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eruzione del vesuvio del 79 dc

GIARDIELLO VITTORIA

Created on November 17, 2023

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Transcript

Eruzione del Vesuvio del 79 d.c

Author: Vittoria Giardiello

01. Introduzione

L'eruzione del Vesuvio del 79 d.c fu la pù grande eruzione vulcanica del vulcano e ne modificò fortemente la morfologia, infatti distrusse le città di Pompei ed Ercolano. Questa eruzione sarà l'inizio del risveglio del vulcano. La fase di risevglio inizia nel 62 d.c con un sisma molto forte. Per i successivi 17 anni ci saranno molti
terremoti che poi sfocieranno nella grande eruzione. È l'eruzione di cui sappiamo di più grazie ai testi che scrisse Plinio il Giovane che aveva assistito da lontano all'eruzione, infatti lui era riuscito a fuggire in tempo. Altre informazioni importanti ce le danno i ritrovamenti delle persone e degli oggetti. Gli oggetti erano rimasti intatti sotto il magma, invece i corpi delle persone si decomposero nelle cavità, abbiamo i reperti dei corpi grazie agli archeologi che hanno calato il gesso nelle cavità e fatto solidificare.

02. Dinamica dell'eruzione

L'eruzione si divide in quattro fasi:-1 fase= il Vesuvio si sveglia e si forma un'alta colonna di gas. -2 fase= fase di calma dell'attività eruttiva. -3 fase= ripresa dell'attività vulcanica. -4 fase= fase distruttiva.

03. Data dell'eruzione

Nonostante sappiamo molto sull'eruzione grazie ai testi di Plinio il Giovane abbiamo ancora molti dubbi sulla data infatti inizialmente si pensava fosse avvenuta il 24 agosto ma invece si è scoperto che è avvenuta il 24 ottobre.
Infatti a noi non sono arrivati i testi originali ma delle copie fatte dai monaci amanuensi. In una delle prima copie si poteva intuire che era avvenuta ad agosto, ma in tutte le altre c'era scritto ad ottobre. Molto probabilmente il primo aveva sbagliato, perchè grazie ai ritrovamenti fatti a Pompei si può dedurre che era avvenuta in autunno. Vennero ritrovati bracieri usati per il riscaldamento, frutta secca e mosto in fase di invecchiamento ancora sigillato. In più si può dedurre essere avvenuto ad ottobre grazie al ritrovamento di una moneta con l'acclamazione dell'imperatore Tito, avvenuta dopo l'8 settembre del 79. A favore invece di agosto era che a quei tempi le stagioni erano diverse, infatti ad agosto era già entrato l'autunno e anche il ritrovamento di un pesce tipico di acque calde messo sotto sale da poco tempo.

04.

Il Vesuvio dopo l'eruzione

Il Vesuvio era stato sottoposto a un cambiamento. La sua cima non era più piatta, ma aveva acquisito una forma conica, e da essa fuoriusciva un denso vapore. Questo cono, determinato dalla fortissima spinta del materiale eruttato, aveva sfondato il precedente cratere. Ciò che resta dell'antico edificio vulcanico prese, in seguito, il nome di Monte Somma. Le foreste, le vigne e la vegetazione lussureggiante che ricoprivano l'interno della caldera prima dell'eruzione, morirono. L'attuale bocca vulcanica era molto più alta prima, infatti sfiorava i 2000m, in seguito all'eruzione il vulcano si abbassa e crea un nuovo cratere

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PRIMA FASE

Ha inizio alle 13 del 24 ottobre con la formazione di un'alta colonna di gas, cenere e lapilli. Inizialmente il magma era misto ad acqua, si apre il condotto vulcanico e iniziano forti esplosioni, questa è chiamata attività freatomagmatica. Secondo lo studioso Sigurdsson durante la prima fase la colonna si alzerebbe anche fino a 26 km da terra. Con l'aumento dell'energia dell'eruzione, che cresce di ora in ora la colonna si alza. Le persone iniziano a scappare, altre invece si rifugiano in casa reputandola un luogo sicuro. Poco dopo iniziano pioggie di pomici accompagnate da tremore sismico. A 4 ore dall'inizio c'è la prima pioggia di lapilli che incendia le case di legno e distrugge tutte le altre.

SECONDA FASE

Dopo 20 ore di piena eruzione sembra che il vulacno si sia calmato. Ancora non si sa con certezza quanto sia durata questa fase di stasi , ma si ipotizza sulle due-tre ore. Molti pensano che l'eruzione sia finita così rientrano nella città e recuperano i propri beni.

terza fase

L'attività eruttiva riprende notevolmente con l'aumento della cenere vulcanica emessa nell'atmosfera, aumentano i lapilli che giungono dal vulcano con la grande presenza di pomici grigie. L’aria diventa irrespirabile e molta gente inizia a morire soffocata. Si formano piccoli maremoti e aumenta l’attività sismica. Le città di Pompei, Stabia e Oplonti sono ricoperte in pieno dall’eruzione che si fa sempre più forte. Ercolano per ora è ancora salva.

quarta fase

L'ultima fase, ovvero la peggiore, inizia con il collasso della colonna eruttiva che precipita lungo le pendici del vulcano con materiali ad altissima temperatura causando numerose vittime. Questi materiali prioclastici formano flussi di 700-800 gradi che distruggono tutto ciò che incontrano. Un'ora dopo cedono anche il condotto e la caldera vulacnica provocando il collasso della struttura. Il magma trascina con sè anche acqua di falda. Si formano nuovi flussi piroclastici più devastanti che ricoprono di magma le città di Pompei, Stabia e Oplonti. Dopo la scomparsa delle tre città ci sarà una serie di terremoti che segnerà la fine dell'eruzione. Ercolano invece venne distrutta dall'acqua di falda che conteneva ancora materiali caldissimi