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presentazione silla

cristinalaltrelli2009

Created on November 15, 2023

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Transcript

Lucius Cornelius Sulla Felix

Roma 138 a.c - Cuma 78 a.c

Le guerre Mitridatiche

Le liste di proscrizione

88 - 63 a.c

82-81 a.c43-42 a.c

La marcia su Roma

Il rafforzamento del senato

81 a.c

88 a.c

La guerra civile

La limitazione del potere dei Tribuni

83 - 82 a.c

81 a.c

ma inanzitutto ...

Chi è Silla?

Lucio Cornelio Silla, nacque a Roma nel 138 a.c. dalla gens Cornelia, seppure da un ramo meno nobile di quello che il nome della famiglia suggerirebbe. Silla fu un uomo intelligente ma soprattutto astuto, capace di convincere e di farsi ben volere, con una assoluta mancanza di scrupoli che lo spingeva a tradire gli amici. Fu un abilissimo generale, ma spesso anziché alla strategia ricorse alla corruzione e il suo esercito lo seguiva non per fedeltà e stima ma solo per le alte promesse di guadagno che manteneva sempre. Dopo una carriera ricca di successi muore nel 78 a.c a pozzuoli

lettera di Mitridate ad Arsace- Sallustio

Le guerre Mitridatiche

TERZA GUERRA MITRIDATICA

PRIMA GUERRA MITRIDATICA

SECONDA GUERRA MITRIDATICA

Le guerre mitridatiche si combatterono tra l’88 a.C e il 63 a.C tra la Repubblica romana e il re del Ponto Mitridate VI Eupàtore. Il re del Ponto Mitridate VI avviò una politica di rafforzamento territoriale che mirava alla conquista di tutta l’Asia Minore. I suoi piani prevedevano infatti lo scatenamento di una grande rivolta dei territori asiatici e greci sottomessi al dominio romano.

La marcia su Roma

Silla aveva un progetto. Con i suoi 30.000 uomini intendeva entrare a Roma e liberarla dal giogo di Rufo e dall'eccessiva influenza democratica. Era la prima volta, nella storia di Roma, che un esercito romano marciava sulla sua stessa città per occuparla militarmente, primo evidente effetto della riforma militare. Roma accolse le legioni a sassate e a mattonate, mentre Mario e Sulpicio Rufo organizzavano la resistenza. Silla ebbe però gioco facile nell'occupare la città e vincere i suoi avversari. Sulpicio riuscì a fuggire, ma fu catturato e ucciso, la sua testa fu portata a Silla che decise di esporla nel Foro. Mario riuscì a ripararsi in Africa.

" Dictator republicae costituendae "

Silla, pur essendo console, non si trovava a Roma, ma a Nola con il suo esercito. In seguito all'approvazione delle leggi di Sulpicio Rufo, giunsero presso il suo accampamento due tribuni militari che portavano l'ordine di consegnare l'esercito a Mario. Silla riunì le sue legioni per tenere un discorso, e intendeva ribellarsi alle decisioni di Rufo, e uscire una volta per tutte dall'ombra dell'ormai settantenne Mario. Per fare questo contava sulle sue legioni e sulla loro fedeltà.
Le sei legioni di Silla seguirono il loro generale nella ribellione. I due tribuni militari furono lapidati.

La guerra civile

Lucio Cornelio Cinna fu un rivale di Silla e console nell'87 a. C. che concesse la cittadinanza a tutti gli italici e morì nell'84 a.C. Dopo la morte di Mario, Cinna ottenne illegalmente il potere e mandò un esercito contro Silla, in Oriente. Silla emanò un frettoloso trattato di pace con Mitridate e per sconfiggere i soldati di Cinna. Nell'82 a.C. Silla sconfisse gli eserciti dei suoi oppositori a Porta Collina e nell'81 a.C si fece eleggere dittatore assoluto, senza limiti temporali, allo scopo di riorganizzare lo stato.

Le liste di proscrizione

La proscrizione è un tipo di procedura eccezionale che è stata ripetuta soltanto per due volte nella storia di Roma. In entrambi i casi è stata adottata per la durata di un solo anno, per la prima volta sotto Silla, all'indomani della vittoria di Porta Collina, durante gli anni 82-81 a.C., e per la seconda e ultima volta con il secondo triumvirato da parte di Antonio, Ottaviano e Lepido nel 43-42 a.C. In entrambi i casi, le proscrizioni videro la condanna di un numero sorprendentemente alto di cittadini. Inoltre, la proscrizione di Silla comportò l'esclusione della vita politica per i figli e i nipoti dei proscritti fino al 49 a.C., quando furono riabilitati da Cesare.

"noi non uccideremo quanti un altro - prima di noi - ne uccise, avendo potere di dittatore, anche lui nel quadro di un riordinamento politico in un conflitto civile: e voi lo chiamaste felix per i suoi successi. Eppure sarebbe inevitabile che tre persone avessero più nemici che uno solo" - bellum civile, Appiano

La riforma sillana fu una riforma dello Stato effettuata secondo gli interessi degli ottimati con l'obiettivo di rafforzare il potere del Senato ed allontanare le minacce alla sua autorità. - prevedeva un preciso e severo cursus honorum per accedere al consolato; - stabiliva che i pretori e i consoli dovevano restare durante il primo anno di carica in Italia. - elevava il numero dei pretori ad 8 in modo che vi fossero più ex magistrati che potessero andare ad amministrare le province evitando la concentrazione del potere nelle mani di uno solo; - toglieva ai cavalieri il compito di amministrare la giustizia prevedendo la creazione di giurie penali formate solamente da senatori. Così facendo anche l'autorità giudiziaria veniva accentrata nelle mani del Senato; - aumentava il numero dei senatori da 300 a 600 includendo anche i cavalieri. In questo modo, includendoli nel Senato li portò dalla parte dell'aristocrazia isolando la plebe; - ampliava il confine intorno a Roma, nel quale era considerato sacrilego introdurre armi e persone armate.

Le riforme del senato

La limitazione del potere dei tribuni

Silla apparteneva all’aristocrazia senatoria e credeva nell’assoluta autorità del Senato: tutte le sue riforme, durante la sua dittatura, mirarono a riportare il pieno controllo della politica romana nelle mani di questa istituzione. Tra le riforme Sillane dell'81 a.C. ci fu la limitazione del potere dei tribuni della plebe, poiché tale carica politica si era dimostrata uno strumento importante dei popolari: I tribuni della plebe erano dei magistrati deputati a difendere gli interessi della parte più debole della popolazione, i plebei, e avevano il potere di bloccare qualsiasi legge realizzata dagli aristocratici che potesse ledere i diritti del popolo. Silla abolì il diritto dei tribuni del veto (utilizzabile solo se per aiutare un cittadino) e di presentare leggi al senato. Inoltre per scoraggiare i giovani a conseguire la magistratura, escluse gli ex tribuni dalle magistrature maggiori. Senza la funzione del tribuno della plebe, i plebei rimasero disarmati di fronte alle leggi del Senato, e il potere politico ritornò completamente nelle mani delle grandi famiglie aristocratiche.

"Ebbe un ingegno il più profondamente simulatore che immaginare si possa; fu il più fortunato degli uomini ma la sua attività non fu mai inferiore alla fortuna"

Sallustio

Ciasullo SyriaDi Francia Silvana Laltrelli Cristina Terranova Di Franco Sara