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Copia - Introduzione all'autismo
Gianpaolo Strocchia
Created on November 14, 2023
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Transcript
Ed. Civica - presentazione su
conoscere l' autismo
Breve guida per relazionarsi meglio con l'autismo imparando qualcosa di nuovo Pt.1
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SOMMARIO
1. Introduzione: cosa è l'AUTISMO?
2. Come si manifesta?
3. Cosa si può fare?
4. Cosa possiamo fare noi?
Approfondimento: PECS & CAA
- GLOSSARI -> 1 pag.30, 2 pag.39, 3 pag.47
1. COsa e' l'autismo ?
1.1 introduzione
Prima di iniziare vorremmo farvi qualche domanda sull'autismo e sulle vostre conoscenze... Questo questionario non serve assolutamente a valutarvi o giudicarvi, ma è utile a noi docenti per capire quanta conoscenza ci sia sull'argomento e quanto sia necessario o meno approfondire alcuni punti invece di altri! Rispondete con sincerità ed obiettività:
urly.it/3rh2h
Innanzitutto ricorda che l'autismo non è una malattia:1) l'autismo non si cura con i farmaci 2) dall'autismo non si guarisce.
innanzitutto ricorda che l'autismo non è una malattia:1) l'autismo non si cura con i farmaci 2) dall'autismo non si guarisce.
1L'autismo è una malattia?
1.4 introduzione
IMPORTANTE!!! La differenza tra "malattia" e "sindrome"
Quando un disturbo ha una causa ben riconoscibile e in qualche modo accertata, si parla di MALATTIA, quando invece è caratterizzato da una costellazione di segni e di sintomi, che si verificano insieme, ma che non è possibile ricondurre in maniera diretta e lineare ad una causa isolabile e univoca, si definisce SINDROME.
2.6 come si manifesta?
ESEMPI RISPETTO AL NON PRESTARE ATTENZIONE AGLI ALTRI: - mentre gli parlo guarda altrove - stavo spiegando una cosa ma si è voltato a sentire un rumore - ho provato a spaventarlo con un urlo ma non si è scomposto - se attiro la sua attenzione o lo chiamo è come se non mi vedesse ESEMPI RISPETTO AL NON CAPIRE LE INTENZIONI ALTRUI: - si comporta in maniera bizzarra senza rendersene conto - ero triste perchè mi ha rotto la penna, ma sembrava non fregargli - ho provato a parlare con lui ma è scappato via - ho minacciato di picchiarlo ma non si è mosso
1.5 introduzione
"Definizione" di autismo (o autismi)
Per «disturbi dello spettro autistico» si intende un insieme di disturbi organici del neurosviluppo a carattere estremamente eterogeneo, i quali incidono sul comportamento e possono manifestarsi in diverse forme e maniere, sia per entità sia per differenti sintomatologie comportamentali. Infatti, distribuzione e frequenza di un dato comportamento possono VARIARE NOTEVOLMENTE da persona a persona, nonché nel corso del tempo.
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1.7 introduzione
Perciò possiamo trovare: 1) un compagno autistico più isolato, taciturno, ma bravissimo nelle materie scientifiche e "fissato" con i macchinari industriali.2) un amico con autismo che parla moltissimo, ma deve sempre toccarti le mani mentre parla, vestire sempre di giallo e portare scarpe di colori differenti. 3) un compagno di classe che ha grosse difficoltà di apprendimento e cognitive e parla assolutamente, se non ripetendo quelle 4-5 parole che gli servono se deve andare in bagno o ha fame.Sono tutti AUTISMI.
2. COME SI MANIFESTA ?
2.1 COME SI MANIFESTA?
Ecco le principali 4 manifestazioni di un disturbo dello spettro autistico:
01
DEFICIT COMUNICATIVO
02
DEFICIT SOCIALE
03
DEFICIT DI IMMAGINAZIONE
04
ALTRE MANIFESTAZIONI
2.3 come si manifesta?
DEFICIT COMUNICATIVO
01
- Difficoltà o assenza del linguaggio - L’inversione pronominale - L’ecolalia (ripetizione letterale di frasi sentite da altri) - Uso non contestualizzato di parole e frasi - Difficoltà nell’usare il corretto registro o volume - Problemi nella comunicazione non-verbale - Comprensione del linguaggio
2.4 come si manifesta?
ESEMPI DI PROBLEMI NELLA PRODUZIONE - non sa parlare e comunica a gesti - parla sempre troppo poco e bassa voce - parla con la testa in basso o di lato, non ti guarda - se raccontare una cosa non smette mai e ne parla a tutti - è dura seguirlo perchè racconta cento cose diverse di fila - parla normalmente, soltanto che inizia a volume normale, ma ogni tanto arriva ad urlare o usare una voce stridula ESEMPI DI PROBLEMI DELLA COMPRENSIONE - prende alcuni modi di dire alla lettera - fa sempre battute che nessuno capisce - non ride mai quando raccontiamo cose comiche - se gli faccio segno che mi ha stancato non capisce e continua a parlare
TAMIM che parla
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Ma allora... come si manifesta e come possiamo riconoscerlo?
2.5 come si manifesta?
DEFICIT sociale
02
- Contatto visivo molto debole o assente. - Mancanza di comportamenti pro-sociali - Non ricerca del contatto con gli altri - Difficoltà ad integrarsi nei gruppi - Poca attenzione alle norme sociali
2.8 come si manifesta?
DEFICIT di immaginazione
03
- Comportamenti rigidi e ripetitivi - Resistenza al cambiamento - Ristretto numero di interessi - Comportamenti motori stereotipati
2.9 come si manifesta?
ESEMPI DI RIGIDITA' E RIPETITIVITA': - Guarda la TV e va a letto sempre alla stessa ora - Mangiare sempre e solo le stesse cose - Si veste solo con la tuta o solo dello stesso colore - Dover rimettere tutti gli oggetti nel posto in cui erano - Agita le mani per aria ogni volta che qualcuno lo tocca
2.11 come si manifesta?
altre manifestazioni
04
Anomalie sensoriali
+ info
Deficit delle funzioni esecutive
Ansia e regolazione emotiva
Anomalie dell'attenzione
2.11 come si manifesta?
altre manifestazioni
04
Anomalie sensoriali
+ info
Deficit delle funzioni esecutive
Ansia e regolazione emotiva
Anomalie dell'attenzione
2.16 come si manifesta? - glossario 1
Glossario parte 1: caratteristiche dell'autismo
ASPERGER (Sindrome di) Particolare tipologia di autismo ad alto funzionamento, non associata a disabilità cognitiva grave
MELTDOWN Crisi o esplosione di rabbia dovuta a fastidio, sovrastimolazione, ipersensibilità
STIMMING Comportamento auto-stimolante, spesso ripetitivo, stereotipato
FLAPPING Tipologia di stiming per cui si agitano le braccia o le mani nel vuoto: si verifica sia in caso di grande felicità che grande fastidio
ECOLALIA Disturbo del linguaggio che porta a ripetere parole o suoni pronunciate da sè o altri involontariamente
APRASSIA Disturbo motorio per cui si ha incapacità di compiere gesti coordinati e diretti ad un determinato fine
3. cosa si può fare?
3.1 che cosa si puo' fare?
Facciamo un pò il punto allora su quello che ci siamo detti sinora: abbiamo esordito dicendo che l'autismo è una SINDROME e non una MALATTIA, questo perchè ancora non ne conosciamo la causa precisa, nè se sia solo una. Sappiamo che è un DISTURBO ORGANICO dello sviluppo, sviluppatosi in conseguenza SIA di una causa genetica SIA dei fattori ambientali. Si presenta in molte forme, lungo un continuum detto SPETTRO che va dal basso funzionamento all'alto funzionamento, in base alla capacità di comunicare e/o parlare e ad un eventuale presenza di deficit cognitivo. La giornata mondiale dell'autismo è il 2 APRILE di ogni anno, ed il colore "ufficiale" dell'autismo è il BLU!
2 APRILE
3.4 cosa si puo' fare?
Ma quanti sono i ragazzi autistici al giorno d'oggi? Negli Stati Uniti l'incidenza è tra le più alte al mondo, 1 su 54 ragazzi presenta un disturbo dello spettro autistico, in Svezia si scende a 1 su 160. In Italia siamo a 1 su 77 secondo le stime fatte dal Ministero della Salute, che riporta anche come l'autismo colpisca maggiormente i maschi, con un rapporto di 1:4 rispetto alle femmine. Rimane ad oggi ancora difficile individuare la causa o meglio le cause che portano al presentarsi delle sindromi autistiche, ancor meno a prevederle e fornire una diagnosi il più possibile anticipata, che garantirebbe maggior efficacia alle terapie.
3.6 cosa si puo' fare?
Ad oggi, non esiste una cura per l'autismo che, infatti, non è considerato una malattia. Quindi non esistono farmaci nè si guarisce dall'autismo. La diagnosi precoce è ancora oggi uno dei fattori più importanti rispetto all'evoluzione della sindrome autistica. I sintomi di tale disturbo infatti tendono a manifestarsi maggiormente avvicinandosi all'eta adulta, poichè aumenta l'incidenza dei deficit di varia natura rispetto allo sviluppo neurotipico.
COSA SI PUO' FARE ALLORA? Intervenendo precocemente è però possibile arginare questa forbice prestativa, riducendola grazie all'utilizzo di alcune metodologie specifiche ed interventi educativi specifici, utilizzabili a casa e a scuola.
3.7 cosa si puo' fare?
Nell'autismo ad alto funzionamento, ad esempio, si può ricorrere ad interventi psicoeducativi e terapia individuale, andando a lavorare sulle componenti ossessivo-compulsive spesso presenti. Nei casi più gravi invece, oltre che ad interventi assolutamente precoci, si associano interventi basati sull'ANALISI DEL COMPORTAMENTO (A.B.A., TEACCH, etc.) su base cognitivo-comportamentale. Queste metodologie prevedono in particolare il supporto dei comportamenti positivi ed adattivi e l'estinzione di quelli negativi, attraverso l'analisi della situazione prima-durante-dopo. Allo stesso modo viene introdotto anche l'insegnamento di lettere, numeri, colori, concetti, suoni o fonemi sempre attraverso modalità di rinforzo assimilabili dal bambino con autismo.
3.9 cosa possiamo fare noi? - glossario 3
Termini vari riguardanti l'autismo
TOKEN ECONOMY Consegno un premio una volta ottenuti un tot di segnalini premio
ABC Diario delle crisi e di tutto quello successo subito prima e dopo per capirne le motivazioni
TIMELINE Organizzazione visuale delle fasi della giornata e le attività in programma
PECS Comunicazione attraverso lo scambio e l'uso di immagini cartacee (Flashcards/PCS)
CAA* Comunicazione Aumentativa Alternativa, che arricchisce ed aggiunge alla comunicazione normale
RINFORZO POSITIVO Consegno un premio quando viene fatto qualcosa bene o voglio premiare
* per chi volesse approfondire trova una bonus track dopo la fine
3.10 cosa si puo' fare?
E' efficace questa metodologia? Insomma, dipende! Dipende dalla gravità della situazione, dalla precocità di diagnosi ed intervento, dalle ore di terapia che il bambino riesce a seguire e dalla qualità del lavoro che il team di supporto riesce a sviluppare. A volte si è assistito a grandissimi miglioramenti, con ragazzini che imparavano a comunicare se non a parlare o risolvevano gran parte dei loro deficit. Beniniteso, nessuno è "guarito", ma l'obiettivo non è guarire da una malattia che non si ha, l'obiettivo è raggiungere quelle autonomie e quella possibilità di fare cio che si vuole ed esprimere se stessi da grandi che talvolta viene limitata dalla sintomatologia del disturbo. Altre volte i progressi "assoluti" sono molto minori, soprattutto nei casi a basso funzionamento e con grave o moderata disabilità cognitiva: ma è proprio in queste situazioni che i progressi "relativi" diventano importantissimi... per il bambino e per la famiglia. In questi casi, la scuola, ambiente sociale e socializzante per antonomasia, diventi fondamentale e diventa fondamentale anche una delle più grandi risorse che si possono trovare a scuola:
I COMPAGNI !
4. COsa possiamo fare noi?
4.1 cosa possiamo fare noi?
I compagni quindi sono un fattore protettivo
L'inclusione in classe riduce il rischio di isolamento e di allontanamento sociale, inoltre costituisce il modello educativo, sociale e anche didattico imitativo per molti ragazzi con autismo, indipendentemente dalla gravità
Il compagno con autismo è un fattore protettivo
Attraverso le pratiche inclusive la classe impara a "prendersi cura" del compagno, sviluppando sensibilità, responsabilità e anche conoscenze specifiche sulla disabilità, accrescendo il proprio bagaglio esperienziale e di competenze di cittadinanza
4.2 cosa si puo' fare?
NOI ?!? E COME?
Informarci e chiedere se qualcosa ci incuriosisce o non la conosciamo Scoprire i suoi gusti (musicali, culinari, di vestiario, etc) e interessarsi alle sue attività Rinforzare sempre positivamente le azioni corrette o gli esercizi bene eseguiti (comportamenti positivi) Non rinforzare le richieste di attenzione, le crisi, i capricci, i comportmenti disfunzionali: ignorarli, non badargli. Dire "No, smettila" o mostrarsi arrabbiati a volte è "rinforzante"! Avere pazienza se ogni tanto in classe fa dei versi o dei rumori: eventualmente possiamo provare a metterlo più a suo agio parlandogli, o mostrandogli una faccia comprensiva Impariamo a comunicare attraverso i suoi gesti e segni, ma approcciamoci anche alle PECS e alla CAA*
Coinvolgerlo spesso, come se fosse "uno di noi" e potesse parlare, rispondere, salutarci Fare il primo passo e attendere, aspettare, stimolare una sua risposta, un cenno Iniziare a vedere con i suoi occhi, ascoltare con le sue orecchie, comunicare con i suoi mezzi Ricordarsi di lui quando, ad esempio, c'è una votazione e manca il suo voto Chiedergli se la merenda è buona o che ore sono Offrirsi per giocare con lui, studiare al suo fianco, organizzare attività insieme a lui o dedicate a lui Entrare o uscire da scuola insieme a lui, a piccoli gruppi. Appendere i suoi disegni o i suoi lavori sulle pareti dell'aula, insieme ai vostri
* vedi approfondimento bonus
4.4 conclusione
Sono le piccole cose di ogni giorno a fare grandi differenze, proprio quelle che a volte è più facile dimenticare o non vedere. Bisogna vedere un pò oltre,, con gli occhi del nostro compagno e non nostri.
grazie per l'attenzione!
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Bonus Track: PECS & CAA - clicca qui
3.8 cosa si puo' fare? - glossario 2
Glossario parte 2: strategie di intervento
CHAINING Creo un concatenamento negli apprendimenti, per facilitarne l'apprendimento
PAIRING Associo una cosa o una persona positva/amata ad un oggetto/persona nuovo
TASK ANALYSIS Per insegnare un compito lo suddivido in tante piccole azioni più semplici e memorizzabili
PROMPTING/FADING Fornisco un aiuto per stimolare una risposta attesa/comportamento desiderato, per poi toglierlo poco alla volta se capace
RINFORZO POSITIVO Consegno un premio quando viene fatto qualcosa bene o voglio premiare
MODELING Rinforzo un comportamento vicino a quello atteso