La struttura della terra
di Gabriele Barbalinardo
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La struttura della terra
Il nostro pianeta al suo interno è composto principalmente da quattro strati: crosta, mantello, nucleo esterno e nucleo interno. La scoperta di questi livelli è stata resa possibile dallo studio della propagazione delle onde sismiche ed è tutt'ora oggetto di studio da parte dei ricercatori: non potendo fisicamente scendere a migliaia di km di profondità per raccogliere dei campioni, è sempre complicato formulare teorie ed ipotesi sulla struttura interna della Terra.
La struttura della Terra è stata dedotta grazie allo studio delle onde sismiche sprigionate dai terremoti. Queste onde possono viaggiare nella roccia per migliaia di chilometri, e riescono dunque ad arrivare anche al centro della Terra. Le onde si dividono in due tipi: le P (quelle più veloci, si trasmettono anche nei liquidi ma vengono rallentate) e le S (sono più lente, perciò “seconde”, e non si trasmettono nei liquidi).
le informazioni sono state prese da Geopop
Nucleo
Crosta terrestre
Mantello
La crosta terrestre
La crosta è lo strato più sottile e meno pesante del nostro pianeta (la sua massa è pari al 0.4% del totale). Esistono in realtà due tipologie di crosta: una continentale e una oceanica.
google
crosta contidentale
crosta oceanica
le informazioni sono state prese da Geopop
La crosta oceanica
La crosta oceanica ha uno spessore decisamente più ridotto (tra 5 e 15 km) ma, rispetto a quella continentale, ha una densità maggiore. Le principali rocce che la costituiscono sono magmatiche (basalti) e derivano dalla fusione parziale della peridotite – cioè la tipologia di roccia che forma la parte superiore del mantello.
Una caratteristica sicuramente particolare della crosta oceanica è la cosiddetta magnetizzazione residua. In pratica, alcuni minerali sono in grado di registrare in maniera indelebile le informazioni relative al campo magnetico presente al momento della loro formazione. Guardando la variazione dell’orientazione dei minerali che compongono i fondali oceanici
le informazioni sono state prese da Geopop
Crosta continentale
La crosta continentale è la più spessa tra le due, con valori oscillanti tra i 30 e 50 km di spessore ma con picchi fino a 70 km in corrispondenza delle catene montuose più elevate. La sua densità è tuttavia minore della sua controparte oceanica e le rocce presenti possono essere di ogni tipo: magmatico, sedimentario e metamorfico. Essendo la porzione di Terra più leggera, costituisce la quasi totalità delle terre emerse Sempre per un discorso di densità, è piuttosto complesso “riassorbirla” nel mantello
le informazioni sono state prese da Geopop
il Mantello
sia tramite l’analisi di campioni che, in particolari contesti geologici, possono arrivare in superficie e, quindi, essere raccolti e analizzati (in alternativa, vengono studiate anche alcune tipologie di meteoriti che sono chimicamente simili). Nel complesso, possiamo semplificare dicendo che il mantello ha una composizione peridotitica, ovvero rocce basiche (povere in silice) che contengono principalmente due minerali chiamati olivina e pirosseno
Da un punto di vista volumetrico, il mantello occupa la maggior parte del nostro pianeta circa l’84% e ha una massa pari circa al 68% del totale. A 2900 km di profondità la discontinuità di Gutenberg separa questo strato dal nucleo esterno (cioè dalla sopracitata zona d’ombra delle onde P) e le temperature al contatto tra i due è nell’ordine dei 4000°C. La natura del mantello è stata studiata sia indirettamente
In realtà, anche il mantello è costituito da due diverse porzioni, una superiore e una inferiore, separate da una zona di transizione spessa circa 200 km. Nota bene, il mantello è prevalentemente solido in entrambe le sue suddivisioni, non esiste il mantello liquido! Abbiamo la dimostrazione: nel mantello si propagano sia le onde P che le S. Se fosse liquido le S non si propagherebbero
le informazioni sono state prese da Geopop
IL Nucleo
Il nucleo (interno ed esterno) ha un raggio di circa 3470 km e si estende dai 2900 km di profondità (discontinuità di Gutenberg) fino al centro della Terra. Nonostante abbia un volume pari solo ad un settimo di quello dell’intero pianeta, la sua massa è pari circa al 31% del totale a causa della sua composizione a base di ferro e nichel.
Il nucleo è diviso in due diversi strati: uno interno solido e uno esterno liquido.
Nucleo esterno
Nucleo interno
le informazioni sono state prese da Geopop
Il nucleo interno
La composizione del nucleo interno è prevalentemente ferrosa, con un contenuto di nichel stimato tra il 10 e il 20% (nonostante questi valori siano ampiamente dibattuti all’interno della comunità scientifica). La temperatura qui è compresa tra i 5000°C e i 6000°C ma, nonostante il valore elevatissimo, le forti pressioni fanno sì che tutto sia allo stato solido
le informazioni sono state prese da Geopop
Il nucleo esterno
Separato dal nucleo interno tramite la cosiddetta discontinuità di Lehmann, a 5170 km di profondità si verifica il passaggio al nucleo esterno. Qui, oltre a ferro e nichel, sono presenti anche elementi più leggeri (circa 10-15%) che si ritiene possano essere ossigeno e zolfo. La comunità scientifica ritiene che la sua natura liquida permetta lo spostamento di grandi masse di materiale che, a loro volta, sono in grado di generare il campo magnetico terrestre: è proprio grazie a questo strato che possiamo usare le bussole per orientarci!
le informazioni sono state prese da Geopop
grazie dell'attenzione
La struttura della terra
gabriele barbalinardo
Created on November 21, 2023
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La struttura della terra
di Gabriele Barbalinardo
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La struttura della terra
Il nostro pianeta al suo interno è composto principalmente da quattro strati: crosta, mantello, nucleo esterno e nucleo interno. La scoperta di questi livelli è stata resa possibile dallo studio della propagazione delle onde sismiche ed è tutt'ora oggetto di studio da parte dei ricercatori: non potendo fisicamente scendere a migliaia di km di profondità per raccogliere dei campioni, è sempre complicato formulare teorie ed ipotesi sulla struttura interna della Terra.
La struttura della Terra è stata dedotta grazie allo studio delle onde sismiche sprigionate dai terremoti. Queste onde possono viaggiare nella roccia per migliaia di chilometri, e riescono dunque ad arrivare anche al centro della Terra. Le onde si dividono in due tipi: le P (quelle più veloci, si trasmettono anche nei liquidi ma vengono rallentate) e le S (sono più lente, perciò “seconde”, e non si trasmettono nei liquidi).
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Nucleo
Crosta terrestre
Mantello
La crosta terrestre
La crosta è lo strato più sottile e meno pesante del nostro pianeta (la sua massa è pari al 0.4% del totale). Esistono in realtà due tipologie di crosta: una continentale e una oceanica.
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crosta contidentale
crosta oceanica
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La crosta oceanica
La crosta oceanica ha uno spessore decisamente più ridotto (tra 5 e 15 km) ma, rispetto a quella continentale, ha una densità maggiore. Le principali rocce che la costituiscono sono magmatiche (basalti) e derivano dalla fusione parziale della peridotite – cioè la tipologia di roccia che forma la parte superiore del mantello.
Una caratteristica sicuramente particolare della crosta oceanica è la cosiddetta magnetizzazione residua. In pratica, alcuni minerali sono in grado di registrare in maniera indelebile le informazioni relative al campo magnetico presente al momento della loro formazione. Guardando la variazione dell’orientazione dei minerali che compongono i fondali oceanici
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Crosta continentale
La crosta continentale è la più spessa tra le due, con valori oscillanti tra i 30 e 50 km di spessore ma con picchi fino a 70 km in corrispondenza delle catene montuose più elevate. La sua densità è tuttavia minore della sua controparte oceanica e le rocce presenti possono essere di ogni tipo: magmatico, sedimentario e metamorfico. Essendo la porzione di Terra più leggera, costituisce la quasi totalità delle terre emerse Sempre per un discorso di densità, è piuttosto complesso “riassorbirla” nel mantello
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il Mantello
sia tramite l’analisi di campioni che, in particolari contesti geologici, possono arrivare in superficie e, quindi, essere raccolti e analizzati (in alternativa, vengono studiate anche alcune tipologie di meteoriti che sono chimicamente simili). Nel complesso, possiamo semplificare dicendo che il mantello ha una composizione peridotitica, ovvero rocce basiche (povere in silice) che contengono principalmente due minerali chiamati olivina e pirosseno
Da un punto di vista volumetrico, il mantello occupa la maggior parte del nostro pianeta circa l’84% e ha una massa pari circa al 68% del totale. A 2900 km di profondità la discontinuità di Gutenberg separa questo strato dal nucleo esterno (cioè dalla sopracitata zona d’ombra delle onde P) e le temperature al contatto tra i due è nell’ordine dei 4000°C. La natura del mantello è stata studiata sia indirettamente
In realtà, anche il mantello è costituito da due diverse porzioni, una superiore e una inferiore, separate da una zona di transizione spessa circa 200 km. Nota bene, il mantello è prevalentemente solido in entrambe le sue suddivisioni, non esiste il mantello liquido! Abbiamo la dimostrazione: nel mantello si propagano sia le onde P che le S. Se fosse liquido le S non si propagherebbero
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IL Nucleo
Il nucleo (interno ed esterno) ha un raggio di circa 3470 km e si estende dai 2900 km di profondità (discontinuità di Gutenberg) fino al centro della Terra. Nonostante abbia un volume pari solo ad un settimo di quello dell’intero pianeta, la sua massa è pari circa al 31% del totale a causa della sua composizione a base di ferro e nichel.
Il nucleo è diviso in due diversi strati: uno interno solido e uno esterno liquido.
Nucleo esterno
Nucleo interno
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Il nucleo interno
La composizione del nucleo interno è prevalentemente ferrosa, con un contenuto di nichel stimato tra il 10 e il 20% (nonostante questi valori siano ampiamente dibattuti all’interno della comunità scientifica). La temperatura qui è compresa tra i 5000°C e i 6000°C ma, nonostante il valore elevatissimo, le forti pressioni fanno sì che tutto sia allo stato solido
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Il nucleo esterno
Separato dal nucleo interno tramite la cosiddetta discontinuità di Lehmann, a 5170 km di profondità si verifica il passaggio al nucleo esterno. Qui, oltre a ferro e nichel, sono presenti anche elementi più leggeri (circa 10-15%) che si ritiene possano essere ossigeno e zolfo. La comunità scientifica ritiene che la sua natura liquida permetta lo spostamento di grandi masse di materiale che, a loro volta, sono in grado di generare il campo magnetico terrestre: è proprio grazie a questo strato che possiamo usare le bussole per orientarci!
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grazie dell'attenzione