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Il Bacio di Hayez

Giada Lignini

Created on November 16, 2023

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Transcript

Il Bacio

- Autore: Francesco Hayez – Anno: 1859 – Tema: storico – allegorico – Tecnica: olio su tela – Dimensioni: 110 x 88 cm. – Collocazione: Pinacoteca di Brera – Milano.

Alcuni dettegli...

Le versioni

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Il messaggio allegorico

Il "bacio" ha molteplici significati sottintesi

Oltre ad essere una celebrazione dell' amore tra i due giovani, l'opera rappresenta ideali come l'amore della patria e l'impegno politico-militare: la coppia viene quindi identificata come personificazione dell'Italia unita.

Il dipinto diventa simbolo degli ideali romantici, nazionalisti e patriottici del Risorgimento; questa interpretazione è sottolineata da diversi elementi: dall'incerta collocazione spazio-temporale, che fa sì che l'opera non sia vincolata ad un'epoca passata e che diventi un simbolo universale dell'amor di patria. Il pugnale nascosto nel mantello, in segno di ribellione contro l'invasore asburgico, e la datazione del dipinto (1859, anno dell'ingresso di Vittorio Emanuele II a Milano e della seconda guerra d'indipendenza), rimandano simbolicamente all'impresa unitaria.

04.

Descrizione

Due giovani in abiti del quattrocento sono in piedi abbracciati e si baciano. Il giovane è interamente coperto da un ampio mantello mentre la giovane indossa un semplice abito azzurro. Il ragazzo porta un cappello che copre il suo viso invece la protagonista ha i lunghi capelli sciolti. Anche se il ragazzo è nascosto dal mantello si intravede un’arma al suo fianco sinistro. La scena si svolge all’interno di un ambiente medioevale, infatti le mura sono costruite da grandi blocchi di pietra, ma il soggetto iconografico (il bacio) è una novità. A sinistra, nel buio, si nota sul muro quella che sembra essere l’ombra di un uomo.

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Le versioni

Il bacio venne commissionato privatamente a Francesco Hayez dal conte Alfonso Maria Visconti di Saliceto.Il dipinto fu terminato nel 1859 e presentato a Brera il 9 settembre dello stesso anno, con il titolo "Il bacio. Episodio della giovinezza. Costumi del secolo XIV" e fu collocato nella residenza del Visconti per più di venticinque anni. Solo nel 1886, un anno prima della sua morte, il conte destinò la tela alla Pinacoteca di Brera, dove è tuttora esposta. La versione di Brera è indubbiamente la più famosa, ma Hayez realizzò altre versioni del dipinto.

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Il linguaggio visivo

Lo schema geometrico e prospettico è impostato su una serie di diagonali che, seguendo l'andamento dei gradini, tendono a convergere nel punto di fuga, collocato immediatamente a sinistra dei due amanti; in questo modo l'attenzione dell'osservatore è concentrata sulla coppia, che si distingue nettamente dallo sfondo anche grazie ai contorni ben definiti.

Il marrone del mantello e il rosso della calzamaglia del ragazzo si fondono armoniosamente con il celeste dell'abito dell'amata; lo sfondo neutro esalta il bacio. Una luce, proveniente da una fonte esterna posta a sinistra del quadro, ricopre con omogeneità l'intera scena: i suoi riflessi risaltano i drappeggi della veste della ragazza, risaltando anche la pavimentazione ed i mattoni del muro

Il contesto storico

02.

In seguito al congresso di Vienna, l'Italia venne divisa in diversi stati, tutti soggetti al dominio diretto o indiretto degli Asburgo. Il sentimento patriottico italiano si svilupperà con i moti del 1848, che causeranno la prima guerra d'indipendenza italiana. Solo nel 1859 verrà avviato un processo di unificazione che porterà poi all'unità del 1861. Fu in questa cornice che Hayez dipinse “Il Bacio”. L’artista decise di mascherare gli ideali di rivalsa e lotta contro lo straniero sotto la rappresentazione di eventi del passato, attraverso l'uso di schemi di comunicazione ambigui e per questo sfuggì alla censura messa in atto dalle autorità.

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Notizie sull'autore

Francesco Heyez nasce a Venezia nel 1791. Egli fu un pittore italiano che passò dal Neoclassicismo al Romanticismo. E' noto per l'opera il Bacio e alcuni ritratti di Manzoni e del Conte Cavour. Proviene da una famiglia di condizioni modeste, già da piccolo mostra una predisposizione per il disegno e lo zio gli affida una restaurazione per imparare il mestiere. Fu allievo di Canova; dopo aver trascorso la giovinezza tra Venezia e Roma, si spostò a Milano dove conobbe Manzoni e Berchet e sviluppò gli ideali romantici e patriottici. Fu chiamato ad insegnare all'Accademia di Belle Arti di Brera, come aiuto e in seguito ne assume la cattedra che tiene fino a 88anni. Muore a Milano il 21 dicembre 1882.

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Riferimenti successivi