Disegno per la pittura
A.A. 23/24
Elementi di educazione visiva
Prof. Giulio Pace
S c u o l a d e g l i A r t e f i c i e d e l N u d o - C o r s o P r o p e d e u t i c o
il Disegno
che cos'è il disegno?
Rappresentazione grafica di oggetti/soggetti che possono essere riconducibili alla realtà fenomenologica o all'immaginazione Può essere il momento ideativo (schizzo) di un progetto, la fase preliminare preparatoria (bozzetto, cartone) di un'opera pittorica Può anche essere espressione autonoma
di-segno = INSIEME ORDINATO DI SEGNI
COME LETTERE E PAROLE COMPONGONO LA FRASE DOTATA DI SENSO (LINGUAGGIO VERBALE) ALLO STESSO MODO I VARI TIPI DI SEGNO COMPONGONO IL SENSO DI UN'IMMAGINE (LINGUAGGIO VISIVO)
Elementi fondamentali del linguaggio visivo
Il PUNTO e la LINEA
Se in geometria sono entità astratte prive di spessore (il punto è addirittura adimensionale, la linea ha solo la dimensione della lunghezza), nel linguaggio visivo sono segni grafici o pittorici che possiedono una lora forma, un loro colore e un andamento che esprimono e comunicato differenti significati.
Il gesto dell'artista, lo strumento utilizzato e il supporto sono le variabili che condizionano il risultato finale Il variare di uno solo di questi elementi (un gesto più lento e preciso, uno strumento più o meno morbido, una superficie ruvida o liscia) modifica significativamente il segno dal punto di vista espressivo
Il Punto
Il pittore russo Vasilij Kandinskij nel suo saggio "Punto, linea, superficie" definisce il punto il nucleo primordiale di una composizione «il risultato del primo scontro tra lo strumento e la superficie materiale» Pur essendo l'unità minima della grammatica visiva, il segno più conciso dello spazio e nel tempo, il punto ha espressività e carattere determiti da forma e dimensioni, dal colore, dalle proprietà della superficie, dalla sua collocazione nel capo.
Aggregazioni di punti
Il nostro occhio, o meglio il nostro cervello, davanti ad una aggregazione di punti ricompone i singoli elementi in un'immagine unitaria, cerca di darle un senso
In altri casi più rari i punti vengono invece aggregati in modo che non perdano il proprio carattere individuale «Il punto è un piccolo mondo separato da tutte le parti in modo più o meno uniforme, quasi strappato dal circostante»
(Vasilij Kandinskij)
Artisti di riferimento
Il punto è pertanto interessante sia come elemento a sé stante sia come base per la costruzione di immagini Aggregazioni di punti più o meno regolari per disposizione, forma ,dimensioni e colore sono utillizzate spesso in pittura, nel mosaico e nella grafica
Vasilij Kandinskij
Lucio Fontana
Yayoi Kusama
Geoges Seurat
Yves Klein
Damien Hirst
La Linea
«Una linea è un punto che è andato a fare una passeggiata» Paul Klee La linea, contrariamente al punto, è un elemento dinamico una traccia prodotta da uno strumento che si muove su una superficie Anche la linea, parimenti al punto, è condizionata dai fattori di forma, dimensione, colore, proprietà del supporto e collocazione La
Kandinskij afferma che la linea «è la traccia del punto in movimento, dunque il suo prodotto. Nasce dal movimento, e precisamente dalla distruzione del punto, della sua quiete estrema, in sé chiusa. Qui si compie il salto dallo statico al dinamico» La linea, essendo la traccia di un gesto che si svolge nel tempo, è un elemento che non viene percepito istantaneamente I nostri occhi, spostandosi continuamente, ne seguono gli andamenti, cogliendo così la tensione, il movimento, l'espressività
Andamento
L'espressività della linea è determinata in buona parte dal suo andamento, ossia dalla sua articolazione, dal sua maniera di svilupparsi nello spazio I quattro tipi di linea sono:
RETTE
SPEZZATE
MISTE
CURVE
Direzione
Oltre all'andamento, l'espressività della linea è condizionata anche dalla direzione e dalla posizione che essa assume nello spazio Si dinstinguono così le linee:
ORIZZONTALI
VERTICALI
OBLIQUE
Modulazione e spessore
Altro carattere distintivo delle qualità espressive della line sono legate all gesto dell'artista oltre alla direzione e all'andamento, la linea viene caratterizzata dall'intensità con cui è tracciata e dallo spessore che ne connota il rapporto con lo spazio La modulazione del tratto è determinata dallo pressione esercitata sullo strumento Tramite il variare dello spessore, dato anche attraverso di diversi strumenti e supporti, l'artista può conferire un particolare carattere ai tratti
Funzione strutturale della linea
La linea è un elemento strutturale e fondamentale per il disegno Definisce i profili degli oggetti/soggetti, ma descrive anche il loro volume attraverso i rilievi presenti sulle superfici Le linee che disegnamo per individuare profili e volumi sono un'astrazione della mente per rappresentare più agevolmente quello che vediamo sebbene nella realtà non esistano
Aggregazione di linee
L'aggregazione di linee può dare origine a texture (tessiture) che indica la qualità di una superficie dal punto di vista visivo e tattile Le texture presentano linee (più genericamente segni) che si ripetono ritmicamente, si accostano o si intrecciano Gli accostamenti regolari di linee e punti suggeriscono effetti di superficie piana Aggregazioni irregolari suggeriscono degli effetti tridimensionali Le rarefazioni determinano zone chiare, che sembrano avanzare verso l'osservatore Gli addensamenti determinano aree scure, le ombre, che sembrano arretrare rispetto alla superficie di fondo
Artisti di riferimento
La linea è alla base del disegno e si presta a numerosi utilizzi: schizzi, disegni preparatori, tracciati geometrici e disegni scientifici. Come segno può avere una precisa forza espressiva, nell'arte contemporanea, in particolare nell'Espressionismo astratto e nell'Informale, la traccia compiuta dal gesto dell'atista ha valore in sé
Egon Schiele
Jackson Pollock
Paul Klee
Piet Mondrian
Alberto Giacometti
Esercitazione 1
Riproduci la trama decorativa di un tapppeto utilizzando il punto come segno espressivo Realizza prima il disegno strutturale della composizione per poi rielaborarla a colori con i pennarelli Artista di riferimento:
Lupo Borgonovo con la serie Õ
Esercitazione 2
Realizza una texture utilizzato il valore espressivo della linea nelle sue modificazioni di: andamento, direzione, modulazione e spessore Sviluppa il progetto a matita per poi tradurlo a colori con i pennarelli Artista di riferimento:
Piero Dorazio
Luci e ombre
A cosa serve la luce?
La luce ci permette di vedere il mondo intorno a noi, di valutare le distanze e di percepire i volumi e le loro caratteristiche. Gli effetti chiaroscurali che percepiamo osservando la realtà sono di due tipi:
OMBRE PROPRIE
OMBRE PORTATE
Ombre proprie
Le ombre proprie sono le zone di oscurità che si formano nelle parti meno illuminate dell'oggetto Esse forniscono informazioni sul tipo di superficie (liscia, ruvida, ecc.) Ci fanno percepire, tramite i gradienti chiaroscurali, il volume dei corpi tridimenzionali
Ombre portate
Le ombre portate sono la proiezione dell'ombra dell'oggetto nello spazio Esse forniscono informazioni sulla realtà circostante Grazie alla loro forma e posizione riusciamo a riconosce le caratteristiche della superficie e la sua distanza con l'oggetto
Luce naturale e luce artificiale
Nel disegno geometrico sono state stabilite alcune convenzioni per la rappresentazione delle ombre, utilizzabili in modo intuitivo anche nella copia dal vero Esistono due tipi di luce: quella naturale prodotta dal sole e quella artificiale prodotta ad esempio dal fuoco di una candela o dalle lampade elettriche
Le qualità espressive della luce
A seconda dell’intensità e della collocazione della fonte luminosa, variano i rapporti tra luce e ombra e, in senso artistico, le sue qualità espressive Si possono individuare le seguenti condizioni luminose: luce diffusa, luce frontale, luce laterale, controluce
Luce diffusa
È generata dall’illuminazione del sole quando non è diretta, ovvero è filtrata dalla nebbia o da uno strato di nubi; può essere ottenuta artificialmente attraverso l’utilizzo di filtri o l’impiego contemporaneo ed equilibrato di più sorgenti luminose La forma dell’oggetto illuminato non ha rilievo marcato, le sue ombre morbide e delicate suggeriscono sensazioni di armonia, serenità e sogno che rendono gli oggetti più evanescenti e irreali
Luce frontale
La sorgente luminosa è posta presso l’osservatore o alle sue spalle; l’ombra si forma dietro l’oggetto Con un'intensa illuminazione frontale il soggetto appare appiattito dalla presenza di scarsi passaggi chiaroscurali, poiché le ombre proprie tendono a concentrarsi sulle zone perimetrali
Luce laterale
L'illumizaione laterale arriva diagonalmente sull'oggetto, dove si formano, a destra o a sinistra, evidenti zone d’ombra che accentuano concavità e sporgenze, mettendo in risalto la qualità materica della superficie L'illuminazione laterale, in particolare con la fonte luminosa posizionata in alto, è quella più utilizzata nell'arte perché simula quella solare Quando i raggi della fonte luminosa sono collocati con una inclinazione minima rispetto al soggetto si è in presenza di luce radente che determina accentuazioni marcate dell’ombra, e da una connotazione drammatica e fortemente espressiva all'immagine
Controluce
L’oggetto è posto tra la sorgente luminosa e l’osservatore riducendo sensibilmente la sua tridimensionalità Ne scorgiamo nettamente i profili, che appaiono in ombra ma non riusciamo a leggerne la superficie L’ombra è uniforme ed i volumi si appiattiscono.
Luce e ombra nell'arte
La luce ha la capacità di creare ed evocare atmosfere suggestive; un semplice oggetto può esprimere diversi significati, o trasmettere differenti emozioni, a seconda di com'è illuminato Nella pittura, la luce è un elemento del linguaggio visivo fissato dall'artista; egli infatti può stabilire il tipo di fonte luminosa (naturale o artificiale), la sua collocazione, la sua intensità e la sua disposizione interna o esterna alla scena Nella libertà creativa dell'artista, la luce può non rispecchiare gli effetti di luce e ombra percepiti quotidianamente nella realtà
Intensità e tipo di illuminazione sono il risultato della sensibilità dell'artista, della visione del mondo o di quella della sua epoca Luce e ombra hanno assunto inoltre precisi significati simbolici: alla luce è stato sempre assegnato un valore positivo, di nascita e conoscenza mentre all'ombra un carattere negativo e di morte
Una distribuzione uniforme della luce conferisce unità e senso di ordine, come accade in buona parte ai dipinti del Quattrocento italiano Una luce che viene definita dagli storici dell'arte limpida, intensa e naturale al tempo stesso, da una carattere obiettivo ed assoluto alla rappresentazione
Una luce violenta può dare vita ad atmosfere irreali, fantastiche o drammatiche come accade nella pittura del Seicento che assegnò alla luce funzionei espressive, narrative e simboliche piuttosto complesse La luce è al tempo stesso un elemento realistico, in quanto plasma con forza i volumi, e simbolico, perché rappresenta l'intervento soprannaturale negli eventi rappresentati Illuminando solo alcune parti la luce assegna all'ombra la funzione di assorbire tutto ciò che all'artista appare poco rilevante ai fini narrativi, guidando l'attenzione dell'osservatore verso le parti più significative
Altri artisti hanno invece cercato di riprodurre con immediatezza le particolarità della luce naturale colta in un preciso istante della giornata È l'esempio delle opere degli impressionisti di fine Ottocento, impegnati allo studio della luce nelle diverse condizioni atmosferiche
Nel corso del Novecento gli artisti hanno sperimentato un uso della luce sempre più libero ed espressivo, diventando in alcuni esiti vera e propria materia pittorica e quindi protagonista assoluta dell'opera d'arte
DAN FLAVIN
HEDWARD HOPPER
PABLO PICASSO
MARK ROTHKO
LUC TUYMANS
TIM NOBEL E SUE WEBSTER
MARIO SIRONI
Esercitazione
Scatta quattro fotografie di un oggetto (ad esempio un frutto) utilizzando le diverse qualità espressive di luce: diffusa, frontale, laterale e controluce Inserisci il tuo oggetto in un set neutro realizza gli scatti mantenendo lo stesso punto di vista variando di volta in volta la fonte luminosa Stampa in formato A4 le immagini in bianco e nero
Rielabora graficamente le immagini in bianco e nero a matita restitueto l'espressiva plasticità del soggetto con il chiaroscuro
Possiedono una maggiore instabilità e tensione interna, poiché richiamano contemporaneamente la quiete dell'orizzontale e la dinamica della verticale. Il grado di tensione varia a seconda dell'inclinazione delle linee, che cresce avvicinandosi alla verticale.
"Domenica pomeriggio sull'isola della Grand-Jatte" 1884-86 Olio su tela
"Number 31" 1950 Vernice su tela
"Tutto l'amore eterno che ho per le zucche" 2016 Installazione, tecnica mista
"Rilievo planetario rosa "Luna I" 1968 Pigmento secco e resina sintetica su intonaco
"Melo in fiore" 1912 Olio su tela
"Autoritratto" 1910 Acquerello e carboncino su carta
Sono formate da segmenti di rette alternati a segmenti di linee curve. Hanno una maggiore complessità espressiva data dal sommarsi di elementi contrastanti
"Alcuni cerchi" 1926 Olio su tela
"La tête" 1955-1960 Matita su carta
Picasso Disegni di luce 1949
Visto da una certa distanza sembra un tappeto, ma non lo è. Õ, l’opera realizzata da Lupo Borgonovo per la mostra Text, è un disegno su carta che riproduce i motivi geometrici e le decorazioni di un particolare tipo di tappeto orientale, il karachop, la cui lunga tradizione si perde nel Caucaso sud-occidentale, tra l’Armenia e la Georgia. Le unità minime che lo formano non sono nodi, ma 40 mila minuscole ellissi tracciate a pennarello. Questo nuovo lavoro fa parte di una serie più ampia esposta di recente in Australia, nella galleria ReadingRoom di Melbourne, e tocca alcuni temi centrali nella ricerca di Borgonovo: la rielaborazione di modelli presi dal quotidiano o dalla storia dell’arte con forme e materiali diversi, lo scarto tra l’originale e la copia, la traduzione vista come tradimento oltre che come tentativo di interpretazione. In occasione dell’inaugurazione della mostra, abbiamo chiesto all’artista milanese classe 1985 di raccontarci come lavora e quali ispirazioni guidano il suo processo creativo.
Piero Dorazio (Roma, 1927 – Perugia, 2005) è stato uno dei massimi rappresentanti dell’astrattismo europeo. Le sue opere si caratterizzano per l’uso di linee, geometrie e colori; tutti elementi che diventeranno la sua cifra stilistica, grazie anche ad un attento studio e suddivisione degli spazi. Nel 1947 la ricerca espressiva dell’arte doraziana prosegue attraverso il Gruppo Forma 1, che vede la partecipazione di Carla Accardi, Ugo Attardi, Pietro Consagra, Mino Guerrini, Achille Perilli, Antonio Sanfilippo e Giulio Turcato; gli iscritti al gruppo sono accomunati dalla volontà di svincolare l’arte da una dimensione psicologica o realistica, associandola al criterio di struttura e con un’attenzione particolare al segno e alla forma che diventano elemento unico di espressione. Dorazio trova una chiave di lettura dell’arte astratta, affermando che il quadro astratto non rappresenta altro che sé stesso, poiché costituito da elementi della visione: colore, spazio, materia, dimensioni e movimento concorrono a trasmettere sensazioni ed emozioni.
Sono costituite da segmenti di rette e producono angoli acuti, retti od ottusi. A livello espressivo, essendo il risultato di due forze conflittuali, indicano dinamismo e tensione
"Concetto spaziale. La fine di Dio" 1963 Olio, buchi, squarci e graffiti su tela
"Ad Parnassum" 1932 Olio su tela
Sono il prodotto di due forze che agiscono simultaneamente sullo strumento che viene mosso. Si possono ottenere linee ondulate con andamento regolare o ondulazioni irregolari grazie ad una vivace alternanza tra le due forze. Queste linee suggeriscono sensazioni di movimento fluido, riposante e armonico
"Oleoylsarcosine" 2008 Serigrafia su carta velina
Sono quelle che rappresentano la forma più sintetica rispetto alle infinite possibilità di movimento, in quanto prodotte da una forza applicata in un'unica direzione
Rimandano alla superficie d'appoggio portante su cui normalmente ci muoviamo, la superficie terrestre, e suggeriscono un senso di piatta stabilità, quiete e staticità
Suggeriscono una sensazione di dinamicità, di altezza e di slancio, Invitano a distaccarsi da ciò che è terreno, a elevarsi simbolicamente verso il cielo
L'ombra portata può essere disegnata individuando l'inclinazione dei raggi luminosi che investono l'oggetto e la loro proiezione sul piano orizzontale
In genere i raggi provenienti dal sole sono paralleli, perchè originati da una fonte molto lontana e idealmente posta all'infinito. La forma e la grandezza dell'ombra proiettata su una parete verticale risultano le medesime
I raggi provenienti da una luce artificiale si diffondono a raggiera. L'ombra proiettata su una parete verticale da una fonte ravvicinata, assume dimensioni maggiori rispetto all'oggetto che la produce.
Piero della Francesca "Sacra Conversazione" 1472-74 Tempera su tavola
Caravaggio "Vocazione di San Matteo" 1598-1600 Olio su tela
Claude Monet "Covoni di fieno, effetto neve, mattina" e "Covoni di fieno, tarda estate, Giverny" 1891 Olio su tela
"Disegno di luce" 1949 Scatto fotografico
"Paesaggio urbano" 1927 Olio su tela
"Diagonal of Personal Ecstasy" 1963 Luce al neon, veduta dell'istallazione
Cappella De Menil 1971 14 pannelli olio su tela
"I nottambuli" 1942 Olio su tela
"Gioventù sprecata" 2000 Spazzatura, replica di cibo, confezione McDonald's, legno, proiettore luminoso
"Himmler" 1998 Olio su tela
frontale laterale diffusa dall'alto controluce
Il Disegno _ disegno per pittura 23/24
Pace Giulio
Created on November 16, 2023
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Disegno per la pittura
A.A. 23/24
Elementi di educazione visiva
Prof. Giulio Pace
S c u o l a d e g l i A r t e f i c i e d e l N u d o - C o r s o P r o p e d e u t i c o
il Disegno
che cos'è il disegno?
Rappresentazione grafica di oggetti/soggetti che possono essere riconducibili alla realtà fenomenologica o all'immaginazione Può essere il momento ideativo (schizzo) di un progetto, la fase preliminare preparatoria (bozzetto, cartone) di un'opera pittorica Può anche essere espressione autonoma
di-segno = INSIEME ORDINATO DI SEGNI
COME LETTERE E PAROLE COMPONGONO LA FRASE DOTATA DI SENSO (LINGUAGGIO VERBALE) ALLO STESSO MODO I VARI TIPI DI SEGNO COMPONGONO IL SENSO DI UN'IMMAGINE (LINGUAGGIO VISIVO)
Elementi fondamentali del linguaggio visivo
Il PUNTO e la LINEA
Se in geometria sono entità astratte prive di spessore (il punto è addirittura adimensionale, la linea ha solo la dimensione della lunghezza), nel linguaggio visivo sono segni grafici o pittorici che possiedono una lora forma, un loro colore e un andamento che esprimono e comunicato differenti significati.
Il gesto dell'artista, lo strumento utilizzato e il supporto sono le variabili che condizionano il risultato finale Il variare di uno solo di questi elementi (un gesto più lento e preciso, uno strumento più o meno morbido, una superficie ruvida o liscia) modifica significativamente il segno dal punto di vista espressivo
Il Punto
Il pittore russo Vasilij Kandinskij nel suo saggio "Punto, linea, superficie" definisce il punto il nucleo primordiale di una composizione «il risultato del primo scontro tra lo strumento e la superficie materiale» Pur essendo l'unità minima della grammatica visiva, il segno più conciso dello spazio e nel tempo, il punto ha espressività e carattere determiti da forma e dimensioni, dal colore, dalle proprietà della superficie, dalla sua collocazione nel capo.
Aggregazioni di punti
Il nostro occhio, o meglio il nostro cervello, davanti ad una aggregazione di punti ricompone i singoli elementi in un'immagine unitaria, cerca di darle un senso
In altri casi più rari i punti vengono invece aggregati in modo che non perdano il proprio carattere individuale «Il punto è un piccolo mondo separato da tutte le parti in modo più o meno uniforme, quasi strappato dal circostante»
(Vasilij Kandinskij)
Artisti di riferimento
Il punto è pertanto interessante sia come elemento a sé stante sia come base per la costruzione di immagini Aggregazioni di punti più o meno regolari per disposizione, forma ,dimensioni e colore sono utillizzate spesso in pittura, nel mosaico e nella grafica
Vasilij Kandinskij
Lucio Fontana
Yayoi Kusama
Geoges Seurat
Yves Klein
Damien Hirst
La Linea
«Una linea è un punto che è andato a fare una passeggiata» Paul Klee La linea, contrariamente al punto, è un elemento dinamico una traccia prodotta da uno strumento che si muove su una superficie Anche la linea, parimenti al punto, è condizionata dai fattori di forma, dimensione, colore, proprietà del supporto e collocazione La
Kandinskij afferma che la linea «è la traccia del punto in movimento, dunque il suo prodotto. Nasce dal movimento, e precisamente dalla distruzione del punto, della sua quiete estrema, in sé chiusa. Qui si compie il salto dallo statico al dinamico» La linea, essendo la traccia di un gesto che si svolge nel tempo, è un elemento che non viene percepito istantaneamente I nostri occhi, spostandosi continuamente, ne seguono gli andamenti, cogliendo così la tensione, il movimento, l'espressività
Andamento
L'espressività della linea è determinata in buona parte dal suo andamento, ossia dalla sua articolazione, dal sua maniera di svilupparsi nello spazio I quattro tipi di linea sono:
RETTE
SPEZZATE
MISTE
CURVE
Direzione
Oltre all'andamento, l'espressività della linea è condizionata anche dalla direzione e dalla posizione che essa assume nello spazio Si dinstinguono così le linee:
ORIZZONTALI
VERTICALI
OBLIQUE
Modulazione e spessore
Altro carattere distintivo delle qualità espressive della line sono legate all gesto dell'artista oltre alla direzione e all'andamento, la linea viene caratterizzata dall'intensità con cui è tracciata e dallo spessore che ne connota il rapporto con lo spazio La modulazione del tratto è determinata dallo pressione esercitata sullo strumento Tramite il variare dello spessore, dato anche attraverso di diversi strumenti e supporti, l'artista può conferire un particolare carattere ai tratti
Funzione strutturale della linea
La linea è un elemento strutturale e fondamentale per il disegno Definisce i profili degli oggetti/soggetti, ma descrive anche il loro volume attraverso i rilievi presenti sulle superfici Le linee che disegnamo per individuare profili e volumi sono un'astrazione della mente per rappresentare più agevolmente quello che vediamo sebbene nella realtà non esistano
Aggregazione di linee
L'aggregazione di linee può dare origine a texture (tessiture) che indica la qualità di una superficie dal punto di vista visivo e tattile Le texture presentano linee (più genericamente segni) che si ripetono ritmicamente, si accostano o si intrecciano Gli accostamenti regolari di linee e punti suggeriscono effetti di superficie piana Aggregazioni irregolari suggeriscono degli effetti tridimensionali Le rarefazioni determinano zone chiare, che sembrano avanzare verso l'osservatore Gli addensamenti determinano aree scure, le ombre, che sembrano arretrare rispetto alla superficie di fondo
Artisti di riferimento
La linea è alla base del disegno e si presta a numerosi utilizzi: schizzi, disegni preparatori, tracciati geometrici e disegni scientifici. Come segno può avere una precisa forza espressiva, nell'arte contemporanea, in particolare nell'Espressionismo astratto e nell'Informale, la traccia compiuta dal gesto dell'atista ha valore in sé
Egon Schiele
Jackson Pollock
Paul Klee
Piet Mondrian
Alberto Giacometti
Esercitazione 1
Riproduci la trama decorativa di un tapppeto utilizzando il punto come segno espressivo Realizza prima il disegno strutturale della composizione per poi rielaborarla a colori con i pennarelli Artista di riferimento:
Lupo Borgonovo con la serie Õ
Esercitazione 2
Realizza una texture utilizzato il valore espressivo della linea nelle sue modificazioni di: andamento, direzione, modulazione e spessore Sviluppa il progetto a matita per poi tradurlo a colori con i pennarelli Artista di riferimento:
Piero Dorazio
Luci e ombre
A cosa serve la luce?
La luce ci permette di vedere il mondo intorno a noi, di valutare le distanze e di percepire i volumi e le loro caratteristiche. Gli effetti chiaroscurali che percepiamo osservando la realtà sono di due tipi:
OMBRE PROPRIE
OMBRE PORTATE
Ombre proprie
Le ombre proprie sono le zone di oscurità che si formano nelle parti meno illuminate dell'oggetto Esse forniscono informazioni sul tipo di superficie (liscia, ruvida, ecc.) Ci fanno percepire, tramite i gradienti chiaroscurali, il volume dei corpi tridimenzionali
Ombre portate
Le ombre portate sono la proiezione dell'ombra dell'oggetto nello spazio Esse forniscono informazioni sulla realtà circostante Grazie alla loro forma e posizione riusciamo a riconosce le caratteristiche della superficie e la sua distanza con l'oggetto
Luce naturale e luce artificiale
Nel disegno geometrico sono state stabilite alcune convenzioni per la rappresentazione delle ombre, utilizzabili in modo intuitivo anche nella copia dal vero Esistono due tipi di luce: quella naturale prodotta dal sole e quella artificiale prodotta ad esempio dal fuoco di una candela o dalle lampade elettriche
Le qualità espressive della luce
A seconda dell’intensità e della collocazione della fonte luminosa, variano i rapporti tra luce e ombra e, in senso artistico, le sue qualità espressive Si possono individuare le seguenti condizioni luminose: luce diffusa, luce frontale, luce laterale, controluce
Luce diffusa
È generata dall’illuminazione del sole quando non è diretta, ovvero è filtrata dalla nebbia o da uno strato di nubi; può essere ottenuta artificialmente attraverso l’utilizzo di filtri o l’impiego contemporaneo ed equilibrato di più sorgenti luminose La forma dell’oggetto illuminato non ha rilievo marcato, le sue ombre morbide e delicate suggeriscono sensazioni di armonia, serenità e sogno che rendono gli oggetti più evanescenti e irreali
Luce frontale
La sorgente luminosa è posta presso l’osservatore o alle sue spalle; l’ombra si forma dietro l’oggetto Con un'intensa illuminazione frontale il soggetto appare appiattito dalla presenza di scarsi passaggi chiaroscurali, poiché le ombre proprie tendono a concentrarsi sulle zone perimetrali
Luce laterale
L'illumizaione laterale arriva diagonalmente sull'oggetto, dove si formano, a destra o a sinistra, evidenti zone d’ombra che accentuano concavità e sporgenze, mettendo in risalto la qualità materica della superficie L'illuminazione laterale, in particolare con la fonte luminosa posizionata in alto, è quella più utilizzata nell'arte perché simula quella solare Quando i raggi della fonte luminosa sono collocati con una inclinazione minima rispetto al soggetto si è in presenza di luce radente che determina accentuazioni marcate dell’ombra, e da una connotazione drammatica e fortemente espressiva all'immagine
Controluce
L’oggetto è posto tra la sorgente luminosa e l’osservatore riducendo sensibilmente la sua tridimensionalità Ne scorgiamo nettamente i profili, che appaiono in ombra ma non riusciamo a leggerne la superficie L’ombra è uniforme ed i volumi si appiattiscono.
Luce e ombra nell'arte
La luce ha la capacità di creare ed evocare atmosfere suggestive; un semplice oggetto può esprimere diversi significati, o trasmettere differenti emozioni, a seconda di com'è illuminato Nella pittura, la luce è un elemento del linguaggio visivo fissato dall'artista; egli infatti può stabilire il tipo di fonte luminosa (naturale o artificiale), la sua collocazione, la sua intensità e la sua disposizione interna o esterna alla scena Nella libertà creativa dell'artista, la luce può non rispecchiare gli effetti di luce e ombra percepiti quotidianamente nella realtà
Intensità e tipo di illuminazione sono il risultato della sensibilità dell'artista, della visione del mondo o di quella della sua epoca Luce e ombra hanno assunto inoltre precisi significati simbolici: alla luce è stato sempre assegnato un valore positivo, di nascita e conoscenza mentre all'ombra un carattere negativo e di morte
Una distribuzione uniforme della luce conferisce unità e senso di ordine, come accade in buona parte ai dipinti del Quattrocento italiano Una luce che viene definita dagli storici dell'arte limpida, intensa e naturale al tempo stesso, da una carattere obiettivo ed assoluto alla rappresentazione
Una luce violenta può dare vita ad atmosfere irreali, fantastiche o drammatiche come accade nella pittura del Seicento che assegnò alla luce funzionei espressive, narrative e simboliche piuttosto complesse La luce è al tempo stesso un elemento realistico, in quanto plasma con forza i volumi, e simbolico, perché rappresenta l'intervento soprannaturale negli eventi rappresentati Illuminando solo alcune parti la luce assegna all'ombra la funzione di assorbire tutto ciò che all'artista appare poco rilevante ai fini narrativi, guidando l'attenzione dell'osservatore verso le parti più significative
Altri artisti hanno invece cercato di riprodurre con immediatezza le particolarità della luce naturale colta in un preciso istante della giornata È l'esempio delle opere degli impressionisti di fine Ottocento, impegnati allo studio della luce nelle diverse condizioni atmosferiche
Nel corso del Novecento gli artisti hanno sperimentato un uso della luce sempre più libero ed espressivo, diventando in alcuni esiti vera e propria materia pittorica e quindi protagonista assoluta dell'opera d'arte
DAN FLAVIN
HEDWARD HOPPER
PABLO PICASSO
MARK ROTHKO
LUC TUYMANS
TIM NOBEL E SUE WEBSTER
MARIO SIRONI
Esercitazione
Scatta quattro fotografie di un oggetto (ad esempio un frutto) utilizzando le diverse qualità espressive di luce: diffusa, frontale, laterale e controluce Inserisci il tuo oggetto in un set neutro realizza gli scatti mantenendo lo stesso punto di vista variando di volta in volta la fonte luminosa Stampa in formato A4 le immagini in bianco e nero
Rielabora graficamente le immagini in bianco e nero a matita restitueto l'espressiva plasticità del soggetto con il chiaroscuro
Possiedono una maggiore instabilità e tensione interna, poiché richiamano contemporaneamente la quiete dell'orizzontale e la dinamica della verticale. Il grado di tensione varia a seconda dell'inclinazione delle linee, che cresce avvicinandosi alla verticale.
"Domenica pomeriggio sull'isola della Grand-Jatte" 1884-86 Olio su tela
"Number 31" 1950 Vernice su tela
"Tutto l'amore eterno che ho per le zucche" 2016 Installazione, tecnica mista
"Rilievo planetario rosa "Luna I" 1968 Pigmento secco e resina sintetica su intonaco
"Melo in fiore" 1912 Olio su tela
"Autoritratto" 1910 Acquerello e carboncino su carta
Sono formate da segmenti di rette alternati a segmenti di linee curve. Hanno una maggiore complessità espressiva data dal sommarsi di elementi contrastanti
"Alcuni cerchi" 1926 Olio su tela
"La tête" 1955-1960 Matita su carta
Picasso Disegni di luce 1949
Visto da una certa distanza sembra un tappeto, ma non lo è. Õ, l’opera realizzata da Lupo Borgonovo per la mostra Text, è un disegno su carta che riproduce i motivi geometrici e le decorazioni di un particolare tipo di tappeto orientale, il karachop, la cui lunga tradizione si perde nel Caucaso sud-occidentale, tra l’Armenia e la Georgia. Le unità minime che lo formano non sono nodi, ma 40 mila minuscole ellissi tracciate a pennarello. Questo nuovo lavoro fa parte di una serie più ampia esposta di recente in Australia, nella galleria ReadingRoom di Melbourne, e tocca alcuni temi centrali nella ricerca di Borgonovo: la rielaborazione di modelli presi dal quotidiano o dalla storia dell’arte con forme e materiali diversi, lo scarto tra l’originale e la copia, la traduzione vista come tradimento oltre che come tentativo di interpretazione. In occasione dell’inaugurazione della mostra, abbiamo chiesto all’artista milanese classe 1985 di raccontarci come lavora e quali ispirazioni guidano il suo processo creativo.
Piero Dorazio (Roma, 1927 – Perugia, 2005) è stato uno dei massimi rappresentanti dell’astrattismo europeo. Le sue opere si caratterizzano per l’uso di linee, geometrie e colori; tutti elementi che diventeranno la sua cifra stilistica, grazie anche ad un attento studio e suddivisione degli spazi. Nel 1947 la ricerca espressiva dell’arte doraziana prosegue attraverso il Gruppo Forma 1, che vede la partecipazione di Carla Accardi, Ugo Attardi, Pietro Consagra, Mino Guerrini, Achille Perilli, Antonio Sanfilippo e Giulio Turcato; gli iscritti al gruppo sono accomunati dalla volontà di svincolare l’arte da una dimensione psicologica o realistica, associandola al criterio di struttura e con un’attenzione particolare al segno e alla forma che diventano elemento unico di espressione. Dorazio trova una chiave di lettura dell’arte astratta, affermando che il quadro astratto non rappresenta altro che sé stesso, poiché costituito da elementi della visione: colore, spazio, materia, dimensioni e movimento concorrono a trasmettere sensazioni ed emozioni.
Sono costituite da segmenti di rette e producono angoli acuti, retti od ottusi. A livello espressivo, essendo il risultato di due forze conflittuali, indicano dinamismo e tensione
"Concetto spaziale. La fine di Dio" 1963 Olio, buchi, squarci e graffiti su tela
"Ad Parnassum" 1932 Olio su tela
Sono il prodotto di due forze che agiscono simultaneamente sullo strumento che viene mosso. Si possono ottenere linee ondulate con andamento regolare o ondulazioni irregolari grazie ad una vivace alternanza tra le due forze. Queste linee suggeriscono sensazioni di movimento fluido, riposante e armonico
"Oleoylsarcosine" 2008 Serigrafia su carta velina
Sono quelle che rappresentano la forma più sintetica rispetto alle infinite possibilità di movimento, in quanto prodotte da una forza applicata in un'unica direzione
Rimandano alla superficie d'appoggio portante su cui normalmente ci muoviamo, la superficie terrestre, e suggeriscono un senso di piatta stabilità, quiete e staticità
Suggeriscono una sensazione di dinamicità, di altezza e di slancio, Invitano a distaccarsi da ciò che è terreno, a elevarsi simbolicamente verso il cielo
L'ombra portata può essere disegnata individuando l'inclinazione dei raggi luminosi che investono l'oggetto e la loro proiezione sul piano orizzontale
In genere i raggi provenienti dal sole sono paralleli, perchè originati da una fonte molto lontana e idealmente posta all'infinito. La forma e la grandezza dell'ombra proiettata su una parete verticale risultano le medesime
I raggi provenienti da una luce artificiale si diffondono a raggiera. L'ombra proiettata su una parete verticale da una fonte ravvicinata, assume dimensioni maggiori rispetto all'oggetto che la produce.
Piero della Francesca "Sacra Conversazione" 1472-74 Tempera su tavola
Caravaggio "Vocazione di San Matteo" 1598-1600 Olio su tela
Claude Monet "Covoni di fieno, effetto neve, mattina" e "Covoni di fieno, tarda estate, Giverny" 1891 Olio su tela
"Disegno di luce" 1949 Scatto fotografico
"Paesaggio urbano" 1927 Olio su tela
"Diagonal of Personal Ecstasy" 1963 Luce al neon, veduta dell'istallazione
Cappella De Menil 1971 14 pannelli olio su tela
"I nottambuli" 1942 Olio su tela
"Gioventù sprecata" 2000 Spazzatura, replica di cibo, confezione McDonald's, legno, proiettore luminoso
"Himmler" 1998 Olio su tela
frontale laterale diffusa dall'alto controluce