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medicazioni chirurgiche

clelia.dito1907

Created on November 16, 2023

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Transcript

medicazioni di ferite chirurgiche

presented by:
  • de luca tania
  • dito clelia
  • giubilei valeria
  • lupu robert
  • nobile alessandro
  • parisi clara
  • sagliano danilo
08- sostituzione delle medicazioni
01- definizione di ferita e tipologie.
02- definizione ferita chirurgica e tipologie.

09- TIPOLOGIA DI MEDICAZIONE

03-la guarigione e le modalità in cui avviene

10- GESTIONE DEL DOLORE E TRATTAMENTO POST-OPERATORIO

04- fattori che influenzano la guarigione della ferita

11- COMPLICANZE e guarigioni anomali delle ferite chirurgiche

INDEX

05- le tre fasi della guarigione

12- CLASSIFICAZIONE, PREVENZIONE DELLE INFEZIONI E FATTORI DI RISCHIO

06- definizione di medicazione ferita chirurgica E MATERIALE STANDard.

13- indicazioni, procedure e linee guida

07- trattamento ferita chirurgica E medicazione

14- BIBLIO-SITOGRAFIA

01

definizione di ferita e tipologie.

Ferite Intenzionali

LE FERITE

• Modificazione menomante a carico di un organo o di un tessuto, con alterazione (reversibile o irreversibile) della continuità della forma, della posizione, della struttura o della funzione. E' provocata da cause di varia natura: fisica (agenti traumatici, termici, radianti), chimica (sostanze tossiche, squilibri metabolici, enzimatici, ormonici), biologica (microrganismi patogeni, tossine).

Ferite Non Intenzionali

FERITE CHIUSE

FERITE APERTE

Se i tessuti sono traumatizzati senza rottura della cute ,la ferita si definisce chiusa.

Quando la cute o la superficie mucosa sono lesionate la ferita si definisce aperta.

02

definizione ferita chirurgica e tipologie

ferite chirurgiche

Si definisce ferita chirurgica una soluzione di continuo della cute/di un tessuto parietale, realizzata a seguito di un incisione a comparsa programmata, con obiettivi diagnostici o terapeutici ,che dovrebbe andare incontro a guarigione in un intervallo di tempo ben definito .

  • Possono essere distinte in base al loro aspetto e al grado di contaminazione dei tessuti interessati in base l'intervento.
  • L’infermiere responsabile dell’assistenza generale infermieristica, conosce la classificazione delle ferite chirurgiche:

Ferite Contaminata

Ferite Pulite

Ferite Sporca-Infetta

Ferite Pulite-Conteminate

03

la guarigione e le modalità in cui avviene.

La guarigione delle ferite può avvenire secondo meccanismi diversi in base alla condizione della ferita. La guarigione delle ferite chirurgiche può avvenire:

GUARIGIONE PER TERZA INTENZIONE

GUARIGIONE PER SECONDA INTENZIONE

GUARIGIONE PER PRIMA INTENZIONE.

+ info

+ info

+ info

04

fattori che influenzano la guarigione della ferite.

FATTORI CHE INFLUENZANO LA GUARIGIONE

PATOLOGIE SISTEMATICHE

FATTORI LOCALI

FARMACI

CAUSE DI TENSIONE SULLA FERITA

FATTORI COMUNI

05

le tre fasi della guarigione.

-La riparazione tissutale delle ferite passa attraverso tre fasi:

Fase maturativa

Fase proliferativa

Fase infiammatoria

06

definizione di medicazione ferita chirurgica.

DEFINIZIONE:

Quando parliamo di medicazioni ci riferiamo ad un applicazione terapeutica locale che ha lo scopo di proteggere i tessuti lesionati dalle infezioni e di stimolare i processi di guarigione e cicatrizzazione.

MATERIALE OCCORRENTE:

07

trattamento ferita chirurgica E medicazione

trattamento delle ferite chirurghiche in merito delle medicazioni

  • Le medicazioni vengono ispezionate regolarmente per assicurarsi che siano pulite, asciutte e intatte. Una eccessiva secrezione può indicare emorragia, infezione o deiscenza della ferita. Quando le medicazioni vengono cambiate, l'infermiere valuta la ferita per caratteristiche, dimensione, secrezioni, gonfiore, dolore e stato del drenaggio. I dettagli di queste valutazioni sono presenti nelle "Linee guida operative".

- drenaggio:

- dolore:

- aspetto:

Osservare la collocazione, il colore, la consistenza, l'odore e il grado di saturazione della medicazione. Annotare il numero delle garze sporche o il diametro della secrezione sulla garza. Eventuali perdite ematiche o sierose.

Può essere presente un dolore post-operatorio severo o moderato per 3-5 giorni; un dolore severo persistente o improvviso può indicare emorragia interna o infezione.

Ispezionare il colore della ferita, l'area circostante e la vicinanza dei margini.

- dimensioni:

- gonfiore:

- tubi di drenaggi:

Ispezionare il posizionamento e la fissità dei tubi di drenaggio, la quantità e le caratteristiche del drenaggio e il corretto funzionamento dell'apparecchio di aspirazione, se presente.

Verificare la presenza di gonfiore; un moderato gonfiore nelle prime fasi di guarigione può essere normale.

Annotare la dimensione e la localizzazione di qualsiasi deiscenza, se presente.

08

sostituzione delle medicazioni
  • Non tutte le medicazioni chirurgiche necessitano della sostituzione. Alcune volte, i chirurghi in sala operatoria applicano una medicazione che rimane in posizione fino alla rimozione dei punti di sutura.
  • Nella maggior parte dei casi, comunque, le medicazioni devono essere cambiate per prevenire la crescita microbica. I successivi cambi di medicazione nell'immediato periodo post-operatorio sono effettuati dall'infermiere. Occorre garantire la privacy e non scoprire l'assistito in modo eccessivo e ingiustificato. L'infermiere non dovrà riferirsi all'incisione come a una cicatrice, perché l'assistito può recepire questo termine con connotazioni negative. Occorrerà assicurare all'assistito che l'incisione si ridurrà con la guarigione e che il rossore scomparirà. Mentre cambia la medicazione, l'infermiere ha l'opportunità di educare l'assistito sulla cura dell'incisione e sul cambio della medicazione in vista del ritorno a casa.

09

tipologia delle medicazioni

LE VARIE TIPOLOGIE DI MEDICAZIONI

  • La scelta della tipologia di medicazione, che deve essere anallergica e atraumatica nella periodica sostituzione e/o rimozione della stessa, è legata alle caratteristiche della ferita stessa.
Tipologia di medicazione:

COMPLESSA

AVANZATA

SEMPLICE

  • Molti fattori concorrono alla buona riuscita della medicazione, tra questi le azioni comportamentali che rispondono ai criteri di efficacia ed efficienza.

10

GESTIONE DEL DOLORE TRATTAMENTO POST-OPERATORIO
  • Controllare il dolore nel decorso post operatorio, oltre a favorire la mobilizzazione precoce, può migliorare la compliance del paziente.
  • Le ferite chirurgiche, normalmente, sono più dolorose durante la prima fase di riparazione tissutale (fase infiammatoria), rispetto ai processi di riparazione attiva e di rimodellamento.

Occorre assicurare un monitoraggio constante della presenza del dolore, ponendo attenzione a tutti gli elementi che possono favorire la sensibilizzazione dei nocicettori, quali ad esempio la tosse ripetuta, la mobilizzazione stessa, gli indumenti che sfregano sulla ferita, il cambio della medicazione o l’uso di determinati antisettici, al fine di prevenire la sua manifestazione, adeguando/prevedendo un supporto farmacologico mirato.

Occorre istruire il paziente (o i suoi familiari) sul mantenimento della medicazione a domicilio, ivi compresi le indicazioni su come assicurare l’igiene della persona ed il riconoscimento precoce di segni e/o sintomi di complicanze infettive relative al sito chirurgico. Prima della dimissione, verificare se il paziente/familiare ha recepito le informazioni, valutare l’opportunità di consegnare, oltre la lettera di dimissione indirizzata al MMG, la relazione infermieristica con i consigli personalizzati.

11

complicanze e guarigioni anomale delle ferite CHIRURGICHE

COMPLICANZE:

  • Nel post-operatorio, alcune situazioni possono ostacolare il processo di guarigione fisiologico.
  • Una percentuale significativa delle ferite chirurgiche è, infatti, soggetta a complicanze come l’infezione del sito chirurgico o la deiscenza, che causano dolore e disagio per i pazienti e sforzi ulteriori per il sistema sanitario.
  • L’infezione del sito chirurgico è la complicanza più frequente: un paziente su venti sottoposto ad intervento chirurgico svilupperà una lesione infetta.
  • Un'altra situazione che si può presentare è la deiscenza. Con deiscenza intendiamo apertura totale o parziale della ferita chirurgica per prima intenzione; può coinvolgere alcuni strati dermici, fino alla fascia muscolare, attraversandola ed esponendo i visceri sottostanti.
  • Implica un trattamento con medicazioni particolari ossia quelle avanzate che utilizzano diversi ausili come garze all’argento,alginati,colloidi e medicazioni al silicone.

GUARIGIONE ANOMALA DELLA FERITA CHIRURGICA

La cicatrizzazione normale interessa il tessuto superficiale danneggiato, inizia entro 7-10 giorni dalla lesione e progredisce nei successivi 6-12 mesi. La cicatrizzazione anomala interessa ferite che impiegano molto tempo a guarire e può portare alla formazione di cicatrici ipertrofiche o cheloidi.

FERITE IPERTROFICHE

Le cicatrici ipertrofiche si formano e rimangono entro i margini della ferita iniziale. Sono comuni nella popolazione pe-diatrica, in aree dove sono presenti articolazioni. La cicatrice diventa rossa (a causa della sua natura ipervascolarizzata), dura e in rilievo.

FERITE CHELOIDI

I cheloidi sono di forma irregolare e si estendono oltre i margini della ferita iniziale. Sono estesi, nodulari e spesso causano prurito e dolore. Sono più comuni nelle persone di colore, hanno tendenza familiare e sono rare nella popolazione pediatrica e negli anziani.

12

CLASSIFICAZIONE, PREVENZIONE DELLE INFEZIONI E FATTORI DI RISCHIO

CLASSIFICAZIONE DELLE INFEZIONI DEL SITO CHIRURGICO:

INFEZIONI ORGANO/SPAZIO:

INFEZIONE PROFONDA:

INFEZIONE SUPERFICIALE:

infezione del sito chirurgico che interessa organi e spazi.

infezione del sito chirurgico limitata alla superficie dell’incisione;

infezione del sito chirurgico che interessa i tessuti profondi;

PREVENZIONE DALLE INFEZIONI DEL SITO CHIRUGHICO

la formazione continua del personale sanitario e di supporto;

l’applicazione delle corrette procedure assistenziali, secondo le evidenze scientifiche;

Obiettivo fondamentale della prevenzione è creare, a protezione del sito chirurgico, delle barriere efficaci per ridurre al minimo queste possibilità di contatto (contaminazione batterica e/o infezione). Occorre sviluppare l’adozione di buone pratiche assistenziali che possono migliorare la qualità dell’assistenza tramite:

la protezione del sito chirurgico nelle diverse fasi;

l’attenta e adeguata igiene della persona, dell’ambiente e dello strumentario. L’approccio nell’adozione di un set di interventi che, se integrati, sono in grado di ridurre, in modo significativo le infezioni del sito chirurgico.

ll Programma di sorveglianza delle infezioni.

FATTORI DI RISCHIO

13

indicazioni, procedure e linee guida

istruzioni operative:

  • Pensate per UNIFORMARE il comportamento del Professionista.
  • Descrivono ESATTAMENTE come deve essere realizzata una prestazione assistenziale.

procedura:

  • Successioni dettagliate, logiche e consequenziali di atti tecnici-operativi.
  • Oggettivano l’AGIRE infermieristico, lo rendono sistematico e verificabile.

linee guida:

  • Insieme di raccomandazioni di comportamenti clinico- assistenziale, prodotte attraverso un processo sistematico allo scopo di assistere gli operatopri nel prendere decisioni sulle modalita’ assistenziali piu’ appropriate ed efficaci, alfine di raggiungere gli obiettivi di cui gli operatori sono responsabili in una specifica situazione clinica.
  • Sono elaborate mediante revisione sistematica della letteratura e delle opinioni degli esperti, con lo scopo di massimizzare i risultati e le risorse dell’assistenza sanitaria e di omogeneizzare la prassi clinica in presenza si situazioni analoghe, e contrastare l’utilizzo di procedure ad efficacia non documentata.

nella letteratura:

video medicazione ferita chirurgica

biblio-sitografia:

  • https://www.treccani.it/enciclopedia/lesione/
  • kozier
  • https://www.asst-pavia.it/
  • nurse24.it
  • brunner
  • HARTMANN.IT
  • https://www.htcnet.it/prestazione esame/medicazione/
  • pubmed
  • www.regioneemiliromagna.it
  • www.fnopi.it
  • www.gimpios.it

GRAZIE A TUTTI PER L'ATTENZIONE !

(per ferita che guarisce per III intenzione) Il sistema di medicazione a pressione topica negativa (PTN) è utilizzato per pazienti con ferite caratterizzate da perdita di sostanza; è una metodica di trattamento che agisce sulla lesione attraverso una pressione sub-atmosferica. Le medicazione si effettuano, di norma, ad intervalli di 72 h.

medicazione AVANZATA:

FERITA PULITA

una ferita operatoria non infetta e senza segni di infiammazione non relativa ad interventi nei distretti respiratorio, alimentare, genitale, urinario. È sottoposta a chiusura di prima intenzione e, se necessario, drenata con drenaggi chiusi;

GUARIGIONE PER TERZA INTENZIONE

La guarigione per terza intenzione (sutura secondaria) riguarda ferite profonde che non sono state suturate o che sono state Suturate tardivamente oppure risuturate in seguito ad apertura; In questo caso la continuità del tessuti si ripristina attraverso la granulazione di ognuno dei due margini della ferita, con formazione di una cicatrice più profonda e più ampia. Anche queste ferite, una volta suturate, sono coperte con garza umida e poi con una medicazione sterile asciutta.

Le ferite intenzionali si verificano durante il trattamento ne sono esempi gli interventi chirurgici o le punture venose ad esempio anche se l’asportazione di un tumore è terapeutico , il chirurgo deve recidere dei tessuti e di conseguenza traumatizzarli ).

Ferita intenzionale

GUARIGIONE PER PRIMA INTENZIONE

Le ferite create asetticamente, con minima distruzione tissutale, chiuse appropriatamente, guariscono per prima intenzione con scarsa reazione tissutale. Quando le ferite guariscono attraverso guarigione per prima intenzione, il tessuto di granulazione non è visibile e la formazione cicatriziale è minima. Nel post-operatorio, queste ferite, di solito, vengono coperte con medicazioni sterili asciutte. Se è stato usato un adesivo per tessuti a base di cianoacrilato (LiquiBand) per chiudere l'incisione senza sutura , la medicazione è controindicata.

ferite contaminate

Una ferita aperta ovvero post traumatica recente. Si inseriscono in questa categoria anche gli interventi con interruzioni delle procedure asettiche (es. massaggio cardiaco a torace aperto) o spandimento del contenuto gastroenterico, ed incisioni nel cui contesto si evidenzi un processo infiammatorio acuto non purulento.

Permette di identificare i gruppi di agenti infettivi ed eventi epidemici, valuta l’andamento temporale, identifica i fattori di rischio e l’impatto delle misure di controllo e permette di avviare i programmi di miglioramento della qualità assistenziale. È comprovato che una sorveglianza associata ad un programma di controllo delle infezioni, che includono un feed back delle informazioni integrati e multidisciplinare, conduce ad una riduzione significativa delle infezioni del sito chirurgico. La sorveglianza consente di:

  • Identificare tempestivamente la malattia infettiva e/o colonizzazione del paziente;
  • Reperire gli esiti colturali;
  • Guidare l’adozione delle misure di precauzione per il controllo del rischio infettivo.

Le ferite non intenzionali sono accidentali ad esempio una persona può fratturarsi un braccio in un incidente automobilistico o avere una rottura dei tessuti dovuta a una condizione metabolica come il diabete o una malattia vascolare.

Ferite Non Intenzionali

medicazione complesse:

(per ferita che guarisce per II intenzione) può essere rinnovata più volte nelle 24 ore in presenza di essudato e/o pus.

- La probabilità che i pazienti sottoposti a intervento chirurgico sviluppino infezione post operatoria del sito, varia fortemente in relazione a diversi fattori:

  • Codice ASA (rischi legati alla condizione clinica del paziente) > 3;
  • Durata e classe dell’intervento chirurgico (pulito, pulito-contaminato, contaminato, sporco);
  • Durata della degenza pre-post intervento;
  • Impianto di materiale protesico;
  • Malattie concomitanti (diabete, malnutrizione, obesità, ecc.).

(per ferita che guarisce per I intenzione) e deve essere effettuata dopo 24-48 ore dall'intervento.

medicazione semplice:

ferite sporche-infette

Una ferita traumatica non recente con ritenzione di tessuto devitalizzato, ferita che coinvolge infezioni clinicamente evidenti, ferita di intervento relativo a perforazioni viscerali. (Si intende che i microrganismi causali dell’infezione della ferita chirurgica fossero già presenti sul campo operatorio prima dell’intervento).

GUARIGIONE PER SECONDA INTENZIONE

SI verifica nelle ferite infette (ascessi) oppure nelle ferite i cui bordi non sono stati avvicinati. Quando s'incide un ascesso, questo collassa parzialmente, ma le cellule morte e morenti che formano le sue pareti vengono rilasciate nella cavità. Gradualmente il materiale necrotico disintegra ed esce, mentre la cavità dell'ascesso viene colmata da tessuto rosso, molle e sensibile, che sanguina facilmente. Tale tessuto è composto da capillari dalla parete sottile e da abbozzi cellulari che formeranno il tessuto connettivo. Questi abbozzi, detti granulazioni, si ingrossano fino a riempire l'area lasciata libera dal tessuto distrutto. Le cellule attorno ai capillari cambiano forma, allungandosi e assottigliandosi, e si connettono formando una cicatrice. La guarigione è completa quando le cellule cutanee (epitelio) crescono sopra le granulazioni. Questo tipo di riparazione, detto guarigione per granulazione, si verifica quando vi è stata formazione di pus o perdita di tessuto per qualsiasi ragione.

ferite pulite-contaminate

una ferita operatoria relativa ad interventi interessanti il tratto respiratorio, alimentare, genitale o urinario in condizioni controllate e senza contaminazioni. Gli interventi che coinvolgono le vie biliari, l’appendice, la vagina e l’oro faringe si includono in tale categoria se non occorrono evidenze di infezione e/o alterazioni macroscopiche della tecnica chirurgica;