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Odissea
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Created on November 17, 2023
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Transcript
Odissea
Odissea
L'Odissea racconta il lungo viaggio di ritorno di Odisseo, uno dei principali eroi della guerra di Troia, a Itaca.E' ambientata principalmente nel Peloponneso, nelle isole ioniche e nel Mediterraneo occidentale.L'Odissea è stata scritta dallo scrittore Omero tra il IX e il VI sec. a.C.
Indice
Libro III
Personaggi Principali
verso princioale
Libro IV
Personaggi Principali
introduzione
Libro IV
Libro II
Verso principale
itroduzione
Libro IV
Libro II
Libro III
verso principale
Libro III
Conclusione
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introduzione
verso principale
3.Penelope
moglie di Ulisse, regina di Itaca, madre di Telemaco, discendeva dal grande eroe Perseo ed era cugina di Elena.
1. Ulisse
Ulisse è il protagonista dell'odissea
4.Polifemo
2.Telemaco
È il figlio di Ulisse e di Penelope
Polifemo, è un ciclope della mitologia greca.
7. Zeus
5.Menelao
Zeus era il dio dei fenomeni atmosferici. Non era un dio creatore, ma un dio padre, capo e protettore della famiglia degli uomini.
Menelao figlio di Atreo e di Erope e fratello minore di Agamennone. È il re di Sparta e marito di Elena.
8. Calipso
6. Atena
Atena era la dea delle città greche, delle arti e dei mestieri e della saggezza. È anche la dea della guerra e protettrice di Odisseo.
Ninfa, figlia di Atlante. Accoglie nell'isola di Ogigia Ulisse, e innamorata di lui, lo trattiene per 7 anni.
9. Proteo
11.Pisistrato
Tiranno di Atene.
vecchio dio marino, custodiva il gregge delle foche e di altre bestie marine di Posidone
10.Eidotea
Divinità marina, figlia del dio Proteo
11
Libro II
vv. 82-128
Penelope, moglie di Ulisse, si trova in una situazione difficile: i Proci la costringono a sposare uno di loro. Antinoo, un Procio, dice a Telemaco, durante l’assemblea degli Itacesi, che è stato offensivo nei confronti dei Proci, compresa sua madre con ogni sua astuzia. Penelope illude i Proci già da quasi 4 anni. Lei aveva chiesto ai Proci di aspettare che finisse di tessere il sudario, un lenzuolo dove veniva avvolto il cadavere, per poi sposarsi uno dei Proci. Ma ogni notte Penelope scuce un po' di tela, così da aspettare il ritorno di suo marito, passati ormai 20 anni. Penelope viene riconosciuta come donna fedele, ma anche molto astuta rispetto alle altre donne. Quando giunse il quarto anno, Melantò si accorge di quell'inganno e lo rivela ai Proci. Penelope è stata costretta a finire la tela. Il padre di Penelope deve scegliere per lei un suo secondo sposo (le donne non poteva scegliere). Antinoo cerca di convincere Telemaco dicendo che sua madre deve smettere di ingannare i Proci, perché sono destinati a sposarla. Antinoo insiste a restare nella reggia usando tutti i beni finché Penelope non troverà un marito.
Perchè è già il terzo anno, e sarà presto il quarto, che illude l'animo nel petto agli Achei
vv. 89-90
Grazie a questi due versi possiamo capire che Atinoo dice a Telemaco che sua madre, Penelope, sta passando ormai anni a tessere la tela, così da illudere gli Achei.
Libro III
All’alba del giorno successivo, Telemaco e i compagni approdano a Pilo, dove sono accolti da Nestore; dopo le rituali libagioni e il banchetto, l’anziano eroe chiede a Telemaco chi sia e da dove venga; alla risposta del giovane, Nestore allude alle vicende luttuose degli Achei nella presa di Troia e ai ritorni dei vari eroi, sottolinea la sua amichevole intesa con Odisseo e ricorda come la partenza degli eroi fu funestata da un litigio sorto fra Agamennone e Menelao. Odisseo era partito con lui, ma poi era tornato da Agamennone e, dopo averlo lasciato, Nestore non l’aveva più rivisto. Può solo riferire notizie indirette, che riguardano gli altri capi achei, fra cui Agamennone, del quale, sollecitato da Telemaco, racconta la tragica fine. Nestore chiede inoltre al giovane se il popolo lo appoggia e lo invita a sperare nell'aiuto degli dei, e soprattutto di Atena, che amava e assisteva Odisseo a Troia. Atena presente al dialogo sotto le spoglie di Mentore, incoraggia Telemaco e, mentre il giovane accetta l'ospitalità di Nestore per la notte, sceglie di tornare sulla nave. Nel momento in cui scompare, il vecchio eroe riconosce la dea, le offre una libagione e promette un sacrificio per l’indomani. Il giorno seguente, compiuto il sacrificio promesso, Telemaco e Pisistrato, figlio di Nestore partono su un carro alla volta di Sparta, dove il figlio di Odisseo incontrerà Menelao, il cui recente ritorno ne fa un testimone prezioso delle ultime vicende.
- Libro completo ( greco antico):https://it.wikisource.org/wiki/Odissea_(Pindemonte)/Libro_III
- Libro completo ( versione tradotta):
Che dell’onte de’ Proci e delle trame, Fronti, d’Onètore figlio colpí, che guidava la nave
Libro IV
Telemaco e Pisistrato arrivano alla casa di Menelao, durante le nozze dei suoi figli. Elena, arriva e vede Telemaco come il figlio di Odisseo. Menelao allora ricorda con accenti affettuosi l’amico. Elena, per calmare il dolore, versa nel vino un farmaco che fa dimenticare le pene. Il mattino seguente Menelao narra a Telemaco le vicende del suo viaggio dove: Eidotea, la figlia del vecchio dio marino Proteo, gli suggerisce di tendere un agguato al padre per fermare sua forzata sosta. Aiutato da lei Menelao riesce a trattenere Proteo, nonostante egli si trasformi in tutti gli animali, nell’acqua e nel fuoco, e lo costringe a svelargli come potrà ottenere il ritorno in patria. Il vecchio gli narra anche la morte di Aiace in una tempesta, aggiunge inoltre che Odisseo è trattenuto dalla ninfa Calipso su un'isola e non può partire perché non ha più né imbarcazione né compagni. Seguendo i consigli di Proteo, Menelao riesce a tornare in patria dopo otto anni. Finita la storia Telemaco si rimbarca per fare ritorno.
‘Tu lo sai, Vecchio. Perchè raggiri domandi?’
Odisseo pg 107 v. 465
Libro IV
Il mattino Menelao racconta a Telemaco del suo viaggio di ritorno da Troia, riportando quello che Proteo gli aveva detto mentre lui era in Egitto. Proteo era una divinità marina che abitava nell’isola di Faro, nei pressi dell’Egitto. Proteo aveva in custodia le foche di Anfitrite, una divinità marina. Mentre Menelao era in Egitto, gli venne incontro Eidotea (figlia di Proteo). Menelao dice che si trovava lì perché gli dei non gli permettevano di partire. Eidotea, sostiene che l’unico modo per sapere cosa fare per poter tornare a Sparta, era chiedere un consiglio al padre Proteo, e la figlia spiega anche come fare. Eidotea racconta come ogni giorno, il padre avesse l’abitudine di arrivare sulla riva dell’isola a mezzogiorno e contare le foche, successivamente si riposava sulla spiaggia. Menelao con tre uomini fidati, avrebbe dunque dovuto gettarsi su Proteo, tenendolo fermo e costringendolo a rispondere alle sue domande. Eidotea avverte Menelao che Proteo aveva una particolare caratteristica, quella di cambiare forma e di trasformarsi in qualsiasi cosa esistente; tuttavia gli uomini non dovevano lasciarsi spaventare. Così fecero il mattino seguente, Menelao e i suoi uomini, nascosti dentro le pelli delle foche aspettano l’arrivo di Proteo, il quale arrivò e contò gli animali come era abituato a fare, senza accorgersi della presenza di Menelao e dei compagni. Fatto ciò, Proteo si mise a dormire nella sua grotta e, proprio in quel momento, Menelao ed i suoi uomini si gettarono addosso a lui per afferarlo. Riuscirono ad interrogarlo e Proteo disse che, al fine di ripartire per Sparta, Menelao avrebbe dovuto tornare in Egitto ed offrire delle ecatombi agli dei, dopo di che poteva partire tranquillo. Menelao chiede anche notizie rispetto ai suoi compagni partiti da Troia, Proteo dice che Aiace era morto, così come Agamennone (fratello di Menelao). Proteo dice che Ulisse è trattenuto contro la sua volontà dalla ninfa Calipso che vuole farlo suo sposo. Dopo aver incontrato Proteo, Menelao ed i suoi uomini tornano a Sparta. Telemaco, dopo aver assistito al racconto, decide di tornare a casa A questo punto la scena si sposta ad Itaca, dove i proci scoprono che Telemaco era partito alla ricerca di informazioni sul padre. Decidono quindi di tendere un agguato a Telemaco in modo da poter sposare Penelope. Penelope viene a sapere del piano dei proci e decide di rivolgere una preghiera alla dea Atena. La dea le manda un sogno in cui rassicura Penelope che Telemaco non morirà a causa dell’agguato dei proci.
'Moleste Le insidie ivi tornavano: chè troppo Nojava delle foche in mar nutrite L’orrendo puzzo'
Odisseo pg 103 v. 552-555
Grazie per l'attenzione
Elena riconosce Telemaco
E' un dipinto di Jean-Jacques Lagrenée e venne dipinto nel 1795 con colori ad olio su tela. Il dipinto è grande 48x64 cm. Oggi è contenuto in San Pietro burgo.
l' Accecamento di Polifemo
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Elena riconosce Telemaco
E' un dipinto di Jean-Jacques Lagrenée e venne dipinto nel 1795 con colori ad olio su tela. Il dipinto è grande 48x64 cm. Oggi è contenuto in San Pietro burgo.