indice
la danza nel medio evo
specializzazione nel rinascimento
l'ottocento
l'inizio del rinascimento e l'influenza della Russia
le posizioni base
Carla Fracci
La disabilità
Simona Atzori
Kitty Lune
la danza
la mia passione
Camilla Galeotti 1G 16/11/2023
Nel Medioevo, la danza continuò a vivere in occasioni di feste e si diffuse ben presto anche nelle corti e nei castelli. Poiché eseguire salti, volteggi e capriole era considerato un modo di esibirsi poco aristocratico, i nobili adottarono nelle loro danze gesti e movimenti più composti. Da qui nacque la distinzione tra la danza bassa, più distinta, e la popolana danza alta
solo nel Rinascimento vennero formalmente stabilite le regole per i passi e i movimenti che contraddistinguono le singole danze. Durante questo periodo, soprattutto in Italia e in Francia, si affermò nelle corti principesche la figura del maestro di ballo, che conferì maggiore prestigio a feste e alle cerimonie. Le danze più in voga erano soprattutto di origine italiana o francese, tra le prime ricordiamo: la pavana (lenta), il saltarello(veloce); tra le seconde: la gavotta (moderata), la bourrée (veloce). Nel Cinquecento, si aprirono le prime scuole di danza (la prima in assoluto fu aperta a Milano da Pompeo Diobono) e iniziò l'usanza di ballare in coppia.
Nell'Ottocento, secolo nel quale la danza femminile prevalse su quella maschile, le gambe iniziarono a divenire visibili, e poco dopo la metà del secolo venne introdotto un gonnellino più corto, il tutù e iniziarono ad apparire le scarpette da punta.
Il costumista Eugène Lamy disegnò per la Taglioni il primo tutù bianco lungo fino alle ginocchia, con due piccole ali applicate all'altezza delle scapole, le scarpette da punta rosa adottate per dare l'impressione che la danzatrice si alzasse sulle punte per volare ed infine l'acconciatura “à bandeaux”.
In Russia, il coreografo Marius Petipa ed il musicista Pëtr Il'ič Čajkovskij diedero origine ad alcuni balletti classici famosissimi: Il lago dei cigni, La bella addormentata e Lo schiaccianoci. La compagnia dei Ballets Russes di Sergej Djagilev, fra il 1909 e il 1929 è artefice di una vera e propria rivoluzione in senso moderno della danza classica, con l'assunzione di movimenti non canonici, per non dire addirittura "antiaccademici" e una forte rivalutazione delle potenzialità espressive e drammatiche della danza.
le posizioni della danza sono sei:1)prima posizone 2)seconda posizione 3)terza posizione 4)quarta pozione 5)quinta posizione 6)sesta posizione
é elegante a suo modo ogni cosa che è semplice o sa apparire semplice,sobria e ci connette con il mistero profondo della vita -Carla Fracci-
Kitty Lune:“L’unica cosa che può limitare la danza per i disabili è la mentalità ancora chiusa di molte persone.Il mio sogno sarebbe vedere un mondo in cui coesistono ballerini e ballerine in compagnia con disabilità e non.La disabilità non deve limitare un ballerina,deve semplicemente fargliene scoprire di nuove.”
Simona Atzori:“Perché ci identifichiamo sempre con quello che non abbiamo, anziché guardare quello che c’è? Talvolta i limiti non sono reali, ma sono solo negli occhi di chi ci guarda“.
Thank you!
La storia della danza
CAMILLA GALEOTTI
Created on November 14, 2023
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la danza nel medio evo
specializzazione nel rinascimento
l'ottocento
l'inizio del rinascimento e l'influenza della Russia
le posizioni base
Carla Fracci
La disabilità
Simona Atzori
Kitty Lune
la danza
la mia passione
Camilla Galeotti 1G 16/11/2023
Nel Medioevo, la danza continuò a vivere in occasioni di feste e si diffuse ben presto anche nelle corti e nei castelli. Poiché eseguire salti, volteggi e capriole era considerato un modo di esibirsi poco aristocratico, i nobili adottarono nelle loro danze gesti e movimenti più composti. Da qui nacque la distinzione tra la danza bassa, più distinta, e la popolana danza alta
solo nel Rinascimento vennero formalmente stabilite le regole per i passi e i movimenti che contraddistinguono le singole danze. Durante questo periodo, soprattutto in Italia e in Francia, si affermò nelle corti principesche la figura del maestro di ballo, che conferì maggiore prestigio a feste e alle cerimonie. Le danze più in voga erano soprattutto di origine italiana o francese, tra le prime ricordiamo: la pavana (lenta), il saltarello(veloce); tra le seconde: la gavotta (moderata), la bourrée (veloce). Nel Cinquecento, si aprirono le prime scuole di danza (la prima in assoluto fu aperta a Milano da Pompeo Diobono) e iniziò l'usanza di ballare in coppia.
Nell'Ottocento, secolo nel quale la danza femminile prevalse su quella maschile, le gambe iniziarono a divenire visibili, e poco dopo la metà del secolo venne introdotto un gonnellino più corto, il tutù e iniziarono ad apparire le scarpette da punta.
Il costumista Eugène Lamy disegnò per la Taglioni il primo tutù bianco lungo fino alle ginocchia, con due piccole ali applicate all'altezza delle scapole, le scarpette da punta rosa adottate per dare l'impressione che la danzatrice si alzasse sulle punte per volare ed infine l'acconciatura “à bandeaux”.
In Russia, il coreografo Marius Petipa ed il musicista Pëtr Il'ič Čajkovskij diedero origine ad alcuni balletti classici famosissimi: Il lago dei cigni, La bella addormentata e Lo schiaccianoci. La compagnia dei Ballets Russes di Sergej Djagilev, fra il 1909 e il 1929 è artefice di una vera e propria rivoluzione in senso moderno della danza classica, con l'assunzione di movimenti non canonici, per non dire addirittura "antiaccademici" e una forte rivalutazione delle potenzialità espressive e drammatiche della danza.
le posizioni della danza sono sei:1)prima posizone 2)seconda posizione 3)terza posizione 4)quarta pozione 5)quinta posizione 6)sesta posizione
é elegante a suo modo ogni cosa che è semplice o sa apparire semplice,sobria e ci connette con il mistero profondo della vita -Carla Fracci-
Kitty Lune:“L’unica cosa che può limitare la danza per i disabili è la mentalità ancora chiusa di molte persone.Il mio sogno sarebbe vedere un mondo in cui coesistono ballerini e ballerine in compagnia con disabilità e non.La disabilità non deve limitare un ballerina,deve semplicemente fargliene scoprire di nuove.”
Simona Atzori:“Perché ci identifichiamo sempre con quello che non abbiamo, anziché guardare quello che c’è? Talvolta i limiti non sono reali, ma sono solo negli occhi di chi ci guarda“.
Thank you!