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L'America in cucina
GIULIA GIANFREDA
Created on November 15, 2023
Un lavoro di Giulia Gianfreda e Paola Trullo
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Transcript
L'AMERICA IN CUCINA
di Gianfreda Giulia e Trullo Paola
Inizio
Nuovi Prodotti dall'America
La scoperta del continente americano ha modificato le nostre conoscenze geografiche e la nostra cultura, influenzando aspetti cruciali della vita europea come il cibo e la cucina. Numerosi ingredienti quotidiani provengono dall'America e sono diventati parte delle nostre abitudini alimentari solo negli ultimi secoli.
Vediamo nel dettaglio quali sono alcuni dei prodotti importati e quale sia la loro storia
04
02
ananas
girasole
01
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mais
arachidi
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PAPAYA
PEPERONCINO PICCANTE
05
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AVOCADO
TACCHINO
10
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PATATE DOLCI
FAGIOLI
09
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PEPERONI
MANIOCA
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ZUCCA
POMODORo
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PATATA
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CACAO
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VANIGLIA
Piatti tipicamente italiani con origine americana
Vediamo alcuni piatti considerati nella cultura culinaria: tipicamente italiani, ma che hanno almeno un ingrediente di origine americana
Piatti tipicamente italiani con origine americana
- Pizza napoletana (Pomodoro)
- Pitta di Patate (Patate, pomodoro)
- Tiramisù (Cacao)
- Pasticciotto (Vaniglia)
- Tortelli di Zucca Mantovani (Zucca)
Pizza Napoletana
Pitta di Patate
Tiramisù
Tortelli di Zucca Mantovani
Pasticciotto
Piatti tipicamente italiani con origine americana
6. Penne all’arrabbiata (Pomodoro e peperoncino) 7. Fagioli all’uccelletto (Fagioli e pomodoro) 8. Peperoni imbottiti (Peperoni) 9. Baccalà alla livornese (Pomodoro e patata) 10. Vellutata di patate dolci e pancetta croccante (Patate dolci)
Penne all'arrabbiata
Fagioli all'uccelletto
10
Peperoni imbottiti
Vellutata di patate dolci
Baccalà alla livornese
Piatti Italiani con ingredienti di origine non americana
Mais
Pomodoro
Sono tante le ricette tipicamente italiane che utilizzano ingredienti le cui origini non hanno nulla a che vedere con l'America. Vediamone alcune...
Zucca
Piatti ItaliaNI al 100%...
Spaghetti alla Carbonara
Spaghetti alle Vongole
Uova guanciale cipolla e pecorino per una ricetta tipica romana
Pasta al pesto
La ricetta degli spaghetti alle vongole è uno dei più grandi classici della cucina italiana. Si tratta di una tradizione campana amata ovunque!
un primo piatto che racchiude tutta la bontà del pesto fresco ; un classico della cucina ligure
...Piatti ItaliaNI al 100%
Frittura di Paranza
Saltinbocca alla Romana
Ossobuco alla Milanese
Frittura assortita di pesci di piccolo taglio come merluzzetti, triglie, sogliolette.
I saltimbocca alla romana sono un tipico secondo piatto della cucina Laziale e in particolare di quella Romana.
Gli ossibuchi alla milanese sono un piatto simbolo della cucina lombarda, un succulento secondo di carne condito con la tradizionale gremolada.
...Piatti ItaliaNI al 100%
Olive Ascolane
Pittule Salentine
Focaccia Genovese
Le olive all'ascolana sono il piatto tradizionale più della gastronomia Marchigiana, la cui ricetta prevede l'utilizzo di olive "ascolane tenere".
Le pettole o pittule sono sfiziose palline di pasta lievitata fritte, tipiche della cucina pugliese, che possono essere salate o cosparse di miele.
La focaccia alla genovese, in dialetto fügassa, è una specialità tipica della cucina ligure ed è diventata un presidio Slow Food.
...Piatti ItaliaNI al 100%
Panna Cotta
Cantucci Toscani
Un dolce tipico del Piemonte, la panna cotta è una crema di panna e zucchero addensata con gelatina e solitamente servita con una salsa di frutta o cioccolato.
Questi biscotti tipici della Toscana sono fatti con farina, zucchero, uova e mandorle intere, e sono tradizionalmente serviti con il Vin Santo, un vino dolce toscano.
Menù ItalIA-AMERICA
ANTIPASTI
• Vellutata di patate dolci e pancetta croccante
• Pitta di patate
• Pizza Margherita
PRIMI
• Penne all'arrabbiata
• Risotto alla Zucca
• Tortelli alla zucca mantovani
SECONDI
• Fagioli all’uccelletto
• Peperoni Imbottiti
• Baccalà alla livornese
DOLCI
• Tiramisù
• Pasticciotto
Menù 100% Italia
ANTIPASTI
• Focaccia Genovese
• Pittule Salentine
• Olive ascolane
PRIMI
• Spaghetti alle vongole
• Spaghetti alla carbonara
• Pasta al Pesto
SECONDI
• Ossobuco alla Milanese
• Frittura di paranza
• Saltimbocca alla Romana
DOLCI
• Panna Cotta
• Cantucci Toscani
fine e...
Buon appetito
Giulia Gianfreda e Paola Trullo
Classe 2°D 2023/2024
POMODORO
Anche il Pomodoro proviene dal “nuovo mondo”. La sua origine va ricercata in Messico e in Perù, territori dove gli Aztechi e gli stessi Inca lo coltivavano e lo consumavano con molta frequenza. Veniva chiamato “xitomatl”, da cui poi ha avuto origine il termine inglese “tomato”. Furono proprio gli Aztechi ad inventare la famosa “salsa di pomodoro”.
Il suo arrivo in Europa si deve al conquistador Hernán Cortés, nell’anno 1540. Al principio furono indicati come frutti velenosi, ma poi fu il Re Sole il promotore indiscusso di questo prelibato nuovoalimento, che iniziò a farlo coltivare persino nella maestosa Reggia di Versailles.In Europa Arrivarono tipologie di pomodori molto differenti da quello odierno, sia per aspetto che per crescita della pianta. In Italia, il Dr. Pietro Andrea Mattioli (1501-1577), lo battezzò “Mela Aurea“, nominativo che fu poi modificato in italiano comune “pomo d’oro”.
MAIS
Il mais fu portato per la prima volta in Europa da Cristoforo Colombo nel 1493, e nei primi decenni del Cinquecento si diffuse dalla penisola Iberica alla Francia meridionale, all'Italia settentrionale e ai Balcani. Inizialmente non sostituì altri cereali, ma fu coltivato soprattutto negli orti o come foraggio. in Italia giunse nel 1530 sia nel Veneto dove ebbe un successo straordinario, poi nel Regno di Napoli e poi nello stato Pontificio, dove venne chiamato granturco, non perchè provenisse dall'impero turco, ma perchè si nominava Turco tutto ciò che proveniva dai paesi non cristiani.
Nei secoli successivi il mais divenne ben presto cibo per la gente povera come i contadini, allora non si sapeva che il consumo giornaliero di polenta, non accompagnata da altri cibi avrebbe provocato una malattia detta la pellagra, che creò molti problemi alla salute.
CACAO
Il cacao è un albero sempreverde originario dell'America. Si pensa che i primi a carpire le proprietà di questa pianta e a intraprenderne la coltivazione furono i Maya, verso il 1000 a.C.. Il cacao da sempre veniva utilizzato nell’alimentazione, nei riti religiosi, nella medicina, ma anche nel sistema monetario, con lo scambio dei semi considerati di gran valore dagli stessi Maya. Non fu Colombo in persona, o con le sue varie spedizioni, a importare in Europa questa pianta. Molti autori sono concordi nell’attribuire a Cortés il merito di tale scoperta, ma mancano le prove per confermare questo primato.
Vi è un documento nel quale i Frati domenicani, di ritorno da Verapaz, scrissero di aver importato il cacao nel vecchio Continente nel 1544, sotto forma di bevanda scura chiamata “xocoatl”, derivante da sementi del cacao. Il commercio transoceanico del cacao iniziò solo nel 1585, anno in cui il primo carico di chicchi raggiunse Siviglia.
PEPERONE
Nella seconda metà del XVI secolo, il peperone fece il suo ingresso ufficiale in Europa, portato dalle Americhe. Inizialmente chiamato "pepe d'India", in Italia assunse presto l'appellativo di "peperone" a causa del suo sapore notevolmente simile a quello del pepe. Nonostante la sua introduzione, il peperone non si diffuse rapidamente nella cucina italiana. Tuttavia, trovò spazio nelle ricette napoletane per la pasta, prima di essere gradualmente sostituito dal pomodoro. Nel Seicento, la letteratura gastronomica fu arricchita da numerosi riferimenti a questo ortaggio, sottolineando la sua crescente importanza culinaria.
GIRASOLE
Il girasole è originario delle Americhe (dal Perù) dove fu coltivato fin dal 1000 a.C. Francisco Pizarro scoprì che gli Incas consideravano il girasole l'immagine del loro dio del sole. All'inizio del XVI secolo furono portati in Europa sia riproduzioni in oro del fiore, sia suoi semi. È stato introdotto nel nostro continente con scopi ornamentali ed officinali. Il girasole viene considerata pianta oleifera a partire dal 1700. Il girasole ha raggiunto un posto importante nell’agricoltura europea dopo la prima Guerra Mondiale grazie ai molteplici vantaggi offerti dalla sua coltivazione: valorizzazione di ambienti a siccità estiva, buona produttività, estrazione di olio di ottima qualità, sia per il suo valore nutrizionale sia per la sua stabilità e buone caratteristiche fisico-chimiche.
VANIGLIA
La vaniglia o vainiglia (Vanilla planifolia Jacks. ex Andrews, 1808) è un'orchidea originaria del Messico. I suoi frutti, delle capsule, comunemente ed erroneamente chiamate baccelli, sono la spezia nota come vaniglia.
FAGIOLI
Il fagiolo comune è una pianta annua della famiglia delle Leguminose, originaria del Messico e dell'America centrale. Fu importato, a seguito della scoperta dell'America, Pare sia stato Carlo V a introdurre i fagioli in Toscana, dopo la scoperta del Nuovo Mondo, donandoli a papa Clemente VII, al secolo Giulio de' Medici. In Europa, prima del loro arrivo, esistevano unicamente fagioli di specie appartenenti al genere Vigna, di origine asiatica: i fagioli del genere Phaseolus si sono diffusi ovunque soppiantando il gruppo del mondo antico, in quanto si sono dimostrati più facili da coltivare e più redditizi
TACCHINO
Il tacchino è un gallinaceo originario dell’America Latina. Dobbiamo andare fino in Messico, per ricercarne le origini. Gli Aztechi apprezzavano molto la loro carne e sovente utilizzavano le loro penne come ornamento. Vi è un mistero sulla importazione di questo animale. Sembra che anche gli antichi Greci ed i Romani conoscessero e apprezzassero già la carne di tacchino, che però misteriosamente scomparve dalle cronache per diversi secoli. Alcuni storici ritengono che fu proprio Ail nostro Cristoforo Colombo a venire a conoscenza di questo animale nel 1511, e fu importato per la prima volta in Spagna in quegli anni, da lì poi si diffuse in tutta Europa. Gli spagnoli e i portoghesi lo chiamavano “Pavones de las Indias“. In Inghilterra invece il termine “turkey-cochs” (poi abbreviato in turkey) deriverebbe dal fatto che furono proprio i mercanti turchi a introdurlo in Gran Bretagna. Da documentazione certa sappiamo che nel periodo di tempo tra il XVI e il XVIII secolo, il tacchino venne considerato in Europa un “cibo da reali”. Oggi questo animale è diffuso e allevato in tutto il mondo.
MANIOCA
La Manioca ha origini antichissime e senza dubbio è nativa del Sud America. Con la scoperta dell’America la manioca fu esportata in europa, per estendersi massicciamente in Africa e nel sud est asiatico. I conquistadores rimasero letteralmente affascinati dalla ricchezza della terra sudamericana e numerosi sono i loro scritti dell’epoca che raccontavano l’importanza di prodotti come la manioca, le sue preparazioni per ricavare una moltitudine di alimenti e le sue proprietà benefiche. Particolarmente famosi gli scritti di Fernandez de Oviedo e Fray Pedro Simon che oltre al sapore e la ricchezza nutrizionale della manioca, ne elogiavano le capacità di conservazione, sia della radice che del pane che le civiltà precolombiane ne ricavano.
ZUCCA
Quando parliamo di “zucca” americana, parliamo di una nuova tipologia di zucca, che venne importata in Europa nel XVI secolo con la scoperta dell’America. Altri tipi di zucca erano già note in Europa, forse arrivata in tempi lontani dall’India, ma questa nuova tipologia era del tutto sconosciuta fino al 1500. Alimento che ha influito un po’ meno nel cambiamento culturale ed economico europeo,ma che comunque ha dato il suo modesto contributo. Utilizzata e apprezzata da subito, nell’alimentazione umana che animale.
PAPAYA
La papaya, nativa del Messico e delle regioni tropicali delle Americhe, fu portata in Europa dai colonizzatori spagnoli nel XVII secolo. La sua dolcezza tropicale e la consistenza succosa la resero gradita in molte cucine del mondo.
ANANAS
L'ananas è originario dell'America tropicale, in luoghi come Brasile e Paraguay, dove fu scoperto da Colombo (1493). In questi luoghi è coltivato da antichissimo tempo e lo si trova anche allo stato spontaneo. Il frutto per la sua strana bellezza e per la sua bontà destò subito l'ammirazione dei conquistatori europei. Tutti i primi scrittori sull'America ne parlano. Gli indios chiamavano questo frutto “anana” ovvero “profumo”, mentre i conquistadores ritenevano che fosse una sorta di “piña” tropicale, anzi indiana ed anche in Europa si prese a chiamarla “pigna reale”, visto il suo costo difatti solo i reali se ne potevano cibare. Uno ne fu portato a Carlo V, il quale però ne diffidò e non volle assaggiarlo.
PATATE DOLCI
Originaria del Nuovo Mondo, fu scoperta nel Cinquecento dal navigatore Cristoforo Colombo e presentata alla regina Isabella di Castiglia, che la diffuse nel Continente come convolvuloindiano o patata di Spagna. In Italia sembra che la sua introduzione sia dovuta a Ferdinando II, granduca di Toscana, che nel 1630 la volle coltivare nel giardino di Boboli in quel di Firenze.
Tuttavia, nonostante Antonio Pigafetta citasse nel suo diario tra i frutti del continente americano le“battates (nome dato dagli gli indigeni), “che nel mangiar s’assomigliano al sapor delle castagne”, per molto tempo, rimase una curiosità confinata agli orti botanici, finché nei primi decenni dell’Ottocento fu proposta e raccomandata da più parti per l’utilizzo alimentare umano e animale, come testimoniano le iniziative pionieristiche attuate in diverse aree della nostra penisola.
ARACHIDI
L’origine della pianta selvatica da cui deriva la moderna arachide va ricercata in Brasile, e la sua diffusione è dovuta soprattutto ai Conquistadores. Alcuni esploratori spagnoli che videro per la prima volta le arachidi del Sudamerica scoprirono che erano un’ottima risorsa alimentare per i loro viaggi e il primo a parlarne fu lo spagnolo Fernando de Oviedo nel 1520: da qui, probabilmente il nome di spagnoletta. In Italia arrivò un po’ più tardi, solamente nel 1772.
PEPERONCINO PICCANTE
Il peperoncino deriva dalle zone messicane. Fu un alimento di straordinaria importanza in tutte le principali civiltà precolombiane Olmeca, Tolteca, Azteca, Inca e Maya. In Europa il peperoncino è arrivato grazie a Colombo. Nel suo primo viaggio, il noto ammiraglio incontrò questo alimento, che fu annotato nel suo diario, nella relazione datata 15 gennaio 1493. Nella seconda spedizione nel nuovo mondo, nel 1494, i collaboratori di Colombo, tra cui il Dr. Diego Alvarez Chanca, portarono il peperoncino alla corte dei Reali di Spagna. Da lì, arrivò anche in Italia nel 1568 circa.Colombo e i reali di Spagna pensarono di aver scoperto una ricchezza che volevano sfruttare a scopo lucrativo,
ma la facilità di coltivazione ne favorì una diffusione incontenibile. La Chiesa vietò per decenni la coltivazione di questo prodotto, considerato “suscitatore di insani propositi”.
AVOCADO
Originario dell'America centrale e del Sud, gli antichi popoli indigeni come gli Aztechi e i Maya lo apprezzavano non solo per il suo gusto, ma anche per i suoi benefici per la salute. La pianta era considerata sacra e associata a proprietà nutritive e curative. L'avocado venne introdotto in Europa dai conquistadores spagnoli nel XVI secolo. Successivamente, gli spagnoli lo diffusero anche in altre parti del mondo, come le Filippine e l'Indonesia, durante i loro viaggi esplorativi. Tuttavia, il suo consumo su larga scala fu più diffuso nel XX secolo, quando divenne un ingrediente popolare in molte cucine internazionali.
PATATA
La patata è originaria del Perù, Messico e della Bolivia, territori dove veniva coltivata fin dai tempi della civiltà azteca e incaica. La sua scoperta viene sovente attribuita agli spagnoli di Pizarro, sulla Cordigliera Andina, solo a metà Cinquecento. Andò a sostituire la castagna. Nella seconda parte del ‘500 le patate giunsero in Italia grazie ai padri Carmelitani scalzi. Fu a causa di una terribile carestia del 1663, che in Irlanda si cominciò a consumare patate per l’alimentazioneumana. In Italia la sua diffusione non fu immediata, ma non appena si comprese le sue potenzialità, questo tubero si propagò in tutto il Paese con estrema rapidità. La sua incredibile versatilità l’hanno resa uno dei prodotti vegetali più importanti e più consumati in assoluto.