Charles de Montesquieu
Autori: Bernardi Gianluca, Alexander Chiguala, Pashja Aleks e Shalby Mohamed
Indice
01. Vita e opere
03. Lettere persiane
04. Lettere persiane, XXIV
02. Il suo pensiero
01. Vita e opere
Charles Louis de Secondat
Charles-Louis de Secondat, barone di Montesquieu, nasce a La Brède nel 1689. Filoso che viene anche considerato uno dei padri fondatori dell'illuminismo. Nasce da una famiglia nobile che apparteneva alla nobiltà di toga. Montesquieu proveniva da una famiglia di giuristi quindi studia diritto. Entra abbastanza giovane nel Parlamento di Bordeaux e di cui diventerà anche il presidente dopo poco tempo. La sua prima opera importante che scrive s’intitola "Lettere persiane", ed è un'opera dove potremmo dire che è già presente dello spirito abbastanza illuministico. Si ferma per un certo periodo in Inghilterra dove fa conoscenza del sistema inglese e lo segnano abbastanza nettamente. L'Inghilterra si è evoluta e i poteri sono divisi, in cui c'è libertà mentre in Francia ci sono ancora forti arretratezze. Un'altra sua opera s'intitola "Considerazione sulle cause della grandezza dei romani e della loro decadenza” e la sua opera più importante è "Lo spirito delle leggi". Montesquieu muore a Parigi nel 1755.
02. Il suo pensiero
Montesquieu si dedica a una riflessione sulle riforme politiche. Si concentra sulla separazione dei poteri di cui i risulatati vengono riportati nella sua opera più celebre:"Lo sprito delle leggi". Teorizza tre forme di governo: la repubblica, la monarchia e il dispotismo. Il mantenimento della libertà è garantito dalla separazione dei tre poteri: -Legislativo; -Esecutivo; -Giudiziario.
"La libertà è il diritto di fare tutto ciò che le leggi consentono."
Montesquieu
03. Lettere persiane
Nel 1721 Montesquieu pubblica il romanzo epistolare Lettere persiane, costituito nella finzione narrativa dalle lettere che due principi persiani, Usbek e Rica, si scambiano durante un viaggio in Europa, nonché da quelle che mandano in patria e che dalla Persia ricevono con aggiornamenti sul regno, suggerimenti dai loro consiglieri spirituali e perfino dichiarazioni appassionate o terribili sfuriate delle loro concubine. Il romanzo è caratterizzato dalla pluralità delle voci e dei punti di vista, che spiazzano il lettore e lo inducono a riconsiderare il proprio mondo: la prospettiva dei due persiani, infatti, produce un effetto di straniamento che impone di guardare sotto una nuova luce forme e detentori del potere, tradizioni e perfino la religione cristiana.
04 . Lettere persiane, XXIV
La ventiquattresima delle Lettere persiane offre un esempio dell'effetto di straniamento cui ricorre il giurista francese per offrire un'immagine del lontano e dello straniero con l’obiettivo di alterare gli schemi abituali della percezione della realtà nel lettore. Tramite le parole di Rica il pregiudizio etnocentrico degli Europei viene rapidamente smantellato: le grandi imprese del Re Sole non sono rese possibili dall'entusiasmo dei sudditi ma dalla loro vanità, che li trova subito eccitati da onori acquistabili al pari di qualsiasi merce, la sua politica monetaria non risponde a criteri di economia ponderata ma alle necessità del momento e i presunti poteri miracolosi non si trovano se non nell'ingenuită dei suoi sudditi, in cui il sovrano ha fiducia senza alcuno scrupolo. Allo stesso modo accade per il papa. I dogmi della religione, verità che un cristiano accetta per fede e che costituiscono uno dei fondamenti della dottrina, altro non sono per il Persiano che far credere che tre sono uno, che il pane che si mangia non è pane e il vino che si beve non è vino. Più sottile, ma egualmente efficace è il passaggio sulla misoginia dei due popoli, radicata nei secoli e che mette d'accordo cristiani e musulmani, ma deve far cogliere al lettore l'assurdità delle motivazioni da cui scaturisce.
Grazie per l'attenzione
Presentazione di storia - Charles de Montesquieu
chiguala_manyavilca alexander
Created on November 22, 2023
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Charles de Montesquieu
Autori: Bernardi Gianluca, Alexander Chiguala, Pashja Aleks e Shalby Mohamed
Indice
01. Vita e opere
03. Lettere persiane
04. Lettere persiane, XXIV
02. Il suo pensiero
01. Vita e opere
Charles Louis de Secondat
Charles-Louis de Secondat, barone di Montesquieu, nasce a La Brède nel 1689. Filoso che viene anche considerato uno dei padri fondatori dell'illuminismo. Nasce da una famiglia nobile che apparteneva alla nobiltà di toga. Montesquieu proveniva da una famiglia di giuristi quindi studia diritto. Entra abbastanza giovane nel Parlamento di Bordeaux e di cui diventerà anche il presidente dopo poco tempo. La sua prima opera importante che scrive s’intitola "Lettere persiane", ed è un'opera dove potremmo dire che è già presente dello spirito abbastanza illuministico. Si ferma per un certo periodo in Inghilterra dove fa conoscenza del sistema inglese e lo segnano abbastanza nettamente. L'Inghilterra si è evoluta e i poteri sono divisi, in cui c'è libertà mentre in Francia ci sono ancora forti arretratezze. Un'altra sua opera s'intitola "Considerazione sulle cause della grandezza dei romani e della loro decadenza” e la sua opera più importante è "Lo spirito delle leggi". Montesquieu muore a Parigi nel 1755.
02. Il suo pensiero
Montesquieu si dedica a una riflessione sulle riforme politiche. Si concentra sulla separazione dei poteri di cui i risulatati vengono riportati nella sua opera più celebre:"Lo sprito delle leggi". Teorizza tre forme di governo: la repubblica, la monarchia e il dispotismo. Il mantenimento della libertà è garantito dalla separazione dei tre poteri: -Legislativo; -Esecutivo; -Giudiziario.
"La libertà è il diritto di fare tutto ciò che le leggi consentono."
Montesquieu
03. Lettere persiane
Nel 1721 Montesquieu pubblica il romanzo epistolare Lettere persiane, costituito nella finzione narrativa dalle lettere che due principi persiani, Usbek e Rica, si scambiano durante un viaggio in Europa, nonché da quelle che mandano in patria e che dalla Persia ricevono con aggiornamenti sul regno, suggerimenti dai loro consiglieri spirituali e perfino dichiarazioni appassionate o terribili sfuriate delle loro concubine. Il romanzo è caratterizzato dalla pluralità delle voci e dei punti di vista, che spiazzano il lettore e lo inducono a riconsiderare il proprio mondo: la prospettiva dei due persiani, infatti, produce un effetto di straniamento che impone di guardare sotto una nuova luce forme e detentori del potere, tradizioni e perfino la religione cristiana.
04 . Lettere persiane, XXIV
La ventiquattresima delle Lettere persiane offre un esempio dell'effetto di straniamento cui ricorre il giurista francese per offrire un'immagine del lontano e dello straniero con l’obiettivo di alterare gli schemi abituali della percezione della realtà nel lettore. Tramite le parole di Rica il pregiudizio etnocentrico degli Europei viene rapidamente smantellato: le grandi imprese del Re Sole non sono rese possibili dall'entusiasmo dei sudditi ma dalla loro vanità, che li trova subito eccitati da onori acquistabili al pari di qualsiasi merce, la sua politica monetaria non risponde a criteri di economia ponderata ma alle necessità del momento e i presunti poteri miracolosi non si trovano se non nell'ingenuită dei suoi sudditi, in cui il sovrano ha fiducia senza alcuno scrupolo. Allo stesso modo accade per il papa. I dogmi della religione, verità che un cristiano accetta per fede e che costituiscono uno dei fondamenti della dottrina, altro non sono per il Persiano che far credere che tre sono uno, che il pane che si mangia non è pane e il vino che si beve non è vino. Più sottile, ma egualmente efficace è il passaggio sulla misoginia dei due popoli, radicata nei secoli e che mette d'accordo cristiani e musulmani, ma deve far cogliere al lettore l'assurdità delle motivazioni da cui scaturisce.
Grazie per l'attenzione