FILOSOFIA E ANTROPOLOGIA
RENATO CARTESIO Padre del razionalismo moderno
Viene comunemente ritenuto il fondatore del pensiero filosofico moderno: la sua figura racchiude in filosofia il passaggio dal Rinascimento all’età moderna. Fu anche un grandissimo scienziato in campo matematico: a lui dobbiamo la fondazione della geometria analitica con l’invenzione dei cosiddetti assi cartesiani.
"Cogito Ergo Sum"
LA NUOVA SCIENZA FILOSOFICA E IL METODO
LA VITA
L'esistenza di dio
dualismo tra anima e corpo
LA VITA
René Descartes, noto in italiano come Cartesio, nacque nel 1596 a La Haye, nella regione francese della Turenna. Proveniente da una famiglia borghese piuttosto ricca, dopo gli studi dai gesuiti si laureò in diritto nel 1616. Nel 1618 si arruolò nell’esercito dei Paesi Bassi per combattere in Germania nella Guerra dei Trent’anni. Durante quel periodo cominciò a elaborare i principi di una scienza nuova, che avesse un unico metodo – strutturato come quello della matematica – valido per tutti i campi del sapere.
Lasciata la carriera militare, nel 1628 Cartesio decise di elaborare una nuova filosofia. Nel 1637, pubblicò tre saggi scientifici (La Diottrica, Le Meteore e La Geometria) che erano preceduti da una prefazione intitolata Discorso sul metodo. Nel settembre 1649 raggiunse Stoccolma, dove morì nel febbraio 1650 in seguito una broncopolmonite.
LA NUOVA SCIENZA FILOSOFICA E IL METODO
Secondo Cartesio, per elaborare una nuova scienza filosofica era necessario un metodo, che si ispirasse (1) a quello della matematica: le verità filosofiche, secondo lui, si possono dimostrare seguendo gli stessi passaggi di un teorema (2) matematico, perché con la ragione si raggiunge una conoscenza certa. I quattro fondamenti, o regole, del metodo furono illustrati nel "Discorso sul metodo" (1637) sono:
- evidenza (non considerare vera una cosa a meno che non ti sembri tale senza il minimo dubbio (3)),
- analisi (dividi ogni problema complesso in parti più piccole e semplici),
- sintesi (organizza i pensieri con ordine, procedendo dagli oggetti più semplici a quelli più complessi),
- enumerazione (rivedi i passaggi dimostrativi per controllare di non aver dimenticato o sbagliato nulla).
Il percorso che conduce alla conoscenza inizia quindi col dubbio: è necessario dubitare su tutto e considerare provvisoriamente (4) tutto come falso. Nel momento in cui stiamo dubitando stiamo, certamente, anche pensando: se dubito, esisto in quanto entità (5) che pensa e, quindi, sono un essere pensante. Da questa affermazione, Cartesio fa derivare una delle sue frasi più famose: Cogito, ergo sum, cioè «penso (dubito), e quindi sono (esisto)». Dal Cogito Cartesio fa emergere il suo primo – e fondamentale – criterio di verità: «le cose che noi concepiamo molto chiaramente e molto distintamente sono tutte vere».
(1) Ispirare: far riferimento (2) Teorema: qualunque proprietà che può essere dimostrata logicamente (3) Dubbio: che non da' la possibilità di una soluzione unica e definitiva (4) Provvisoriamente: per un periodo limitato e definito (5) Entità: individuo
L'ESISTENZA DI DIO
Secondo Cartesio le cose che percepiamo (1) molto chiaramente sono vere: oltre al fatto di essere un io pensante, però, c’è un’altra idea che avvertiamo chiaramente, l’idea di Dio come essere eterno, infinito, perfetto, onnipotente (2) e creatore. L’essere umano, limitato e imperfetto, non può aver originato l'idea di Dio, dunque, l’idea chiara e distinta di infinito è innata (3) nell’uomo e deve avere la sua origine in un essere infinito e perfetto (Dio appunto), che l’ha messa in noi. Cartesio è dunque sicuro dell’esistenza di Dio! Secondo Cartesio esistono due forme diverse di realtà, o due “sostanze”:
- la "res extensa", cioè la materia;
- la "res cogitans", cioè la mente, l’anima.
Mentre l’anima può solo pensare, e quindi non occupa alcuno spazio fisico ed è indivisibile, la materia occupa spazio e può essere divisa in parti più piccole, ma non ha alcuna coscienza. Entrambe queste sostanze derivano da Dio, ma sono indipendenti tra loro.
1. Percepire: acquisire coscienza di qualcosa 2. Eterno (esteso nel tempo senzia inizio nè fine), Infinito (esente da limiti di quantità, estensione e durata), Onnipotente (che ha potenza assoluta e senza limiti) 3. Innato: presente al di fuori di ogni acquisizione dell'esperienza
DUALISMO TRA ANIMA E CORPO
Anche l'uomo può essere descritto come una macchina: le funzioni vitali e il sistema nervoso, infatti, possono essere descritti in termini meccanicistici (1). In questo senso, la morte non è altro che la fine del funzionamento della macchina umana.
Secondo Cartesio – come per Platone - esiste, nell’essere umano, un dualismo (2) tra il corpo umano – res extensa (che è una macchina) e l’anima - res cogitans: corpo e anima si uniscono, però, attraverso la ghiandola pineale, posta al centro del cervello. Questa ghiandola consente un continuo processo di azione e reazione tra “anima”, che è superiore, e “corpo”. Solo gli esseri umani, però, secondo il filosofo francese hanno un’anima: gli animali, invece, posseggono solo un corpo fisico.
(1) Meccanicistico: che tende a spiegare le proprietà degli oggetti e dei processi del mondo fisico in termini esclusivamente meccanici (2) Dualismo: presenza di due principi importatnti, in relazione tra loro per integrarsi o per opposizione
CARTESIO
Maria Carmela Pulvir
Created on November 21, 2023
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FILOSOFIA E ANTROPOLOGIA
RENATO CARTESIO Padre del razionalismo moderno
Viene comunemente ritenuto il fondatore del pensiero filosofico moderno: la sua figura racchiude in filosofia il passaggio dal Rinascimento all’età moderna. Fu anche un grandissimo scienziato in campo matematico: a lui dobbiamo la fondazione della geometria analitica con l’invenzione dei cosiddetti assi cartesiani.
"Cogito Ergo Sum"
LA NUOVA SCIENZA FILOSOFICA E IL METODO
LA VITA
L'esistenza di dio
dualismo tra anima e corpo
LA VITA
René Descartes, noto in italiano come Cartesio, nacque nel 1596 a La Haye, nella regione francese della Turenna. Proveniente da una famiglia borghese piuttosto ricca, dopo gli studi dai gesuiti si laureò in diritto nel 1616. Nel 1618 si arruolò nell’esercito dei Paesi Bassi per combattere in Germania nella Guerra dei Trent’anni. Durante quel periodo cominciò a elaborare i principi di una scienza nuova, che avesse un unico metodo – strutturato come quello della matematica – valido per tutti i campi del sapere.
Lasciata la carriera militare, nel 1628 Cartesio decise di elaborare una nuova filosofia. Nel 1637, pubblicò tre saggi scientifici (La Diottrica, Le Meteore e La Geometria) che erano preceduti da una prefazione intitolata Discorso sul metodo. Nel settembre 1649 raggiunse Stoccolma, dove morì nel febbraio 1650 in seguito una broncopolmonite.
LA NUOVA SCIENZA FILOSOFICA E IL METODO
Secondo Cartesio, per elaborare una nuova scienza filosofica era necessario un metodo, che si ispirasse (1) a quello della matematica: le verità filosofiche, secondo lui, si possono dimostrare seguendo gli stessi passaggi di un teorema (2) matematico, perché con la ragione si raggiunge una conoscenza certa. I quattro fondamenti, o regole, del metodo furono illustrati nel "Discorso sul metodo" (1637) sono:
- evidenza (non considerare vera una cosa a meno che non ti sembri tale senza il minimo dubbio (3)),
- analisi (dividi ogni problema complesso in parti più piccole e semplici),
- sintesi (organizza i pensieri con ordine, procedendo dagli oggetti più semplici a quelli più complessi),
- enumerazione (rivedi i passaggi dimostrativi per controllare di non aver dimenticato o sbagliato nulla).
Il percorso che conduce alla conoscenza inizia quindi col dubbio: è necessario dubitare su tutto e considerare provvisoriamente (4) tutto come falso. Nel momento in cui stiamo dubitando stiamo, certamente, anche pensando: se dubito, esisto in quanto entità (5) che pensa e, quindi, sono un essere pensante. Da questa affermazione, Cartesio fa derivare una delle sue frasi più famose: Cogito, ergo sum, cioè «penso (dubito), e quindi sono (esisto)». Dal Cogito Cartesio fa emergere il suo primo – e fondamentale – criterio di verità: «le cose che noi concepiamo molto chiaramente e molto distintamente sono tutte vere».(1) Ispirare: far riferimento (2) Teorema: qualunque proprietà che può essere dimostrata logicamente (3) Dubbio: che non da' la possibilità di una soluzione unica e definitiva (4) Provvisoriamente: per un periodo limitato e definito (5) Entità: individuo
L'ESISTENZA DI DIO
Secondo Cartesio le cose che percepiamo (1) molto chiaramente sono vere: oltre al fatto di essere un io pensante, però, c’è un’altra idea che avvertiamo chiaramente, l’idea di Dio come essere eterno, infinito, perfetto, onnipotente (2) e creatore. L’essere umano, limitato e imperfetto, non può aver originato l'idea di Dio, dunque, l’idea chiara e distinta di infinito è innata (3) nell’uomo e deve avere la sua origine in un essere infinito e perfetto (Dio appunto), che l’ha messa in noi. Cartesio è dunque sicuro dell’esistenza di Dio! Secondo Cartesio esistono due forme diverse di realtà, o due “sostanze”:
- la "res extensa", cioè la materia;
- la "res cogitans", cioè la mente, l’anima.
Mentre l’anima può solo pensare, e quindi non occupa alcuno spazio fisico ed è indivisibile, la materia occupa spazio e può essere divisa in parti più piccole, ma non ha alcuna coscienza. Entrambe queste sostanze derivano da Dio, ma sono indipendenti tra loro.1. Percepire: acquisire coscienza di qualcosa 2. Eterno (esteso nel tempo senzia inizio nè fine), Infinito (esente da limiti di quantità, estensione e durata), Onnipotente (che ha potenza assoluta e senza limiti) 3. Innato: presente al di fuori di ogni acquisizione dell'esperienza
DUALISMO TRA ANIMA E CORPO
Anche l'uomo può essere descritto come una macchina: le funzioni vitali e il sistema nervoso, infatti, possono essere descritti in termini meccanicistici (1). In questo senso, la morte non è altro che la fine del funzionamento della macchina umana. Secondo Cartesio – come per Platone - esiste, nell’essere umano, un dualismo (2) tra il corpo umano – res extensa (che è una macchina) e l’anima - res cogitans: corpo e anima si uniscono, però, attraverso la ghiandola pineale, posta al centro del cervello. Questa ghiandola consente un continuo processo di azione e reazione tra “anima”, che è superiore, e “corpo”. Solo gli esseri umani, però, secondo il filosofo francese hanno un’anima: gli animali, invece, posseggono solo un corpo fisico.
(1) Meccanicistico: che tende a spiegare le proprietà degli oggetti e dei processi del mondo fisico in termini esclusivamente meccanici (2) Dualismo: presenza di due principi importatnti, in relazione tra loro per integrarsi o per opposizione