La καλοκαγαθία
dall'Antica Grecia ad oggi
Giulia Catania IIIB
Indice
Il concetto dell'antieroe
Passo di Tersite - Iliade
Che cos'è?
Il cavaliere inesistente
In letteratura
Perchè sono così importanti?
Il pensiero di Platone
Pagina di confronto
Don Chisciotte
Che cos'è?
La καλοκαγαθία (anche riconosciuta col nome “καλός και αγαθός”) è l’ideale di perfezione dell’uomo, sia dal punto di vista morale che fisico, tipico proprio dell’Antica Grecia.
Il termine deriva dalla crasi della parole καλός e αγαθός, che rispettivamente si traducono come “bello” e “valoroso, coraggioso” e veniva spesso usato nel momento in cui nelle opere di epica (έπος) venivano descritti i personaggi, specialmente eroi, i quali rientrano perfettamente nei canoni della καλοκαγαθία.
Il pensiero di Platone
Un pò di tempo dopo, tuttavia, alcuni filosofi come Platone cominciarono a considerare il concetto come l’ideale aristocratico che separava i sapienti dalla massa popolare; di conseguenza, egli considererà d'obbligo ritenere la καλοκαγαθία come educazione fondamentale da impartire a tutti i giovani, al fine di renderli sapienti.
“Chi si dedica alla ricerca scientifica [...] bisogna che anche il corpo dia il suo movimento, mentre chi si dedica con cura a plasmare il corpo, bisogna che fornisca in compenso all'anima i suoi movimenti [...], se vuole essere definito, giustamente e a buon diritto, sia bello sia buono.”
“Tutte le qualità buone e belle devono essere tenute in esercizio e la saggezza non meno delle altre”
Il concetto di Antieroe
A quella che era il concetto di καλός και αγαθός si contrappone, tuttavia, quello dell’antieroe.
Narrato da pochissimi poeti durante l’Antica Grecia, l’antieroe è uno dei personaggi più importanti all’interno delle opere, poiché possedeva caratteristiche diverse da quelle degli eroi, se non del tutto opposte; proprio per questo motivo, aedi come Omero tenderanno a sottolineare di più le loro caratteristiche fisiche rispetto a quelle degli eroi, già in parte scontate.
La domanda è: se viene considerato antieroe, qual’è il suo ruolo nella vicenda narrata?
Perchè sono così importanti?
Gli antieroi sono considerati così importanti all’interno delle opere poiché il poeta se ne serve per sviluppare l'elemento bizzarro, il cattivo esempio da non seguire. Tuttavia, bisogna precisare che anche se possiede vizi negativi, il "non-eroe" non è realmente cattivo, poiché appunto non agisce al fine di compiere atti malvagi. Uno dei più importanti esempi all'interno delle opere omeriche di apparizioni dell’eroe contrapposto all’antieroe è il passo di Tersite.
Il passo di Tersite
Ci troviamo nell’accampamento degli Achei: Agamennone, dopo aver fatto un sogno premonitore (che poi si scoprirà mandato da Zeus per volere di Teti, madre di Achille, e dunque non veritiero) che gli fa credere che avrebbe preso Troia il giorno successivo, raduna tutti i soldati e mette alla prova la loro determinazione e lealtà, concedendogli di prendere la via per tornare a casa.
Senza esitare, i Greci salpano sulle navi, tranne Odisseo; egli infatti era stato avvisato da Atena, e riuscì a fermare gli altri Achei.
A questo punto, Tersite, protagonista antieroe del brano comincia a ribellarsi contro Odisseo stesso, accusandolo di voler portare alla rovina gli Achei e che egli stesso possedeva già oro, schiave etc…
A questo punto uscirà tutto il carattere da vero eroe di Odisseo, che metterà una volta per tutte a tacere Tersite.
Pagina di confronto
Odisseo - bello fisicamente - valoroso - leale - forte - versatile (aggettivo non ben visto dai Greci)
Tersite - brutto fisicamente - sciocco - gobbo - zoppo - codardo
In letteratura
Il tema della καλοκαγαθία, appartenente sostanzialmente al passato, verrà poi nuovamente ripreso in molte opere letterarie, alcune di esse anche molto recenti.
In particolare due tra le tante riportano la contrapposizione tra il cavaliere e il suo scudiero, sottolineando alcune caratteristiche, che, se per il cavaliere sono la bellezza, il coraggio etc… per lo scudiero saranno l’essere non bello “visivamente”, essere sciocco etc…
Don Chisciotte
Italo Calvino
Don Chisciotte
Don Chisciotte è un romanzo spagnolo suddiviso in due volumi, pubblicati incirca al 1600. Il personaggio principale è per l’appunto Don Chisciotte (il suo vero nome è però Alonso Quijano), nobile cavaliere, di robusta corporatura e grandissimo amante di romanzi cavallereschi. Egli assume le vesti di cavaliere errante e inizia a girare per la Spagna, assieme a un suo scudiero.
Il suo nome è Sancio Panza, un umile contadino, molto più realista di Don Chisciotte, il quale viene continuamente ripreso dallo scudiero.
Il cavaliere inesistente
Uno dei romanzi più affascinanti di Calvino è senza dubbio “Il cavaliere inesistente", che riprende i tratti tipici dell’epica cavalleresca. Si potrebbe parlare per ore della storia che ruota intorno al romanzo, ma è bene concentrarsi sulla contrapposizione tra cavaliere e scudiero.
I personaggi principali sono appunto Agilulfo,che è il cavaliere inesistente, che riesce ad “esistere” solo grazie alla sua forza di volontà. Prende sul serio tutto ciò che gli viene detto, specialmente gli ordini imperiali; è’ puntiglioso e quando viene messo in dubbio il suo lavoro da cavaliere si innervosisce e decide di partire per trovare delle prove a suo favore. A lui si contrappone appunto il suo scudiero, detto Gurdulù, che alla fine si rivelerà più un peso che un aiuto. Egli infatti a differenza di Agilulfo è molto sciocco, tanto che si crede ogni volta un animale diverso e rappresenta, non solo perché lui esiste e Agilulfo invece no, la perfetta contrapposizione con il cavaliere valoroso.
LA KALOKAGATIA
Giulia
Created on November 21, 2023
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La καλοκαγαθία
dall'Antica Grecia ad oggi
Giulia Catania IIIB
Indice
Il concetto dell'antieroe
Passo di Tersite - Iliade
Che cos'è?
Il cavaliere inesistente
In letteratura
Perchè sono così importanti?
Il pensiero di Platone
Pagina di confronto
Don Chisciotte
Che cos'è?
La καλοκαγαθία (anche riconosciuta col nome “καλός και αγαθός”) è l’ideale di perfezione dell’uomo, sia dal punto di vista morale che fisico, tipico proprio dell’Antica Grecia. Il termine deriva dalla crasi della parole καλός e αγαθός, che rispettivamente si traducono come “bello” e “valoroso, coraggioso” e veniva spesso usato nel momento in cui nelle opere di epica (έπος) venivano descritti i personaggi, specialmente eroi, i quali rientrano perfettamente nei canoni della καλοκαγαθία.
Il pensiero di Platone
Un pò di tempo dopo, tuttavia, alcuni filosofi come Platone cominciarono a considerare il concetto come l’ideale aristocratico che separava i sapienti dalla massa popolare; di conseguenza, egli considererà d'obbligo ritenere la καλοκαγαθία come educazione fondamentale da impartire a tutti i giovani, al fine di renderli sapienti.
“Chi si dedica alla ricerca scientifica [...] bisogna che anche il corpo dia il suo movimento, mentre chi si dedica con cura a plasmare il corpo, bisogna che fornisca in compenso all'anima i suoi movimenti [...], se vuole essere definito, giustamente e a buon diritto, sia bello sia buono.”
“Tutte le qualità buone e belle devono essere tenute in esercizio e la saggezza non meno delle altre”
Il concetto di Antieroe
A quella che era il concetto di καλός και αγαθός si contrappone, tuttavia, quello dell’antieroe. Narrato da pochissimi poeti durante l’Antica Grecia, l’antieroe è uno dei personaggi più importanti all’interno delle opere, poiché possedeva caratteristiche diverse da quelle degli eroi, se non del tutto opposte; proprio per questo motivo, aedi come Omero tenderanno a sottolineare di più le loro caratteristiche fisiche rispetto a quelle degli eroi, già in parte scontate. La domanda è: se viene considerato antieroe, qual’è il suo ruolo nella vicenda narrata?
Perchè sono così importanti?
Gli antieroi sono considerati così importanti all’interno delle opere poiché il poeta se ne serve per sviluppare l'elemento bizzarro, il cattivo esempio da non seguire. Tuttavia, bisogna precisare che anche se possiede vizi negativi, il "non-eroe" non è realmente cattivo, poiché appunto non agisce al fine di compiere atti malvagi. Uno dei più importanti esempi all'interno delle opere omeriche di apparizioni dell’eroe contrapposto all’antieroe è il passo di Tersite.
Il passo di Tersite
Ci troviamo nell’accampamento degli Achei: Agamennone, dopo aver fatto un sogno premonitore (che poi si scoprirà mandato da Zeus per volere di Teti, madre di Achille, e dunque non veritiero) che gli fa credere che avrebbe preso Troia il giorno successivo, raduna tutti i soldati e mette alla prova la loro determinazione e lealtà, concedendogli di prendere la via per tornare a casa. Senza esitare, i Greci salpano sulle navi, tranne Odisseo; egli infatti era stato avvisato da Atena, e riuscì a fermare gli altri Achei. A questo punto, Tersite, protagonista antieroe del brano comincia a ribellarsi contro Odisseo stesso, accusandolo di voler portare alla rovina gli Achei e che egli stesso possedeva già oro, schiave etc… A questo punto uscirà tutto il carattere da vero eroe di Odisseo, che metterà una volta per tutte a tacere Tersite.
Pagina di confronto
Odisseo - bello fisicamente - valoroso - leale - forte - versatile (aggettivo non ben visto dai Greci)
Tersite - brutto fisicamente - sciocco - gobbo - zoppo - codardo
In letteratura
Il tema della καλοκαγαθία, appartenente sostanzialmente al passato, verrà poi nuovamente ripreso in molte opere letterarie, alcune di esse anche molto recenti. In particolare due tra le tante riportano la contrapposizione tra il cavaliere e il suo scudiero, sottolineando alcune caratteristiche, che, se per il cavaliere sono la bellezza, il coraggio etc… per lo scudiero saranno l’essere non bello “visivamente”, essere sciocco etc…
Don Chisciotte
Italo Calvino
Don Chisciotte
Don Chisciotte è un romanzo spagnolo suddiviso in due volumi, pubblicati incirca al 1600. Il personaggio principale è per l’appunto Don Chisciotte (il suo vero nome è però Alonso Quijano), nobile cavaliere, di robusta corporatura e grandissimo amante di romanzi cavallereschi. Egli assume le vesti di cavaliere errante e inizia a girare per la Spagna, assieme a un suo scudiero. Il suo nome è Sancio Panza, un umile contadino, molto più realista di Don Chisciotte, il quale viene continuamente ripreso dallo scudiero.
Il cavaliere inesistente
Uno dei romanzi più affascinanti di Calvino è senza dubbio “Il cavaliere inesistente", che riprende i tratti tipici dell’epica cavalleresca. Si potrebbe parlare per ore della storia che ruota intorno al romanzo, ma è bene concentrarsi sulla contrapposizione tra cavaliere e scudiero. I personaggi principali sono appunto Agilulfo,che è il cavaliere inesistente, che riesce ad “esistere” solo grazie alla sua forza di volontà. Prende sul serio tutto ciò che gli viene detto, specialmente gli ordini imperiali; è’ puntiglioso e quando viene messo in dubbio il suo lavoro da cavaliere si innervosisce e decide di partire per trovare delle prove a suo favore. A lui si contrappone appunto il suo scudiero, detto Gurdulù, che alla fine si rivelerà più un peso che un aiuto. Egli infatti a differenza di Agilulfo è molto sciocco, tanto che si crede ogni volta un animale diverso e rappresenta, non solo perché lui esiste e Agilulfo invece no, la perfetta contrapposizione con il cavaliere valoroso.