
Esperienza nella Resistenza
Il 1943 entrò nella Resistenza con il nome di Giacomo, nella 23ª brigata garibaldina Guido Boscaglia, come capo della squadra esplosivisti.
«L’incontro più memorabile della mia vita l’ho fatto durante la Resistenza con gli operai. Si consideravano infatti tali gli alabastrai di Volterra impegnati nella Resistenza […] Ci affratellava il pericolo. Correvamo gli stessi rischi […]. Diventai specialmente amico di due di loro, soprannominati Ciaba e Lidori. Ne ho parlato nei miei romanzi e racconti. Ho chiamato Ciaba [Nello Bardini] Baba, mentre all’altro ho conservato il soprannome» (Una ragazza del popolo, cit., pp. 7 s.).
Tra il 1944 e il 1945 ottenne la direzione dei giornali antifascisti a Volterra e la cattedra di storia e di italiano all’istituto tecnico commerciale (di cui fu anche preside).
Tra il 1944 e il 1945 ottenne la direzione dei giornali antifascisti a Volterra, della cattedra di storia e di italiano all’istituto tecnico commerciale (di cui fu anche preside).
Nell’esperienza resistenziale Cassola ritrovò il diretto contatto con la realtà del popolo e che divenne di lì a poco materia dei primi romanzi.
Il Taglio nel Bosco
A sconvolgere Cassola giunse però, il 23 marzo 1949, una grave disgrazia: la moglie Rosa morì a Firenze per un attacco renale, all’età di 31 anni. Divenne espressione del lutto il racconto Il taglio del bosco portato allora a conclusione: «Doveva essere semplicemente il racconto di un taglio del bosco […]. Non so perché, avevo messo che Guglielmo era vedovo. Ne avevo scritte 35 pagine per disperazione, pensai di riprendere e finire quel racconto. Naturalmente lo trasformai, versandoci dentro il mio dolore. Ricordo che lo scrissi in pochi mesi, nel luglio. Nell’ottobre cominciai Fausto e Anna» (lettera inedita, in data 2 dicembre 1961, a Franco Fortini: Andreini, Cronologia, 2007, p. LXXXVII). Apparso nel 1950 in Paragone, il raccontò incontrò subito, oltre al favore della critica, quello del pubblico, preannunciando l’imminente conquista della notorietà.
Il romanzo
La ragazza di Bube è un romanzo di Carlo Cassola, pubblicato da Einaudi nel 1960 e vincitore del Premio Strega dello stesso anno. Il romanzo è ambientato in Toscana tra il 1944 e il 1948. In questo romanzo Cassola affronta uno dei momenti più sofferti e scottanti della storia d’Italia, la guerra civile e il dopoguerra, filtrandolo però attraverso la storia d'amore tra due giovani, Mara e Arturo, detto Bube
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Personaggi Principali
Mara
Castellucci
Bube
Stefano
Bionda con i capelli lisci, contenta della sua bellezza, è la vera protagonista della storia. All'inizio è una ragazza sfrontata e sfacciata, non teme il confronto e non sopporta che le siano imposte le cose. Matura durante l'evolversi della situazione, confrontandosi con l'amore e il dolore.
Orfano di padre, partigiano di famiglia umile. E' magro, bruno, con i capelli lisci e i baffetti. Tende ai comportamenti violenti ed è fiero del soprannome datogli durante la guerra(vendicatore). Si fa spesso giustizia da solo.
Conosciuto grazie a Ines, è l'amante di Mara mentre si trova a Poggibonsi. Mara poi lo lascia perché capisce che l'uomo della sua vita è Bube. Stefano si sposa con un'altra donna.
Padre di Mara, è comunista e, al contrario della moglie, è contento che la lia sia fidanzata con Bube. In gioventù è stato in carcere.
Trama
Insieme le due ragazze vanno al lunapark, qui incontra Stefano un ragazzo che inizia a farle la corte. Mara è divisa: non sa se stare con Stefano oppure aspettare Bube, incarcerato chissà dove.
La vicenda è ambientata in Val d'Elsa. Incontra Bube, amico del suo fratellastro Sante morto durante la Resistenza. I due iniziano ben presto a scambiarsi lettere d'amore.
Dopo queste giornatei ragazzi sono costretti a separarsi e Bube, su suggerimento del suo amico Lidori, fuggirà dall'Italia. Mara passerà quindi l'estate in uno stato di angoscia in quanto non sa quale sarà il futuro del suo ragazzo.
Durante la frequentazione con Stefano, Mara riceve una chiamata dal padre che le dice che Bube è tornato in patria e si trova nel carcere di Firenze. Mara raggiunge il padre e una volta giunti a Firenze Mara è piena di dubbi ma appena vede Bube capisce che è ancora innamorata di lui e non può quindi più portare avanti la sua storia con Stefano e decide di aspettare Bube.
Il ragazzo è costretto a fuggire poiché accusato di omicidio e, su suggerimento del padre di Mara, decide di tornare a Volterra dove abita la sua famiglia. Mara e Bube saranno costretti a nascondersi nella natura e saranno proprio queste le loro ore più felici.
Mara decide di cambiare aria, andrà a Poggibonsi e si fa assumere come domestica. A Poggibonsi incontra Ines, ragazza con la quale inizia a uscire.
Il romanzo si conclude sette anni dopo le vicende narrate con Mara dipinta come una donna più consapevole delle proprie responsabilità sociali in attesa della liberazione del suo Bube.
Lo stile
Narratore: Esterno e onnisciente, trasmette lo stato d'animo dei personaggi ed è imparziale. Tecniche narrative: frasi brevi e parole comuni scelte con accuratezza. E' molto presente il discorso diretto. La fabula e l’intreccio combaciano perfettamente dal momento che il racconto si sviluppa in modo cronologico. Nel racconto sono frequenti numerosi flash-back usati prevalentemente per ricordare emozioni ed eventi passati.
Temi trattati e analisi
I temi trattati sono l'amore e la guerra attraverso gli occhi di un'adolescente che da ragazzina diventa donna. La tecnica di scrittura di Cassola è realista e scorrevole, questa caratteristica del libro ne ha favorito la diffusione, poiché risultava comprensibile anche a quella parte dell’Italia meno colta. L’autore riesce a distinguersi tra gli scrittori del suo tempo perché coglie il desiderio fondamentale di rinascita degli Italiani nel secondo dopoguerra, proponendo uno scritto apparentemente semplice e poco violento (nonostante la trama), ma con un messaggio subliminale profondo: quello della necessità di rispettare sempre la vita.
Il destino del Vendicatore
Capitolo 2 Parte Seconda
La rudezza decisa della sua determinazione di combattente gli ha conquistato il titolo di “Vendicatore”; quando scende dalle montagne e torna alla vita di pace, sentirsi ancora “Vendicatore” è per lui un orgoglio e un toccante sentimento di fedeltà. Una sera Bube incontra il prete Ciolfi, ex fascista che, come tale, era dovuto scappare dal paese; insieme al rancore politico, c’è nell’animo di Bube un sentimento di pietà per quel vecchio conosciuto sin dall’infanzia; fa quindi finta di non vederlo, e cerca poi di proteggerlo dalla rabbia di qualche donna. Quando sente però che l’accanimento popolare contro l’avversario è più forte della sua pietà, si trasforma da difensore in aggressore: è a lui che tocca il compito di picchiare il prete.
Servizio militare a Manarola
Il 20 luglio 1941 venne richiamato alle armi e fu incaricato di far saltare Manarola (comune ligure), disobbedì ai comandi ma riuscì a sfuggire alla corte marziale grazie alla perdita, nei bombardamenti, della documentazione accusatoria. Prese così la decisione di opporsi al fascismo e si legò, a partire dal 1941 al movimento liberalsocialista (centro-centrosinistra).
Secondo matrimonio
Fausto e Anna
Il primo “nuovo” libro fu il romanzo «Fausto e Anna» Conosciuta nel frattempo Giuseppina Rabagli, Cassola chiese il trasferimento a Grosseto e si sposò nuovamente il 14 novembre 1951. Proprio in quella provincia, Cassola inventò un sistema divertente e nuovo per promuovere la lettura: il 'bibliobus' nato dal principio che "se la gente non andava ai libri, sarebbero stati i libri ad andare alla gente".
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Università
Laurea in giurisprudenza
Nel 1963 si iscrive alla facoltà di giurisprudenza, nello stesso anno conosce Rosa Falchi con cui si fidanzò. Consegue la laurea dopo essere tornato dal servizio militare il 20 novembre 1939 con una tesi in diritto civile.
Inizia ad insegnare in una scuola a Volterra.
Morte di Rosa
Il cambio di scrittura
A sconvolgere la sua vita giunse però, il 23 marzo 1949 la morte della moglie Rosa a Firenze all’età di 31 anni per un attacco renale: l'autore espresse il suo dolore nel racconto «Il taglio del bosco» portato allora a conclusione. L'evento lo fece divenire «[…] un altro uomo. Anche un altro scrittore».
Info
Periodo Infelice
Morte della figlia
Pubblicò sul giornale «Il Contemporaneo» il Viaggio in Cina la sua prima esperienza all’estero fatta nel continente cinese insieme a Fortini, Treccani, e altri intellettuali. L’arrivo del 1957 venne segnato dalla perdita della figlia Nora, morta di asiatica a soli sei mesi. Pubblica con Einaudi «Un matrimonio del dopoguerra», ma, visti i difficili rapporti con l’editore torinese, il libro successivo «Il soldato» esce con Feltrinelli.Nel 1959, nuovamente in crisi, decise di firmare un contratto triennale con Einaudi.
Gli anni del successo
Dopo il successo Cassola si dedicò anima e corpo alla scrittura lasciando il suo lavoro da insegnante nel ‘62. Questa fama attirò molte critiche da parte degli scrittori che lo accusarono di essere diventato troppo commerciale. La casa editrice Einaudi gli pubblicò nel ‘64 Il cacciatore e l’anno dopo «La ragazza di Bube» entrò nella collana degli «Oscar».
La terza fase di produzione di Cassola si chiuse con il racconto «Una relazione» vincitore del premio Napoli. Dal racconto è stato tratto nel 2004 il film "L’amore ritrovato". Nel febbraio del 1971 Cassola venne colpito da un infarto, con il conseguente ricovero in ospedale. Proprio qui gli venne diagnosticata una malattia degenerativa. In seguito trasferitosi solitario a Marina di Castagneto si dedicò a riordinare e sistemare i suoi scritti.
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Scuole medie
L'esperienza scolastica è un fallimento
Nel 1927 Cassola cominciò a frequentare il ginnasio Torquato Tasso
L'educazione del futuro scrittore fu regolare, ma l'esperienza scolastica verrà in seguito considerata un fallimento, tanto da fargli scrivere, nel 1969, «Scuola di criminalità, ecco cos'è la scuola oggi, non solo da noi ma dappertutto. E la colpa risale alla cultura laica o religiosa che sia. A questa grande spacciatrice di droghe; a questo autentico oppio del popolo».
La ragazza di bube
Dalla finzione alla realtà
Nel 1960 con «La ragazza di Bube» vinse il premio letterario Strega, nonostante la disapprovazione di Pier Paolo Pasolini che accusava lo scrittore di tradimento nei confronti della poetica neorealista. Dopo il grande successo del libro, il regista Luigi Comencini, che ne aveva acquistato i diritti, diresse la versione cinematografica fedele al romanzo.
Cassola si impegnò ad ottenere la scarcerazione del ‘vero Bube’, da cui è ispirato il libro, riuscendo a farlo uscire di prigione il 22 dicembre 1961. Proprio in questo anno cominciarono le traduzioni di alcuni libri dell’autore, a partire dalla Francia, con Fausto e Anna. Da lì in poi Cassola divennre una figura importante e richiesta dai giornali.
clip del film
Gli ultimi anni
Antimilitarismo
Nel 1974 al convegno a Pescia incontrò una ragazza del luogo, Pola Natali, che prese come sua sposa nel 1986, con la quale andrà a vivere nella campagna toscana. Nel voltare pagina, rinacque in lui l’idea di una cultura impegnata, nel 1976 professa il suo antimilitarismo, attraverso un discorso per il disarmo unilaterale dell’Italia allo scopo di sensibilizzare la popolazione sulla difesa della vita e la non violenza. Alla fine del gennaio 1987 muore a Montecarlo di Lucca, per un collasso cardiocircolatorio.
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Servizio militare
Da ufficiale a antifascista
Dal 24 novembre 1937 al 31 dicembre 1938 prestò servizio militare a Spoleto , dapprima come allievo e successivamente come ufficiale.Rientrando a Roma nel 1938 si accorse di aver tratto dall’esperienza un nuovo impulso a interessarsi alla politica antifascista.
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Mamma
Maria Camilla Bianchi
Dalla madre ereditò l'amore per la campagna toscana. In quel luogo lo scrittore non solo parteciperà alla Resistenza partigiana , ma ambienterà anche quasi tutte le sue opere, trasformando quel mondo in un vero e proprio topos letterario personale.
Infanzia
Un ragazzo infelice e isolato
Ultimo di 5 fratelli, con una fervida immaginazione.Istruzione elementare pubblica, legato alla balia Anna Bandini, di origini umili.
« sono nato e ho vissuto in una famiglia piccolo-borghese, abituata a certe comodità, ma ero stato allevato da una ragazza del popolo, che da piccolo chiamavo mamma» (Una ragazza del popolo, in Non ho dimenticato, Venezia 1981, p. 8). Quando nel 1924, sposandosi, la ragazza lasciò la famiglia Cassola, il piccolo ne patì più dei fratelli l’assenza; la immortalò poi dandole il ruolo della protagonista del romanzo "Paura e tristezza".
Servizio Militare
Da ufficiale ad antifascista
Dal 24 novembre 1937 al 31 dicembre 1938 prestò servizio militare a Spoleto, inizialmente come allievo e poi come ufficiale, rientrando a Roma nel 1938 si accorse per di aver tratto dall’esperienza un nuovo impulso a interessarsi di politica antifascista.
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Papà
Garzia Cassola
Il padre Garzia di professione giornalista, militante del Partito socialista italiano (PSI), si trasferì a Roma dove divenne caporedattore dell’Avanti! (giornale socialista) Il 20 aprile 1901 sposò Maria Camilla, appartenente ad una famiglia reazionaria di Volterra. Cassola eredita dal padre la tradizione libertaria e un’educazione laica
Primo Matrimonio
Rosa Gagliardi
Dopo essersi trasferito a Volterra, si sposa con Rosa Gagliardi il 26 settembre 1940.
Nello stesso anno, grazie all’appoggio di Romano Bilenchi, pubblicò tre racconti:
- La visita
- Il soldato
- Il cacciatore
Nonno Paterno
Carlo Cassola Sr.
Il nonno paterno, Carlo, era un famoso magistrato e fervente patriota italiano che aveva partecipato alle dieci giornate di Brescia, poi esule in Svizzera per sfuggire alle numerose condanne; a Risorgimento concluso era poi diventato presidente del tribunale di Volterra, dove si era sposato, già cinquantaduenne, con Rosa Belli.
La ragazza di Bube
LORENZO FLORIO
Created on November 24, 2023
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Carlo Cassola
La Ragazza di Bube
1958-1959
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Carlo Cassola
1917
1951
1938
Secondo matrimonio
Primo servizio militare
Nascita e Famiglia
1953-1959
1940
1922
Periodo infelice e morte della figlia
Primo matrimonio
Infanzia
1960
1941
1927
La ragazza di Bube
Servizio militare a Manarola
Scuole medie
1963-1964
1943-1945
1932
Superiori e prime esperienze letterarie
Gli anni del successo
Esperienza resistenziale
1971-1987
1949
1936-1939
Gli ultimi anni
Morte di Rosa
Laurea in Giurisprudenza
Famiglia
Nasce a Roma il 17 marzo del 1917 da Maria Camilla Bianchi di Volterra e da Garzia Cassola, pavese di origini ma residente in Toscana da tempo.
«S'era sposato tardi [...] (e questo spiega perché tra lui e me ci corra un secolo, anzi 103 anni); tuttavia ebbe lo stesso sette figli».
Superiori e prime esperienze letterarie
«Avevamo sedici o diciassette anni quando una inconscia smania di conoscere da vicino "i fratelli oppressi", di legarci con loro per una "rivolta sociale" che non aveva ancora, per noi, definizione politica ci spingeva ad andarli a cercare. ci vestivamo a quel tempo dei nostri abiti più malandati e, con la barba incolta e i capelli in disordine, ci avventuravamo per i quartieri popolari di Roma, a tarda sera. Entravamo nelle osterie, nei luoghi più abbietti, timorosi e schifati. Ci capitava di imbatterci in gente strana, che la nostra fantasia, nutrita di letture russe, coloriva subito di nichilismo»
Nel 1932 si iscrisse al liceo classico Umberto I. Di quegli anni ricorda Pascoli quale sua unica lettura, non apprezzava gli altri autori classici e il modo in cui gli venivano insegnati
Fu compagno di classe di Vittorio Mussolini e con lui fondò un movimento giovanile antifuturista denominato «Novismo»; l’intento era di prendere contatto con il mondo operaio
Esperienza nella Resistenza
Il 1943 entrò nella Resistenza con il nome di Giacomo, nella 23ª brigata garibaldina Guido Boscaglia, come capo della squadra esplosivisti.
«L’incontro più memorabile della mia vita l’ho fatto durante la Resistenza con gli operai. Si consideravano infatti tali gli alabastrai di Volterra impegnati nella Resistenza […] Ci affratellava il pericolo. Correvamo gli stessi rischi […]. Diventai specialmente amico di due di loro, soprannominati Ciaba e Lidori. Ne ho parlato nei miei romanzi e racconti. Ho chiamato Ciaba [Nello Bardini] Baba, mentre all’altro ho conservato il soprannome» (Una ragazza del popolo, cit., pp. 7 s.).
Tra il 1944 e il 1945 ottenne la direzione dei giornali antifascisti a Volterra e la cattedra di storia e di italiano all’istituto tecnico commerciale (di cui fu anche preside).
Tra il 1944 e il 1945 ottenne la direzione dei giornali antifascisti a Volterra, della cattedra di storia e di italiano all’istituto tecnico commerciale (di cui fu anche preside).
Nell’esperienza resistenziale Cassola ritrovò il diretto contatto con la realtà del popolo e che divenne di lì a poco materia dei primi romanzi.
Il Taglio nel Bosco
A sconvolgere Cassola giunse però, il 23 marzo 1949, una grave disgrazia: la moglie Rosa morì a Firenze per un attacco renale, all’età di 31 anni. Divenne espressione del lutto il racconto Il taglio del bosco portato allora a conclusione: «Doveva essere semplicemente il racconto di un taglio del bosco […]. Non so perché, avevo messo che Guglielmo era vedovo. Ne avevo scritte 35 pagine per disperazione, pensai di riprendere e finire quel racconto. Naturalmente lo trasformai, versandoci dentro il mio dolore. Ricordo che lo scrissi in pochi mesi, nel luglio. Nell’ottobre cominciai Fausto e Anna» (lettera inedita, in data 2 dicembre 1961, a Franco Fortini: Andreini, Cronologia, 2007, p. LXXXVII). Apparso nel 1950 in Paragone, il raccontò incontrò subito, oltre al favore della critica, quello del pubblico, preannunciando l’imminente conquista della notorietà.
Il romanzo
La ragazza di Bube è un romanzo di Carlo Cassola, pubblicato da Einaudi nel 1960 e vincitore del Premio Strega dello stesso anno. Il romanzo è ambientato in Toscana tra il 1944 e il 1948. In questo romanzo Cassola affronta uno dei momenti più sofferti e scottanti della storia d’Italia, la guerra civile e il dopoguerra, filtrandolo però attraverso la storia d'amore tra due giovani, Mara e Arturo, detto Bube
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Personaggi Principali
Mara
Castellucci
Bube
Stefano
Bionda con i capelli lisci, contenta della sua bellezza, è la vera protagonista della storia. All'inizio è una ragazza sfrontata e sfacciata, non teme il confronto e non sopporta che le siano imposte le cose. Matura durante l'evolversi della situazione, confrontandosi con l'amore e il dolore.
Orfano di padre, partigiano di famiglia umile. E' magro, bruno, con i capelli lisci e i baffetti. Tende ai comportamenti violenti ed è fiero del soprannome datogli durante la guerra(vendicatore). Si fa spesso giustizia da solo.
Conosciuto grazie a Ines, è l'amante di Mara mentre si trova a Poggibonsi. Mara poi lo lascia perché capisce che l'uomo della sua vita è Bube. Stefano si sposa con un'altra donna.
Padre di Mara, è comunista e, al contrario della moglie, è contento che la lia sia fidanzata con Bube. In gioventù è stato in carcere.
Trama
Insieme le due ragazze vanno al lunapark, qui incontra Stefano un ragazzo che inizia a farle la corte. Mara è divisa: non sa se stare con Stefano oppure aspettare Bube, incarcerato chissà dove.
La vicenda è ambientata in Val d'Elsa. Incontra Bube, amico del suo fratellastro Sante morto durante la Resistenza. I due iniziano ben presto a scambiarsi lettere d'amore.
Dopo queste giornatei ragazzi sono costretti a separarsi e Bube, su suggerimento del suo amico Lidori, fuggirà dall'Italia. Mara passerà quindi l'estate in uno stato di angoscia in quanto non sa quale sarà il futuro del suo ragazzo.
Durante la frequentazione con Stefano, Mara riceve una chiamata dal padre che le dice che Bube è tornato in patria e si trova nel carcere di Firenze. Mara raggiunge il padre e una volta giunti a Firenze Mara è piena di dubbi ma appena vede Bube capisce che è ancora innamorata di lui e non può quindi più portare avanti la sua storia con Stefano e decide di aspettare Bube.
Il ragazzo è costretto a fuggire poiché accusato di omicidio e, su suggerimento del padre di Mara, decide di tornare a Volterra dove abita la sua famiglia. Mara e Bube saranno costretti a nascondersi nella natura e saranno proprio queste le loro ore più felici.
Mara decide di cambiare aria, andrà a Poggibonsi e si fa assumere come domestica. A Poggibonsi incontra Ines, ragazza con la quale inizia a uscire.
Il romanzo si conclude sette anni dopo le vicende narrate con Mara dipinta come una donna più consapevole delle proprie responsabilità sociali in attesa della liberazione del suo Bube.
Lo stile
Narratore: Esterno e onnisciente, trasmette lo stato d'animo dei personaggi ed è imparziale. Tecniche narrative: frasi brevi e parole comuni scelte con accuratezza. E' molto presente il discorso diretto. La fabula e l’intreccio combaciano perfettamente dal momento che il racconto si sviluppa in modo cronologico. Nel racconto sono frequenti numerosi flash-back usati prevalentemente per ricordare emozioni ed eventi passati.
Temi trattati e analisi
I temi trattati sono l'amore e la guerra attraverso gli occhi di un'adolescente che da ragazzina diventa donna. La tecnica di scrittura di Cassola è realista e scorrevole, questa caratteristica del libro ne ha favorito la diffusione, poiché risultava comprensibile anche a quella parte dell’Italia meno colta. L’autore riesce a distinguersi tra gli scrittori del suo tempo perché coglie il desiderio fondamentale di rinascita degli Italiani nel secondo dopoguerra, proponendo uno scritto apparentemente semplice e poco violento (nonostante la trama), ma con un messaggio subliminale profondo: quello della necessità di rispettare sempre la vita.
Il destino del Vendicatore
Capitolo 2 Parte Seconda
La rudezza decisa della sua determinazione di combattente gli ha conquistato il titolo di “Vendicatore”; quando scende dalle montagne e torna alla vita di pace, sentirsi ancora “Vendicatore” è per lui un orgoglio e un toccante sentimento di fedeltà. Una sera Bube incontra il prete Ciolfi, ex fascista che, come tale, era dovuto scappare dal paese; insieme al rancore politico, c’è nell’animo di Bube un sentimento di pietà per quel vecchio conosciuto sin dall’infanzia; fa quindi finta di non vederlo, e cerca poi di proteggerlo dalla rabbia di qualche donna. Quando sente però che l’accanimento popolare contro l’avversario è più forte della sua pietà, si trasforma da difensore in aggressore: è a lui che tocca il compito di picchiare il prete.
Servizio militare a Manarola
Il 20 luglio 1941 venne richiamato alle armi e fu incaricato di far saltare Manarola (comune ligure), disobbedì ai comandi ma riuscì a sfuggire alla corte marziale grazie alla perdita, nei bombardamenti, della documentazione accusatoria. Prese così la decisione di opporsi al fascismo e si legò, a partire dal 1941 al movimento liberalsocialista (centro-centrosinistra).
Secondo matrimonio
Fausto e Anna
Il primo “nuovo” libro fu il romanzo «Fausto e Anna» Conosciuta nel frattempo Giuseppina Rabagli, Cassola chiese il trasferimento a Grosseto e si sposò nuovamente il 14 novembre 1951. Proprio in quella provincia, Cassola inventò un sistema divertente e nuovo per promuovere la lettura: il 'bibliobus' nato dal principio che "se la gente non andava ai libri, sarebbero stati i libri ad andare alla gente".
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Università
Laurea in giurisprudenza
Nel 1963 si iscrive alla facoltà di giurisprudenza, nello stesso anno conosce Rosa Falchi con cui si fidanzò. Consegue la laurea dopo essere tornato dal servizio militare il 20 novembre 1939 con una tesi in diritto civile.
Inizia ad insegnare in una scuola a Volterra.
Morte di Rosa
Il cambio di scrittura
A sconvolgere la sua vita giunse però, il 23 marzo 1949 la morte della moglie Rosa a Firenze all’età di 31 anni per un attacco renale: l'autore espresse il suo dolore nel racconto «Il taglio del bosco» portato allora a conclusione. L'evento lo fece divenire «[…] un altro uomo. Anche un altro scrittore».
Info
Periodo Infelice
Morte della figlia
Pubblicò sul giornale «Il Contemporaneo» il Viaggio in Cina la sua prima esperienza all’estero fatta nel continente cinese insieme a Fortini, Treccani, e altri intellettuali. L’arrivo del 1957 venne segnato dalla perdita della figlia Nora, morta di asiatica a soli sei mesi. Pubblica con Einaudi «Un matrimonio del dopoguerra», ma, visti i difficili rapporti con l’editore torinese, il libro successivo «Il soldato» esce con Feltrinelli.Nel 1959, nuovamente in crisi, decise di firmare un contratto triennale con Einaudi.
Gli anni del successo
Dopo il successo Cassola si dedicò anima e corpo alla scrittura lasciando il suo lavoro da insegnante nel ‘62. Questa fama attirò molte critiche da parte degli scrittori che lo accusarono di essere diventato troppo commerciale. La casa editrice Einaudi gli pubblicò nel ‘64 Il cacciatore e l’anno dopo «La ragazza di Bube» entrò nella collana degli «Oscar». La terza fase di produzione di Cassola si chiuse con il racconto «Una relazione» vincitore del premio Napoli. Dal racconto è stato tratto nel 2004 il film "L’amore ritrovato". Nel febbraio del 1971 Cassola venne colpito da un infarto, con il conseguente ricovero in ospedale. Proprio qui gli venne diagnosticata una malattia degenerativa. In seguito trasferitosi solitario a Marina di Castagneto si dedicò a riordinare e sistemare i suoi scritti.
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Scuole medie
L'esperienza scolastica è un fallimento
Nel 1927 Cassola cominciò a frequentare il ginnasio Torquato Tasso
L'educazione del futuro scrittore fu regolare, ma l'esperienza scolastica verrà in seguito considerata un fallimento, tanto da fargli scrivere, nel 1969, «Scuola di criminalità, ecco cos'è la scuola oggi, non solo da noi ma dappertutto. E la colpa risale alla cultura laica o religiosa che sia. A questa grande spacciatrice di droghe; a questo autentico oppio del popolo».
La ragazza di bube
Dalla finzione alla realtà
Nel 1960 con «La ragazza di Bube» vinse il premio letterario Strega, nonostante la disapprovazione di Pier Paolo Pasolini che accusava lo scrittore di tradimento nei confronti della poetica neorealista. Dopo il grande successo del libro, il regista Luigi Comencini, che ne aveva acquistato i diritti, diresse la versione cinematografica fedele al romanzo.
Cassola si impegnò ad ottenere la scarcerazione del ‘vero Bube’, da cui è ispirato il libro, riuscendo a farlo uscire di prigione il 22 dicembre 1961. Proprio in questo anno cominciarono le traduzioni di alcuni libri dell’autore, a partire dalla Francia, con Fausto e Anna. Da lì in poi Cassola divennre una figura importante e richiesta dai giornali.
clip del film
Gli ultimi anni
Antimilitarismo
Nel 1974 al convegno a Pescia incontrò una ragazza del luogo, Pola Natali, che prese come sua sposa nel 1986, con la quale andrà a vivere nella campagna toscana. Nel voltare pagina, rinacque in lui l’idea di una cultura impegnata, nel 1976 professa il suo antimilitarismo, attraverso un discorso per il disarmo unilaterale dell’Italia allo scopo di sensibilizzare la popolazione sulla difesa della vita e la non violenza. Alla fine del gennaio 1987 muore a Montecarlo di Lucca, per un collasso cardiocircolatorio.
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Servizio militare
Da ufficiale a antifascista
Dal 24 novembre 1937 al 31 dicembre 1938 prestò servizio militare a Spoleto , dapprima come allievo e successivamente come ufficiale.Rientrando a Roma nel 1938 si accorse di aver tratto dall’esperienza un nuovo impulso a interessarsi alla politica antifascista.
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Mamma
Maria Camilla Bianchi
Dalla madre ereditò l'amore per la campagna toscana. In quel luogo lo scrittore non solo parteciperà alla Resistenza partigiana , ma ambienterà anche quasi tutte le sue opere, trasformando quel mondo in un vero e proprio topos letterario personale.
Infanzia
Un ragazzo infelice e isolato
Ultimo di 5 fratelli, con una fervida immaginazione.Istruzione elementare pubblica, legato alla balia Anna Bandini, di origini umili.
« sono nato e ho vissuto in una famiglia piccolo-borghese, abituata a certe comodità, ma ero stato allevato da una ragazza del popolo, che da piccolo chiamavo mamma» (Una ragazza del popolo, in Non ho dimenticato, Venezia 1981, p. 8). Quando nel 1924, sposandosi, la ragazza lasciò la famiglia Cassola, il piccolo ne patì più dei fratelli l’assenza; la immortalò poi dandole il ruolo della protagonista del romanzo "Paura e tristezza".
Servizio Militare
Da ufficiale ad antifascista
Dal 24 novembre 1937 al 31 dicembre 1938 prestò servizio militare a Spoleto, inizialmente come allievo e poi come ufficiale, rientrando a Roma nel 1938 si accorse per di aver tratto dall’esperienza un nuovo impulso a interessarsi di politica antifascista.
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Papà
Garzia Cassola
Il padre Garzia di professione giornalista, militante del Partito socialista italiano (PSI), si trasferì a Roma dove divenne caporedattore dell’Avanti! (giornale socialista) Il 20 aprile 1901 sposò Maria Camilla, appartenente ad una famiglia reazionaria di Volterra. Cassola eredita dal padre la tradizione libertaria e un’educazione laica
Primo Matrimonio
Rosa Gagliardi
Dopo essersi trasferito a Volterra, si sposa con Rosa Gagliardi il 26 settembre 1940.
Nello stesso anno, grazie all’appoggio di Romano Bilenchi, pubblicò tre racconti:
Nonno Paterno
Carlo Cassola Sr.
Il nonno paterno, Carlo, era un famoso magistrato e fervente patriota italiano che aveva partecipato alle dieci giornate di Brescia, poi esule in Svizzera per sfuggire alle numerose condanne; a Risorgimento concluso era poi diventato presidente del tribunale di Volterra, dove si era sposato, già cinquantaduenne, con Rosa Belli.