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La favola di Amore e Psiche

Martina Ricci

Created on November 21, 2023

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Transcript

LA FAVOLA DI AMORE E PSICHE

Apuleio

CHI E' APULEIO?

Apuleio è una grande figura che ben rappresenta l' epoca in cui visse, quella degli Antonini , un'età in cui l' impero romano godeva della stagione più ricca e pacifica. Nacque intorno al 125 a Madaura, nell’attuale Algeria, in una famiglia agiata; poté permettersi un’istruzione di primissimo livello e fece molti viaggi d’istruzione all’estero. In lui si era sempre di più acceso il fascino per i culti orientali occupandosi anche di magia.

Le Metamorfosi:Amore e Psiche

La favola di Amore e Psiche è narrata da Apuleio all'interno delle sue Metamorfosi. La leggenda dei due innamorati, struggente e appassionata, ha ispirato moltissimi artisti lungo i secoli.

Cupido(Eros), signore dell'amore e del desiderio , unendosi a Psiche( l'anima) - le dona l'immortalità. Tuttavia questa, per giungervi, dovrà affrontare quattro durissime prove, tra cui quella di scendere agli Inferi per purificarsi.

La storia di Amore e Psiche è uno dei miti più romantici di sempre, perché racconta di un amore ostacolato dall'invidia di una dea e di due amanti che riescono a ricongiungersi nonostante mille difficoltà e peripezie.

DI COSA PARLA?

Un re e una regina vivevano in un ..... con le loro tre bellissime figlie ma la grazie e lo splendore della più piccola,Psiche,sono talmente grandi da attirare le invidie di Venere,la dea della bellezza che decide di ricorrere all'aiuto del figlio Amore a cui chiede di colpire Psiche con una delle sue frecce e di farla innamorare dell'uomo più brutto e miserabile del mondo. Amore accetta ma quando vede Psiche resta incantato dalla sua bellezza tanto che si distrae e si punge con la freccia destinata alla ragazza, si innamora di lei e vanno a vivere insieme in un bel palazzo solo se la donna rinunci a vederlo in viso. Una notte,però,Psiche mossa dalla CURIOSITA' e spinta dalle sue sorelle,vede Amore in viso che subito scappa via e così lei subisce una punizione per la sua disobbedienza.

Psiche fugge in cerca del marito tanto da consegnarsi a Venere chiedendole perdono;la dea la sottopone a prove molto difficili ma grazie a degli aiuti le supera ma,giunta all'ultima prova in cui le era stato dato un cofanetto da dare a Venere,lo apre per prendere un po' di bellezza e cade in un sonno profondo. Amore la trova,la sveglia e chiede a Giove di portarli nell'Olimpo;Psiche beve l'ambrosia e diventa immortale. Il loro amore viene accettato dagli dei e i due amati avranno anche una figlia,Voluttà.

PERSONAGGI

PSICHE

AMORE

giovane e bella fanciulla,coraggiosa,seducente e caratterizzata da ingenuità d’animo

VENERE

SORELLE DI PSICHE

figlio di Venere;dio che faceva sbocciare l'amore colpendolo con il suo arco

invidiose della sorella che credevano condannata a un duro futuro

madre di Amore,invidiosa della bellezza di Psiche

COSA VUOLE DIRCI QUESTO CLASSICO?

La favola di Amore e Psiche è ricca di riferimenti al mondo greco-latino ma anche nordafricano. Il significato della favola di Amore e Psiche è probabilmente allegorico: Amore è il dio del desiderio, Psiche rappresenta l'anima, e solo congiungendosi con lui riesce a raggiungere l'immortalità.

La favola di Amore e Psiche è il racconto dell'Anima che dopo errori, sofferenze ed espiazioni, ritrova la piena felicità immortale; la storia senza tempo dell'AMORE fra gli dèi e gli uomini; la favola della CURIOSITA' e dell'INVIDIA, dell'umano che travalica i limiti della propria mortalità, segnando un passaggio di confine inimmaginabile.

fiabe e favole

JEROME BRUNER

GUIDO PETTER

Secondo Guido Petter hanno un’importanza essenziale nello sviluppo psicologico e cognitivo del bambino, con una ricaduta importante sul linguaggio, sulla sfera emotivo-affettiva. Per questo raccontare fiabe ai bambini dovrebbe essere un elemento imprescindibile per tutti i genitori, i nonni, gli insegnanti. Dal punto di vista dello sviluppo del linguaggio, il bambino ha la possibilità di apprendere nuovi vocaboli e anche molti altri elementi linguistici: formule (“c’era una volta…”).

Secondo Jerome Bruner (psicologo statunitense) ascoltare le fiabe permette lo sviluppo di quello che lui definisce «pensiero narrativo», che consiste nella capacità cognitiva attraverso cui le persone strutturano la propria esistenza e le danno significato .

All’interno di una fiaba, attraverso l’ascolto di elementi sia reali che irreali il bambino attiva contemporaneamente il pensiero razionale e il pensiero fantastico. Inoltre, attraverso la fiaba, il bambino amplifica e sviluppa la creatività e l’immaginazione dunque accresce il proprio intelletto giocando e divertendosi. Ma le fiabe sono molto importanti anche per lo sviluppo emotivo/affettivo. La fiaba permette al bambino di scoprire il proprio mondo interiore ed emotivo e lo aiuta a comprendere i suoi sentimenti e raggiungere una maggiore consapevolezza della realtà che lo circonda.

BRUNO BETTELHEIM

Le fiabe lasciano che il bambino faccia lavorare la propria fantasia e decida se e come applicare a se stesso quanto viene rivelato dalla storia circa la vita e la natura umana.

...LA PRINCIPESSA INCANTATA

Riadattata da Ludwig Bechstein a metà 800

L’arrogante cavaliere Almerico deve affrontare una prova molto pericolosa perché dopo aver raggiunto il castello dove era imprigionata una principessa e dopo non aver affrontato le due prove della custode,deve compiere una scelta:ha di fronte tre figure coperte e solo una di esse è la principessa ma sollevando il velo compare un drago che lo afferra. Dopo anche il fratello compie la scelta ma affronta le diverse prove infatti aiuta le formiche a costruire il formicaio calpestato dal cavallo del fratello,divide il pane con degli anatroccoli e lascia un mazzo di fiori vicino a un alveare distrutto dal fratello. Così le formiche lo aiutano a raccogliere i semi sparsi dalla vecchina,gli anatroccoli si tuffano in fondo al lago per recuperare dodici chiavi d’oro e giunto alla scelta,le api ronzano intorno alla figura della principessa

EDUCARE ALL'AFFETTIVITA'

Rousseau, nell'Emilio, un romanzo pedagogico, mette in evidenza i bisogni più profondi del bambino valorizzando le caratteristiche specifiche dell'infanzia. Per lui il bambino è al centro della riflessione pedagogica. Inoltre, alla base di questo romanzo vi è un'accesa polemica contro la pedagogia di quel tempo. Rousseau, quindi, attua una critica nei confronti dei Gesuiti e dei collegi sostenendo che le tecniche educative da loro attuate sono artificiali e trascurano i veri bisogni dell'essere umano. L'opera di Rousseau immagina di seguire la crescita e la formazione di un fanciullo dalla nascita al matrimonio.

“L’amore è come una pianta preziosa. Non puoi solo accettare di riceverla e lasciarla appoggiata sulla credenza o fare finta che sopravvivrà da sola. Dovrai continuare ad innaffiarla. Dovrai davvero prendertene cura e nutrirla” -John Lennon

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La Storia della Pedagogia, pur con accentuazioni diverse, ha confermato a più voci l’importanza dell’amore.

Il Cristianesimo, in particolare, ponendo la “charitas” a fondamento della socialità umana, ha ispirato pensatori ed educatori capaci di elaborare una vera e propria “pedagogia dell’amore”.

Tra questi: S. Agostino, che sottolinea la qualità dell’amore educativo come capacità di “donarsi con gioia”; San Anselmo d’Aosta, che ne evidenzia i caratteri di dolcezza, di benignità, di comprensione; S. Giuseppe Colasanzio che dell’amore fa il fondamento metodologico per eccellenza.

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Arrivando ad alcuni dei massimi esponenti della pedagogia “moderna”, ricordiamo: Amos Comenio, per il quale l’ “insegnare tutto a tutti” è metodo pedagogico derivante dall’amore di Dio, che ci vede tutti figli-fratelli e Enrico Pestalozzi, che si è dedicato ai figli del popolo, elaborando un metodo fondato su un “amore pedagogico” simile all’ “amore materno”, capace di aprire alla comprensione reciproca e universale.

Venendo poi ad un pedagogista contemporaneo, il brasiliano Paulo Freire il quale afferma che: “Non esiste dialogo se non esiste un amore profondo per il mondo e per gli uomini. Non è possibile dare un nome al mondo, in un gesto di creazione e ricreazione, se non è l’amore a provocarlo. L’amore, che è fondamento del dialogo, è anch’esso dialogo. (…) Se non amo il mondo, se non amo la vita, se non amo gli uomini, non mi è possibile il dialogo”.

In linea con tanti contributi presenti nella storia della pedagogia, anche la nostra prospettiva è: “L’educazione è amore”, e l’educatore è tale se è amore. Tutto va rivisto e visto, nell’educazione, a partire dall’ottica dell’amore.

GRAZIE!!!

Martina Ricci Matricola:805523

Emilio è un bambino orfano e nobile che verrà condotto in una campagna dove maturerà sotto la giuda vigile ed attenta del precettore. In particolare,nel 5° libro Emilio verrà finalmente avviato all'incontro con Sofia e al matrimonio. Ma Sofia dovrà essere, a sua volta, educata nel modo opportuno per giungere a questo passo. Sofia verrà preparata alle conoscenze pratiche utili al governo della casa,verrà anche avviata ad una certa cultura, al buon gusto, alla formazione morale e religiosa. Emilio troverà Sofia dopo un lungo viaggio a piedi, a diretto contatto con la natura e in compagnia del precettore. Il romanzo termina con il matrimonio e la nascita di una nuova famiglia fra Emilio e Sofia. A questo punto, il precettore lo lascerà con la certezza di aver trasformato, a sua volta, in educatore l'alunno di un tempo.