giovanni pascoli
(San Mauro, 31 dicembre 1855-Bologna, 6 aprile 1912)
"Il sogno è l'infinita ombra del vero"
(da 'Alexandros')
-VITA
-DECADENTISMO
-OPERE
VITA
Giovanni Pascoli fu uno dei principali e importanti autori della letteratura italiana.Fu un poeta decadente pessimista, infatti la sua vita fu caratterizzata dal dolore e dal male. I temi principali presenti nelle poesie di Pascoli sono la natura, la vita contadina, la morte e il mito. Egli nacque a San Mauro di Romagna nel 1862, da una famiglia della piccola borghesia rurale. Il padre era l’amministratore di un'azienda agricola di proprietà dei principi di Torlonia. La sua vita, però, fu segnata da un tragico evento, ovvero la morte del padre Ruggero che fu ucciso a fucilate. La famiglia si trovò ad affrontare forti difficoltà economiche, così Giovanni, che sin dal 1862 era entrato a far parte in un collegio ad Urbino, dove ricevette una formazione classica, fu costretto nel 1971 ad abbandonarlo. Questo evento segnò per sempre la vita del giovane Pascoli, ed influenzò inevitabilmente tutta la sua produzione, infatti nelle sue poesie proporrà in maniera molto ricorrente il tema del nido famigliare. successivamente nel 1873 ottenne una borsa di studio presso l’università di Bologna, dove frequentò la facoltà di lettere. Dopo poco tempo morì anche la madre del poeta, e successivamente anche i due fratelli. Egli trascorse quindi la sua vita in compagnia delle sorelle Ida e Maria, stabilendo nel corso del tempo con loro delle relazioni quasi ossessive. All’università conobbe il socialista Andrea Costa, grazie al quale partecipò ai primi moti socialisti. Successivamente prenderà così parte alla manifestazione in difesa di Gaetano Bresci, a causa della quale fu incarcerato per tre mesi assieme ad altri anarchici. A causa dell’arresto terminò la sua vita politica e riprese così gli studi accademici, presso l’Università di Bologna, e nel 1882 si laurea. Cominciò così la sua attività di professore, in particolare delle materie letterarie di latino e greco. Riuscì a prendere la cattedra in sostituzione di Carducci, suo mentore. Al termine della sua carriera di insegnante tramite il prosperoso lavoro riuscì a comprare una casa a Castelvecchio dove si trasferì con le sorelle, il poeta, infatti, dopo i lutti, cercò in tutti i modi di ricreare una famiglia unita. Pascoli morì nel 1912 a seguito di un tumore al fegato e allo stomaco.
decadentismo
Pascoli fu uno dei più importanti scrittori del decadentismo. Il decadentismo fu un movimento artistico e letterario che si sviluppò in Francia e successivamente si diffuse nel resto d'Europa. Nacque tra fine dell'Ottocento e il primo decennio del Novecento e si contrappose alla razionalità del positivismo scientifico e del naturalismo. Il termine "decadentismo" deriva dall'aggettivo francese décadent, usato dal poeta francese Paul Verlaine nella lirica Langueur, pubblicata sulla rivista francese Le Chat Noir, per definire il proprio stato d'animo nei confronti della società contemporanea. Il termine ha due significati espliciti: quello negativo, usato dalla critica in senso dispregiativo, riferito alla nuova generazione dei “poeti maledetti” che davano scandalo incitando al rifiuto della morale borghese, ponendosi al di fuori della norma sia nella produzione artistica sia nella vita pratica. Il significato positivo, invece, rivendicato in seguito dai poeti stessi, era inteso come nuovo modo di pensare, come diversità ed estraneità rispetto alla società borghese. Il Decadentismo, quindi, nacque come reazione alla crisi del Positivismo e del pensiero scientifico. Inoltre, la sfiducia nella ragione, tanto esaltata prima nel Positivismo, determinò nel campo morale la crisi dei valori tradizionali generando insicurezza, scetticismo e un senso di angoscia esistenziale. I caratteri fondamentali del Decadentismo sono: - mancanza di fiducia nella ragione e nella scienza; - isolamento dalla società; - esaltazione dell'individualità, del proprio "io"; - ansia di evadere dalla realtà; - senso di crisi, morte, angoscia e solitudine; - nuovo linguaggio ricco di suoni e simboli. I decadenti,quindi, attraverso la poesia intuiscono il significato profondo della realtà, il poeta è considerato un veggente, l'unico in grado di cogliere in ciò che li circonda la verità nascosta.
pascoli e il decadentismo
Proprio per questo la poesia di Giovanni Pascoli può collocarsi all’interno del decadentismo europeo, dal momento che si identifica molto con la figura dell’intellettuale decadente.
Egli si esclude dalla società rifugiandosi nel suo nido, rifiutando il mondo esterno.
La poetica del Pascoli interpretò la direzione più "tranquilla" del movimento decadentista.
Infatti molte delle sue poesie prendono spunto dalla "piccole cose" della vita umile e comune, una vita avvolta nel mistero e nella sofferenza.
Per il Pascoli comunque la vita non è un dramma, ma piuttosto una ricerca del doppio significato delle piccole cose, un significato che lo può scoprire solo un poeta, che, con la sensibilità e lo stupore di un fanciullino che scopre per la prima volta il mondo, riesce ad intuire.
Soprattutto il Pascoli cerca di evidenziare il doppio significato delle cose, la loro anima, adottando un linguaggio ricco di allusioni e analogie.
Cura, inoltre, molto l'aspetto fonico, presente su due livelli: il primo livello si riferisce a quello diretto che si percepisce leggendo la poesia.
Il secondo, più profondo, lo si sente immergendosi nella poesia e cogliendone ogni suono come se fosse reale, riuscendo così a sentirsi in mezzo al contesto della poesia.
Quindi ogni parola assume un significato fonosimbolico.
tematiche
Le tematiche assunte dal Pascoli sono quelle della natura e delle piccole cose, infatti elementi come la campagna, la poetica del fanciullino o la stessa natura, vengono inserite nelle sue opere: "Canti di Castelvecchio", "Myricae", "Primi poemetti" o in "Poemetti nuovi".Anche la morte e il mistero, erano tematiche molto presenti all’interno delle sue poesie, in quanto la morte, per Pascoli, consentiva al poeta, il ricongiungimento con i propri cari morti, invece, il mistero è noto nella poesia "Nella nebbia", dove vede l'umanità come un'ombra che vaga smarrita sulla terra avvolta dal mistero. Tematiche importanti erano ovviamente anche il ricordo, il dolore, il cosmo e le impressioni (presenti nelle poesie: "Il tuono", "Il lampo", "Il temporale"). Da tale elenco delle tematiche del Pascoli, si può notare come i temi del Decadentismo siano evidenti: il ripiegamento del poeta in se stesso e nelle piccole cose, l'attrazione, mista a paura, verso l'ignoto e il mistero, il ricordo quasi continuo alla morte e la ricerca di un qualcosa al di là di questa.
"myricae" e "primi poemetti"
La prima raccolta del Pascoli uscì nel 1891 con 22 liriche (la 4° edizione del 1897 ne conteneva 156) con il nome di "Myricae".
La raccolta si caratterizza dalla presenza di argomenti semplici e modesti, che spesso ricadevano sul tema della famiglia e della vita campestre (nelle opere del Pascoli il paesaggio assume un forte significato, evidenziando anche l'animo dello scrittore stesso.)
Le due poesie più importanti di questa raccolta sono "X agosto" e "Lavandare".
La prima tratta della morte del padre, avvenuta proprio il 10 agosto dove il cielo, secondo il poeta, piange con le proprie stelle la morte di suo padre.
In questa poesia è forte la presenza del focolare domestico, della famiglia e del nido famigliare.
La seconda invece è ambientata in novembre, mese caro al poeta in quanto presenta giorni nebbiosi avvolti nel mistero, in un'atmosfera quasi sospesa tra sogno e realtà e dove un aratro abbandonato in mezzo a un campo, assume il significato simbolico di chi, come la lavandara, ha perso l'affetto che dava un senso alla propria vita.
Si può notare, quindi, che nella solitudine della donna il poeta rifletta la propria.
Nel 1897 escì la raccolta "Primi poemetti", nel 1903 quella dei "Canti di Castelvecchio" e nel 1909 una nuova raccolta, i "Nuovi poemetti".
Entrambe queste raccolte sono legate ai temi trattati in "Myricae".
Infatti anche qui sono frequenti i collegamenti alla vita dei campi e alla vita trascorsa in famiglia.
In queste raccolte le impressioni e i simboli sono ancora più presenti, vengono utilizzate anche forme dialettali, prese dal mondo contadino e, in particolare nei poemetti vengono descritte fasi importanti della vita agricola, come la mietitura e la vendemmia.
La poesia più importante presente nei "Primi poemetti" è: "Nella nebbia". All'interno della poesia viene descritto un paesaggio avvolto nebbia e nel mistero, dal quale emerge un'ombra, simbolo dell'umanità, che vaga smarrita sulla terra avvolta anch'essa dal mistero.
GIOVANNI PASCOLI
daniela
Created on November 19, 2023
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giovanni pascoli
(San Mauro, 31 dicembre 1855-Bologna, 6 aprile 1912)
"Il sogno è l'infinita ombra del vero"
(da 'Alexandros')
-VITA
-DECADENTISMO
-OPERE
VITA
Giovanni Pascoli fu uno dei principali e importanti autori della letteratura italiana.Fu un poeta decadente pessimista, infatti la sua vita fu caratterizzata dal dolore e dal male. I temi principali presenti nelle poesie di Pascoli sono la natura, la vita contadina, la morte e il mito. Egli nacque a San Mauro di Romagna nel 1862, da una famiglia della piccola borghesia rurale. Il padre era l’amministratore di un'azienda agricola di proprietà dei principi di Torlonia. La sua vita, però, fu segnata da un tragico evento, ovvero la morte del padre Ruggero che fu ucciso a fucilate. La famiglia si trovò ad affrontare forti difficoltà economiche, così Giovanni, che sin dal 1862 era entrato a far parte in un collegio ad Urbino, dove ricevette una formazione classica, fu costretto nel 1971 ad abbandonarlo. Questo evento segnò per sempre la vita del giovane Pascoli, ed influenzò inevitabilmente tutta la sua produzione, infatti nelle sue poesie proporrà in maniera molto ricorrente il tema del nido famigliare. successivamente nel 1873 ottenne una borsa di studio presso l’università di Bologna, dove frequentò la facoltà di lettere. Dopo poco tempo morì anche la madre del poeta, e successivamente anche i due fratelli. Egli trascorse quindi la sua vita in compagnia delle sorelle Ida e Maria, stabilendo nel corso del tempo con loro delle relazioni quasi ossessive. All’università conobbe il socialista Andrea Costa, grazie al quale partecipò ai primi moti socialisti. Successivamente prenderà così parte alla manifestazione in difesa di Gaetano Bresci, a causa della quale fu incarcerato per tre mesi assieme ad altri anarchici. A causa dell’arresto terminò la sua vita politica e riprese così gli studi accademici, presso l’Università di Bologna, e nel 1882 si laurea. Cominciò così la sua attività di professore, in particolare delle materie letterarie di latino e greco. Riuscì a prendere la cattedra in sostituzione di Carducci, suo mentore. Al termine della sua carriera di insegnante tramite il prosperoso lavoro riuscì a comprare una casa a Castelvecchio dove si trasferì con le sorelle, il poeta, infatti, dopo i lutti, cercò in tutti i modi di ricreare una famiglia unita. Pascoli morì nel 1912 a seguito di un tumore al fegato e allo stomaco.
decadentismo
Pascoli fu uno dei più importanti scrittori del decadentismo. Il decadentismo fu un movimento artistico e letterario che si sviluppò in Francia e successivamente si diffuse nel resto d'Europa. Nacque tra fine dell'Ottocento e il primo decennio del Novecento e si contrappose alla razionalità del positivismo scientifico e del naturalismo. Il termine "decadentismo" deriva dall'aggettivo francese décadent, usato dal poeta francese Paul Verlaine nella lirica Langueur, pubblicata sulla rivista francese Le Chat Noir, per definire il proprio stato d'animo nei confronti della società contemporanea. Il termine ha due significati espliciti: quello negativo, usato dalla critica in senso dispregiativo, riferito alla nuova generazione dei “poeti maledetti” che davano scandalo incitando al rifiuto della morale borghese, ponendosi al di fuori della norma sia nella produzione artistica sia nella vita pratica. Il significato positivo, invece, rivendicato in seguito dai poeti stessi, era inteso come nuovo modo di pensare, come diversità ed estraneità rispetto alla società borghese. Il Decadentismo, quindi, nacque come reazione alla crisi del Positivismo e del pensiero scientifico. Inoltre, la sfiducia nella ragione, tanto esaltata prima nel Positivismo, determinò nel campo morale la crisi dei valori tradizionali generando insicurezza, scetticismo e un senso di angoscia esistenziale. I caratteri fondamentali del Decadentismo sono: - mancanza di fiducia nella ragione e nella scienza; - isolamento dalla società; - esaltazione dell'individualità, del proprio "io"; - ansia di evadere dalla realtà; - senso di crisi, morte, angoscia e solitudine; - nuovo linguaggio ricco di suoni e simboli. I decadenti,quindi, attraverso la poesia intuiscono il significato profondo della realtà, il poeta è considerato un veggente, l'unico in grado di cogliere in ciò che li circonda la verità nascosta.
pascoli e il decadentismo
Proprio per questo la poesia di Giovanni Pascoli può collocarsi all’interno del decadentismo europeo, dal momento che si identifica molto con la figura dell’intellettuale decadente. Egli si esclude dalla società rifugiandosi nel suo nido, rifiutando il mondo esterno. La poetica del Pascoli interpretò la direzione più "tranquilla" del movimento decadentista. Infatti molte delle sue poesie prendono spunto dalla "piccole cose" della vita umile e comune, una vita avvolta nel mistero e nella sofferenza. Per il Pascoli comunque la vita non è un dramma, ma piuttosto una ricerca del doppio significato delle piccole cose, un significato che lo può scoprire solo un poeta, che, con la sensibilità e lo stupore di un fanciullino che scopre per la prima volta il mondo, riesce ad intuire. Soprattutto il Pascoli cerca di evidenziare il doppio significato delle cose, la loro anima, adottando un linguaggio ricco di allusioni e analogie. Cura, inoltre, molto l'aspetto fonico, presente su due livelli: il primo livello si riferisce a quello diretto che si percepisce leggendo la poesia. Il secondo, più profondo, lo si sente immergendosi nella poesia e cogliendone ogni suono come se fosse reale, riuscendo così a sentirsi in mezzo al contesto della poesia. Quindi ogni parola assume un significato fonosimbolico.
tematiche
Le tematiche assunte dal Pascoli sono quelle della natura e delle piccole cose, infatti elementi come la campagna, la poetica del fanciullino o la stessa natura, vengono inserite nelle sue opere: "Canti di Castelvecchio", "Myricae", "Primi poemetti" o in "Poemetti nuovi".Anche la morte e il mistero, erano tematiche molto presenti all’interno delle sue poesie, in quanto la morte, per Pascoli, consentiva al poeta, il ricongiungimento con i propri cari morti, invece, il mistero è noto nella poesia "Nella nebbia", dove vede l'umanità come un'ombra che vaga smarrita sulla terra avvolta dal mistero. Tematiche importanti erano ovviamente anche il ricordo, il dolore, il cosmo e le impressioni (presenti nelle poesie: "Il tuono", "Il lampo", "Il temporale"). Da tale elenco delle tematiche del Pascoli, si può notare come i temi del Decadentismo siano evidenti: il ripiegamento del poeta in se stesso e nelle piccole cose, l'attrazione, mista a paura, verso l'ignoto e il mistero, il ricordo quasi continuo alla morte e la ricerca di un qualcosa al di là di questa.
"myricae" e "primi poemetti"
La prima raccolta del Pascoli uscì nel 1891 con 22 liriche (la 4° edizione del 1897 ne conteneva 156) con il nome di "Myricae". La raccolta si caratterizza dalla presenza di argomenti semplici e modesti, che spesso ricadevano sul tema della famiglia e della vita campestre (nelle opere del Pascoli il paesaggio assume un forte significato, evidenziando anche l'animo dello scrittore stesso.) Le due poesie più importanti di questa raccolta sono "X agosto" e "Lavandare". La prima tratta della morte del padre, avvenuta proprio il 10 agosto dove il cielo, secondo il poeta, piange con le proprie stelle la morte di suo padre. In questa poesia è forte la presenza del focolare domestico, della famiglia e del nido famigliare. La seconda invece è ambientata in novembre, mese caro al poeta in quanto presenta giorni nebbiosi avvolti nel mistero, in un'atmosfera quasi sospesa tra sogno e realtà e dove un aratro abbandonato in mezzo a un campo, assume il significato simbolico di chi, come la lavandara, ha perso l'affetto che dava un senso alla propria vita. Si può notare, quindi, che nella solitudine della donna il poeta rifletta la propria. Nel 1897 escì la raccolta "Primi poemetti", nel 1903 quella dei "Canti di Castelvecchio" e nel 1909 una nuova raccolta, i "Nuovi poemetti". Entrambe queste raccolte sono legate ai temi trattati in "Myricae". Infatti anche qui sono frequenti i collegamenti alla vita dei campi e alla vita trascorsa in famiglia. In queste raccolte le impressioni e i simboli sono ancora più presenti, vengono utilizzate anche forme dialettali, prese dal mondo contadino e, in particolare nei poemetti vengono descritte fasi importanti della vita agricola, come la mietitura e la vendemmia. La poesia più importante presente nei "Primi poemetti" è: "Nella nebbia". All'interno della poesia viene descritto un paesaggio avvolto nebbia e nel mistero, dal quale emerge un'ombra, simbolo dell'umanità, che vaga smarrita sulla terra avvolta anch'essa dal mistero.