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brescia in epoca romana

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Transcript

brescia

IN EPOCA ROMANA
By Asanza Carolina, Maffi Aurora e Cretti Alessandro

indice

Nascita di Brescia

Brescia oggi

Brescia romana

Focus: Vittoria Alata

Infrastruttre romane

La nascita di brescia

Dal 196 a.C. Brescia viene inglobata nel territorio di Roma. La città, in ogni caso, mantiene una certa indipendenza, libertà di governo e persino un proprio esercito, in virtù del suo status di alleata di Roma. Inoltre, nel 49 a.C., ai suoi abitanti venne data la piena cittadinanza romana.

brescia al giorno d'oggi

Brescia è un comune italiano lomardo ed è il secondo comune della regione per popolazione, dopo Milano. Le sue origini risalgono a oltre 3 200 anni fa, e per questo possiede un cospicuo patrimonio artistico e architettonico: i suoi monumenti d’epoca romana e longobarda sono stati dichiarati dall’UNESCO Patrimonio dell’umanità, e infatti l’importante eredità archeologica che costituisce il suo centro storico è composta da diversi monumenti, che spaziano dall’età antica a quella contemporanea Brescia inoltre è tra i principali centri economico-produttivi d’Italia, ed è conosciuta per la celebre corsa d’auto d’epoca Mille Miglia e per la produzione del Franciacorta. Oggi Brescia, assieme a Bergamo, è capitale della cultura italiana 2023. La scelta è avvenuta nel 2020, da parte del governo italiano, che ha scelto le due città vista la presenza del loro grande patrimonio artistico- culturale e della proposta avanzata dalle due città, che offrivano un tema particolare, quello della città illuminata. Si svolgeranno quindi eventi di ogni genere, che mirano a valorizzare gli aspetti culturali delle due città.

brescia in eta' romana

In quest'epoca, si ha una prima razionalizzazione dell'abitato secondo il tipico schema urbanistico romano, tramite il tracciato di un decumano, l'odierna via dei Musei, ed un cardo.

Il tracciato della città segue il modello del castrum, in un quadrilatero di circa 800 x 840 metri; le vie seguono un percorso rettilineo con le due principali vie, il Decumanus Maximus ( est-ovest) e il Cardus (nord-sud) e si intersecano ortogonalmente formando le insulae;

La città ha la forma di un pentagono irregolare, al cui si trovano la piazza del Foro e il santuario. Tutto intorno invece c'è la cinta muraria.

Inoltre si potevano trovare un complesso termale, un acquedotto per migliorare l'approvigionamento idrico e un teatro.

FOCUS:

La vittoria alata

La Vittoria Alata è una straordinaria statua bronzea realizzata in età romana imperiale, nel I secolo a.c. ed è uno dei simboli della città di Brescia; rappresenta una figura femminile con ampie ali, alta poco meno di due metri. Secondo certe ipotesi la statua sarebbe stata realizzata sulla base di un originale proveniente da Rodi o Alessandria d’Egitto , e sarebbe stata poi assemblata a Roma. Rappresentava una Afrodite che si specchiava nello scudo di Ares, sostenuto da entrambe le mani senza entrare in contatto con la gamba.

Infrastrutture romane a brescia

mappa della città

Foro

Tempio

Basilica

Acquedotto

Domus

Teatro

LA PIAZZA DEL FORO

Attraversata dal Decunano Massimo, la Piazza del Foro, è una delle piazze più antiche di Brescia. Il Foro era la piazza civile, politica, degli affari e dei commerci. È delimitato a nord dal Tempio Capitolino, a Est di questo è presente il Teatro Romano e a sud dalla Basilica Romana. A sud-ovest intanto si costruiscono le terme pubbliche, alle quali l’acqua giungeva attraverso un acquedotto lungo 25 km proveniente da Lumezzane.

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Tempio capitolino

Viene costruito nel 73 d.C dall'Imperatore Vespasiano, dedicato alla Triade Capitolina. Al suo interno si conservano ancora i pavimenti originali con motivi geometrici e gli altari in pietra. Dentro le celle si ritrovano frammenti di statue di culto e di arredi. Viene ritrovato nel1823, successivamente a tanti scavi dato che nel Medioevo il Capitolium cadde in rovina e fu seppellito dalle frane e dai detriti caduti dal sovrastante colle Cidneo. Il tempio emana un'aura di sacralità e potenza e mantiene in vita la storia; al giorno d'oggi è aperto al pubblico ed è uno dei musei bresciani più visitati.

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La mole dell’edificio si percepisce nei frammenti ricostruiti: il bianco originario misto alle pietre rosate aggiunte nel corso dei restauri, con l’atrio (il pronao) che protegge tre grandi porte e le relative aule ed ospita numerose lapidi di epoca Romana

La struttura del tempio era simile a quella dei templi romani di età repubblicana, e infatti vi erano il podio, a cui si accedeva tramite una scalinata posta in corrispondenza del decumano massimo, un’ architrave a fregio continuo che correva lungo il pronao, coronato da timpano in corrispondenza della cella centrale. Ai lati del pronao, esastilo e in stile corinzio, correvano due ali di portico. Le pareti erano articolate in tre registri decorativi: in basso lo zoccolo rivestito di marmo colorato, nel mezzo era scandito da lesene in marmo bianco, mentre l'ordine superiore presentava lesene di dimensioni ridotte. I pavimenti erano rivestiti da lastre di marmi policromi, disposte secondo disegni geometrici.

la basilica romana

La Basilica nasce tra il 69 e il 96 d.C e chiudeva il lato meridionale del foro come una sorta di ingresso monumentale collegandosi ai portici laterali e contrapponendosi al Santuario.Ancora oggi, sulla facciata del palazzo, è possibile scorgere parti significative della facciata meridionale del complesso progettato durante l’epoca di Flavi.

L'edificio era destinato alle più importanti attività civili della comunità ed era circondato da portici e il fronte presentava un sistema armonico di aperture (tre portali e dodici finestre); i capitelli si componevano di due corone di foglie d’acanto che sorreggevano un architrave decorato da fasce decrescenti con motivi vegetali ad astragali e perline. Anche la pavimentazione composta di lastre bianche e grigie alternati, le pareti in contrasto alla sobrietà cromatica sono vivaci lastre in marmo greco e asiatico. Nell' area archeologica sono visibili i resti della Basilica flavia, del più antico assetto della piazza di età giulio-claudia, dei muri medievali che riutilizzavano elementi architettonici, e vari materiali provenienti dallo scavo del sito, tra cui una grande base onoraria con dedica a Nonio Macrino, generale e anche console romano durante l'epoca dell'imperatore Marco Aurelio. La Basilica di Brescia è un edificio di transizione tra i tipi più antichi e quelli più recenti e chiusi e si distingue per la facciata porticata.

acquedotto

Nel 1676, fu rinvenuta un’epigrafe che documenta come la costruzione dell’acquedotto fu avviata negli ultimi anni di vita dell’imperatore Cesare Augusto. Le recenti ricerche sono riuscite a studiare la tecnica di costruzione e il percorso: gli acquedotti partivano da poco dopo di Sarezzo, poi scendeva correndo tra il corrente Gobbia per dirigersi a Pendezza e a seguito mantenendosi sulla sinistra di Mella, seguiva un largo viaggio per poi arrivare a Porta Bruciata dove l' acqua veniva distribuita alla città. Questo acquedotto era lungo circa 20 chilometri e si trovava alla profondità di 1,40 m dal piano stradale. La sezione del condotto è rettangolare con volta a botte, i muri sono costituiti da blocchetti di medolo con un rivestimento di coccio pesto e calce. Parte dell' acquetto è ancora

Domus dell'ortaglia

A seguito di recenti scavi, è stato portato alla luce un gruppo di antiche domus nell’Ortaglia, l’hortus delle monache situato nel monastero di Santa Giulia. Il sito è tra i complessi residenziali romani meglio conservati del Nord Italia, con lastricati in pietra, ambienti di rappresentanza, privati e di servizio, mosaici pavimentali e affreschi parietali in discreto stato di conservazione. Entrambe sono dotate di riscaldamento a parete e a pavimento. La parte principale del complesso è composta da due domus distinte, dette Domus delle fontane e Domus di Dioniso. La ricchezza dei mosaici e delle pitture murali fa ipotizzare che le due abitazioni appartenessero a cittadini di ceto sociale elevato.

Aprrofondimento struttura e decorazione della domus delle fontane

Domus di dioniso

Domus delle fontane

La Domus delle fontane deve il suo nome al ritrovamento di notevoli sistemi idrici di incanalamento dell'acqua, che alimentavano anticamente le fontane. La casa si snodava attorno al perno centrale, rappresentato dalla corte, e la stanza che si è meglio conservata è il soggiorno, di cui si è riusciti anche a ricostruire l'antico soffitto crollato. In tutta la domus sono visibili i pavimenti sopraelevati che permettevano la circolazione di aria per regolare la temperatura della casa. I pavimenti sono decorati con colori vivacissimi, come ad esempio la rappresentazione delle quattro stagioni, di cui però è giunta intatta solo l'Estate. Uno dei pavimenti è realizzato in mosaico e decorato con losanghe, fiori e foglie di acanto.

La Domus di Dioniso risale all'incirca al II secolo. Essa prende il nome da una raffigurazione del dio greco Dioniso, inserita in un mosaico nel pavimento del triclinio. Visitando l'abitazione, è possibile vedere gli splendidi pavimenti decorati e le pareti con raffigurazioni che ritraggono paesaggi, uccelli, pesci e maschere teatrali. Caratteristica dell'abitazione è un affresco che mostra un ippopotamo con un sacerdote di Iside che solleva un candelabro, tipico esempio di arte di moda nel II secolo a Roma.

teatro romano di brescia

Accanto al Capitolium sorge il teatro romano, costruito in pietra di medolo, marmo e mattoni e viene ampliato tra I e III secolo. La cavea, l’ampio spazio destinato agli spettatori, parzialmente adagiata sul declivio del colle Cidneo, accoglie il visitatore, suggerendo le emozioni delle antiche rappresentazioni. L’impianto dell’edificio risale all’età augustea ed è stato oggetto nei secoli di ampliamenti e arricchimenti. Il teatro venne utilizzato sino all’età tardo antica fino al XI e il XII secolo, quando il teatro crollò, probabilmente a causa di un terremoto, e l’edificio divenne una cava a cielo aperto; Nel XII secolo è documentato un suo utilizzo come luogo per pubbliche udienze, ma lo stato di abbandono in cui versava e il dilavamento della terra dal colle ne determinarono il progressivo e definitivo interro. Si tratta di una preziosissima testimonianza della Brixia Storica, di fatti è Patrimonio dell'UNESCO; è accessibile durante le visite all’area archeologica, il Teatro Romano è oggi location per rassegne estive di concerti e spettacoli. Di notevole dimensioni, si stima che potesse contenere fino a 15.000 persone.

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