Want to create interactive content? It’s easy in Genially!

Get started free

Mappa della Biodiversità della nostra scuola

faaroukbettaieb

Created on November 15, 2023

Start designing with a free template

Discover more than 1500 professional designs like these:

Fill in Blanks

Countdown

Stopwatch

Unpixelator

Break the Piñata

Bingo

Create a Secret Code

Transcript

MAPPA DELLA BIODIVERSITA' DELLA NOSTRA SCUOLA

NOME SCIENTIFICO: Hibiscus syriacus NOME COMUNE: Ibisco

DESCRIZIONE: pianta arbustiva che raggiunge 1-2 metri di altezza. con foglie caduche* di colore verde scuro nella pagine superiore, più chiare nella pagine inferiore. I fiori sono costituiti da 5 larghi petali di colore variabile dal bianco, al rosa-rossastro, al blu violatsro mentre i frutti sono rappresentati da una capsula ovoidale. La fioritura va da giugno ad ottobre. È una pianta che attira gli insetti impollinatori.

ORIGINE: È una pianta tipica dell'India e della Cina diffusa in Europa e Italia a scopo orna mentale.

COLTIVAZIONE: pianta rustica che tollera bene le basse temperature anche se predilige climi temperati, non ama l'ombra ma l'esposizione diretta al sole. Può essere attaccata da parassiti animali.

* foglie caduche: foglie che vengono perse dalla pianta ogni anno durante la stagione invernale

NOME SCIENTIFICO: Laurus nobilisNOME COMUNE: Alloro

DESCRIZIONE:

Si presenta in forma di arbusto di varie dimensioni, , perchè spesso è sottoposto a potatura,ma è un vero e proprio albero alto fino a 10 m, con rami sottili e glabri che formano una densa corona piramidale. Il legno della pianta è aromatico ed emana il tipico profumo delle foglie. Il fusto è eretto, la corteccia verde nerastra. Le foglie, ovate, sono verde scuro, coriacee, lucide nella pagina superiore e opache in quella inferiore, sono inoltre molto profumate. I fiori sono di colore giallo e la fioritura avviene a fine inverno inizio primavera. I frutti sono bacche di colore nero.

ORIGINE: pianta originaria del Mediterraneo, diffusa in tutte le regioni italiane. Cresce spontaneamente solo al centro-sud fino ad 800 m di altitudine.

COLTIVAZIONE: pianta rustica della macchia mediterranea, che si adatta bene al freddo ma non sopporta le gelate. Viene usato per la creazione di siepi sempreverdi. Tutte le sue parti sono ricche di olii essenziali, le foglie hanno proprietà digestive e aromatiche mentre le bacche vengono usate per la preparazione di unguenti e balsami.

NOME SCIENTIFICO: Celtis australisNOME COMUNE: Bagolaro - Spaccasassi

DESCRIZIONE: albero che può raggiungere i 20-25 metri di altezza, a crescita lenta, molto longevo, può diventare plurisecolare. Grazie al forte apparato radicale è in grado di sopravvivere anche in terreni sassosi e asciutti. Le foglie sono caduche, hanno un apice appuntito, base asimmetrica e si inseriscono in maniera alternata sui rametti. La fioritura avviene tra aprile e maggio contemporaneamente all'emissione delle foglie. I fiori sono di piccole dimensioni di color giallo-verdastro.

ORIGINE: originario del Mediterraneo e dell'Asia Minore. In Italia è diffuso in tutte le regioni dalla pianura fino a 700 m di altezza.

COLTIVAZIONE: e' una pianta molto diffusa nei parchi cittadini e nelle alberature stradali per la sua longevità e la resistenza all'inquinamento. Ha un appartao radicale molto potente, non teme la scarsità d'acqua ed è utilizzato per il rimboschimento di terreni poveri.

NOME SCIENTIFICO: Olea europea L.NOME COMUNE: Olivo, Ulivo

DESCRIZIONE: albero da frutto sempreverde che in condizioni climatiche favorevoli può diventare millenario e arrivare ad una alteza di 15- 20 metri. Il fusto è cilindrico con corteccia di colore grigio mentre la chioma ha una forma conica. Le foglie sono di forma ellittico-lanceolata con con la pagina superiore di colore scuro e quella inferiore di colore grigio argento. I fiori sono raggruppati in infiorescenze di colore bianco mentre il frutto è una drupa ovoidale (oliva) che contiene polpa e nocciolo da cui si ricava l'olio.

ORIGINE: L'ulivo si presume sia originario dell'Asia Minore e della Siria poiché in questa regione le piante selvatiche di questa specie crescono in maniera spostanea sin dall'antichità, formando delle foreste sulla costa meridionale dell'Asia Minore.

COLTIVAZIONE: L'olivo è una pianta mediterranea che ha bisogno di molta luce e aria. Un aspetto interessante è la sua capacità d'adattamento e resistenza alla siccità anche quando si protrae per molti mesi. Il fattore climatico determinante sulla distribuzione dell'olivo è la temperatura: la pianta manifesta sintomi di sofferenza a temperature di 3–4 °C.

L'olivo è una pianta mediterranea che ha bisogno di molta luce e aria e deve mantenere molte foglie ben illuminate dal sole per produrre bene: le olive si formano su rami di un anno lunghi da 25 a 50 cm e la potatura sarà volta a eliminare progressivamente i rami più vecchi, per lasciare spazio ai nuovi.

NOME SCIENTIFICO: Populus nigra L.NOME COMUNE: Pioppo nero

DESCRIZIONE: sono lunghe circa 8 cm, hanno un lungo picciolo ed una forma variabile da quella triangolare romboidale, a triangolare con apice acuminato. Di colore verde tendente sul bruno, esse sono intere, lucide nella lamina superiore, più opache e glabre nella superficie inferiore.

ORIGINE: Il pioppo nero (Populus nigra L., 1753) è un albero della famiglia Salicaceae, originario de

COLTIVAZIONE: Per coltivare il Pioppo nero, è importante scegliere un sito adatto. Questa specie di albero preferisce terreni ben drenati e con una buona esposizione al sole. Il Pioppo nero può tollerare una varietà di condizioni di terreno, ma cresce meglio in terreni ricchi di sostanze nutritive

NOME SCIENTIFICO: Platanus acerifoliaNOME COMUNE: Platano comune

DESCRIZIONE: foglie palmate con 5 lobi a punta, caduche e abbastanza grandi. Fiori riuniti in capolini dalla forma sferica. Sulla medesima pianta ci sono fiori sia maschili che femminili. I frutti hanno forma sferica, contengono un solo seme e un piccolo ciuffo di peli per la dispersione anemofila*.

ORIGINE: questa pianta è originaria delle regioni temperate dell’emisfero settentrionale, inclusa l’Europa, il Nord America e l’Asia occidentale. La storia del platano è antica, con riferimenti a questa pianta che risalgono a migliaia di anni.utilizzavano il suo legno per costruire mobili di alta qualità, e molte città antiche dell’Asia occidentale piantavano platani per fornire ombra e bellezza ai loro spazi pubblici..

COLTIVAZIONE: I Platani per le loro dimensioni e la grande chioma assomigliano a Querce e ad Aceri. Sono alberi comuni nei viali delle grandi città e in campagna. È facile riconoscere un Platano da un altro albero della stessa grandezza, ha delle grandi foglie, di colore verde chiaro e la corteccia che si sfoglia. I bordi delle foglie hanno una forma irregolare e seghettata. Le foglie sono palmate e nella parte inferiore hanno dei sottili peli bianchi.

*dispersione anemolfila: i semi vengono dispersi nell'ambiente per mezzo del vento

NOME SCIENTIFICO: Acer platanoides L.NOME COMUNE: Acero platanoide, acero riccio

DESCRIZIONE: La pianta raggiunge l'altezza di 20 metri, talvolta i 30 mdi altezza. Il tronco è slanciato e diritto, la chioma è ovaleggiante con rami principali che si allungano verso l'alto. La chioma è composta da foglie decidue, palmate a 5 lobi poco profondi e dentati.

ORIGINE: L'Acer platanoides “Crimson King” è di origine olandese. E' coltivato sia ad alto fusto con chioma colonnare o arrotondata, sia in forma arbustiva con chioma eretta ed espansa. Le foglie sono grandi e pentalobate, molto ornamentali per il colore rosso scuro che si mantiene anche durante l'estate.

COLTIVAZIONE: Questi alberi preferiscono un terreno ben drenato e un'esposizione al sole pieno o parziale. Tuttavia, possono tollerare una varietà di condizioni di terreno e luce, purché ricevano un'adeguata quantità di acqua. Durante i periodi di siccità, è importante annaffiare l'acero regolarmente per prevenire lo stress idrico.

I "POTERI" DEL LICHENE.....SENTINELLE AMBIENTALI

I licheni sono ottimi bio-indicatori ambientali: grazie alle loro capacità di assorbimento degli inquinanti atmosferici presenti nell'aria soprattutto metalli. La concentrazione di questi metalli viene determinata analizzando i talli dei licheni. Il rilevamento dell'inquinamento atmosferico con i licheni epifiti può essere effettuato anche tramite una misura della loro biodiversità, ossia dell'abbondanza delle specie licheniche. Una diminuzione nel numero di specie e una diminuzione della loro copertura/frequenza è indice di un maggior tasso di inquinamento.

LICHENI

I licheni sono organismi simbionti formati da due individui: un'alga e un fungo. Questa unione è una SIMBIOSI ed è pertanto vantaggiosa per entrambi: l'alga produce tramite la fotosintesi sostanze da cui il fungo trae nutrimento, mentre riceve in cambio dal fungo protezione contro l'essiccamento e contro radiazioni solari nocive. I Licheni sono caratterizzati da un TALLO (corpo del lichene) e vengono classificati basandosi sulla tassonomia della specie fungina. In base alla forma del tallo possono essere: - CROSTOSI con corpo aderente al substrato - FOLIOSI con corpo caratterizzato da lamine - FRUTICOSI con corpo ramificato. Se ne conoscono circa 200 specie, la maggior parte delle quali sono delle clorofite cioe’ alghe unicellulari semplici. I licheni vennero utilizzati da quasi tutte le popolazioni dell'antichità come risorsa al posto della farina di cereali.