Pena di morte
Il nostro pensiero da diverse prospettive
START
SECTION 1
La pena di morte
La pena di morte, conosciuta anche come pena capitale, è la massima forma di pena a cui può essere condannata una persona e la sua esecuzione consiste nell'uccisione di un individuo ordinata da un tribunale in seguito ad un giudizio di colpevolezza.
La situazione in Italia
Dei delitti e delle pene
1764
Cesare Beccaria commenta l'immortalità della pena di morte
Abolizione
13 marzo 1865
La camera dei deputati vota per la moratoria
Stato di Toscana
1876
1 stato ad abolire la pena di morte
Unificazione codice penale
1889
per il regno d'Italia
Reintroduzione della pena di morte
1926
dal fascismo
Ultima esecuzione capitale
1947
tre siciliani condannati alla fucilazione
Costituzione
1948
Eliminazione della pena di morte
Eliminazione completa
18 dicembre 2007
con la legge costituzionale n. 2 del 2007 è stata eliminata anche dal codice militare di guerra grazie all'intervento dell'associazione "Nessuno tocchi Caino"
+59%
2021-2022
La situazione a livello mondiale .
Dati di Amnesty International
LOREM IPSUM
- 104 paesi hanno abolito la pena di morte per ogni reato.
- 7 paesi l’hanno abolita salvo che per reati eccezionali, quali quelli commessi in tempo di guerra.
- 30 paesi sono abolizionisti de facto poiché non vi si registrano esecuzioni da almeno dieci anni oppure hanno assunto un impegno a livello internazionale a non eseguire condanne a morte.
- In totale 141 paesi hanno abolito la pena di morte nella legge o nella pratica.
- 57 paesi mantengono in vigore la pena capitale, ma quelli che eseguono condanne a morte sono assai di meno.
"Nessuno tocchi Caino"
- è un'associazione senza fine di lucro che riunisce parlamentari e cittadini
- è stata fondata a Bruxelles nel 1993
- si batte per abolire le pena di morte
- il nome deriva dalla Bibbia
Obiettivi
- eliminare la pena di morte e la pena fino alla morte
- effettuare una moratoria universale
- eliminare i segreti di Stato riguardo la pena capitale
- Sensibilizzare i giovani sul tema
spes contra spem
- è un progetto destinato ai detenuti che devono essere reintergrati nella società
- il nome deriva dall'incollabile integrità morale di Adamo che "ebbe fede sperando contro ogni speranza"
OBIETTIVI
- Costruire laboratori nelle carceri
- promuovere ricorsi giurisdizionali in sede di Corte Costituzionale e/o Corte europea
- sensibilizzare l'opinione pubblica attraverso la diffusione del docu-film "Spes contra Spem"
Cosa è stato fatto? Ecco alcuni dati
- l'Asia è il continente dove avviene la maggior parte delle esecuzioni
- l'America è libera dalla pena di morte se non fosse per gli Stati Uniti
- in Africa la pena morte è praticata solo da 5 Paesi
- in Europa la pena di morte è stata abolita da tutti i Paesi eccetto la Bielorussia
Cosa possiamo fare noi?
- donare il 5 per mille delproprio IRPEF
- effettuare un bonifico bancario o postale
- Iscriversi all'associazione
- donare online con paypal o carta di credito
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LOREM IPSUM
Beccaria
Carceri
Cesare
Cesare "difensore d'ufficio"
Omnis homines, patres conscripti, qui de rebus dubiis consultant, ab odio, ami-citia, ira atque misericordia vacuos esse decet. Haud facile animus verum providet, ubi illa officiunt, neque quisquam omnium lubidini simul et usui paruit. Ubi intenderis ingenium, valet; si lubido possidet, ea dominatur, animus nihil valet. Magna mihi copia est memorandi, patres conscripti, quae reges atque populi irà aut misericordia inpulsi male consuluerint. Sed ea malo dicere, quae maiores nostri contra lubidinem animi sui recte atque ordine fecère. Bello Macedonico, quod cum rege Perse gessimus, Rhodiorum civitas magna atque magnifica, quae populi Romani opibus creverat, infida et advorsa nobis fuit. Sed postquam bello confecto de Rhodiis consultum est, maiores nostri, ne quis divitiarum magis quam iniuriae causa bellum inceptum diceret, inpunitos eos dimisere. Item bellis Punicis omnibus, quom saepe Carthaginienses et in pace et per indutias multa nefaria facinora fecissent, numquam ipsi per occasionem talia fecère: magis quid se dignum fort, quam quid in illos iure fieri posset, quaerebant. Hoc item vobis providendum est, patres conscripti. Ne plus apud vos valeat P. Lentúli et ceterorum scelus quam vostra dignitas, neu magis irae vostrae quam famae consulatis. Nam si digna poena pro factis eorum reperitur, novom consilium adprobo; sin magnitudo sceleris omnium ingenia exuperat, his utendum censeo, que legibus comparata sunt. Plerique eorum, qui ante me sententias dixerunt, conposite atque magnifice casum rei publicae miserati sunt. Quae belli saevitia esset, que victis adciderent, enumeravere: rapi virgines, pueros; divelli liberos a parentum complexu; matres familiarum pati que victoribus conlubuissent; fana atque domos spoliari; caedem, incendia fieri; postremo armis, cadaveribus, cruore atque luctu omnia compléri. [...]
De poena possum equidem dicere, id quod res habet, in luctu atque miseriis mortem aerumnarum requiem, non cruciatum esse; eam cuncta mortalium mala dissolvere; ultra neque cure neque gaudio locum esse. Sed per des inmortalis, quam ob rem in sententiam non addidisti, uti prius verberibus in eos animadvorteretur? An quia lex Porcia vetat? At aliae leges item condemnatis civibus non animam eripi, sed exilium permitti iubent. An quia gravius est verberari quam necari? Quid autem acerbum aut nimis grave est in homines tanti facinoris convictos? Sin quia levius est, qui convênit in minore negotio legem timere, quom eam in maiore neglegeris? At enim quis reprehendet quod in parricidas rei publicae decretum erit? Tempus dies fortuna, quoius lubido gentibus moderatur. Illis merito adcidet quicquid evenerit; ceterum vos, patres conscripti, quid in alios statuatis, considerate. Omnia mala exempla ex rebus bonis orta sunt. Sed ubi imperium ad ignaros eius aut minus bonos pervenit, novom illud exemplum ab dignis et idoneis ad indignos et non idoneos transfertur. [...] Postquam res publica adolevit et multitudine civium factiones valuere, circumveniri innocentes, alia huiusce modi fieri coepère, tum lex Porcia aliaeque leges paratae sunt, quibus legibus exilium damnatis permissum est. Hanc ego causam, patres conscripti, quo minus novom consilium capiamus, in primis magnam puto. Profecto virtus atque sapientia maior illis fuit, qui ex parvis opibus tantum imperium fecère, quam in nobis, qui ea bene parta vix retinemus. Placet igitur eos dimitti et augeri exercitum Catilinae? Minume. Sed ita censeo: publicandas eorum pecunias, ipsos in vinculis habendos per municipia, que maxume opibus valent; neu quis de is postéa ad senatum refèrat neve cum populo agat; qui aliter fecerit, senatum existumare eu contra rem publicam et salutem omnium facturum. .
LA LEGGE: PHYSIS E NOMOS
LOREM IPSUM
Il termine "legge" deriva da due parole greche ossia "physis" e "nomos".
- Nomosè la legge degli uomini considerata come parziale e mutevole in quanto è espressione della volontà di coloro che sono al potere
- Physis è la legge naturale, insita nell'animo di ogni uomo. Essa è sacra in quanto garantisce l'uguaglianza tra tutti gli uomini
La clemenza di Cesare
- il termine "clemenza" deriva dal latino "mens" che significa "ragione" o "intelletto"
- è una delle virtù del mos maiorum
- è la capacità di non infierire sugli sconfitti e non provare odio per i nemici
- non è solo una virtù ma anche una scelta politica
Maria Teresa D'austria
LOREM IPSUM
- Istutuì una commissione consultiva alla quale presentava un documento in cui esponeva i principi delll'illuminismo
- tutela della libertà di stampa
- Condanna della servitù e della tortura
- Diffusione dell'istruzione
Federico II di Prussia
LOREM IPSUM
Un uomo circondato dalla cultura illuminista
- GIUSTIZIA: abolì la tortura e ridusse il numero di crimini con la pena di morte.
- ESERCITO: Ulteriormente rafforzato
- BUROCRAZIA: Rigidi meccanismi di selzione del personale amministrativo.
- TOLLERANZA: libertà di professare la propria religione
- ISTRUZIONE: Istruzione elementare obbligatoria fino ai 13 anni.
Pietro Verri
LOREM IPSUM
- Viene fondata la rivista "Il Caffè" ospita numerosi dibattiti fra filosofi e letterati.
- introduzione del registro catastale: avvenne a partire dal 1718 sotto la direzione di Pompeo Nero, portato a termine nel 1760
- Ci fu l'eliminazione dei dazi che limitavano la circolazione del grano
Cesare Beccaria
LOREM IPSUM
Cesare beccaria fu tra i più celebri illuministi italiani e nel 1764 pubblicò la sua opera più famosa ovvero Dei delitti e delle pene.esso criticò due pratiche mondiali all'epoca, la tortura e la pena di morte dicendo che la paura della morte non ha mai impedito a un uomo di compiere gesti illeciti ma gli garantisce solo di poter essere arrestato ed etichetta la pena di morte come ingiusta dicendo che neanhce lo stato può arrogarsi il diritto di uccidere. della tortura invece ci fornisce una descrizione abbastanza esaustiva: "il mezzo più sicuro per assolvere i delinquenti robusti e condannare i deboli innocenti"
Dei delitti e Delle pene
LOREM IPSUM
in quest'opera Cesare Beccaria parte con l'idea di smontare la credenza della necesità della pena di morte, infatti lui esprime il suo pensiero che traspare un'idea della pena di morte totalmente inutile proprio perchè per lui il diritto che si arrogano gli uomini di trucidare i loro simili non è ciò che si evince dalla sovranità e dalle leggi, inoltre la considera ingiusta proprio perchè domanda quale uomo abbia mai lasciato a un suo simile il diritto di ucciderlo, inoltre la pena di morte è una guerra non dichiarata dello stato contro un singolo individuo, ma esso la considera accettabile solo in alcuni casi per esempio quando la nazione è sotto un governo anarchico o al contrario quando vengono acquistate o perse le proprie liberta, mentre la considera giusta solo nel caso in cui la morte di un cittadino sia l'unica opzione possibile per distogliere gli altri cittadini dal commettere delitti. Beccaria condanna l'intensita di una pena e ne offre una soluzione ovvero la così detta estensione della pena, giustifica ciò dicendo che la nostra sensibilità è più segnata da minime ma forti impressioni che da un forte ma passeggero movimento.per estensione della pena Cesare Beccaria intende l'immagine di un cittadino privo di libertà che avendo ceduto alle besitalità umane ricompensa attraverso le sue fatiche le stato il quale ha danneggiato definisce tutto ciò come il freno più forte contro i delitti.
Il Giusnaturalismo
LOREM IPSUM
- Si sviluppa nel 600 ciò che chiamiamo giusnaturalismo moderno, ovvero la credenza che vi sia un diritto naturale ( insieme di principi non perforza contenuti nel diritto positivo) oltre ad un diritto positivo.
- è una dottrina filosofico-giuridica che sostiene l'esistenza di norme di diritto naturali, perciò razionali, che precedono ogni giuridica positiva
- idealmente dovrebbe costruire un modello di base su cui poi formulare formule giuridiche.
Il giusnaturalismo nei secoli
XVII-XVIII
- Sebbene se ne parli sin dal mondo antico il giusnaturalismo nacque con Ugo Grozio e Rousseu.
- Tuttavia anche il pensiero filosofico di kant si può catalogare come giusnaturalistica
- importante poichè ha laicizzato l'idea di stato e dato fondamento umano al potere di chi governa e poichè vincola l'attività del legislatore con alcuni principi universali
- basata sull'idea dello stato di natura
lo stato di natura
LOREM IPSUM
- potere che nasce da una rinuncia dell'anarchia fornita dallo stato naturale.
- per Rousseu il sovrano è il popolo stesso e in quanto sovrano è detentore della propria volonta e vi legifera il bene universale
- Per Hobbes invece il contratto è imposto dal sovrano
- Situazione ipotetica, esistenza non postulata, ma conosciuta per via razionale.
- per i giusnaturalisti è la forma di vita assiciata alla quale sono già riconosciuti alcuni diritti originali e incoercibili.
- tuttavia non vi è una sicurezza che vengano rispettati.
- vi è la necessità di uscire dallo stato di natura e istituire un potere che fornisca pene esemplari per le trasgressioni, in modo da avere una convivenza civile
Idoli e Pregiudizi
Filosofia
Nella filosofia di Bacone, gli "Idoli della Mente" si riferiscono a quattro tipi di pregiudizi o errori che possono influenzare il pensiero e il ragionamento umano.- gli idoli della tribù sono errori dovuti alla natura umana, che tende inevitabilmente a deformare le percezioni della realtà - gli idoli della spelonca sono errori propri di ciascuno individuo, nelle circostanze specifiche della sua vita - gli idoli della piazza sono errori che derivano dal linguaggio e dai suoi equivoci - gli idoli del teatro sono errori che dipendono da dottrine filosofiche erronee o da dimostrazioni fallaci.
Pregiudizi
Il termine Pregiudizio deriva dal latino praeiudicium. Nel diritto romano è un’azione giuridica precedente al giudizio e tale di inferire talvolta sulle decisioni del giudice competente.
Il carcere o la prigione?
Il carcere o istituto penitenziario è il termine comunemente utilizzato per indicare il luogo in cui vengono detenuti gli indagati in stato di custodia cautelare, i condannati in via definitiva ed i destinatari di misure di sicurezza.
I diversi tipi di carcere
LOREM IPSUM
Casa mandamentale
view
Casa circondariale
view
Casa di reclusione
view
Istituto a custodia attenuata per detenute (I.C.A.M.)
view
I diversi tipi di carcere
L’istituto penale minorile
view
L’ospedale psichiatrico giudiziario (O.P.G.)
view
La vita nel carcere
La vita in carcere è disciplinata dalle norme dell’Ordinamento Penitenziario. Nel carcere vigono regole precise ed estremamente rigide finalizzate alla realizzazione dell’obiettivo della detenzione: la rieducazione del detenuto.Il detenuto deve infatti osservare tutte le norme che regolano la vita del carcere, rispettare gli altri detenuti e le indicazioni fornite dal personale del carcere.
"La responsabilità penale è personale.L’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva.Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato.Non è ammessa la pena di morte"
Lo scopo del carcere
LOREM IPSUM
Il carcere ha lo scopo di rieducare il condannato, così come previsto dall’art. 27 della Costituzione.Ciò significa che il detenuto non viene inserito nel circuito penitenziario semplicemente per essere punito per il reato commesso ma per essere sottoposto ad un determinato percorso di riabilitazione che lo porti a diventare una persona “nuova”, consapevole del danno arrecato ma capace di reintegrarsi in società. L’obiettivo quindi del nostro sistema penitenziario è favorire il reinserimento del detenuto ed evitare che lo stesso, una volta scontata la pena, possa tornare a delinquere.
La rieducazione nei carceri
La rieducazione nei carceri è un processo che mira a favorire il cambiamento comportamentale e la riabilitazione dei detenuti. Le modalità di questo possono variare notevolmente da un paese all'altro
- Educazione formale,
- Formazione professionale,
- Lavoro in carcere,
- Programmi di trattamento.
- Attività culturali ed educative,
- Programmi di riabilitazione sociale
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La pena di morte lavoro di gruppo
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Pena di morte
Il nostro pensiero da diverse prospettive
START
SECTION 1
La pena di morte
La pena di morte, conosciuta anche come pena capitale, è la massima forma di pena a cui può essere condannata una persona e la sua esecuzione consiste nell'uccisione di un individuo ordinata da un tribunale in seguito ad un giudizio di colpevolezza.
La situazione in Italia
Dei delitti e delle pene
1764
Cesare Beccaria commenta l'immortalità della pena di morte
Abolizione
13 marzo 1865
La camera dei deputati vota per la moratoria
Stato di Toscana
1876
1 stato ad abolire la pena di morte
Unificazione codice penale
1889
per il regno d'Italia
Reintroduzione della pena di morte
1926
dal fascismo
Ultima esecuzione capitale
1947
tre siciliani condannati alla fucilazione
Costituzione
1948
Eliminazione della pena di morte
Eliminazione completa
18 dicembre 2007
con la legge costituzionale n. 2 del 2007 è stata eliminata anche dal codice militare di guerra grazie all'intervento dell'associazione "Nessuno tocchi Caino"
+59%
2021-2022
La situazione a livello mondiale .
Dati di Amnesty International
LOREM IPSUM
"Nessuno tocchi Caino"
Obiettivi
spes contra spem
- il nome deriva dall'incollabile integrità morale di Adamo che "ebbe fede sperando contro ogni speranza"
OBIETTIVICosa è stato fatto? Ecco alcuni dati
Cosa possiamo fare noi?
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LOREM IPSUM
Beccaria
Carceri
Cesare
Cesare "difensore d'ufficio"
Omnis homines, patres conscripti, qui de rebus dubiis consultant, ab odio, ami-citia, ira atque misericordia vacuos esse decet. Haud facile animus verum providet, ubi illa officiunt, neque quisquam omnium lubidini simul et usui paruit. Ubi intenderis ingenium, valet; si lubido possidet, ea dominatur, animus nihil valet. Magna mihi copia est memorandi, patres conscripti, quae reges atque populi irà aut misericordia inpulsi male consuluerint. Sed ea malo dicere, quae maiores nostri contra lubidinem animi sui recte atque ordine fecère. Bello Macedonico, quod cum rege Perse gessimus, Rhodiorum civitas magna atque magnifica, quae populi Romani opibus creverat, infida et advorsa nobis fuit. Sed postquam bello confecto de Rhodiis consultum est, maiores nostri, ne quis divitiarum magis quam iniuriae causa bellum inceptum diceret, inpunitos eos dimisere. Item bellis Punicis omnibus, quom saepe Carthaginienses et in pace et per indutias multa nefaria facinora fecissent, numquam ipsi per occasionem talia fecère: magis quid se dignum fort, quam quid in illos iure fieri posset, quaerebant. Hoc item vobis providendum est, patres conscripti. Ne plus apud vos valeat P. Lentúli et ceterorum scelus quam vostra dignitas, neu magis irae vostrae quam famae consulatis. Nam si digna poena pro factis eorum reperitur, novom consilium adprobo; sin magnitudo sceleris omnium ingenia exuperat, his utendum censeo, que legibus comparata sunt. Plerique eorum, qui ante me sententias dixerunt, conposite atque magnifice casum rei publicae miserati sunt. Quae belli saevitia esset, que victis adciderent, enumeravere: rapi virgines, pueros; divelli liberos a parentum complexu; matres familiarum pati que victoribus conlubuissent; fana atque domos spoliari; caedem, incendia fieri; postremo armis, cadaveribus, cruore atque luctu omnia compléri. [...]
De poena possum equidem dicere, id quod res habet, in luctu atque miseriis mortem aerumnarum requiem, non cruciatum esse; eam cuncta mortalium mala dissolvere; ultra neque cure neque gaudio locum esse. Sed per des inmortalis, quam ob rem in sententiam non addidisti, uti prius verberibus in eos animadvorteretur? An quia lex Porcia vetat? At aliae leges item condemnatis civibus non animam eripi, sed exilium permitti iubent. An quia gravius est verberari quam necari? Quid autem acerbum aut nimis grave est in homines tanti facinoris convictos? Sin quia levius est, qui convênit in minore negotio legem timere, quom eam in maiore neglegeris? At enim quis reprehendet quod in parricidas rei publicae decretum erit? Tempus dies fortuna, quoius lubido gentibus moderatur. Illis merito adcidet quicquid evenerit; ceterum vos, patres conscripti, quid in alios statuatis, considerate. Omnia mala exempla ex rebus bonis orta sunt. Sed ubi imperium ad ignaros eius aut minus bonos pervenit, novom illud exemplum ab dignis et idoneis ad indignos et non idoneos transfertur. [...] Postquam res publica adolevit et multitudine civium factiones valuere, circumveniri innocentes, alia huiusce modi fieri coepère, tum lex Porcia aliaeque leges paratae sunt, quibus legibus exilium damnatis permissum est. Hanc ego causam, patres conscripti, quo minus novom consilium capiamus, in primis magnam puto. Profecto virtus atque sapientia maior illis fuit, qui ex parvis opibus tantum imperium fecère, quam in nobis, qui ea bene parta vix retinemus. Placet igitur eos dimitti et augeri exercitum Catilinae? Minume. Sed ita censeo: publicandas eorum pecunias, ipsos in vinculis habendos per municipia, que maxume opibus valent; neu quis de is postéa ad senatum refèrat neve cum populo agat; qui aliter fecerit, senatum existumare eu contra rem publicam et salutem omnium facturum. .
LA LEGGE: PHYSIS E NOMOS
LOREM IPSUM
Il termine "legge" deriva da due parole greche ossia "physis" e "nomos".
La clemenza di Cesare
Maria Teresa D'austria
LOREM IPSUM
Federico II di Prussia
LOREM IPSUM
Un uomo circondato dalla cultura illuminista
Pietro Verri
LOREM IPSUM
Cesare Beccaria
LOREM IPSUM
Cesare beccaria fu tra i più celebri illuministi italiani e nel 1764 pubblicò la sua opera più famosa ovvero Dei delitti e delle pene.esso criticò due pratiche mondiali all'epoca, la tortura e la pena di morte dicendo che la paura della morte non ha mai impedito a un uomo di compiere gesti illeciti ma gli garantisce solo di poter essere arrestato ed etichetta la pena di morte come ingiusta dicendo che neanhce lo stato può arrogarsi il diritto di uccidere. della tortura invece ci fornisce una descrizione abbastanza esaustiva: "il mezzo più sicuro per assolvere i delinquenti robusti e condannare i deboli innocenti"
Dei delitti e Delle pene
LOREM IPSUM
in quest'opera Cesare Beccaria parte con l'idea di smontare la credenza della necesità della pena di morte, infatti lui esprime il suo pensiero che traspare un'idea della pena di morte totalmente inutile proprio perchè per lui il diritto che si arrogano gli uomini di trucidare i loro simili non è ciò che si evince dalla sovranità e dalle leggi, inoltre la considera ingiusta proprio perchè domanda quale uomo abbia mai lasciato a un suo simile il diritto di ucciderlo, inoltre la pena di morte è una guerra non dichiarata dello stato contro un singolo individuo, ma esso la considera accettabile solo in alcuni casi per esempio quando la nazione è sotto un governo anarchico o al contrario quando vengono acquistate o perse le proprie liberta, mentre la considera giusta solo nel caso in cui la morte di un cittadino sia l'unica opzione possibile per distogliere gli altri cittadini dal commettere delitti. Beccaria condanna l'intensita di una pena e ne offre una soluzione ovvero la così detta estensione della pena, giustifica ciò dicendo che la nostra sensibilità è più segnata da minime ma forti impressioni che da un forte ma passeggero movimento.per estensione della pena Cesare Beccaria intende l'immagine di un cittadino privo di libertà che avendo ceduto alle besitalità umane ricompensa attraverso le sue fatiche le stato il quale ha danneggiato definisce tutto ciò come il freno più forte contro i delitti.
Il Giusnaturalismo
LOREM IPSUM
Il giusnaturalismo nei secoli
XVII-XVIII
lo stato di natura
LOREM IPSUM
Idoli e Pregiudizi
Filosofia
Nella filosofia di Bacone, gli "Idoli della Mente" si riferiscono a quattro tipi di pregiudizi o errori che possono influenzare il pensiero e il ragionamento umano.- gli idoli della tribù sono errori dovuti alla natura umana, che tende inevitabilmente a deformare le percezioni della realtà - gli idoli della spelonca sono errori propri di ciascuno individuo, nelle circostanze specifiche della sua vita - gli idoli della piazza sono errori che derivano dal linguaggio e dai suoi equivoci - gli idoli del teatro sono errori che dipendono da dottrine filosofiche erronee o da dimostrazioni fallaci.
Pregiudizi
Il termine Pregiudizio deriva dal latino praeiudicium. Nel diritto romano è un’azione giuridica precedente al giudizio e tale di inferire talvolta sulle decisioni del giudice competente.
Il carcere o la prigione?
Il carcere o istituto penitenziario è il termine comunemente utilizzato per indicare il luogo in cui vengono detenuti gli indagati in stato di custodia cautelare, i condannati in via definitiva ed i destinatari di misure di sicurezza.
I diversi tipi di carcere
LOREM IPSUM
Casa mandamentale
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Casa circondariale
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Casa di reclusione
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Istituto a custodia attenuata per detenute (I.C.A.M.)
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I diversi tipi di carcere
L’istituto penale minorile
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L’ospedale psichiatrico giudiziario (O.P.G.)
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La vita nel carcere
La vita in carcere è disciplinata dalle norme dell’Ordinamento Penitenziario. Nel carcere vigono regole precise ed estremamente rigide finalizzate alla realizzazione dell’obiettivo della detenzione: la rieducazione del detenuto.Il detenuto deve infatti osservare tutte le norme che regolano la vita del carcere, rispettare gli altri detenuti e le indicazioni fornite dal personale del carcere.
"La responsabilità penale è personale.L’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva.Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato.Non è ammessa la pena di morte"
Lo scopo del carcere
LOREM IPSUM
Il carcere ha lo scopo di rieducare il condannato, così come previsto dall’art. 27 della Costituzione.Ciò significa che il detenuto non viene inserito nel circuito penitenziario semplicemente per essere punito per il reato commesso ma per essere sottoposto ad un determinato percorso di riabilitazione che lo porti a diventare una persona “nuova”, consapevole del danno arrecato ma capace di reintegrarsi in società. L’obiettivo quindi del nostro sistema penitenziario è favorire il reinserimento del detenuto ed evitare che lo stesso, una volta scontata la pena, possa tornare a delinquere.
La rieducazione nei carceri
La rieducazione nei carceri è un processo che mira a favorire il cambiamento comportamentale e la riabilitazione dei detenuti. Le modalità di questo possono variare notevolmente da un paese all'altro
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