Il visconte dimezzato
ITALO CALVINO
Lavoro realizzato da:
Fetoni Sara, Gioacchini Raffaele, Salimbeni Gabriele, Secondi Chiara, Turchetti Irene
I personaggi
La trama e i passi importanti
Italo Calvino
Le rappresentazioni teatrali
Confronti con altri poemi
Le riflessioni
“Tutti ci sentiamo in qualche modo incompleti. Tutti realizziamo una parte di noi stessi e non l’altra.”
la vita di Italo Calvino
Italo Calvino è stato uno tra i maggiori scrittori del secondo Novecento, conosciuto e tradotto in tutto il mondo.
I suoi lavori spaziano tra i romanzi e i racconti ma Calvino si interessò anche al mondo del teatro, del cinema, della musica, del fumetto e dell’arte.
Italo Calvino nasce nel 1923 a Cuba, dove i genitori si erano trasferiti lasciando l’Italia.
Quando ha solo tre anni la famiglia torna in Italia, a Sanremo, dove il futuro scrittore trascorre l’infanzia e l’adolescenza. Nel 1941 si sposta a Torino, dove si iscrive alla Facoltà di Agraria. In questo periodo inizia a comporre i primi racconti, poesie e testi teatrali. Nel 1943, per evitare di essere arruolato nell’esercito repubblichino di Salò, entra nella brigata comunista Garibaldi. Di quell’esperienza lo colpì molto lo spirito partigiano dei suoi compagni. .
Nel 1944 partecipa alla guerra partigiana, esperienza che lascerà traccia nelle sue prime opere. Nel 1945, dopo la guerra, Calvino lascia la Facoltà di Agraria e si iscrive a Lettere.
Nello stesso anno aderisce al PCI (partito comunista italiano). Entra in contatto con Natalia Ginzburg e Cesare Pavese a cui sottopone i suoi racconti Inizia a collaborare con il quotidiano "l’Unità" e con la rivista “Il Politecnico” di Elio Vittorini.
In questi anni si afferma la casa editrice torinese Einaudi, con famosi collaboratori e consulenti, tra cui Pavese e Vittorini stessi.
Proprio su suggerimento di Pavese viene pubblicato nel 1947 il primo romanzo di Italo Calvino “Sentiero dei nidi di ragno di stampo neorealista". Nel 1952 viene pubblicato “Il visconte dimezzato"- il primo romanzo della trilogia “I nostri antenati". Nel tempo si assiste ad un cambiamento nello stile di Calvino, da quello neorealista a quello fiabesco-allegorico; quest’ultimo diventerà caratterizzante dell’autore. Nel 1956 vengono pubblicate le “Fiabe italiane", un progetto di raccolta, sistemazione e traduzione di racconti della tradizione italiana popolare. Nel 1957 lascia il PCI, dopo l'invasione da parte sovietica dell'Ungheria. Collabora nuovamente con diverse riviste, tra cui “Officina”e dirige con Vittorini la rivista "Menabò". Il suo stile fiabesco-allegorico si esprime al meglio ne Il Barone rampante (1957) e ne Il Cavaliere inesistente (1959), completando così la trilogia cominciata nel '52 con Il Visconte dimezzato.
Nel 1962 conosce una traduttrice argentina, Esther Judith Singer, con cui si sposa nel 1964 e con la quale si trasferisce a Parigi nello stesso anno. In quello stesso anno esce, nella collana einaudiana “Libri per ragazzi”, “Marcovaldo” ovvero una serie di racconti incentrati sulla figura di Marcovaldo, un modesto operaio di una ditta durante il boom economico, divenendo una metafora del rapporto tra l'uomo e la modernità. A Parigi entra in contatto con Roland Barthes, un intellettuale francese, incontro che si rivelerà decisivo per lo sviluppo della narrativa calviniana, soprattutto negli anni Settanta. In questo clima speculativo e filosofico, Calvino frequenta gli intellettuali del movimento OuLiPo (Ouvroir de Littérature Potentielle, Laboratorio di letteratura potenziale). Dagli incontri e le influenze di questo periodo nascono una serie di racconti "fantascientifici" e paradossali sull'universo. Nel 1979 è la volta di “Se una notte d'inverno un viaggiatore”, un metaromanzo (cioè un romanzo sul romanzo stesso) in cui un Lettore si trova costretto a interrompere un romanzo dell’autore per incominciarne sempre un altro per diverse volte.
Queste opere fanno parte del cosiddetto “periodo combinatorio” dell’autore. Nel 1980 si trasferisce a Roma.
Nel 1983 pubblica i racconti di Palomar, una rielaborazione della narrazione di alcuni articoli pubblicati in quegli anni su "Repubblica" e il "Corriere", in cui il protagonista, un uomo di nome Palomar, con le sue osservazioni sul mondo porta il lettore a riflettere sull'esistenza umana e sul valore della parola. Questi racconti sono caratterizzati da un profondo pessimismo e da un forte senso di solitudine. Nel 1984 lascia Einaudi e passa a Garzanti. Nel 1985 viene invitato dall'università di Harvard a tenere una serie di conferenze. Inizia così a preparare le sue lezioni, ma viene colto da un ictus nella sua casa a Roccamare. Muore pochi giorni dopo a Siena. I testi vengono pubblicati postumi nel 1988 con il titolo “Lezioni americane”. In ogni lezione Calvino riflette sui valori della letteratura futura partendo da quelli per lui cruciali e determinanti come leggerezza, rapidità, esattezza, visibilità e molteplicità.
Il pensiero
Si può affermare che il pensiero di Italo Calvino segue l’evoluzione della sua ricerca letteraria. Calvino inizia le sue riflessioni seguendo la sua educazione illuministica in un ambiente fortemente influenzato dalla ragione.
In lui prevale l’idea che la realtà si può spiegare. Tuttavia, la sua esperienza di uomo razionale si scontra con la realtà storica che sembra negare ogni razionalità. Per poter ottenere la libertà e la giustizia, l’uomo ha spesso dovuto compiere atti contro la ragione, come la violenza nella guerra.
Dopo aver constatato che la ragione esiste ma l’uomo non sempre la segue, arriva ad una sua concezione personale definendo la vita come un difficile labirinto: la ragione infatti nel corso della storia ha dovuto affrontare il labirinto dell’irrazionalità. Riassumendo quindi, per Calvino la vita è come sfidare un labirinto, dove si deve stare dalla parte della ragione e cercare una via d’uscita per trovare un mondo che ha la libertà e giustizia.
Tutti i caratteri di giustizia e libertà emergono durante la collaborazione con Einaudi. Successivamente in Calvino emerge la predisposizione alla fantasia e alla fiaba, oltre all’aspetto legato alla ragione e all’oggettività.
Talvolta, alla fiaba, si aggiunge anche il comico anche se si tratta di un comico-amaro. Il cambiamento più forte nella narrativa si ha nel ’60 quando si trasferisce a Parigi, infatti inizia a creare opere fantascientifiche. Ne Il Visconte dimezzato troviamo tante di queste componenti. Possiamo infatti definire questo romanzo come una “fiaba a carica realistica” o “realismo a carica fiabesca”(definizione data da Vittorini della scrittura di Calvino) .
Realistica è la lotta fra bene e male che caratterizza ogni essere umano, fiabesca l’idea di un essere umano diviso fisicamente e mentalmente in due parti che si riveleranno entrambe insoddisfacenti e fastidiose.
Alcune conseguenze sono caratterizzate dal suo tipica comicità amara
La trama
Medardo, un giovane visconte proveniente dal paese di Terralba, arriva insieme al suo scudiero e amico Curzio all'accampamento cristiano in Boemia, per partecipare alla guerra contro i Turchi. Ma durante la battaglia viene colpito da una palla di cannone in pieno petto, che lo divide in due. Viene ritrovata la sola parte destra. I medici del campo riescono a fasciarla e ricucirla, cosicché il visconte, dopo la guerra, fa ritorno a Terralba. Qui gli abitanti capiscono che del visconte è tornata solo la parte malvagia, che si sbizzarrisce in empietà, tra cui tentare varie volte di uccidere suo nipote. Tutte le sue prodezze gli valgono il soprannome di "il Gramo". Tempo dopo si innamora di Pamela, una contadinella, ma per punirla (perché l'aveva rifiutato) si vendica danneggiando la sua famiglia. Nel frattempo il nipote del nobile è solito accompagnare il dottor Trelawney, un medico che è stato a servizio dell'esploratore James Cook in giro per il mondo: i due fanno ricerche sui fuochi fatui di notte nei cimiteri. Il ragazzino incontra frequentemente una comunità di ugonotti, tra cui una famiglia che vive commerciando prodotti della terra. A Pratofungo, paese dei lebbrosi, torna la parte sinistra del visconte - la metà buona, salvata da alcuni eremiti, che esordisce salvando il nipote dal morso velenoso di un ragno. "Il Buono", come viene chiamato, cerca di rimediare tutto quello che è causato dal Gramo. Anche il Buono si innamora di Pamela, che ancora una volta rifiuta il pretendente. Il Gramo discute con la madre della ragazza del piano architettato per prendersi Pamela. Il Buono, invece, afferma col padre di lei di voler lasciare la città, permettendo al Gramo di sposarla liberamente. La contadina, però, incontra ambedue le metà e rassicura entrambi sulla riuscita del matrimonio. Arrivato il giorno della cerimonia, il Buono e il Gramo sono sicuri del successo della propria idea, e il primo ad arrivare alla cappella del castello è il Buono, perché il Gramo riscontra un lieve infortunio a cavallo. Il Buono riesce così a sposare Pamela, ma il Gramo lo raggiunge poco dopo e lo sfida a duello. Durante la lotta, entrambe le metà tagliano le bende e le cuciture dell'altra. Il dottor Trelawney, che aspettava quest'eventualità, riesce quindi a riunire le due metà riformando il visconte Medardo, che infine sposa Pamela. Il Visconte, così, diviene un uomo saggio e riflessivo.
Passi significativi
“Ero intero e tutte le cose erano per me naturali e confuse‚ stupide come l’aria; credevo di veder tutto e non era che la scorza. Se mai tu diventerai metà di te stesso‚ e te l’auguro‚ ragazzo‚ capirai cose al di là della comune intelligenza dei cervelli interi. Avrai perso metà di te e del mondo‚ ma la metà rimasta sarà mille volte più profonda e preziosa. E tu pure vorrai che tutto sia dimezzato e straziato a tua immagine‚ perché bellezza e sapienza e giustizia ci sono solo in ciò che è fatto a brani.” “I nostri sentimenti si facevano incolori e ottusi‚ poiché ci sentivamo come perduti tra malvagità e virtù ugualmente disumane.” “Ogni incontro di due esseri al mondo è uno sbranarsi. Vieni con me‚ io ho la conoscenza di questo male e sarai più sicura che con chiunque altro; perché io faccio del male come tutti lo fanno; ma‚ a differenza degli altri‚ io ho la mano sicura.” “O Pamela‚ questo è il bene dell’esser dimezzato: il capire d’ogni persona e cosa al mondo la pena che ognuno e ognuna ha per la propria incompletezza. Io ero intero e non capivo‚ e mi muovevo sordo e incomunicabile tra i dolori e le ferite seminati dovunque‚ là dove meno da intero uno osa credere. Non io solo‚ Pamela‚ sono un essere spaccato e divelto‚ ma tu pure e tutti.”
Personaggi
Personaggi principali
- Visconte Medardo di Terralba: partì per le crociate in Boemia ed affiancò l'esercito cristano. Il visconte viene diviso da una palla di cannone all'inizio della storia. I resti di medardo vennero ricuciti in seguito.
- Nipote di medardo: è il nipote del visconte; nato dall'amore illecito tra la sorella maggiore di Medardo e un bracconiere. Rimasto orfano di entrambi i genitori viene accolto nel castello e cresciuto dalla balia Sebastiana.
Il gramo (destra): metà cattiva del visconte; al suo ritorno vennne acclamato da tutto il regno, successivamente si rivelò la parte malvagia del visconte. Commise molteplici azioni snagliate e moralemnte ingiuste contro tutto il regno. Fece uccidere gli abitanti del regno senza un valido motivo ed era solito dividere a metà qualunque cosa incontrasse.
Il buono (sinistra): la metà buona del visconte non fu trovata subito, fu curato da due eremiti. La prima apparizione del buono avviene nel settimo capitolo. Il buono è estremamente gentile, generoso e con un gtrande senso del dovere, tuttavia la sua bontà divenne insopportabile.
Personaggi secondari
- Dottor Trelawney: medico fuori dal normale che non si interessa alle malattie umane. Si considera un ricercatore e scienziato, insieme al nipote di medardo compie spedizioni alla ricerca di fuochi fatui. Riuscirà successivamente ad unire le due metà del visconte.
- Maestro Pietrochiodo: carpentiere costretto dal Gramo a costruire forche per omicidi di massa. In seguito verrà convinto dalle parte buona a costruire mulini.
- Pamela: giovane contadina di cui si innamorano entrambe le parti del visconte; è una ragazza semplice ma astuta poichè riesce ad evitare le persecuzioni delle due metà. E' la causa del conflitto tra i due.
- Sebastiana:la balia di casa terralba che ha accudito sia il visconte che suo nipote. Viene allontanata dal Gramo a Pratofungo poichè troppo invadente nei confronti dell'uomo.
- I lebbrosi: gruppo di persone confinate a Pratofungo a causa della contagiosa malattia. Vivono allegramente tra canti e balli che durano intere giornate.
- Gli ugonotti: gruppo di persone scappate dal proprio paese a causa della diversa religione. guidati ed incitati dal capo Ezechiele, sono costrettia vivere solamente di duro lavoro e non sono concessi svaghi.
confronti con la narrativa cavalleresca
La trilogia contente Il Visconte Dimezzato costituisce una parodia dei poemi epico-Cavallerschi, genere a cui le corti d'Italia e d'Europa divennero sensibili durante il Cinquecento
L'Orlando Furioso
entrancement
narratore e commentatore
l'incompletezza
il cavaliere imperfetto
l'ironia
Il Don Chisciotte
Italo Calvino
l'incompletezza
l'ironia
Confronti con altri poemi
Le riflessioni
parodia
Riflessioni sul libro
Il visconte dimezzato
riflessioni importanti
Il llibro di Italo Calvino offre spunti di riflessioni molto importanti, che fanno riflettere tutt'ora sulla società di oggi
DUALITA'
SENSO DI APPARTENENZA
Quando Medardo viene colpito da una palla di cannone e viene diviso in due metà, una buona ed una cattiva. Calvino con questa vicenda fantastico-realistica che dunque non può succedere nella vita reale raffigura simbolicamente le due facce della società: da una parte il bene l'amore e la compassione in opposizione al male, i quali si scontrano ogni giorno: un ladro che va a rubare ed un magnanimo signore che restituisce un portafoglio trovato per terra
Dopo essere stato dimezzato , il visconte Medardo non si sente piu appartenere completamente a nessuna parte. Non è mai adeguato come intero nè come metà. Questo fa riflettere sull'importanza di trovare la nostra identità e il senso di appartenenza in un mondo che sembra spesso frammentato. Invita a considerare come siamo influenzati dalle nostre connessioni sociali e come queste ci guidino nella nostra strada verso la realizzazione personale
L'identità
Sempre a causa del suo incidente di guerra, che lo ha diviso in due metà, una buona ed una cattiva, il visconte Medardo è afflitto da un conflitto interiore che lo divide tra il bene ed il male, i quali combattono una battaglia interna
Rappresentazioni teatrali legate all'opera
L'opera letteraria "il visconte dimezzato" di Italo Calvino, negli anni, è stata fonte di ispirazione per numerose rappresentazioni, soprattutto di tipo teatrale
ASSEMBLEA TEATRO
A oltre 30 anni dalla scomparsa dello scrittore, Assemblea Teatro ha voluto realizzare un ricordo attraverso la riproposizione di un'opera di invenzione fantastica che offre numerosi spunti di riflessione su realtà e illusione, ideologia ed etics ma, soprattutto, sull'equilibrio necessario ad ognuno perché, come dice Calvino, non esistono possibilità di verità assoluta.
TEATRO LIBERO
In occasione del centenario della nascita di Calvino, il Libero propone questo allestimento. Il lavoro teatrale acuisce la immaginifica narrazione, spostando il piano semantico in una dimensione pop, dove costumi scrittura scenica e videoproiezioni rimandano continuamente al mondo dei giovani
TEATRO RISTORI
Vinicio Marchioni, accompagnato dalle evocazioni musicali di alcuni musicisti dei Radio Zastava, dà voce al destino truculento che per quest'umanità divisa, mutilata e alienata da sé sembra inevitabile. Se non fosse per la scaltra Pamela, di cui le due metà si innamorano perdutamente.
"NEL MEZZO"Cosa succederebbe se, oltre alla nostra psiche, ad essere dimezzato fosse anche il nostro corpo? Come accade al visconte Medardo di Terralba, accade anche Gaetano, autore del monologo e vittima di un ictus, che lo ha colpito come una palla di cannone
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IL VISCONTE DIMEZZATO
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Il visconte dimezzato
ITALO CALVINO
Lavoro realizzato da:
Fetoni Sara, Gioacchini Raffaele, Salimbeni Gabriele, Secondi Chiara, Turchetti Irene
I personaggi
La trama e i passi importanti
Italo Calvino
Le rappresentazioni teatrali
Confronti con altri poemi
Le riflessioni
“Tutti ci sentiamo in qualche modo incompleti. Tutti realizziamo una parte di noi stessi e non l’altra.”
la vita di Italo Calvino
Italo Calvino è stato uno tra i maggiori scrittori del secondo Novecento, conosciuto e tradotto in tutto il mondo. I suoi lavori spaziano tra i romanzi e i racconti ma Calvino si interessò anche al mondo del teatro, del cinema, della musica, del fumetto e dell’arte.
Italo Calvino nasce nel 1923 a Cuba, dove i genitori si erano trasferiti lasciando l’Italia. Quando ha solo tre anni la famiglia torna in Italia, a Sanremo, dove il futuro scrittore trascorre l’infanzia e l’adolescenza. Nel 1941 si sposta a Torino, dove si iscrive alla Facoltà di Agraria. In questo periodo inizia a comporre i primi racconti, poesie e testi teatrali. Nel 1943, per evitare di essere arruolato nell’esercito repubblichino di Salò, entra nella brigata comunista Garibaldi. Di quell’esperienza lo colpì molto lo spirito partigiano dei suoi compagni. . Nel 1944 partecipa alla guerra partigiana, esperienza che lascerà traccia nelle sue prime opere. Nel 1945, dopo la guerra, Calvino lascia la Facoltà di Agraria e si iscrive a Lettere. Nello stesso anno aderisce al PCI (partito comunista italiano). Entra in contatto con Natalia Ginzburg e Cesare Pavese a cui sottopone i suoi racconti Inizia a collaborare con il quotidiano "l’Unità" e con la rivista “Il Politecnico” di Elio Vittorini. In questi anni si afferma la casa editrice torinese Einaudi, con famosi collaboratori e consulenti, tra cui Pavese e Vittorini stessi. Proprio su suggerimento di Pavese viene pubblicato nel 1947 il primo romanzo di Italo Calvino “Sentiero dei nidi di ragno di stampo neorealista". Nel 1952 viene pubblicato “Il visconte dimezzato"- il primo romanzo della trilogia “I nostri antenati". Nel tempo si assiste ad un cambiamento nello stile di Calvino, da quello neorealista a quello fiabesco-allegorico; quest’ultimo diventerà caratterizzante dell’autore. Nel 1956 vengono pubblicate le “Fiabe italiane", un progetto di raccolta, sistemazione e traduzione di racconti della tradizione italiana popolare. Nel 1957 lascia il PCI, dopo l'invasione da parte sovietica dell'Ungheria. Collabora nuovamente con diverse riviste, tra cui “Officina”e dirige con Vittorini la rivista "Menabò". Il suo stile fiabesco-allegorico si esprime al meglio ne Il Barone rampante (1957) e ne Il Cavaliere inesistente (1959), completando così la trilogia cominciata nel '52 con Il Visconte dimezzato.
Nel 1962 conosce una traduttrice argentina, Esther Judith Singer, con cui si sposa nel 1964 e con la quale si trasferisce a Parigi nello stesso anno. In quello stesso anno esce, nella collana einaudiana “Libri per ragazzi”, “Marcovaldo” ovvero una serie di racconti incentrati sulla figura di Marcovaldo, un modesto operaio di una ditta durante il boom economico, divenendo una metafora del rapporto tra l'uomo e la modernità. A Parigi entra in contatto con Roland Barthes, un intellettuale francese, incontro che si rivelerà decisivo per lo sviluppo della narrativa calviniana, soprattutto negli anni Settanta. In questo clima speculativo e filosofico, Calvino frequenta gli intellettuali del movimento OuLiPo (Ouvroir de Littérature Potentielle, Laboratorio di letteratura potenziale). Dagli incontri e le influenze di questo periodo nascono una serie di racconti "fantascientifici" e paradossali sull'universo. Nel 1979 è la volta di “Se una notte d'inverno un viaggiatore”, un metaromanzo (cioè un romanzo sul romanzo stesso) in cui un Lettore si trova costretto a interrompere un romanzo dell’autore per incominciarne sempre un altro per diverse volte. Queste opere fanno parte del cosiddetto “periodo combinatorio” dell’autore. Nel 1980 si trasferisce a Roma. Nel 1983 pubblica i racconti di Palomar, una rielaborazione della narrazione di alcuni articoli pubblicati in quegli anni su "Repubblica" e il "Corriere", in cui il protagonista, un uomo di nome Palomar, con le sue osservazioni sul mondo porta il lettore a riflettere sull'esistenza umana e sul valore della parola. Questi racconti sono caratterizzati da un profondo pessimismo e da un forte senso di solitudine. Nel 1984 lascia Einaudi e passa a Garzanti. Nel 1985 viene invitato dall'università di Harvard a tenere una serie di conferenze. Inizia così a preparare le sue lezioni, ma viene colto da un ictus nella sua casa a Roccamare. Muore pochi giorni dopo a Siena. I testi vengono pubblicati postumi nel 1988 con il titolo “Lezioni americane”. In ogni lezione Calvino riflette sui valori della letteratura futura partendo da quelli per lui cruciali e determinanti come leggerezza, rapidità, esattezza, visibilità e molteplicità.
Il pensiero
Si può affermare che il pensiero di Italo Calvino segue l’evoluzione della sua ricerca letteraria. Calvino inizia le sue riflessioni seguendo la sua educazione illuministica in un ambiente fortemente influenzato dalla ragione. In lui prevale l’idea che la realtà si può spiegare. Tuttavia, la sua esperienza di uomo razionale si scontra con la realtà storica che sembra negare ogni razionalità. Per poter ottenere la libertà e la giustizia, l’uomo ha spesso dovuto compiere atti contro la ragione, come la violenza nella guerra. Dopo aver constatato che la ragione esiste ma l’uomo non sempre la segue, arriva ad una sua concezione personale definendo la vita come un difficile labirinto: la ragione infatti nel corso della storia ha dovuto affrontare il labirinto dell’irrazionalità. Riassumendo quindi, per Calvino la vita è come sfidare un labirinto, dove si deve stare dalla parte della ragione e cercare una via d’uscita per trovare un mondo che ha la libertà e giustizia. Tutti i caratteri di giustizia e libertà emergono durante la collaborazione con Einaudi. Successivamente in Calvino emerge la predisposizione alla fantasia e alla fiaba, oltre all’aspetto legato alla ragione e all’oggettività. Talvolta, alla fiaba, si aggiunge anche il comico anche se si tratta di un comico-amaro. Il cambiamento più forte nella narrativa si ha nel ’60 quando si trasferisce a Parigi, infatti inizia a creare opere fantascientifiche. Ne Il Visconte dimezzato troviamo tante di queste componenti. Possiamo infatti definire questo romanzo come una “fiaba a carica realistica” o “realismo a carica fiabesca”(definizione data da Vittorini della scrittura di Calvino) . Realistica è la lotta fra bene e male che caratterizza ogni essere umano, fiabesca l’idea di un essere umano diviso fisicamente e mentalmente in due parti che si riveleranno entrambe insoddisfacenti e fastidiose. Alcune conseguenze sono caratterizzate dal suo tipica comicità amara
La trama
Medardo, un giovane visconte proveniente dal paese di Terralba, arriva insieme al suo scudiero e amico Curzio all'accampamento cristiano in Boemia, per partecipare alla guerra contro i Turchi. Ma durante la battaglia viene colpito da una palla di cannone in pieno petto, che lo divide in due. Viene ritrovata la sola parte destra. I medici del campo riescono a fasciarla e ricucirla, cosicché il visconte, dopo la guerra, fa ritorno a Terralba. Qui gli abitanti capiscono che del visconte è tornata solo la parte malvagia, che si sbizzarrisce in empietà, tra cui tentare varie volte di uccidere suo nipote. Tutte le sue prodezze gli valgono il soprannome di "il Gramo". Tempo dopo si innamora di Pamela, una contadinella, ma per punirla (perché l'aveva rifiutato) si vendica danneggiando la sua famiglia. Nel frattempo il nipote del nobile è solito accompagnare il dottor Trelawney, un medico che è stato a servizio dell'esploratore James Cook in giro per il mondo: i due fanno ricerche sui fuochi fatui di notte nei cimiteri. Il ragazzino incontra frequentemente una comunità di ugonotti, tra cui una famiglia che vive commerciando prodotti della terra. A Pratofungo, paese dei lebbrosi, torna la parte sinistra del visconte - la metà buona, salvata da alcuni eremiti, che esordisce salvando il nipote dal morso velenoso di un ragno. "Il Buono", come viene chiamato, cerca di rimediare tutto quello che è causato dal Gramo. Anche il Buono si innamora di Pamela, che ancora una volta rifiuta il pretendente. Il Gramo discute con la madre della ragazza del piano architettato per prendersi Pamela. Il Buono, invece, afferma col padre di lei di voler lasciare la città, permettendo al Gramo di sposarla liberamente. La contadina, però, incontra ambedue le metà e rassicura entrambi sulla riuscita del matrimonio. Arrivato il giorno della cerimonia, il Buono e il Gramo sono sicuri del successo della propria idea, e il primo ad arrivare alla cappella del castello è il Buono, perché il Gramo riscontra un lieve infortunio a cavallo. Il Buono riesce così a sposare Pamela, ma il Gramo lo raggiunge poco dopo e lo sfida a duello. Durante la lotta, entrambe le metà tagliano le bende e le cuciture dell'altra. Il dottor Trelawney, che aspettava quest'eventualità, riesce quindi a riunire le due metà riformando il visconte Medardo, che infine sposa Pamela. Il Visconte, così, diviene un uomo saggio e riflessivo.
Passi significativi
“Ero intero e tutte le cose erano per me naturali e confuse‚ stupide come l’aria; credevo di veder tutto e non era che la scorza. Se mai tu diventerai metà di te stesso‚ e te l’auguro‚ ragazzo‚ capirai cose al di là della comune intelligenza dei cervelli interi. Avrai perso metà di te e del mondo‚ ma la metà rimasta sarà mille volte più profonda e preziosa. E tu pure vorrai che tutto sia dimezzato e straziato a tua immagine‚ perché bellezza e sapienza e giustizia ci sono solo in ciò che è fatto a brani.” “I nostri sentimenti si facevano incolori e ottusi‚ poiché ci sentivamo come perduti tra malvagità e virtù ugualmente disumane.” “Ogni incontro di due esseri al mondo è uno sbranarsi. Vieni con me‚ io ho la conoscenza di questo male e sarai più sicura che con chiunque altro; perché io faccio del male come tutti lo fanno; ma‚ a differenza degli altri‚ io ho la mano sicura.” “O Pamela‚ questo è il bene dell’esser dimezzato: il capire d’ogni persona e cosa al mondo la pena che ognuno e ognuna ha per la propria incompletezza. Io ero intero e non capivo‚ e mi muovevo sordo e incomunicabile tra i dolori e le ferite seminati dovunque‚ là dove meno da intero uno osa credere. Non io solo‚ Pamela‚ sono un essere spaccato e divelto‚ ma tu pure e tutti.”
Personaggi
Personaggi principali
Il gramo (destra): metà cattiva del visconte; al suo ritorno vennne acclamato da tutto il regno, successivamente si rivelò la parte malvagia del visconte. Commise molteplici azioni snagliate e moralemnte ingiuste contro tutto il regno. Fece uccidere gli abitanti del regno senza un valido motivo ed era solito dividere a metà qualunque cosa incontrasse.
Il buono (sinistra): la metà buona del visconte non fu trovata subito, fu curato da due eremiti. La prima apparizione del buono avviene nel settimo capitolo. Il buono è estremamente gentile, generoso e con un gtrande senso del dovere, tuttavia la sua bontà divenne insopportabile.
Personaggi secondari
confronti con la narrativa cavalleresca
La trilogia contente Il Visconte Dimezzato costituisce una parodia dei poemi epico-Cavallerschi, genere a cui le corti d'Italia e d'Europa divennero sensibili durante il Cinquecento
L'Orlando Furioso
entrancement
narratore e commentatore
l'incompletezza
il cavaliere imperfetto
l'ironia
Il Don Chisciotte
Italo Calvino
l'incompletezza
l'ironia
Confronti con altri poemi
Le riflessioni
parodia
Riflessioni sul libro
Il visconte dimezzato
riflessioni importanti
Il llibro di Italo Calvino offre spunti di riflessioni molto importanti, che fanno riflettere tutt'ora sulla società di oggi
DUALITA'
SENSO DI APPARTENENZA
Quando Medardo viene colpito da una palla di cannone e viene diviso in due metà, una buona ed una cattiva. Calvino con questa vicenda fantastico-realistica che dunque non può succedere nella vita reale raffigura simbolicamente le due facce della società: da una parte il bene l'amore e la compassione in opposizione al male, i quali si scontrano ogni giorno: un ladro che va a rubare ed un magnanimo signore che restituisce un portafoglio trovato per terra
Dopo essere stato dimezzato , il visconte Medardo non si sente piu appartenere completamente a nessuna parte. Non è mai adeguato come intero nè come metà. Questo fa riflettere sull'importanza di trovare la nostra identità e il senso di appartenenza in un mondo che sembra spesso frammentato. Invita a considerare come siamo influenzati dalle nostre connessioni sociali e come queste ci guidino nella nostra strada verso la realizzazione personale
L'identità
Sempre a causa del suo incidente di guerra, che lo ha diviso in due metà, una buona ed una cattiva, il visconte Medardo è afflitto da un conflitto interiore che lo divide tra il bene ed il male, i quali combattono una battaglia interna
Rappresentazioni teatrali legate all'opera
L'opera letteraria "il visconte dimezzato" di Italo Calvino, negli anni, è stata fonte di ispirazione per numerose rappresentazioni, soprattutto di tipo teatrale
ASSEMBLEA TEATRO
A oltre 30 anni dalla scomparsa dello scrittore, Assemblea Teatro ha voluto realizzare un ricordo attraverso la riproposizione di un'opera di invenzione fantastica che offre numerosi spunti di riflessione su realtà e illusione, ideologia ed etics ma, soprattutto, sull'equilibrio necessario ad ognuno perché, come dice Calvino, non esistono possibilità di verità assoluta.
TEATRO LIBERO
In occasione del centenario della nascita di Calvino, il Libero propone questo allestimento. Il lavoro teatrale acuisce la immaginifica narrazione, spostando il piano semantico in una dimensione pop, dove costumi scrittura scenica e videoproiezioni rimandano continuamente al mondo dei giovani
TEATRO RISTORI
Vinicio Marchioni, accompagnato dalle evocazioni musicali di alcuni musicisti dei Radio Zastava, dà voce al destino truculento che per quest'umanità divisa, mutilata e alienata da sé sembra inevitabile. Se non fosse per la scaltra Pamela, di cui le due metà si innamorano perdutamente.
"NEL MEZZO"Cosa succederebbe se, oltre alla nostra psiche, ad essere dimezzato fosse anche il nostro corpo? Come accade al visconte Medardo di Terralba, accade anche Gaetano, autore del monologo e vittima di un ictus, che lo ha colpito come una palla di cannone
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