ofa storia della filosofia
Vivere Lettere e Vivere Scienze della Formazione
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razionalismo
pascal
leibniz
spinoza
razionalismo
Il razionalismo è una corrente filosofica basata sull'assunto che la ragione umana può in principio essere la fonte di ogni conoscenza. In generale, i filosofi razionalisti sostengono che, partendo da «principi fondamentali», individuabili intuitivamente o sperimentalmente, si possa arrivare tramite un processo deduttivo ad ogni altra forma di conoscenza. Si definiscono razionalisti quei sistemi filosofici in cui la realtà è vista come governata da una serie di leggi e principi che sono perfettamente comprensibili con la ragione umana e che coincidono con il pensiero stesso. Il razionalismo viene inteso sempre più come capacità autonoma e autosufficiente di approdare alla verità. Quest'ultima viene progressivamente slegata da una dimensione contemplativa, mentre la ragione non è più un semplice accessorio, ma diventa lo strumento per eccellenza della conoscenza.
blaise pascal
Nato nel 1623, fu istruito dal padre. I primi lavori di Pascal sono relativi alle scienze naturali e alle scienze applicate, contribuendo in modo significativo alla costruzione di calcolatori meccanici e allo studio dei fluidi: ha chiarito i concetti di pressione e di vuoto, scrisse inoltre importanti testi sul metodo scientifico. La filosofia di Pascal ha come centro la profonda analisi della condizione umana, in rapporto alla verità divina rivelata dal Cristo. Per Pascal la condizione umana è nient'altro che estrema precarietà, impossibilità di raggiungere punti fermi, insanabile contraddizione fra il volere e l'ottenere, volubilità e continuo movimento nell'avere e nel volere stesso. L'uomo è una pura contraddizione in sé, posto tra i due abissi dell'infinito e del nulla, fra l'infinitamente grande e l'infinitamente piccolo, fra l'essere spirituale (eterno) e l'essere corporeo (temporale). L'uomo non può sapere né ignorare totalmente. In sostanza, Pascal vuole dare all'uomo l'autentica misura della sua condizione, ché è un intreccio di "angelo" e di "bestia". Inoltre, secondo Pascal, l'uomo vive perennemente nell'illusione e nell'errore, indotti soprattutto dall'immaginazione, lasciandosi ingannare persino dai principi etici e morali, che mutano in realtà da luogo a luogo, da tempo a tempo, dimostrandone la relatività; quest'ultimo pensiero, che era stato usato dagli stessi libertini per sostenere la loro posizione, viene rivoltato da Pascal contro la limitatezza della ragione umana, che non basta mai a se stessa, ma che necessita della fede, per aver significato e fine.
baruch spinoza
Nato nel 1632, è stato un filosofo olandese, ritenuto uno dei maggiori esponenti del razionalismo del XVII secolo. Per Spinoza la realtà nel suo complesso è pienamente intelligibile: non c'è nulla che possa a priori essere considerato inconoscibile. Tuttavia, ciò non significa che gli uomini possano godere di una conoscenza adeguata innata. Tutto al contrario, essi sono per lo più schiavi di conoscenze inadeguate, sorte dall'azione delle più disparate cause esterne che li portano a immaginare un gran numero di cose senza conoscerle affatto. Per elevarsi a una conoscenza adeguata della realtà, l'uomo deve quindi contenere la prepotenza dell'immaginazione e cercare di guadagnare una visione adeguata di Dio stesso, cioè del fondamento ultimo di tutta la realtà, immanente a essa come a tutte le sue manifestazioni. L'uomo ha lo strumento della ragione per capire ma questo è uno strumento limitato. Infatti il fondamento del discorso razionale. Sono le nozioni comuni ossia degli elementi propri a molti oggetti, a partire dai quali è possibile inferire le regolarità e le leggi (anche in senso fisico-scientifico) cui sono sottoposti. Proprio per questo, tuttavia, la ragione non permette di conoscere l'essenza di nessuna cosa singola, colta nella sua specificità. La ragione è quindi sufficiente per fornirci alcune importantissime conoscenze adeguate, tra le quali rientra la stessa conoscenza di Dio come sostanza eterna, infinita, unica e immanente a tutte le cose. Tuttavia, risulta cieca davanti alla natura singola e unica di ciascuna di queste cose. Se la ragione è insufficiente però l'uomo ha un altro strumento che gli consente di cogliere la conoscenza in modo immediato. Questo strumento è l'intuizione. Con questa possiamo arrivare al culmine del processo conoscitivo, possiamo arrivare a Dio.
Gottfried Wilhelm von Leibniz
Nato nel 1646, è stato un matematico, filosofo, logico, teologo e storico tedesco. Secondo Spinoza il mondo segue un ordine geometrico. Secondo Leibniz quest’ordine esiste, ma è anche il frutto di una libera creazione di Dio. La filosofia di Leibniz deve dunque conciliare queste due affermazioni. l’ordine del mondo esiste, tuttavia esso non è necessario: è libero ed organizzato spontaneamente. La filosofia di Leibniz è dunque finalizzata a dimostrare questo concetto. Leibniz sostiene che nulla accade che sia assolutamente irregolare: se si tracciano dei punti a caso, esiste una linea costante che vi passa nell’ordine in cui la mano li ha tracciati. In qualunque modo, qualsiasi cosa, sia stata fatta da Dio, risulta sempre ordinata. Per Leibniz, il mondo è frutto di una scelta di Dio che, tra i vari ordini con cui poteva crearlo, ha scelto il migliore. Nel mondo esistono due tipi di verità: di ragione, che sono necessarie (ed infatti non riguardano il mondo reale). Esse ripetono nel predicato ciò che già si desume nel soggetto. Sono verità infallibili, e seguono il principio di identità e di non contraddizione. Tuttavia non dicono nulla riguardo la realtà esistente. Sono innate, e quindi non sono chiare e distinte, ma confuse. Sono piccole percezioni. Poi, di fatto: queste verità riguardano la realtà effettiva e non seguono il principio di non contraddizione, ovvero il loro contrario è possibile. Seguono però il principio di ragione sufficiente, il quale afferma che nulla si verifica senza che sia possibile fornire una ragione che basti a spiegare perché è così e non in altro modo. Queste verità esistono e, sebbene contribuiscano a creare l’ordine del mondo, non sono necessarie ma libere. Ad esempio, perché tra tutti i mondi possibili questo è il solo reale? Il principio di ragione sufficiente di questa scelta di Dio e che accompagna questa verità di fatto è che tra tutti questo era il migliore possibile. Esiste però anche una causa finale: se Dio ha scelto il mondo migliore, è per un fine.
PowerPoint seconda lezione OFA Filosofia 22/23
Alisia Molinari
Created on November 22, 2023
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leibniz
spinoza
razionalismo
Il razionalismo è una corrente filosofica basata sull'assunto che la ragione umana può in principio essere la fonte di ogni conoscenza. In generale, i filosofi razionalisti sostengono che, partendo da «principi fondamentali», individuabili intuitivamente o sperimentalmente, si possa arrivare tramite un processo deduttivo ad ogni altra forma di conoscenza. Si definiscono razionalisti quei sistemi filosofici in cui la realtà è vista come governata da una serie di leggi e principi che sono perfettamente comprensibili con la ragione umana e che coincidono con il pensiero stesso. Il razionalismo viene inteso sempre più come capacità autonoma e autosufficiente di approdare alla verità. Quest'ultima viene progressivamente slegata da una dimensione contemplativa, mentre la ragione non è più un semplice accessorio, ma diventa lo strumento per eccellenza della conoscenza.
blaise pascal
Nato nel 1623, fu istruito dal padre. I primi lavori di Pascal sono relativi alle scienze naturali e alle scienze applicate, contribuendo in modo significativo alla costruzione di calcolatori meccanici e allo studio dei fluidi: ha chiarito i concetti di pressione e di vuoto, scrisse inoltre importanti testi sul metodo scientifico. La filosofia di Pascal ha come centro la profonda analisi della condizione umana, in rapporto alla verità divina rivelata dal Cristo. Per Pascal la condizione umana è nient'altro che estrema precarietà, impossibilità di raggiungere punti fermi, insanabile contraddizione fra il volere e l'ottenere, volubilità e continuo movimento nell'avere e nel volere stesso. L'uomo è una pura contraddizione in sé, posto tra i due abissi dell'infinito e del nulla, fra l'infinitamente grande e l'infinitamente piccolo, fra l'essere spirituale (eterno) e l'essere corporeo (temporale). L'uomo non può sapere né ignorare totalmente. In sostanza, Pascal vuole dare all'uomo l'autentica misura della sua condizione, ché è un intreccio di "angelo" e di "bestia". Inoltre, secondo Pascal, l'uomo vive perennemente nell'illusione e nell'errore, indotti soprattutto dall'immaginazione, lasciandosi ingannare persino dai principi etici e morali, che mutano in realtà da luogo a luogo, da tempo a tempo, dimostrandone la relatività; quest'ultimo pensiero, che era stato usato dagli stessi libertini per sostenere la loro posizione, viene rivoltato da Pascal contro la limitatezza della ragione umana, che non basta mai a se stessa, ma che necessita della fede, per aver significato e fine.
baruch spinoza
Nato nel 1632, è stato un filosofo olandese, ritenuto uno dei maggiori esponenti del razionalismo del XVII secolo. Per Spinoza la realtà nel suo complesso è pienamente intelligibile: non c'è nulla che possa a priori essere considerato inconoscibile. Tuttavia, ciò non significa che gli uomini possano godere di una conoscenza adeguata innata. Tutto al contrario, essi sono per lo più schiavi di conoscenze inadeguate, sorte dall'azione delle più disparate cause esterne che li portano a immaginare un gran numero di cose senza conoscerle affatto. Per elevarsi a una conoscenza adeguata della realtà, l'uomo deve quindi contenere la prepotenza dell'immaginazione e cercare di guadagnare una visione adeguata di Dio stesso, cioè del fondamento ultimo di tutta la realtà, immanente a essa come a tutte le sue manifestazioni. L'uomo ha lo strumento della ragione per capire ma questo è uno strumento limitato. Infatti il fondamento del discorso razionale. Sono le nozioni comuni ossia degli elementi propri a molti oggetti, a partire dai quali è possibile inferire le regolarità e le leggi (anche in senso fisico-scientifico) cui sono sottoposti. Proprio per questo, tuttavia, la ragione non permette di conoscere l'essenza di nessuna cosa singola, colta nella sua specificità. La ragione è quindi sufficiente per fornirci alcune importantissime conoscenze adeguate, tra le quali rientra la stessa conoscenza di Dio come sostanza eterna, infinita, unica e immanente a tutte le cose. Tuttavia, risulta cieca davanti alla natura singola e unica di ciascuna di queste cose. Se la ragione è insufficiente però l'uomo ha un altro strumento che gli consente di cogliere la conoscenza in modo immediato. Questo strumento è l'intuizione. Con questa possiamo arrivare al culmine del processo conoscitivo, possiamo arrivare a Dio.
Gottfried Wilhelm von Leibniz
Nato nel 1646, è stato un matematico, filosofo, logico, teologo e storico tedesco. Secondo Spinoza il mondo segue un ordine geometrico. Secondo Leibniz quest’ordine esiste, ma è anche il frutto di una libera creazione di Dio. La filosofia di Leibniz deve dunque conciliare queste due affermazioni. l’ordine del mondo esiste, tuttavia esso non è necessario: è libero ed organizzato spontaneamente. La filosofia di Leibniz è dunque finalizzata a dimostrare questo concetto. Leibniz sostiene che nulla accade che sia assolutamente irregolare: se si tracciano dei punti a caso, esiste una linea costante che vi passa nell’ordine in cui la mano li ha tracciati. In qualunque modo, qualsiasi cosa, sia stata fatta da Dio, risulta sempre ordinata. Per Leibniz, il mondo è frutto di una scelta di Dio che, tra i vari ordini con cui poteva crearlo, ha scelto il migliore. Nel mondo esistono due tipi di verità: di ragione, che sono necessarie (ed infatti non riguardano il mondo reale). Esse ripetono nel predicato ciò che già si desume nel soggetto. Sono verità infallibili, e seguono il principio di identità e di non contraddizione. Tuttavia non dicono nulla riguardo la realtà esistente. Sono innate, e quindi non sono chiare e distinte, ma confuse. Sono piccole percezioni. Poi, di fatto: queste verità riguardano la realtà effettiva e non seguono il principio di non contraddizione, ovvero il loro contrario è possibile. Seguono però il principio di ragione sufficiente, il quale afferma che nulla si verifica senza che sia possibile fornire una ragione che basti a spiegare perché è così e non in altro modo. Queste verità esistono e, sebbene contribuiscano a creare l’ordine del mondo, non sono necessarie ma libere. Ad esempio, perché tra tutti i mondi possibili questo è il solo reale? Il principio di ragione sufficiente di questa scelta di Dio e che accompagna questa verità di fatto è che tra tutti questo era il migliore possibile. Esiste però anche una causa finale: se Dio ha scelto il mondo migliore, è per un fine.