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Un sopravvissuto di Varsavia
Xenia Africa Martuscelli
Created on November 21, 2023
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Transcript
un sopravissuto di Varsavia
di Arnold Schönberg
Un sopravvissuto di Varsavia
Un sopravvissuto di Varsavia è un "oratorio per voce recitante, coro maschile e orchestra" di Arnold Schönberg. È una composizione in stile dodecafonico. Nonostante sia definito un oratorio, è molto breve: la sua esecuzione dura circa 7 minuti. È considerato dai critici il più grande monumento che la musica abbia mai dedicato all'Olocausto.
L'ispirazione per la composizione
Turbato dalle notizie provenienti dall'Inghilterra sulle stragi di ebrei nei campi di sterminio e dalla morte del nipote in un lager, Schönberg compose tra l'11 ed il 23 agosto 1947 questa cantata, scrivendo anche il testo in inglese utilizzando il racconto di un ebreo sfuggito al massacro del ghetto di Varsavia. L'opera fu presentata per la prima volta ad Albuquerque sotto la direzione di Kurt Frederick il 4 Novembre 1948. La prima rappresentazione italiana si è tenuta a Torino il 20 ottobre 1961 da parte del Coro e dell'Orchestra Sinfonica di Torino.
L'opera
La storia
L'introduzione del narratore
L'introduzione strumentale
Dopo la breve introduzione dell'orchestra comincia a parlare la voce narrante, che per tutta l'opera descriverà insieme all'orchestra i tristi fatti avvenuti quel giorno nel ghetto di Varsavia: il narratore afferma di non poter ricordare ogni cosa poiché rimasto privo di sensi per la maggior parte del tempo a causa delle percosse subite; in questa breve introduzione fa riferimento al momento in cui i suoi compagni intonarono un canto ebraico poco prima di essere uccisi nelle camere a gas.
Tutti venivano svegliati presto, e venivano radunati nei punti di raccolta: per tutta la durata, l'opera descriverà i tristi fatti avvenuti quel giorno nel ghetto di Varsavia. Il momento più triste e drammatico è il momento in cui i tedeschi scelgono gli ebrei che dovevano essere avviati alle camere a gas. Questo fatto viene sottolineato musicalmente da un ritmo incalzante che sarà al culmine con l'inno di chiusura del brano che è lo Shemà, un inno di amore a Dio che vuole essere la risposta coraggiosa degli ebrei fedeli dinnanzi alla brutalità della guerra.
L'opera inizia con un'introduzione dell'orchestra: questi pochi secondi di musica rendono perfettamente lo scopo dell'opera, che è quello di aiutare a riflettere sull'assurdità dello sterminio degli ebrei. Da qui nasce il forte impatto emotivo della musica, caratterizzata da una sempre crescente drammaticità: gli squilli di trombe, le dissonanze, i crescendo improvvisi creano intorno allo spettatore, con tutta la loro efficacia, una scena straziante, fatta di dolore e di morte. La musica fa sentire l'ascoltatore partecipe della scena.
Ma cos'è la dodecafonia?
Questo oratorio è in stile dodecafonico,ma cosa significa? La dodecafonia è una tecnica di composizione musicale ideata da Arnold Schönberg , esposta in un articolo del 1923, ma intuita in precedenza anche da Josef Matthias Hauer, basata sull'equivalenza, dal punto di vista armonico, dei 12 semitoni della scala temperata, attorno alla quale gravitano gli altri suoni senza che si formino funzioni tonali.