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SISTEMA MUSCOLARE
LIUZZI NOEMI
Created on November 19, 2023
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Transcript
Il sistema muscolare
INDICE
SISTEMA MUSCOLARE
IL LAVORO MUSCOLARE
TONO MUSCOLARE
FIBRE MUSCOLARI
MUSCOLO SCHELETRICO
MODALITA DI RECLUTAMENTO
CICLO DI STIRAMENTO E ACCORCIAMENTO
L' ORGANIZZAZIONE DEL SISTEMA MUSCOLARE
UNA CARATTERISTICA DEL SISTEMA MUSCOLARE LA CONTRAZIONE CHE AVVIENE QUANDO I FILAMENTI PROTEICI DI CUI COMPOSTO IL MUSCOLO SCORRONO UNI SUGLI ALTRI IN SEGUITO A UNO STIMOLO NERVOSO IN QUESTO MODO SI CREA UNA LEVA OSSEA PERMETTENDO COSI DI MUOVERE IL CORPO E DI MANTENERLO IN UNA DETERMINATA POSIZIONE UN ESEMPIO PUO ESSERE QUANDO NOI DIAMO UN CALCIO AL PALLONE
I TIPI DI MUSCOLI
muscoli lisci viscerali: sono involontari e rivestono le pareti interne di organi come lo stomaco e l'intestino; muscoli striati cardiaci: costituiscono il cuore, che sappiamo essere un muscolo involontario; muscoli striati scheletrici: tutti quelli che controlliamo volontariamente e che sono atti al movimento.
LE PROPRIETA DEL MUSCOLO
Keywords
muscoli possiedono tre proprietà fondamentali: l'elasticità, cioè la capacità delle fibre muscolari di aumentare la loro lunghezza; la contrattilità, cioè la capacità delle fibre muscolari di ridurre la loro lunghezza; l'eccitabilità, cioè la capacità delle fibre muscolari di reagire agli stimoli nervosi.
- CONTRATTILITAù
- ESTENSIBILITA
- ELASTICITA
- ECCITABILITA
LE FIBRE MUSCOLARI
LA FIBRA MUSCOLARE
Ciascuna fibra è composta da varie subunità: Sarcolemma: membrana cellulare della fibra muscolare. Miofibrille: Unità funzionale del muscolo composta da miofilamenti. Sarcoplasma: matrice fluida in cui sono immerse le miofibrille. Sarcomero: la porzione di miofibrilla compresa tra due dischi Z.
In linea di massima possiamo distinguere due tipi di fibra muscolare: il tipo I, a contrazione lenta, e il tipo II, che invece è veloce. Il tipo II si può ulteriormente suddividere in due: tipo IIa (ossidativo) e tipo IIx (glicolitico), che danno origine a tre tipi di fibre.
ORGANIZZAZIONE DEL MUSCOLO SCHELETRICO
Agonisti: realizzano l’azione. •Antagonisti: svolgono l’azione opposta degli agonisti. •Sinergici: concorrono alla realizzazione di un’azione.
In base alla forma: - fusiformi: le fibre sono parallele alla lunghezza; - pennati: le fibre sono disposte obliquamente sui due lati del tendine; - semipennati: le fibre sono disposte su un solo lato del tendine; - triangolari: sono appiattiti e con piccolo tendine a un'estremità; - nastriformi: le fibre sono parallele alla lunghezza e interrotte da più inserzioni tendinee; -digastrici: hanno un tratto tendineo intermedio tra i ventri muscolari.
Azione principale •Azione secondaria •Azione di neutralizzazione •Azione di fissazione
a: presa a pollici in fuori (o supinata) b: presa a pollici in dentro (o pronata)
Per eliminare l'azione secondaria di un muscolo è necessario talvolta l'intervento di un ulteriore gruppo muscolare con funzione di neutralizzazione. Per esempio, in un'abduzione dell'arto inferiore è la contrazione del tensore della fascia lata che neutralizza la rotazione esterna della coscia indotta dall'azione secondaria del piccolo e medio gluteo.
In altri casi può essere necessaria una contrazione per bloccare alcune articolazioni in una posizione e poter svolgere determinate azioni. Nel tiro con l'arco è il deltoide che stabilizza arto superiore e attrezzo svolgendo una funzione di fissazione, effettua cioè un'azione di blocco del braccio che, ai fini dell'azione, deve rimanere fermo e stabile
IL LAVORO MUSCOLARE
La contrazione concentrica è una contrazione dinamica in accorciamento: il muscolo si accorcia e le inserzioni muscolari si avvicinano perché la forza muscolare è superiore alla forza esterna. Si dice concentrica perché il muscolo avvicinando le sue estremità, per effetto dello scivolamento dei filamenti proteici, si ingrossa, si "concentra" verso il centro
Nella contrazione isometrica esiste un equilibrio tra la forza muscolare e quella esterna. Questo equilibrio non permette alcun riavvicinamento delle estremità opposte del muscolo: non c'è quindi movimento esterno.
Nella contrazione eccentrica, quando la forza esterna è più grande della forza muscolare applicata, si crea un disequilibrio per cui il muscolo, pur contraendosi, è costretto ad allungarsi. Si produce cioè un movimento con allontanamento di origine e inserzione del muscolo in contrazione. È una contrazione in allungamento che rallenta o resiste al movimento. Si può osservare questo fenomeno a livello della coscia in occasione di un attcrraggio da un salto in basso. Per contrastare la pesantezza che avrebbe la tendenza a farci schiacciare al suolo, il quadricipite (muscolo estensore del ginocchio) si contrae per frenare l'atterraggio, ma la forza esterna [peso del soggetto
Il tono muscolare
Un minimo livello di contrazione muscolare permane anche a riposo, per cui un muscolo, sebbene rilasciato, oppone resistenza allo stiramento: è il tono muscolare. Esso è determinato da due componenti: 1. passiva, dovuta al fatto che anche a riposo alcuni ponti tra actina e miosina rimangono attivi; 2. attiva, indotta da una continua attività riflessa del sistema nervoso. I muscoli nei quali si riscontra un tono muscolare eccessivo vengono definiti ipertonie! o spastici. Al contrario, un abbassamento di tono è detto ipotonia, mentre la sua mancanza in caso d'interruzione delle fibre nervose motorie rende i muscoli flaccidi, come succede per esempio se in un trauma alla colonna vertebrale si verifica un'interruzione delle fibre nervose motorie. II calore riduce il tono muscolare producendo un'azione di rilasciamento sul muscolo, detta miorilassante; il freddo lo aument
IL. RECLUTAMENTO SPAZIALE E TEMPORALE All'aumentare della richiesta di forza necessaria per svolgere un compito motorio, viene reclutato un sempre maggior numero di UM e quindi di fibre. Questo maggior coinvolgimento di fibre varia in funzione dell'intensità del livello di forza richiesto: prima vengono reclutate le fibre lente di tipo I e poi se necessario, in successione, le fibre Ila e le llb più veloci. Solo in caso di movimenti esplosivi, cioè estremamente dinamici, come nei salti, vengono reclutate subito le fibre velo mentre quella temporale è basata sull'aumento della frequenza di scarica
la "legge del tutto o nulla": o si contraggono tutte le fibre dell'UM, oppure tutte rimangono a riposo. I
IL CICLO STIRAMENTO-ACCORCIAMENTO La particolare proprietà del muscolo di immagazzinare e restituire energia elastica viene chiamata ciclo stiramento-accorciamento. Tutti noi sfruttiamo il ciclo stiramento-accorciamento del muscolo in moltissime azioni: quando corriamo, saltiamo, lanciamo ecc. È necessario però che vengano rispettate alcune condizioni: 1. il passaggio da fase eccentrica a fase concentrica del movimento deve essere il più rapido possibile; 2. il muscolo interessato deve essere allungato eccentricamente in modo estremamente rapido; 3. l'ampiezza del contromovimento deve essere ridotta; ^-. è necessaria un'ottimale coordinazione tra muscolatura antagonista e agonista
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