Storiografia Latina
dall'eta' arcaica ad augusto
inizio
Indice
1. Eta' arcaica
2. eta' repubblicana
3. eta' augustea
1.1. Catone
2.1. sallustio
3.1. tito livio
1.2. Nevio
2.2. Cesare
1.3. Ennio
SEzione 01
L'Età Arcaica
l'inizio del percorso storiografico di Roma, tra tentativi di imitazione della cultura greca e affermazioni della propria identità latina. Si va dalla Fondazione dell'Urbe alle soglie del II sec. A.C.
Gli Autori
Un'introduzione alla storia riportata tramite gli "Annales", i primi grandi autori di Roma che si occuparono anche di storia, tra drammaturghi e politici per arrivare al "padre fondatore" della letteratura romana in senso moderno.
SEzione 02
L'Età Repubblicana
L'età dove Roma ha affermato la sua supremazia nel mondo, tra gloria e corruzione dei suoi governanti.
Cesare
Gaio Giulio Cesare nacque nel 100 a.C., aristocratico di nascita ebbe una parabola politica grandiosa che finì con le Idi di Marzo del 44 a.C. Per lui la storiografia era strumento politico e doveva essere chiara ed incisiva.
Le Opere
Maggiori Opere
De Bello Gallico
De Bello Civili
- Racconto della II Guerra Civile
- Intento propagandistico, giustificazione personale
- Esaltazione della "clementia"
- Racconto della Guerra in Gallia
- Carattere geo-etnografico
- Intento propagandistico e didattico riguardo una terra ignota
Sallustio
Gaio Sallustio Crispo nacque presso l'Aquila, nell'86.aC. Vicino a Cesare, pagò con l'espulsione dal Senato il suo pensiero antiaristocratico. Si dedicò così alla storiografia, con uno stile conciso ed espressivo.
Le Opere
Maggiori Opere
Bellum Catilinae
Bellum Iugurthinum
- Narrazione della congiura di Catilina
- Corruzione degli aristocratici
- Narrazione della guerra contro Giugurta
- Scomparsa del metus hostilis
- Corruzione degli aristocratici
SEzione 03
L'Età Augustea
L'epoca del Princeps, inizio dell'età imperiale, insieme massimo splendore e principio della fine...
Tito Livio
Nato a Padova nel 59 a.C. trascorse una vita al servizio di Augusto, lontano dalla politica. La sua grandiosa opera "Ad Urbe Condita", di cui purtroppo ci rimane ben poco, è la più lunga opera latina, dove la storia è presentata come una maestra di vita.
Le Opere
Gli Exempla
Team
Vittorio Marra
Elia Miano
Claudia Capaccio
Grazie per l'attenzione!
Pietas
L'exemplum di Numa Pompilio
L' "exemplum" di Numa Pompilio in Livio riguarda il secondo re di Roma, Numa Pompilio, noto per la sua saggezza, il suo governo pacifico e la sua devozione agli dei. Questo "exemplum" enfatizza l'importanza della religione, della giustizia e della pazienza come virtù guida per un buon governo e la stabilità di una società. Numa Pompilio viene presentato come un modello di re virtuoso che ha contribuito a plasmare l'identità morale di Roma.
Annibale
Un exemplum negativo
Tra gli exempla negativi troviamo un ritratto paradossale di Annibale, che presenta sia caratteristiche positive che negative.Tutto ciò che per i romani era considerato virtù, in Annibale viene rovesciato in vizio, in particolar modo Annibale non ha né fides né pietas.
In Tito Livio non manca però una certa ammirazione per la tenacia dimostrata da Annbale in guerra. Le due figure contrapposte di Scipione e Annibale incarnano perfettamente lo scontro tra le virtutes dei romani e i vitias dei cartaginesi.
Virtus
L'exemplum di Orazi e Curiazi
L' "exemplum" di Orazi e Curiazi è la storia di tre fratelli romani (Orazi) che combattono contro tre fratelli albanesi (Curiazi) in una sorta di duello rappresentativo organizzato per evitare spargimenti di sangue. L'exemplum mette in luce il coraggio e l'ardimento del terzo Orazio, che, pur rimanendo solo, riesce a sconfiggere i Curiazi sfruttando la loro divisione: mentre finge di fuggire, attira i tre Curiazi in posizioni separate, una volta isolati, li uccide uno alla volta.
Frugalitas
L'exemplum di Cincinnato
L' "exemplum" di Lucio Quinzio Cincinnato è l'esempio di un cittadino romano che, pur essendo un contadino, accetta di servire come dittatore per un breve periodo per salvare Roma da una minaccia esterna (Equi, Volsci e Sabini). Dopo aver ottenuto la vittoria, Cincinnato rinuncia al potere e torna alla sua vita agricola. Questo episodio sottolinea la virtù dell'umiltà, del servizio disinteressato e dell'abnegazione nell'antica Roma.
Quinto Ennio
Il Padre della letteratura latina
Quinto Ennio, nato nel 239 a.C. a Rudiae (a Lecce) da una famiglia libera, si distinse come intellettuale e letterato. Si sentiva in qualche modo legato a tre mondi: la sua terra d'origine, Roma e la Magna Grecia. Della sua opera più importante, gli "Annales" possediamo frammenti significativi. Inquest'opera, Ennio introduce due importanti innovazioni:
- Scrive il poema in esametri, versi della tradizione greca, abbandonando il saturno ed uniformando la letteratura romana all'eleganza classica
- Opera una commistione tra storia e mito per esaltare le origini di Roma
"Quo cum esset postero die ventum, magna utrimque multitudo convenit, magnaque erat expectatio eius rei atque omnium animi intenti esse ad pacem videbantur... Quorum mediam orationem interrmpunt subito undique tela immissa;... Tum Labienus: < desinite ergo de compositione loqui; nam nobis nisi Caesaris capite relato pax esse nulla potest>".
Quando il giorno dopo si venne alla riunione, accorse una gran moltitudine, poiché grande era l'aspettativa per quel colloquio e gli animi di tutti sembravano tesi alla pace... All'improvviso la loro discussione fu interrotta a metà da proiettili lanciati da ogni parte;... Allora Labieno: <Tralasciate, dunque, di parlare di accordi; infatti per noi non vi può essere alcuna pace, se non ci portate la testa di Cesare>".
Gli Annales Maximi
La Storia di Roma anno per anno
La preistoria della storiografia latina venne scritta nelle tabulae dealbatae che venivano esposte alla fine di ogni anno dal pontifex maximus. Gli argomenti principali erano le operazoni militari, le eclissi, i decreti del senato, ecc.Dal III secolo a.C in poi furono esposte pubblicamente. I primi libri della storia romana furono redatti da Quinto Fabio Pittore, che li scrisse in
greco per 3 principali motivi:
- Il greco era la lingua più diffusa
- Per avvicinare la trattazione storiografica latina degli Annales pontificum a quella più raffinata e aggiornata di tradizione greca
- Per dare una risposta romana alla storia della prima guerra punica fatta dai Greci.
Gneo Nevio
Tra storia ed epica
Gneo Nevio era un drammaturgo e commediografo romano del II secolo a.C. nativo della Magna Grecia e di estrazione plebea. Durante la seconda guerra punica dimostrò un profondo interesse per la storia di Roma. In questo contesto, compone il "Bellum Poemicum", un poema epico che unisce elementi mitologici e storici, concentrandosi sul primo conflitto punico. L'opera:
- E' scritta in versi saturni, tipici latini e si ispira all'epica postomerica
- Ha chiari intenti patriottici e propagandistici, in un momento di difficoltà per Roma in guerra. Si concentra anche sulle mitiche origini di Roma.
"Pulchrum est bene facere rei publicae, etiam bene dicere haud absurdum est; vel pace vel bello clarum fieri licet; et qui facere et qui facta aliorum scripsere, multi laudantur. Ac mihi quidem, tametsi haudquaquam par gloria sequitur scriptorem et actorem rerum, tamen in primis arduom videtur res gestas scribere".
Bello è servir la repubblica con l'azione, ma anche servirla con la parola non è fuor di luogo; si può diventar famosi sia in pace che in guerra: e chi agì e chi narrò le altrui azioni, in molti son celebrati. E a me per vero, anche se gloria nient'affatto pari accompagna il narratore e l'autore dei fatti, sembra tuttavia oltremodo arduo narrare la storia.
"Ceterum ex aliis negotiis, quae ingenio exercentur, in primis magno usui est memoria rerum gestarum. Quoius de virtute quia multi dixere, pretereundum puto, simul ne per insolentiam quis existumet memet studium meum laudando extollere. Atque ego credo fore qui, quia decrevi procul a re publica aetatem agere, tanto tamque utili labori meo nomen inertiae inponant, certe quibus maxuma industria videtur salutare plebem et conviviis gratiam quaerere.".
Del resto, fra le altre occupazioni nelle quali si esercita la mente, è sopra tutte di grande qualità la narrazione storica. E poiché già molti ne hanno tessuto gli elogi, ritengo questo un argomento da tralasciare, anche perché nessuno pensi che proprio io, elogiando la mia fatica, esalti me stesso. Eppure, poiché ho deciso di trascorrere la vita lontano dai pubblici affari, non dubito che vi saranno taluni che definiranno inerzia la mia tanto nobile e importante occupazione: sarà ceto così per coloro a cui pare la più grande delle operosità ingraziarsi la plebe e ricercarne i favori con banchetti.
Concordia
L'exemplum di Menenio Agrippa
L' "exemplum" di Menenio Agrippa è un episodio importante nella storia romana in cui il politico romano Menenio Agrippa cerca di riconciliare il conflitto tra la plebe e l'aristocrazia. Quando la plebe si ribella contro l'élite aristocratica a causa delle difficili condizioni economiche, Agrippa racconta loro una famosa allegoria conosciuta come la "rivolta delle membra". Nell'allegoria, Agrippa spiega che la società romana poteva essere paragonata a un corpo umano, con ciascuna parte che aveva un ruolo importante da svolgere. L'exemplum di Menenio Agrippa sottolinea l'importanza dell'unità e della cooperazione all'interno di una società.
"Simili ratione ibi Vercingetorix, Celtilli filius Arvernus, summae potentiae adulescens, cuius pater principatum totius Galliae obtinuerat et ob eam causam quod regnum adpetebat, a civitate erat interfectus, convocatis suis clientibus facile incendit. Cognito eius consilio ad arma concurritur."
Allo stesso modo Vercingetorige, figlio di Celtillo Averno, giovane di grandissima potenza, il cui padre aveva avuto la supremazia su tutta la Gallia e che era stato ucciso dal popolo, perché aspirava al regno, convocò colà tutti i suoi clienti e facilmente li animò. Conosciuto il suo progetto, tutti corsero alle armi.
Pudicitia
L'exemplum di Lucrezia
L' "exemplum" di Lucrezia racconta la storia di Lucrezia, una matrona romana romana ideale: "univira" (letteralmente, sposa di un unico uomo), filatrice di lana e custode della casa, che si suicida dopo essere stata violentata (e dopo aver raccontato ai cari del ricatto di accusa di adulterio subito a seguito della violenza). Questo evento catalizza l'espulsione dei re (Tarquinio il Superbo ed il figlio Sesto Tarquinio, protagonista della violenza) e l'inizio della Repubblica romana, sottolineando l'importanza dell'onore e della dignità personale nell'antica Roma.
Catone il Censore
L'uomo che divise la storia della letteratura romana da quella greca
Uno dei primi autori dell’età arcaica fu Marco Porcio Catone che nacque a Tusculum (Lazio) nel 243 a.C. Durante la sua vita intraprese la carriera politica da Homo Novus. Si oppose agli Scipioni e alla cultura greca che era da lui considerata una minaccia per i valori della Res Publica. Morì suicida nel 149 a.C a Roma.Scrisse varie opere tra cui: Le Origines, Ad Marcum Filium, e De Agri Cultura. Il suo capolavoro, le "Origines":
- E' composto da 7 libri, che trattano delle origini di Roma e dei popoli italici e delle guerre puniche.
- E' un'opera che supera gli Annales, in quanto è scritta in latino per distaccarsi dalla cultura greca e fa emergere i buoni costumi romani che devono essere d'ammonimento per tutti.
Storiografia latina
Vittorio Marra
Created on November 17, 2023
Descrizione attenta e puntuale, coronata da riferimenti testuali specifici, riguardo la letteratura a vocazione storica nell'Antica Roma, dagli annales maximi, all' "Ad Urbe Condita" di Livio, passando per Ennio, Sallustio ed altri autori.
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Storiografia Latina
dall'eta' arcaica ad augusto
inizio
Indice
1. Eta' arcaica
2. eta' repubblicana
3. eta' augustea
1.1. Catone
2.1. sallustio
3.1. tito livio
1.2. Nevio
2.2. Cesare
1.3. Ennio
SEzione 01
L'Età Arcaica
l'inizio del percorso storiografico di Roma, tra tentativi di imitazione della cultura greca e affermazioni della propria identità latina. Si va dalla Fondazione dell'Urbe alle soglie del II sec. A.C.
Gli Autori
Un'introduzione alla storia riportata tramite gli "Annales", i primi grandi autori di Roma che si occuparono anche di storia, tra drammaturghi e politici per arrivare al "padre fondatore" della letteratura romana in senso moderno.
SEzione 02
L'Età Repubblicana
L'età dove Roma ha affermato la sua supremazia nel mondo, tra gloria e corruzione dei suoi governanti.
Cesare
Gaio Giulio Cesare nacque nel 100 a.C., aristocratico di nascita ebbe una parabola politica grandiosa che finì con le Idi di Marzo del 44 a.C. Per lui la storiografia era strumento politico e doveva essere chiara ed incisiva.
Le Opere
Maggiori Opere
De Bello Gallico
De Bello Civili
Sallustio
Gaio Sallustio Crispo nacque presso l'Aquila, nell'86.aC. Vicino a Cesare, pagò con l'espulsione dal Senato il suo pensiero antiaristocratico. Si dedicò così alla storiografia, con uno stile conciso ed espressivo.
Le Opere
Maggiori Opere
Bellum Catilinae
Bellum Iugurthinum
SEzione 03
L'Età Augustea
L'epoca del Princeps, inizio dell'età imperiale, insieme massimo splendore e principio della fine...
Tito Livio
Nato a Padova nel 59 a.C. trascorse una vita al servizio di Augusto, lontano dalla politica. La sua grandiosa opera "Ad Urbe Condita", di cui purtroppo ci rimane ben poco, è la più lunga opera latina, dove la storia è presentata come una maestra di vita.
Le Opere
Gli Exempla
Team
Vittorio Marra
Elia Miano
Claudia Capaccio
Grazie per l'attenzione!
Pietas
L'exemplum di Numa Pompilio
L' "exemplum" di Numa Pompilio in Livio riguarda il secondo re di Roma, Numa Pompilio, noto per la sua saggezza, il suo governo pacifico e la sua devozione agli dei. Questo "exemplum" enfatizza l'importanza della religione, della giustizia e della pazienza come virtù guida per un buon governo e la stabilità di una società. Numa Pompilio viene presentato come un modello di re virtuoso che ha contribuito a plasmare l'identità morale di Roma.
Annibale
Un exemplum negativo
Tra gli exempla negativi troviamo un ritratto paradossale di Annibale, che presenta sia caratteristiche positive che negative.Tutto ciò che per i romani era considerato virtù, in Annibale viene rovesciato in vizio, in particolar modo Annibale non ha né fides né pietas. In Tito Livio non manca però una certa ammirazione per la tenacia dimostrata da Annbale in guerra. Le due figure contrapposte di Scipione e Annibale incarnano perfettamente lo scontro tra le virtutes dei romani e i vitias dei cartaginesi.
Virtus
L'exemplum di Orazi e Curiazi
L' "exemplum" di Orazi e Curiazi è la storia di tre fratelli romani (Orazi) che combattono contro tre fratelli albanesi (Curiazi) in una sorta di duello rappresentativo organizzato per evitare spargimenti di sangue. L'exemplum mette in luce il coraggio e l'ardimento del terzo Orazio, che, pur rimanendo solo, riesce a sconfiggere i Curiazi sfruttando la loro divisione: mentre finge di fuggire, attira i tre Curiazi in posizioni separate, una volta isolati, li uccide uno alla volta.
Frugalitas
L'exemplum di Cincinnato
L' "exemplum" di Lucio Quinzio Cincinnato è l'esempio di un cittadino romano che, pur essendo un contadino, accetta di servire come dittatore per un breve periodo per salvare Roma da una minaccia esterna (Equi, Volsci e Sabini). Dopo aver ottenuto la vittoria, Cincinnato rinuncia al potere e torna alla sua vita agricola. Questo episodio sottolinea la virtù dell'umiltà, del servizio disinteressato e dell'abnegazione nell'antica Roma.
Quinto Ennio
Il Padre della letteratura latina
Quinto Ennio, nato nel 239 a.C. a Rudiae (a Lecce) da una famiglia libera, si distinse come intellettuale e letterato. Si sentiva in qualche modo legato a tre mondi: la sua terra d'origine, Roma e la Magna Grecia. Della sua opera più importante, gli "Annales" possediamo frammenti significativi. Inquest'opera, Ennio introduce due importanti innovazioni:
"Quo cum esset postero die ventum, magna utrimque multitudo convenit, magnaque erat expectatio eius rei atque omnium animi intenti esse ad pacem videbantur... Quorum mediam orationem interrmpunt subito undique tela immissa;... Tum Labienus: < desinite ergo de compositione loqui; nam nobis nisi Caesaris capite relato pax esse nulla potest>".
Quando il giorno dopo si venne alla riunione, accorse una gran moltitudine, poiché grande era l'aspettativa per quel colloquio e gli animi di tutti sembravano tesi alla pace... All'improvviso la loro discussione fu interrotta a metà da proiettili lanciati da ogni parte;... Allora Labieno: <Tralasciate, dunque, di parlare di accordi; infatti per noi non vi può essere alcuna pace, se non ci portate la testa di Cesare>".
Gli Annales Maximi
La Storia di Roma anno per anno
La preistoria della storiografia latina venne scritta nelle tabulae dealbatae che venivano esposte alla fine di ogni anno dal pontifex maximus. Gli argomenti principali erano le operazoni militari, le eclissi, i decreti del senato, ecc.Dal III secolo a.C in poi furono esposte pubblicamente. I primi libri della storia romana furono redatti da Quinto Fabio Pittore, che li scrisse in greco per 3 principali motivi:
Gneo Nevio
Tra storia ed epica
Gneo Nevio era un drammaturgo e commediografo romano del II secolo a.C. nativo della Magna Grecia e di estrazione plebea. Durante la seconda guerra punica dimostrò un profondo interesse per la storia di Roma. In questo contesto, compone il "Bellum Poemicum", un poema epico che unisce elementi mitologici e storici, concentrandosi sul primo conflitto punico. L'opera:
"Pulchrum est bene facere rei publicae, etiam bene dicere haud absurdum est; vel pace vel bello clarum fieri licet; et qui facere et qui facta aliorum scripsere, multi laudantur. Ac mihi quidem, tametsi haudquaquam par gloria sequitur scriptorem et actorem rerum, tamen in primis arduom videtur res gestas scribere".
Bello è servir la repubblica con l'azione, ma anche servirla con la parola non è fuor di luogo; si può diventar famosi sia in pace che in guerra: e chi agì e chi narrò le altrui azioni, in molti son celebrati. E a me per vero, anche se gloria nient'affatto pari accompagna il narratore e l'autore dei fatti, sembra tuttavia oltremodo arduo narrare la storia.
"Ceterum ex aliis negotiis, quae ingenio exercentur, in primis magno usui est memoria rerum gestarum. Quoius de virtute quia multi dixere, pretereundum puto, simul ne per insolentiam quis existumet memet studium meum laudando extollere. Atque ego credo fore qui, quia decrevi procul a re publica aetatem agere, tanto tamque utili labori meo nomen inertiae inponant, certe quibus maxuma industria videtur salutare plebem et conviviis gratiam quaerere.".
Del resto, fra le altre occupazioni nelle quali si esercita la mente, è sopra tutte di grande qualità la narrazione storica. E poiché già molti ne hanno tessuto gli elogi, ritengo questo un argomento da tralasciare, anche perché nessuno pensi che proprio io, elogiando la mia fatica, esalti me stesso. Eppure, poiché ho deciso di trascorrere la vita lontano dai pubblici affari, non dubito che vi saranno taluni che definiranno inerzia la mia tanto nobile e importante occupazione: sarà ceto così per coloro a cui pare la più grande delle operosità ingraziarsi la plebe e ricercarne i favori con banchetti.
Concordia
L'exemplum di Menenio Agrippa
L' "exemplum" di Menenio Agrippa è un episodio importante nella storia romana in cui il politico romano Menenio Agrippa cerca di riconciliare il conflitto tra la plebe e l'aristocrazia. Quando la plebe si ribella contro l'élite aristocratica a causa delle difficili condizioni economiche, Agrippa racconta loro una famosa allegoria conosciuta come la "rivolta delle membra". Nell'allegoria, Agrippa spiega che la società romana poteva essere paragonata a un corpo umano, con ciascuna parte che aveva un ruolo importante da svolgere. L'exemplum di Menenio Agrippa sottolinea l'importanza dell'unità e della cooperazione all'interno di una società.
"Simili ratione ibi Vercingetorix, Celtilli filius Arvernus, summae potentiae adulescens, cuius pater principatum totius Galliae obtinuerat et ob eam causam quod regnum adpetebat, a civitate erat interfectus, convocatis suis clientibus facile incendit. Cognito eius consilio ad arma concurritur."
Allo stesso modo Vercingetorige, figlio di Celtillo Averno, giovane di grandissima potenza, il cui padre aveva avuto la supremazia su tutta la Gallia e che era stato ucciso dal popolo, perché aspirava al regno, convocò colà tutti i suoi clienti e facilmente li animò. Conosciuto il suo progetto, tutti corsero alle armi.
Pudicitia
L'exemplum di Lucrezia
L' "exemplum" di Lucrezia racconta la storia di Lucrezia, una matrona romana romana ideale: "univira" (letteralmente, sposa di un unico uomo), filatrice di lana e custode della casa, che si suicida dopo essere stata violentata (e dopo aver raccontato ai cari del ricatto di accusa di adulterio subito a seguito della violenza). Questo evento catalizza l'espulsione dei re (Tarquinio il Superbo ed il figlio Sesto Tarquinio, protagonista della violenza) e l'inizio della Repubblica romana, sottolineando l'importanza dell'onore e della dignità personale nell'antica Roma.
Catone il Censore
L'uomo che divise la storia della letteratura romana da quella greca
Uno dei primi autori dell’età arcaica fu Marco Porcio Catone che nacque a Tusculum (Lazio) nel 243 a.C. Durante la sua vita intraprese la carriera politica da Homo Novus. Si oppose agli Scipioni e alla cultura greca che era da lui considerata una minaccia per i valori della Res Publica. Morì suicida nel 149 a.C a Roma.Scrisse varie opere tra cui: Le Origines, Ad Marcum Filium, e De Agri Cultura. Il suo capolavoro, le "Origines":