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Capitoli 1 e 2 audiovisivo
Alina Vitale
Created on November 19, 2023
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Transcript
Il digitale nella rappresentazione grafica
Vitale Alina, Perrone Nicole, Bisignano Oriana, De Costanzo Camilla, Kotiliarova Irina
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L'immagine grafica digitale
Nell'ambito dell'immagine grafica digitale si possono distinguere due tipologie di immagini:
- raster;
- vettoriali.
L'immagine raster
L'immagine raster è una griglia, o matrice, composta da tanti punti detti pixel che sono gli elementi costruttivi dell’immagine e possiedono le informazioni di colore o intensità espressi in bit. Un’immagine raster non può subire trasformazioni geometriche, come zoom e ridimensionamento, senza la perdita di informazioni (se ad esempio volessimo fare uno zoom in un punto preciso dell’immagine, essa risulterà sgranata, dunque presenterà delle scalettature, detto aliasing).
I bit
La parola bit in informatica indica la componente elementare dei dati, cioè la minima unità di informazione. Un bit può assumere soltanto due stati, convenzionalmente identificati dai valori 0 e 1. La sequenza di bit più comune è rappresentata dal byte, formato da otto bit.
L'immagine vettoriale
L’immagine vettoriale è composta da un insieme di tracciati che si snodano in punti di ancoraggio, tutti i tracciati iniziano e finiscono con un nodo. Le immagini vettoriali, a differenza di quelle raster, non subiscono nessuna perdita di informazioni grazie a delle equazioni matematiche e formule geometriche perché non si tratta di ingrandire o rimpicciolire la griglia di pixel, ma di ingrandire o rimpicciolire linee e curve secondo formule matematiche.
I formati dell'immagine digitale
Per ridurre il peso di un file immagine è opportuno comprimere l’immagine però mantenendo delle sue caratteristiche specifiche. I formati si suddividono in tre grandi categorie, perché ogni formato indica una tipologia distinta di compressione:
- senza compressione;
- compressione lossless;
- cpmpressione lossy.
I formati raster
Grazie a dei software specifici è possibile generare, importare o esportare immagini raster in vari formati.
JPEG (Joint Photographic Experts Group) Si tratta di un formato standard per la compressione di file immagine con perdita di dati. Il JPEG non è il formato migliore per la stampa di immagini ad alta risoluzione, è spesso utilizzato per archiviazione e trasmissioni di immagini sul web. È un formato lossy.
RAW E' un formato compresso delle fotocamere di fascia medio-alta. La compressione è lossless, dunque non c’è alcuna perdita di informazioni dell’immagine.
DNG (Digital Negative) Il negativo digitale è un formato universale NON compresso che contiene sia i dati da fotocamera di RAW, sia i relativi metadati Exif. È ideale per l’archiviazione a lungo termine.
I formati raster
JPEG 2000 Formato sviluppato per migliorare la scarsa resa di JPEG per quanto riguarda la compressione di immagini con testo. Esso è in grado di supportare diversi tipi di immagini in ambito medico, nell’archiviazione di immagini e nelle applicazioni mobile. Supporta sia la compressione lossy che quella lossless.
GIF (Graphics Interchange Format) E' un formato raster concepito inizialmente per la facciale trasmissione e visualizzazione dell’immagine. Il formato di GIF è caratterizzato da una perdita di informazioni rispetto ad altri formati raster.
TIFF (Tagged Image File Format) Formato con compressione lossless, ideato per l’archiviazione e lo scambio di immagini raster. Perfetto se si vuole stampare un’immagine da 16 bit.
I formati raster
PSD (PhotoShop Document) Formato compresso lossless ed ha la capacità di archiviare tutte le caratteristiche di Adobe Photoshop (livelli, effetti, maschere, ecc.).
PNG (Portable Network Graphics) Formato raster lossless, dunque senza perdita di dati, ed è utilizzato come alternativa migliore a GIF.
I formati vettoriali
I formati vettoriali hanno una maggiore compressione di dati rispetto a quelli raster ed occupano meno memoria.
PDF (Portable Document Format) E' un formato flessibile, particolarmente adatto alla descrizione di pagine e immagini, consente dunque di visualizzare e condividere documenti con testi, font, elementi grafici vettoriali, bitmap e impaginazioni. Esso, però, non è compatibile con altri formati concepiti esclusivamente per le immagini; infatti, un formato PDF prevede diversi gradi di compressione a seconda del suo utilizzo.
PS (PostScript) Non si tratta propriamente di un formato immagine, ma di un linguaggio di programmazione che descrive molto accuratamente l’aspetto di una pagina e dei suoi elementi di grafica vettoriale (come i font di testo, le immagini bitmap per la stampa o per la visualizzazione a schermo).
EPS (Encapsulated PostScript) Formato PS a bassa risoluzione e permette al file di essere visualizzato senza essere interpretato dal PS.
I formati vettoriali
SVG (Scalable Vector Graphics) Si tratta di un formato vettoriale utilizzato per grafica web bastato sul linguaggio di marcatura XML (esso è un file di testo standard che utilizza tag personalizzati). È un formato che viene maggiormente utilizzato da coloro che lavorano con il web.
AI (Adobe Illustrator) Formato proprietario di Adobe per le immagini vettoriali, esso può essere visualizzati solo da programmi di terze parti e solo in parte modificarli.
Il sensore nel processo di digitalizzazione
Dall'immagine analogica all'immagine digitale
La produzione di un'immagine digitale è fondata sulla trasformazione di informazioni la quale risulta impercettibile, in una serie di cifre binarie. Questo processo, chiamato digitalizzazione, avviene all'interno della fotocamera digitale, per mezzo del sensore. La luce proveniente della realtà inquadrata, viene proiettata nei singoli fotositi. Ogni singola unità viene analizzata e trasformata in pixel . Così le immagini vengono processate e salvate in un file con un formato stabilito.
I sensori
Nella fotocamera digitale la formazione dell'immagine dipende dal sensore ; la luce, passando attraverso l'obiettivo, finisce sul sensore e viene immagazzinata in ogni fotosito come carica elettrica. Da ogni fotone si sviluppano elettroni che generano tensione elettrica, che viene trasformata in segnali digitali da un convertitore analogico. Per ottenere il colore davanti al sensore viene posto un filtro colore. Si può affermare che esistono due tipi di sensori: il CCD e il CMOS. Sono composti entrambi da:
- un filtro di colore;
- un amplificatore del segnale;
- un convertitore analogico/digitale;
- una matrice di fotositi.