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REGGIA DI CASERTA

Martina Edith Coce

Created on November 14, 2023

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REGGIA DI CASERTA

LA RESIDENZA REALE PIÙ GRANDE AL MONDO

La Reggia di Caserta, situata in Italia in Campania, è un maestoso complesso architettonico costruito nel XVIII secolo da Luigi Vanvitelli per conto di Carlo di Borbone. Questa reggia, dichiarata Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO nel 1997, rappresenta un capolavoro dell'architettura barocca.

INDICE:

- Storia

- Facciata

- Interni

- Esterni

- Curiosità

STORIA

La realizzazione della Reggia di Caserta è segnata dalla volontà di Carlo di Borbone di stabilire un'icona di grandezza e magnificenza nel contesto della dinastia Borbone nel XVIII secolo, un periodo di cambiamenti e riforme nel Regno di Napoli.

In questo periodo, la regione meridionale dell'Italia era governata dai sovrani della dinastia Borbone. Carlo di Borbone, figlio di Filippo V di Spagna, divenne re di Napoli nel 1734. La sua ascesa al trono segnò un periodo di riforme e modernizzazione, portando importanti cambiamenti al Regno di Napoli.

Carlo di Borbone intendeva creare una dimora sontuosa e regale. La decisione di costruire la reggia a Caserta fu influenzata dalla posizione strategica e dalla ricchezza della zona. Inoltre, la lontananza da Napoli offriva un ambiente più tranquillo e spazioso per il progetto.La costruzione iniziò nel 1752 e fu affidata all'architetto italiano Luigi Vanvitelli, che lavorò alla reggia fino alla sua morte nel 1773.

La realizzazione della Reggia di Caserta continuò anche sotto il figlio di Carlo, Ferdinando IV, e venne completata nel 1847. Durante questo periodo, l'Italia fu influenzata da cambiamenti politici e sociali, inclusi gli eventi che portarono all'unità italiana nel XIX secolo.Ferdinando IV desiderava una dimora che riflettesse la grandezza della sua dinastia costruire una residenza reale che superasse in magnificenza tutte le altre in Europa, ispirandosi alla reggia di Versailles in Francia, volle che la sua residenza superasse in grandezza e magnificenza tutte le altre regge europee. Dopo l'Unità d'Italia nel 1861, la Reggia perse la sua funzione di residenza reale e fu utilizzata a scopi diversi, tra cui scopi amministrativi e militari.

FACCIATA

La facciata è realizzata in laterizi: in particolare, il piano terra e il primo piano hanno un basamento in bugnato, il piano nobile e il secondo sono caratterizzati da semicolonne e lesene, le finestre dell'ultimo piano sono collocate all'interno di una trabeazione, mentre il cornicione è protetto da una balaustra.

Lo stesso schema lo si ritrova nella facciata interna, con l'aggiunta di pareste intorno alle finestre del primo e secondo piano. Nel progetto originario erano previste, ai quattro angoli della facciata, quattro torri, poi mai realizzate, che avrebbero fatto somigliare il palazzo di Caserta al monastero dell'Escorial.

INTERNI

DESCRIZIONE DELLE STANZE

L'impianto della villa è quadrangolare con all'interno due bracci che si incrociano perpendicolarmente suddividendo il cortile in quattro parti. La Reggia è inserita In uno straordinario paesaggio organizzato con cascate, fontane, piscine alberi e giochi d'acqua. È tipico dell'architettura del 1700 integrare le forme dell'edificio con quelle naturali: i giardini hanno forme geometriche e le siepi formano barriere disegnate al labirinto poligonali.

Giardino Inglese

ESTERNI

Alimentato dall’Acquedotto Carolino, il Giardino Inglese contrasta con il rigore geometrico del giardino “all’italiana” progettato da Luigi Vanvitelli. Ospita un’eccezionale varietà di piante esotiche e testimonia l’interesse dei Borbone per la botanica. Su iniziativa della regina, fu il botanico Graefer, seguito dai suoi figli, a farsi carico della selezione delle specie botaniche, effettuando numerosi sopralluoghi sulle coste campane, e attivando una fiorente attività d’importazione: le prime specie estere arrivarono dall’Olanda.

GIARDIN0 INGLESE E PARCO REALE

Parco Reale

Parco reale si ispira ai giardini delle grandi residenze europee del tempo. I lavori iniziarono nel 1753, contemporaneamente a quelli per la costruzione dell’Acquedotto Carolino, le cui acque avrebbero alimentato le fontane dei giardini reali. Il giardino formale è solo in parte la realizzazione di quello che Luigi Vanvitelli aveva ideato: alla sua morte, infatti, nel 1773, l’acquedotto era stato terminato ma nessuna fontana era stata ancora realizzata. I lavori furono completati dal figlio Carlo, il quale, pur semplificando il progetto paterno, ne fu fedele realizzatore.

CURIOSITA'

- L'architettoDopo il rifiuto per motivi di salute di Nicola Salvi, artefice della fontana di Trevi a Roma, l'incarico fu affidato all'estroso architetto napoletano di origini olandesi Luigi Vanvitelli, che stava lavorando al restauro della Basilica di Loreto. Fu lui a disegnare il progetto della Reggia che subito ottenne i favori di re Carlo. Morto nel 1773, Vanvitelli non riuscirà vedere completata la sua opera, i cui lavori saranno ultimati dal figlio Carlo.

- La Reggia di Caserta rappresenta la residenza reale più grande al mondo per volume.

- Gli interni d'artistaSono oltre 1200 le stanze che compongono la Reggia di Casert, ma di queste, “solo” 134 erano occupate dalla famiglia reale. Sono 1742 le stanze che, disposte secondo un ordine rigoroso, assicurano di giorno la luce che filtra dalle finestre. Gli interni sono sfarzosi ed eleganti: degli arredamenti e degli affreschi si occuparono infatti i principali artisti del regno. Uno degli interni più belli della Reggia di Caserta, la Cappella Palatina, fu realizzato e decorato personalmente dal Vanvitelli. Splendido anche il Teatro di Corte, autentico gioiello dell'architettura del XVIII secolo.

- Il bidetEra un oggetto mai visto e utilizzato prima, un ufficiale sabaudo lo descrisse come "uno strano oggetto sconosciuto a forma di chitarra”.

- L'acquaL'imponente Acquedotto Carolino, lungo 41 km, fu realizzato nello stesso periodo della Reggia per assicurare alla nuova residenza, al parco e alle fontane il necessario approvvigionamento idrico.

- FilmGrazie alla sua bellezza e grandiosità è stata utilizzata come set per numerosi film e produzioni televisive, come Star Wars.

- La stazione ferroviariaVenne costruita dinanzi alla Reggia per permettere ai sovrani borbonici di raggiungere il palazzo direttamente con il treno.

SALE DELLE STAGIONI

Il Quarto del Principe Ereditario, abitato da Ferdinando IV e Maria Carolina, era introdotto da quattro sale di conversazione, note come “Sale delle Quattro Stagioni”. Il nome che le identifica fa riferimento ai dipinti sulle volte di Antonio de Dominicis e Fedele Fischetti, che si ispirano al ciclo delle stagioni. Le sale hanno in comune i lampadari in vetro di Murano e gli arredi originali del Settecento: tavoli, sedie e sofà, angoliere dorate e specchiere, queste ultime realizzate dagli artigiani Gennaro Fiore e Bartolomeo Di Natale.

SALONE REALE E VESTIBOLO SUPERIORE

Sintesi perfetta tra rigore classico e scenografia barocca, lo Scalone è composto da 116 gradini di marmo di Trapani, distribuiti tra la monumentale rampa centrale e le rampe laterali che conducono al Vestibolo Superiore. I marmi provenienti dalle cave del Regno creano un’armonia cromatica di grande suggestione.

SALA DI ALESSANDRO

In corrispondenza del centro esatto della facciata Sud del Palazzo Reale si trova la Sala di Alessandro, dedicata alla figura di Alessandro Magno, a cui Carlo di Borbone intendeva ispirarsi.Il condottiero è celebrato nel grandioso affresco sulla volta, opera di Mariano Rossi dal titolo Il matrimonio di Alessandro il macedone e Roxane (1787).

CANNOCCHIALE

L’intreccio prospettico tra Palazzo e Parco è introdotto da un’invenzione scenografica destinata a stupire l’osservatore: una lunga galleria centrale, attraverso cui si può scorgere in lontananza la successione di fontane del Parco Reale. Questo spazio porticato prende il nome di “Cannocchiale” per l’effetto prospettico che crea nel collegare, lungo lo stesso asse, la Via d’Acqua della Reggia di Caserta con Viale Carlo III, che conduceva a Napoli. Il Cannocchiale metteva in comunicazione l’interno con l’esterno, dando origine a un dialogo ideale tra la famiglia reale e il suo popolo. Con le sue tre navate, il Cannocchiale serviva anche ad agevolare la circolazione: nella navata centrale passavano le carrozze, in quelle laterali i pedoni.

STUDIOLO DI FERDINANDO IV

Lo studiolo di Ferdinando IV è una sala dall’atmosfera severa e aristocratica, ottenuta grazie a uno stile neolassico di ispirazione tedesca.

SALA DI ASTREA

Racconta il mito che Astrea, dea della Giustizia, fu l’ultima divinità ad abbandonare la terra al termine dell’Età dell’Oro. A lei è dedicata la quarta anticamera alla Sala del Trono, decorata, come la sala che la precede, durante il periodo della dominazione francese. La figura di Astrea, riconoscibile dalla bilancia e dal pendolo, simboli dell’equità del regno, è rappresentata in uno degli altorilievi dorati e nel dipinto sulla volta. Nel ritrarre la dea, l'artista si ispirò probabilmente alla regina Carolina Murat, che, come il marito, condivideva gli ideali massonici alla base dell’iconografia della sala. Il motivo del labirinto, sul pavimento in marmo di Carrara, evoca significati esoterici. Le decorazioni della sala furono ritoccate dai Borbone durante la Restaurazione: l’Ercole dorato scolpito al fianco di Astrea regge il giglio emblema dei Borbone.

SALA DEL TRONO

Quasi mezzo secolo è il tempo che fu impiegato per la sistemazione della Sala più importante del Palazzo Reale, simbolo della grandiosità e potenza del Regno: la Sala del Trono. Destinata alle pubbliche udienze, fu l’ultima sala del Palazzo ad essere completata. I lavori iniziarono nel 1811 con Gioacchino Murat e vennero portati a termine da Ferdinando II di Borbone nel 1845, in occasione del VII Congresso degli Scienziati Italiani. Quasi tutti i migliori artisti napoletani di metà Ottocento parteciparono all’opera di decorazione, che nell’abbondante uso dell’oro esprimeva il fasto della corte. Allegorie classiche e simboli borbonici affollano le pareti insieme ai medaglioni con i ritratti dei re di Napoli. Sul fondo della sala è collocato il trono in legno intagliato e dorato, tappezzato di velluto. Il monumentale affresco sulla volta di Gennaro Maldarelli ricorda la posa della prima pietra del Palazzo Reale, avvenuta nel 1752.

CAPPELLA PALATINA

Su richiesta del re Carlo di Borbone, Luigi Vanvitelli progettò la Real Cappella Palatina su modello di quella di Versailles, che però riteneva “cattiva, sproporzionata in tutto”. Distanziandosi dal modello francese, collocò la Cappella all’interno del Palazzo Reale, con accesso diretto dal Vestibolo Superiore. I lavori furono proseguiti dal figlio Carlo, che si occupò delle decorazioni, e terminarono con l’inaugurazione della chiesa nel Natale del 1784, alla presenza del re Ferdinando IV. La Cappella presenta una grande navata a pianta rettangolare, fiancheggiata da due file di colonne che si elevano su un alto basamento. Sull’altare campeggia l’Immacolata concezione di Giuseppe Bonito, unica tela sopravvissuta ai bombardamenti del 1943. I marmi policromi del pavimento, il soffitto rivestito d’oro e le fastose decorazioni disegnate da Vanvitelli sintetizzano la perfezione dello spirito classico con vivacità barocca. Il progetto originario prevedeva un altare in marmo pregiato e un tabernacolo di pietre preziose. Entrambe le opere non furono mai portate a termine. Quando Ferdinando II chiese il completamento dell’abside furono utilizzati due modelli provvisori: un altare in stucco e un tabernacolo in legno scolpito da Rosz, mai più sostituiti.

BOUDOIR DI MARIA CAROLINA

Il boudoir di Maria Carolina è composto da quattro ambienti collegati tra loro, destinati alla toeletta e al ricamo. Realizzato tra il 1780 e il 1782, il boudoir, luogo della vanità femminile, è decorato con un esuberante gusto rocaille, che contrasta con il severo stile neoclassico delle stanze del re Ferdinando. Le decorazioni sono un trionfo di specchi e stucchi, merito dei migliori artigiani impegnati alla Reggia di Caserta. Sulla volta del Gabinetto da Toelette, F. Fischetti omaggiò la regina con un affresco dedicato alla Toeletta di Venere. Per il suo spazio privato, Maria Carolina volle circondarsi di ogni comodità: la vasca, laminata d’oro, è fornita di rubinetti per l’acqua calda e fredda. In una nicchia è conservato uno dei primi bidet d’Italia, in legno di mogano e bronzo dorato. Nel vicino Gabinetto a uso del Ristretto non mancavano i lavamani in marmo e un vero e proprio wc dotato di scarico, di cui oggi resta solo l’impianto.

BIBLIOTECA PALATINA

Insieme al teatro e alla cappella, la biblioteca è il terzo luogo distintivo di una casa reale, simbolo del grado di civiltà promosso dai sovrani. Fondata da Maria Carolina, moglie di Ferdinando IV, la Biblioteca Palatina si sviluppa su tre sale di consultazione, precedute da due sale di lettura. Con i suoi oltre 14.000 volumi di letteratura, storia, filosofia, teatro, diritto e arte militare, la collezione libraria della Biblioteca Palatina racchiude i più significativi esempi della cultura europea e napoletana, specchio dei gusti letterari dei suoi proprietari. La decorazione neoclassica delle sale corrisponde alla concezione umanistica che considerava la biblioteca il “tempio delle Muse”. Oggi il patrimonio librario della Biblioteca Palatina è accessibile soltanto su prenotazione per comprovati motivi di studio e ricerca.

TEATRO DI CORTE

In una fase successiva alla progettazione del Palazzo Reale, Carlo di Borbone commissionò a Luigi Vanvitelli la costruzione di un piccolo teatro, destinato a intrattenere la corte.Situato al centro del lato occidentale del Palazzo, il Teatro ha una forma a ferro di cavallo con cinque ordini di palchi, riccamente decorati da Gaetano Magri. Colonne in alabastro sorreggono la volta affrescata con Apollo che calpesta il serpente Pitone, opera di Crescenzo La Gamba. Di fronte al maestoso palco reale, il portale del palcoscenico poteva aprirsi all’occorrenza sul Parco, creando una suggestiva scenografia naturale. Nonostante le dimensioni modeste (poteva ospitare al massimo 500 persone), il Teatro Reale di Caserta è un gioiello dell’architettura teatrale settecentesca, per la perfezione delle proporzioni, la qualità acustica e la sontuosità delle decorazioni.

APPARTAMENTI REALI

Il progetto di Luigi Vanvitelli prevedeva una chiara distribuzione degli ambienti del Palazzo tra i vari membri della famiglia reale. La pianta del primo piano era stata divisa in quattro parti riservate al re, alla regina, ai principi e alle principesse. Al Quarto del Re e al Quarto della Regina, che presentavano ambienti speculari, si accedeva dal Vestibolo Superiore. Il secondo piano era destinato alle cucine e alla servitù.

GIARDINO INGLESE

I 76 ettari del Bosco di San Silvestro e i 23 del Giardino Inglese completano un sistema paesaggistico articolato e suggestivo. Numerosi giardini diedero vita a un giardino di gusto romantico, dominato rilievi e corsi d’acqua. Nel Giardino Inglese della Reggia di Caserta presunte rovine e statue d’origine archeologica si legano alle entusiasmanti scoperte di Ercolano e Pompei. Appena oltre l’ingresso, due statue cinquecentesche con figure mitologiche accolgono il visitatore, introducendolo in un ambiente dalla forte carica onirica.

Sulla sinistra si sviluppa il Bosco Vecchio, parte del precedente giardino rinascimentale degli Acquaviva, dove si incontrano la Castelluccia e la Peschiera, luoghi di divertimento e svago per principi e sovrani. Un lungo viale centrale conduce alla Fontana Margherita. Da qui si dipartono due rampe laterali semiellittiche, che assecondano l'andamento della collina. Seguendo il corso d'acqua, si incontrano le fontane, ispirate a temi della mitologia classica, e sette vasche digradanti che formano altrettante cascate. Nella Fontana dei Delfini, l'acqua fuoriesce dalla bocca di tre mostri marini. Segue una serie di quattro fontane: la Fontana di Eolo, la Fontana di Cerere, la Fontana di Venere e Adone e la Fontana di Diana e Atteone. Quest'ultima è posta alla basa di una grande cascata artificiale, perno dell'intero impianto scenografico.

PARCO REALE