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Vi presento il mio quartiere, PIANURA

Clotilde Izzo

Created on November 22, 2023

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Transcript

Classe IV sez. D

PianuraViaggio nella sua storia e nei luoghi che dobbiamo conoscere, proteggere e rivalutare

Indice del viaggio

La cava di piperno 06

Collocazione geografica e politica 01

La sua storia millenaria 02

San Giorgio e la sua "eredità" 07

Via Montagna Spaccata 03

Il Fuoriclasse in movimento della IV sez. D 08

Pianura feudale 04

Contenuti extra 09

Palazzo De' Grassi 05

Ringraziamenti 10

01

Collocazione geografica e politica

Il quartiere di Pianura, contrassegnato dal numero 21 nella cartina a lato, smette di essere autonomo il 3 giugno del 1926 allorquando il Regio Decreto dell'allora Re d'Italia Vittorio Emanuele II, lo accorpò alla città di Napoli. Prima di questa data, infatti, Pianura era un comune autonomo e veniva governato da un sindaco scelto tra i suoi abitanti più illustri.

Esso è situato alla periferia occidentale di Napoli ai piedi della collina dei Camaldoli. Confina a sud-est con i quartieri di Soccavo, Chiaiano e Arenella e a sud con i quartieri di Fuorigrotta, Bagnoli, Quarto, Marano e Pozzuoli.

PIANURA

"Il villaggio di Pianura, detto anticamente Casale Planurii o Villa Planuriae Majoris, (...) sorge a 180 metri sul livello del mare appiè di un'altura tufacea nell'estremità nord-est di un antichissimo cratere di un vulcano estinto de' Campi Flegrei del perimetro di sette chilomentri, distante quattro miglia dalla città di Napoli (...). "

Giuseppe di Criscio, cenni storici sul comune di Pianura

La sua storia millenaria

02

Esattamente come la città di Napoli, anche Pianura affonda le proprie radici nel mondo greco romano. Sono molti, infatti, i reperti ritrovati in diversi punti: monete, statue, ceramiche, tombe, lapidi e costruzioni abitative.

Pochissimi anni fa in località Masseria Grande, sono stati trovati i resti di una Villa Romana molto antica e di grosse dimensioni, nascosta per millenni dalla folta vegetazione del luogo. Questo, qualora ce ne fosse stato bisogno, ha confermato le antiche origini del nostro quartiere. Per gli archeologi, infatti, questa Villa risale al I sec. A.C., durante quindi il periodo di G. C. Cesare, ma ad una analisi più attenta, sembra esser stata costruita su di una ancor più antica abitazione del III-II sec. A.C.. La Villa è composta da 20 stanze, due ampi cortili con colonnati, terme, cucine e sale da ricevimento in tipico stile di Villa Rustica Romana posizionata sull'antica strada che dall'antica Neapolis portava ai Campi Flegrei

Finora, gli archeologi hanno “recuperato” oltre 20 ambienti e, in alcuni di essi sono state ritrovate, in un perfetto stato di conservazione, le decorazioni con tessere bianche e disegni geometrici, alcuni “dolia” – grandi vasi che contenevano olio, vino e granaglie – e anche delle monete romane. Altri ambienti emersi dagli scavi sono due peristilii – portici con colonne che costeggiano i cortili interni della villa – mentre, nel settore nord, è presente anche una zona termale, insieme ad ambienti di servizio come la "culina" – la cucina romana – e il tablinum – la sala da ricevimento – con una decorazione a tessere bianche con motivo a meandro e decorazione centrale a cancellum e porzioni più o meno estese degli originari piani pavimentali in signino.

Lo scavo è situato su un terreno privato, scarsamente urbanizzato, in un’area destinata ai frutteti nella zona sud di via Montagna Spaccata, all’altezza della strada comunale Masseria Grande, ed è stato “scoperto” durante i lavori propedeutici legati alla costruzione di una scuola. Fin dai primissimi giorni successivi al ritrovamento è partito il procedimento di dichiarazione di interesse archeologico dell’intero complesso, importante sia per estensione e conservazione – senza confronti nel territorio dell’antica Neapolis – sia per l’immenso livello qualitativo e scientifico del rinvenimento.

Via Montagna Spaccata

03

Un vero e proprio sviluppo urbanistico però Pianura, o per meglio dire Villa Planuriae Majoris, non lo ebbe se non dopo l’anno Mille; negli anni precedenti, infatti, non era da considerare un vero e proprio villaggio stanziale. Pianura era, in linea di massima, un luogo di transito verso luoghi maggiormente adatti quali ad esempio Puteoli e Cuma.

Nota già prima dell’anno Zero, infatti, era l’attuale Via Montagna Spaccata lungo la quale, appunto, erano soliti transitare eserciti e viandanti in cerca di luoghi ameni.

Pianura feudale

04

Pressoché disabitata fino intorno all’anno mille, Pianura rimase tale fino alla prima metà del XIII secolo, allorquando, con lo sfruttamento delle cave di piperno, cominciò ad essere popolata e ad essere praticate l’agricoltura e la caccia regia.

Durante il 1500, a causa del fenomeno del brigantaggio, anche a Pianura, per difesa, furono costruite case-torri, come Torre Poerio e Torre Lupara, ma servirono a poco. Brigantaggio e malaria ne decimarono la popolazione.

Con la “Riforma dei Casali” operata da Ferdinando il Cattolico, anche Pianura passò alle proprietà dei nobili.

Come testimonia “Il Castello” che troneggia sulla collina degli Spadari, luogo magico ed ulteriore emblema architettonico del nostro quartiere. Il Castello che in realtà è un'antica Masseria, è facilmente raggiungibile in auto percorrendo l’antica mulattiera, strada tuttora utilizzata per raggiungere il comune di Marano. Questa vecchia strada-mulattiera già nel tredicesimo secolo veniva fittamente praticata e alcuni ritrovamenti, quali monete e reperti di vario genere, testimoniano che la zona fosse già percorsa in epoca greco-romana.

Masseria Spadari e altre storiche Masserie del Quartiere, sono state usate, durante la guerra, come avamposto dai partigiani che, favoriti dalla posizione dei Casali e dalla loro fortificazione, riuscivano a sfruttare a proprio vantaggio le strade dissestate nella resistenza contro le incursioni tedesche... ...luoghi, quindi, vissuti e percorsi dai greci, dai romani, dai longobardi e usate dai partigiani..

Palazzo De' Grassi

05

Dal 1678 circa, e fino all’abolizione della feudalità durante il periodo francese, Pianura appartenne alla nobile famiglia De' Grassi, il cui palazzo, detto anche il “Mulino” è situato nell'attuale Corso Duca d’Aosta.

I Signori si recavano nel Palazzo di Pianura per praticare la caccia Regia. Per loro Pianura era, insomma, il luogo dello svago e del divertimento. La loro residenza ufficiale era infatti nel Palazzo De' Grassi nell'attuale Via Chiaia.

Nel cortile interno del palazzo sono ancora presenti e conservati, due grossi cenotafi di epoca imperiale. I cenotafi, monumenti sepolcrali privi dei resti mortali della persona in onore della quale sono stati eretti, come appurato da uno studio condotto nel 1999 dal prof. Alessandro Giuliani e dai suoi allievi sono stati eretti probabilmente del I secolo d. C.

La cava di piperno

06

Come già accennato, di fondamentale importanza per le sorti di Pianura è stata l'attività estrattiva nella cava di Pianura della pietra del piperno, terminata nel secondo dopoguerra. Questa pietra ha svolto un ruolo di assoluta importanza sia come pietra ornamentale che come pietra da costruzione e nell'architettura della città di Napoli e non solo.

Molte sono infatti le opere conosciutissime della nostra città realizzate con questa pietra antica e forte di origine vulcanica che è presente nel nostro territorio anche se in realtà non è possibile un censimento attendibile delle opere realizzate con il piperno di Pianura perché le notizie che possediamo sono imprecise o frammentarie.

Quello che è certo è il suo utilizzo nella costruzione di Palazzo Diomede, del Maschio Angioino, per l’ingresso al Parco Virgiliano e per la chiesa del Gesù Nuovo. A differenza del tufo giallo, il Piperno, con la sua colorazione dalle mille sfumature di grigio è stato utilizzato anche per pavimentare le strade. Nel nostro quartiere, ad esempio, lo possiamo ammirare anche percorrendo la strada che porta al centro storico, la famosa “Via Napoli”. Durante la Seconda Guerra Mondiale, le cave di Pianura vennero usate dagli abitanti del quartiere come rifugio dalle bombe aeree.

07

San Giorgio e la sua "eredità"

Pianura, che ricordiamo esser stato un Comune indipendante dalla città di Napoli fino al 1926, ha avuto nella sua storia più recente uno stemma che lo ha identificato e che ne ha tracciato e segnato per decenni lo spirito e il carattere dei pianuresi. Nel suo stemma, infatti, è presente l’effige del Martire Giorgio, cavaliere cristiano dell’antica Turchia, che lotta contro un serpente simbolo da sempre del male, in sella ad un cavallo bianco...... uno stemma che senza giri di parole identifica Pianura e ne racconta la storia e la tenacia degli abitanti che non si arrendono al male. Facendo tesoro del significato del nostro stemma, chiudiamo ora il nostro viaggio conoscitivo ma, vogliamo chiarire che la chiusura è solo apparente perché ciò che vi abbiamo raccontato vi ha reso testimoni della bellezza nascosta di Pianura. Bellezza della quale dovrete parlare al mondo intero perché… Pianura è… un quartiere ricco di storia Pianura ha… tante cose belle.

08

Il Fuoriclasse in movimento della IV sez. D

"Che Pianura non fosse solo spazzatura o cronaca nera qualcuno ha provato timidamente a raccontarcelo poi, un sabato mattina, lo abbiamo scoperto toccando con il cuore e vivendolo con gli occhi... quanta bellezza ha il nostro quartiere, che storia antica e affascinante ha alle spalle" Gli alunni della classe IV sez. D della scuola primaria I.C. 72° Palasciano di PIANURA - Napoli -

09

Contenuti extra

Masseria Izzo, via Campanile, anno 1940. La foto ritrae una "baita" costruita da soldati tedeschi che presero alloggio nella Masseria dopo l'uccisione di alcuni membri della famiglia tra cui donne e bambini in tenerissima età.

Le cave di piperno, video realizzato anni fa da alcuni speleologi di "Napoli underground"

Grazie alle maestre Regina, Veronica e Rosa che hanno creduto fortemente nel progetto di Fuoriclasse in movimento. Grazie alla maestra Clotilde, figlia orgogliosa e fiera di questa terra, per aver trasmesso con tenacia alle nuove generazioni la storia di Pianura. Grazie alle mamme degli alunni della classe che hanno sostenuto i propri figli nella conoscenza. Grazie alla D.S. Maria Luisa Salvia per il suo continuo "indicare la direzione"