Saffo e il tiaso
Melodie d'amore e misteri nell'antica Grecia
Ciuro Maria, Dama Irene, Rossi Livia 2^R
Saffo
è una poetessa e il centro della sua vita poetica è il tiaso.
θίασος
All'interno del venivano svolti dei riti di passaggio:
- riti di separazione o preliminari
- riti di margine o liminari
- riti di riaggregazione o postliminari
θίασος
La dea Afrodite era venerata all'interno del tiaso in quanto dea della bellezza.
Le poesie di Saffo, come tutta la letteratura greca, erano eseguite oralmente
Il percoso del tiaso si concludeva con il matrimonio della fanciulla con un aristocratico
"Eros mi squassa il petto, come un vento s'abbatte sulle querce di un monte"
frammento 47
"Sei arrivata, hai fatto bene, io ti bramavo, hai rinfrescato il mio cuore che ardeva di desiderio"
frammento 48
“Eros che scioglie le membra mi agita ancora, dolceamara (γλυκύπικρον) invincibile fiera (ὄρπετον)”
frammento 130
“Io ti amavo, o Attis, molto tempo fa […] tu mi sembravi una piccola fanciulla e priva di grazia (ἄχαρις)”
frammento 49
“Tu, o Dica, cingi le chiome d’amabili corone, intrecciando con le mani delicate (ἄπαλος) ramoscelli di aneto; le Cariti (Χάριτες), infatti, amano i fiori, mentre rifuggono da chi non ha corone fiorite”
frammento 81
“Voglio essere morta davvero. Ella mi abbandonava piangente e mi diceva molte cose: «Ahimè, quanto soffriamo, o Saffo: di certo ti abbandono contro il mio volere». Le risposi: «Va’ e sii felice, ricordati di me, sappi quanto ti ho amata. E se non lo sai, ricorda quante cose delicate e belle godevamo. Molte corone di viole, di rose e insieme di crochi ponevi attorno al tuo capo stando accanto a me e molte ghirlande fatte di fiori intrecciate attorno al tenero collo e tutto il tuo corpo ungevi abbondantemente con un unguento di fiori profumato e degno di un re”
frammento 94
“Colei che mi generò, Kleis, soleva dire che ai suoi tempi era un grande ornamento se si portavano i capelli annodati con un nastro di porpora: e questo era già tanto. Ma per chi ha le chiome più bionde di una fiaccola, è meglio agghindarle con corone di fiori risplendenti. Tu poco fa [mi hai chiesto], o Kleis, una mitra variopinta di Sardi […] le città di Meonia, però a te io, o Kleis, una variopinta mitra non ho da dove donartela, ma al Mitilenese […]
frammento 98
“Quale rusticona (ἀγροίωτις) ti ammalia la mente […] vestita di una rustica veste […] che non è capace di rialzare la veste sopra le caviglie?”
frammento 57
“A voi, o fanciulle, sono cari i bei doni delle Muse dai seni di viola e conviene prendere la lira sonora, amante del canto. A me, invece, la pelle, che prima era tenera, la vecchiaia ormai l’ha percossa; da nei i capelli sono diventati bianchi, il cuore si è fatto pesante, non mi sostengono le ginocchia, che un tempo leggere, simili a cerbiatte, mi lasciavano danzare, mentre ora senza sosta gemo; ma cosa potrei fare? Per chiunque sia uomo non è possibile non invecchiare. E infatti un tempo dicono che Aurora dalle braccia di rosa, per amore, salì sulle coppe estreme della terra portando con sé Titono, che era bello e giovane, ma lo colse pure col tempo la canuta vecchiaia, lui che aveva sposa immortale. Una volta morta, nessuno considera la poetessa completamente morta. Agli altri ciò che vogliono conceda in sorte il Cronide, mentre io amo l’ἀβροσύνα - voi lo sapete - e a me l’amore per il Sole ha concesso in sorte splendore e bellezza”.
frammento 58
“Mi sembra pari agli dei quell’uomo che siede di fronte a te e vicino ascolta te che dolcemente parli e ridi un riso che suscita desiderio. Questa visione veramente mi ha turbato il cuore nel petto: appena ti guardo un breve istante, nulla mi è più possibile dire, ma la lingua mi si spezza e subito un fuoco sottile mi corre sotto la pelle e con gli occhi nulla vedo e rombano le orecchie e su me sudore si spande e un tremito mi afferra tutta e sono più verde dell’erba e poco lontana dalla morte sembro a me stessa. Ma tutto si può sopportare, poiché un povero […].
frammento 31
GRAZIE PER L'ATTENZIONE
Saffo e il tiaso
Maria Ciuro
Created on November 24, 2023
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Transcript
Saffo e il tiaso
Melodie d'amore e misteri nell'antica Grecia
Ciuro Maria, Dama Irene, Rossi Livia 2^R
Saffo
è una poetessa e il centro della sua vita poetica è il tiaso.
θίασος
All'interno del venivano svolti dei riti di passaggio:
θίασος
La dea Afrodite era venerata all'interno del tiaso in quanto dea della bellezza.
Le poesie di Saffo, come tutta la letteratura greca, erano eseguite oralmente
Il percoso del tiaso si concludeva con il matrimonio della fanciulla con un aristocratico
"Eros mi squassa il petto, come un vento s'abbatte sulle querce di un monte"
frammento 47
"Sei arrivata, hai fatto bene, io ti bramavo, hai rinfrescato il mio cuore che ardeva di desiderio"
frammento 48
“Eros che scioglie le membra mi agita ancora, dolceamara (γλυκύπικρον) invincibile fiera (ὄρπετον)”
frammento 130
“Io ti amavo, o Attis, molto tempo fa […] tu mi sembravi una piccola fanciulla e priva di grazia (ἄχαρις)”
frammento 49
“Tu, o Dica, cingi le chiome d’amabili corone, intrecciando con le mani delicate (ἄπαλος) ramoscelli di aneto; le Cariti (Χάριτες), infatti, amano i fiori, mentre rifuggono da chi non ha corone fiorite”
frammento 81
“Voglio essere morta davvero. Ella mi abbandonava piangente e mi diceva molte cose: «Ahimè, quanto soffriamo, o Saffo: di certo ti abbandono contro il mio volere». Le risposi: «Va’ e sii felice, ricordati di me, sappi quanto ti ho amata. E se non lo sai, ricorda quante cose delicate e belle godevamo. Molte corone di viole, di rose e insieme di crochi ponevi attorno al tuo capo stando accanto a me e molte ghirlande fatte di fiori intrecciate attorno al tenero collo e tutto il tuo corpo ungevi abbondantemente con un unguento di fiori profumato e degno di un re”
frammento 94
“Colei che mi generò, Kleis, soleva dire che ai suoi tempi era un grande ornamento se si portavano i capelli annodati con un nastro di porpora: e questo era già tanto. Ma per chi ha le chiome più bionde di una fiaccola, è meglio agghindarle con corone di fiori risplendenti. Tu poco fa [mi hai chiesto], o Kleis, una mitra variopinta di Sardi […] le città di Meonia, però a te io, o Kleis, una variopinta mitra non ho da dove donartela, ma al Mitilenese […]
frammento 98
“Quale rusticona (ἀγροίωτις) ti ammalia la mente […] vestita di una rustica veste […] che non è capace di rialzare la veste sopra le caviglie?”
frammento 57
“A voi, o fanciulle, sono cari i bei doni delle Muse dai seni di viola e conviene prendere la lira sonora, amante del canto. A me, invece, la pelle, che prima era tenera, la vecchiaia ormai l’ha percossa; da nei i capelli sono diventati bianchi, il cuore si è fatto pesante, non mi sostengono le ginocchia, che un tempo leggere, simili a cerbiatte, mi lasciavano danzare, mentre ora senza sosta gemo; ma cosa potrei fare? Per chiunque sia uomo non è possibile non invecchiare. E infatti un tempo dicono che Aurora dalle braccia di rosa, per amore, salì sulle coppe estreme della terra portando con sé Titono, che era bello e giovane, ma lo colse pure col tempo la canuta vecchiaia, lui che aveva sposa immortale. Una volta morta, nessuno considera la poetessa completamente morta. Agli altri ciò che vogliono conceda in sorte il Cronide, mentre io amo l’ἀβροσύνα - voi lo sapete - e a me l’amore per il Sole ha concesso in sorte splendore e bellezza”.
frammento 58
“Mi sembra pari agli dei quell’uomo che siede di fronte a te e vicino ascolta te che dolcemente parli e ridi un riso che suscita desiderio. Questa visione veramente mi ha turbato il cuore nel petto: appena ti guardo un breve istante, nulla mi è più possibile dire, ma la lingua mi si spezza e subito un fuoco sottile mi corre sotto la pelle e con gli occhi nulla vedo e rombano le orecchie e su me sudore si spande e un tremito mi afferra tutta e sono più verde dell’erba e poco lontana dalla morte sembro a me stessa. Ma tutto si può sopportare, poiché un povero […].
frammento 31
GRAZIE PER L'ATTENZIONE