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Canto 32 Inferno
SEBASTIAN DELLAERA
Created on November 18, 2023
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Transcript
Divina Commedia
L'INFERNO
Canto XXXII
INDICE
SINTESI
AMBIENTAZIONE
Personaggi
COMMENTO
AMBIENTAZIONE
Ci troviamo nel nono cerchio dell'Inferno. Qui si trovano le anime dei traditori: Dante e Virgilio attraversano la prima zona (traditori dei parenti) e la seconda zona (traditori della patria), ovvero la Caina e l'Antenora. Le vicende narrate in questo canto si svolgono nel tardo pomeriggio del Sabato Santo del 1300.
PERSONAGGI
VIRGILIO
F.LLi DEGLI ALBERTI
DANTE
Alessandro e Napoleone. Si uccidono a vicenda a causa delle opposte ideologie politiche (uno guelfo, l'altro ghibellino).
Il maggiore poeta latino, prosgue nel suo compito di guida nel viaggio di Dante. In questo canto ha un ruolo marginale.
Autore e protagonista dell'opera, invoca le muse all'inizio del canto a causa dell'inadeguatezza della lingua per quel luogo.
PERSONAGGI
BUOSO DA DUERA
CAMICIONE DE' PAZZI
BOCCA DEGLI ABATI
Uccise a tradimento il suo congiunto Ubertino per impadronirsi forse di alcune fortezze che avevano in comune.
Nella lotta tra Svevi e Angioini si fece corrompere dai Francesi facilitandone la vittoria a Benevento.
Guelfo, nella battaglia di Montaperti tagliò la mano al portainsegna guelfo e divenne Ghibellino.
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SINTESI
Il canto ha inizio con l'invocazione delle Muse: Dante, infatti, dichiara l'inadeguatezza della lingua a descrivere un luogo così orrido. Dante si appresta a descrivere la Caina, la prima zona del lago di Cocito e del IX cerchio: il lago è totalmente ghiacciato, più del "Danoia in Osterlicchi e del Tanai", e se anche su di esso cadessero monti altissimi la superficie non si incrinerebbe; i dannati sono imprigionati nel ghiaccio fino al viso, sono livide per il freddo e battono i denti come cicogne; essi tengono la faccia rivolta all'ingiù e versano lacrime verso il basso. Dante e Virgilio vengono invitati da un'anima a prestare attenzione durante la traversata in modo da non calpestare i dannati.
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SINTESI
Dante vede ai suoi piedi due dannati imprigionati nel ghiaccio e molto vicini tra loro. Essi sollevano il collo per guardare Dante, ma così facendo le lacrime si ghiacciano e sbarrano i loro occhi. I due reagiscono rabbiosamente, cozzando la testa fra loro. Un altro dannato chiede a Dante il motivo per cui continua ad osservarli e spiega che i due dannati furono fratelli e figli di Alberto di Mangona: nessun dannato merita tale pena più di loro. Il dannato nomina dunque altri compagni di pena, e conclude presentando sé stesso come Camicione de' Pazzi, che attende l'arrivo del parente Carlino nella zona Antenòra e la cui colpa, più grave, farà apparire minore la sua.
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SINTESI
Entrati nell'Antenora, Dante urta con il piede la testa di un dannato che piangendo lo sgrida. Questi chiede a Dante perché lo calpesta, alludendo alla battaglia di Montaperti. Ne nasce un battibecco in cui Dante afferra il dannato per i capelli intimandogli di dire il proprio nome, ma quest'ultimo si ostina nel suo silenzio e gli rivolge parole di sfida. Un compagno di pena si rivolge a lui chiamandolo Bocca e invitandolo a non urlare oltre a battere i denti. Bocca si vendica dunque facendo il nome del suo smascheratore (Buoso da Duera) e di altre anime. Virgilio e Dante si allontanano, quando vedono altri due dannati, uno dei quali addenta la testa di quello che sta sotto. Dante gli chiede la ragione di tale odio, promettendogli di narrare al mondo ciò che gli dirà.
Con legno legno spranga mai non cinse forte così; ond'ei come due becchi cozzaro insieme, tanta ira li vinse...
Dante riguardo Napoleone ed Alessandro degli Alberti; vv. 49 - 51
"Omai", diss'io, "non vo' che più favelle, malvagio traditor; ch'a la tua onta io porterò di te vere novelle"...
Dante a Bocca degli Abati; vv. 109 - 111
COMMENTO
A ciò si accompagna la durezza dei temi, poiché su tutto l'episodio domina un'atmosfera cupa di violenza: anche Dante si "sostituisce" alla punizione divina e accresce la sofferenza dei peccatori. La pena del contrappasso fa probabilmente riferimento al gelo che prevalse nel cuore di questi dannati costringendoli al tradimento. La loro indole di traditori persevera anche dopo la morte, arrivando a smascherare l'dentità degli altri compagni di pena. Due dati colpiscono l'attenzione in questo Canto: uno è il silenzio di Virgilio, che per la prima e unica volta nella cantica non pronuncia nemmeno una parola; l'altro è la presenza di una coppia di traditori, i fratelli degli Alberti, che però non sono un caso isolato (Paolo e Francesca, Ulisse e Diomede, Ugolino e Ruggieri).
Il XXXII canto è interamente dedicato ai traditori, coloro che hanno peccato più gravemente e sono imprigionati nel ghiaccio di Cocito. Il Canto si apre con l'invocazione alle Muse, significativa poiché segnala un innalzamento dell'impegno poetico nella zona più aspra e terribile dell'Inferno. Infatti lo stile usato da Dante comprende "rime aspre e chiocce" e suoni duri, adatti alla descrizione del luogo: frequenti sono le rime aspre come -accia, -etti, -ecchi, -azzi, -ezzo, -este, -occa, -eschi, -uca; evidente una netta prevalenza delle consonanti c, z e t (spesso raddoppiate); il degrado di questa zona dell'Inferno è dato anche dalla frequenza di utilizzo dei sostantivi e dei verbi (155 e 165) rispetto a quella degli aggettivi (solo 30), quasi a caricarne ulteriormente la pesantezza.
COMMENTO
La prevalenza di dannati contemporanei di Dante è centrale per l'interpretazione di questo canto. Dante ne è il protagonista assoluto e la sua intenzione è quella di mostrarci i traditori del suo tempo, tra cui quelli toscani legati alle lotte politiche tra Guelfi e Ghibellini che insanguinavano l'Italia del 1200-1300. L'esempio degli Alberti riassume il quadro politico dei comuni nella loro fase calante: le due fazioni sono vicine, ma si odiano e "cozzano la testa come arieti". L'episodio di Bocca degli Abati è centrale nel Canto: il ricordo della disfatta di Montaperti era ancora vivo al tempo di Dante, e ciò spiega anche la volontà del poeta di forzare Bocca a fare il proprio nome e la violenza fisica che esercita sul dannato. Le lotte tra Guelfi e Ghibellini dominano largamente questo canto e quello successivo. Il tradimento è visto dunque come il punto più basso che un uomo possa toccare, il momento in cui il cuore umano si fredda a tal punto da voltare le spalle ai propri compagni e ai propri ideali pur di trarre ogni minimo vantaggio.
THANKS
Sebastian Dell'Aera 3°D
Il viaggio di Dante
8 aprile
9 aprile
10 aprile
11 aprile
12 aprile
13 aprile
INIZIO7/8 aprile
FINE14 aprile
"Dante e Virgilio nel Nono Cerchio dell'Inferno", Gustav Doré, 1861
Sintesi del 32° canto dell'Inferno.