caravaggio
LA VITA
Caravaggio fu allievo di Simone Peterzano e nel 1593 si trasferì a Roma dove, dopo un inizio difficile, fu infine preso sotto la protezione del cardinale Francesco Maria Bourbon Del Monte ambasciatore dei Medici a Roma il quale nel 1597 gli diede alloggio in quello che allora era il palazzo romano dei Medici, gli commissionò numerosi dipinti e lo aiutò ad ottenere importanti commissioni. Fu l'inizio di una brillante carriera: entro breve lo stile "realista" del Caravaggio, i suoi contrasti netti fra luce ed ombra, furono imitati da numerosi altri pittori e Caravaggio divenne un pittore molto richiesto.
Tuttavia, quando già la sua carriera sembrava consolidata, gli impedì di raccoglierne i frutti il suo carattere criminale: Caravaggio era spesso coinvolto in scontri, girava illegalmente armato, e dovette infine scappare da Roma per l'assassinio di un certo Ranuccio Tommasoni in una lite.
Caravaggio fuggì a Napoli , poi in Sicilia, a Malta, ancora in Sicilia, Napoli.
Morì, probabilmente di malaria, sulle rive laziali, non lontano da Roma.
"il pittore maledetto"
Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio (1571-1610), è stato uno dei pittori più controversi della storia dell’arte occidentale. Preceduto e seguito da una fama sinistra, per secoli è stato identificato con la trasgressione stessa, con l’idea per antonomasia del genio abbinato alla sregolatezza. Soprattutto, è stato ricordato nei secoli per la sua pervicace volontà di annullare tutte le gloriose conquiste del classicismo, con un’arte spietatamente e a volte rozzamente realista.
omicidio tomassoni
Campo Marzio, la sera del 28 maggio 1060 a causa di una discussione causata da un fallo nel gioco della pallacorda il pittore ferì mortalmente il rivale, Ranuccio Tommasoni da Terni, con il quale aveva avuto già in precedenza discussioni spesso sfociate in risse. Questa volta c’era di mezzo una donna, Fillide Melandroni, le cui grazie erano contese da entrambi. Probabilmente dietro l’assassinio di Ranuccio c’erano anche questioni economiche o addirittura questioni politiche: la famiglia Tommasoni infatti, era notoriamente filo-spagnola, mentre Michelangelo Merisi era un protetto dell’ambasciatore di Francia.
Il carattere criminale di caravaggio
DA CARAVAGGIO ALLA PSICOTERAPIA
Lo sfondo nero è paragonabile alla malattia: sfumata, confusa; certe volte sulla tela i contorni sono grossolani e deformi e in alcuni casi non v’è nulla: solo l’oscurità.
Da una cornice nera ed informe, si stagliano scene e personaggi. La luce da risalto ai personaggi e alle espressioni. Così la terapia lavora per fare luce e portare alla luce la persona.
Nell’ombra, Caravaggio tracciava alcune linee e incisioni: nulla di concreto solo linee che potrebbero aiutare a dare forma al dipinto. Rappresentano i sintomi, che sono indizi e tracce che ci possono aiutare.
ALCUNE DELLE SUE OPERE
Davide con la testa di Golia
Salomè con la testa del Battista
Scudo con testa di Medusa
Giuditta e Oloferne
Il Merisi incluse costantemente i propri autoritratti nelle sue opere, dalle prime (in cui traspare serenità e floridezza), fino alle ultime, in cui traspare il deperimento dovuto alla malattia. L’autoritratto è chiaramente una rappresentazione narcisistica di se stessi; in Caravaggio, però, non è soltanto la rappresentazione della propria immagine nei vari periodi della vita, ma è anche e soprattutto la narrazione della condizione in cui si sente incatenato a causa degli eventi, spesso tragici e violenti, che segnano la sua vita.
LA FIGURA FEMMINILE
Caravaggio ci presenta delle “donne nuove”, potenti, complesse, sensuali e verissime. Sono coraggiose, padrone di se stesse e sono consapevoli del proprio potere sugli uomini: sono eroine, addirittura assassine, prostitute, sante o popolane, e queste figure femminili ridefiniscono un nuovo tipo di femminilità, in antitesi con il tempo corrente che le vedeva solo come creature passive e indifese senza alcun peso storico o sociale.
caravaggio
Emma Nati
Created on November 21, 2023
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caravaggio
LA VITA
Caravaggio fu allievo di Simone Peterzano e nel 1593 si trasferì a Roma dove, dopo un inizio difficile, fu infine preso sotto la protezione del cardinale Francesco Maria Bourbon Del Monte ambasciatore dei Medici a Roma il quale nel 1597 gli diede alloggio in quello che allora era il palazzo romano dei Medici, gli commissionò numerosi dipinti e lo aiutò ad ottenere importanti commissioni. Fu l'inizio di una brillante carriera: entro breve lo stile "realista" del Caravaggio, i suoi contrasti netti fra luce ed ombra, furono imitati da numerosi altri pittori e Caravaggio divenne un pittore molto richiesto. Tuttavia, quando già la sua carriera sembrava consolidata, gli impedì di raccoglierne i frutti il suo carattere criminale: Caravaggio era spesso coinvolto in scontri, girava illegalmente armato, e dovette infine scappare da Roma per l'assassinio di un certo Ranuccio Tommasoni in una lite. Caravaggio fuggì a Napoli , poi in Sicilia, a Malta, ancora in Sicilia, Napoli. Morì, probabilmente di malaria, sulle rive laziali, non lontano da Roma.
"il pittore maledetto"
Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio (1571-1610), è stato uno dei pittori più controversi della storia dell’arte occidentale. Preceduto e seguito da una fama sinistra, per secoli è stato identificato con la trasgressione stessa, con l’idea per antonomasia del genio abbinato alla sregolatezza. Soprattutto, è stato ricordato nei secoli per la sua pervicace volontà di annullare tutte le gloriose conquiste del classicismo, con un’arte spietatamente e a volte rozzamente realista.
omicidio tomassoni
Campo Marzio, la sera del 28 maggio 1060 a causa di una discussione causata da un fallo nel gioco della pallacorda il pittore ferì mortalmente il rivale, Ranuccio Tommasoni da Terni, con il quale aveva avuto già in precedenza discussioni spesso sfociate in risse. Questa volta c’era di mezzo una donna, Fillide Melandroni, le cui grazie erano contese da entrambi. Probabilmente dietro l’assassinio di Ranuccio c’erano anche questioni economiche o addirittura questioni politiche: la famiglia Tommasoni infatti, era notoriamente filo-spagnola, mentre Michelangelo Merisi era un protetto dell’ambasciatore di Francia.
Il carattere criminale di caravaggio
DA CARAVAGGIO ALLA PSICOTERAPIA
Lo sfondo nero è paragonabile alla malattia: sfumata, confusa; certe volte sulla tela i contorni sono grossolani e deformi e in alcuni casi non v’è nulla: solo l’oscurità.
Da una cornice nera ed informe, si stagliano scene e personaggi. La luce da risalto ai personaggi e alle espressioni. Così la terapia lavora per fare luce e portare alla luce la persona.
Nell’ombra, Caravaggio tracciava alcune linee e incisioni: nulla di concreto solo linee che potrebbero aiutare a dare forma al dipinto. Rappresentano i sintomi, che sono indizi e tracce che ci possono aiutare.
ALCUNE DELLE SUE OPERE
Davide con la testa di Golia
Salomè con la testa del Battista
Scudo con testa di Medusa
Giuditta e Oloferne
Il Merisi incluse costantemente i propri autoritratti nelle sue opere, dalle prime (in cui traspare serenità e floridezza), fino alle ultime, in cui traspare il deperimento dovuto alla malattia. L’autoritratto è chiaramente una rappresentazione narcisistica di se stessi; in Caravaggio, però, non è soltanto la rappresentazione della propria immagine nei vari periodi della vita, ma è anche e soprattutto la narrazione della condizione in cui si sente incatenato a causa degli eventi, spesso tragici e violenti, che segnano la sua vita.
LA FIGURA FEMMINILE
Caravaggio ci presenta delle “donne nuove”, potenti, complesse, sensuali e verissime. Sono coraggiose, padrone di se stesse e sono consapevoli del proprio potere sugli uomini: sono eroine, addirittura assassine, prostitute, sante o popolane, e queste figure femminili ridefiniscono un nuovo tipo di femminilità, in antitesi con il tempo corrente che le vedeva solo come creature passive e indifese senza alcun peso storico o sociale.