il Saggiatore
libro di Galileo Galilei
Signor Sarsi, la cosa non istà così. La filosofia è scritta in questo grandissimo libro che continuamente ci sta aperto innanzi agli occhi (io dico l'universo), ma non si può intendere se prima non s'impara a intender la lingua, e conoscer i caratteri, ne' quali è scritto. Egli è scritto in lingua matematica, e i caratteri son triangoli, cerchi, ed altre figure geometriche, senza i quali mezzi è impossibile a intenderne umanamente parola; senza questi è un aggirarsi vanamente per un oscuro laberinto.
Il contesto storico
La vicenda che porta Galileo alla composizione della sua grande opera scientifica ha inizio nell’autunno del 1618 quando la comparsa in cielo di tre comete spinge Orazio Grassi, un padre gesuita che si occupa di matematica ed architettura, a scrivere un trattato in latino, 'De tribus cometis', in cui espone la posizione “scientifica” del Collegio Romano e sostiene che le comete siano corpi celesti privi di luce che compiono un'orbita circolare attorno al Sole (come i corpi celesti). Grassi si dimostra poi scettico sulla reale utilità del cannocchiale galileiano, di cui si mette addirittura in dubbio la reale capacità di ingrandire le immagini a distanza.
La replica di Galileo è attentamente studiata, anche perché l’autore vuole tornare sulla questione dell’eliocentrismo, dopo che nel 1616 il 'De revolutionibus orbium coelestium' di Copernico è stato messo all’Indice e lo stesso Galileo ammonito di non professare più le tesi delle sue 'Lettere copernicane'. Egli risponde infatti attraverso un suo giovane discepolo, Mario Guiducci che pubblica col proprio nome un testo del maestro, il Discorso sulle comete (1619). Qui Galilei smentisce seccamente le tesi di Grassi. Quest’ultimo, dietro lo pseudonimo di Lotario Sarsi, replica con la 'Libra astonomica ac philosophica' (la “libra” è una comune bilancia di origine romana), saggio in cui attacca le tesi di Galilei, il quale risponde pubblicando “Il saggiatore".
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E pur si muove
Sebbene non faccia parte dell'opera in sé, la famosa affermazione "E pur si muove" è spesso associata a Galileo. Si dice che abbia pronunciato queste parole dopo aver abiurato le sue convinzioni davanti all'Inquisizione, per sottolineare che, nonostante la condanna, la Terra continua comunque a muoversi attorno al Sole.
La struttura
Galileo, che sa di doversi muovere con grande accortezza per il continuo pericolo di cadere in eresia, lavora con cura all'opera, che vede la luce solo nel 1624. L’opera si compone di 53 saggi in ciascuno dei quali viene smentita un'affermazione di Sarsi ed è stato scritto in forma di dialogo tra personaggi. Si presenta come una lettera indirizzata al cardinale Virginio Cesarini, con una dedicatoria al papa Urbano VIII, infatti è stata scritta durante un periodo in cui la Chiesa cattolica aveva una grande influenza sulla scienza e la filosofia. Oltre ad avere forma epistolare, è scritta in italiano per rispondere al latino filosofico di Grassi ed è abilmente bilanciata tra ironia e precisione metodologica.
Con il titolo, Galileo vuole contrapporre idealmente il bilancino di precisione degli orefici (la verità delle sue tesi) alla bilancia grossolana (le tesi sbagliate di Grassi). L'opera definisce la posizione ideologica assunta da Galileo nei confronti della scienza: la ricerca scientifica deve essere libera. Galilei propone anche riflessioni sul linguaggio della scienza che deve essere limpido e lineare perché finalizzato a rendere chiari i concetti.
Finalità
"Il Saggiatore" ha avuto un impatto duraturo sulla filosofia della scienza e sull'astronomia. Infatti, Galilei ha sottolineato l'importanza dell'osservazione empirica e dell'esperimento come fondamentali per la comprensione del mondo naturale. Questo ha contribuito a gettare le basi sul metodo scientifico moderno.Inoltre, in quest'opera Galilei espone l'atteggiamento di costante curiosità dello scienziato, che possiede una mente aperta che gli permette di aggiungere continuamente conoscenze al bagaglio che già possiede, opponendosi a coloro che utilizzano il principio di autorità. "Il Saggiatore" è quindi un importante documento storico che ha contribuito a ridefinire il rapporto tra scienza e religione nel contesto della Rivoluzione Scientifica.
Liceo Scientifico, Linguistico e Sportivo "Leonardo" Agrigento Giornata mondiale della filosofia a.s.2023/2024 Elaborato di:Catanese Asia Cucchiara Rachele Giardina Daniele Puma Karola La docente Casella Gabriella LaDirigente scolastica Dott.ssa Patrizia Pilato
La polemica con la cultura libresca
Orazio Grassi aveva sostenuto che per fare filosofia fosse necessario appoggiarsi a qualche celebre autore, come se la mente di un essere umano dovesse rimanere «sterile ed infeconda» , a meno che non si accordi con una "autorità". A questa concezione di Sarsi-Grassi, che difende il principio d'autorità, Galilei si oppone con forza, proponendo l'idea secondo cui la filosofia è scritta in quel «grandissimo libro» che è costituito dall'universo stesso. E, poiché la lin-qua in cui è scritto tale libro è quella matematica, è necessario apprenderne i simboli geometrici.
La critica al sistema di Brahe
Anche ammesso che l'intelletto debba farsi "schiavo" di quello di un altro individuo, non si capisce perché Sarsi abbia scelto di seguire Tycho Brahe, preferendolo a Tolomeo o a Copernico, i quali, diversamente dall'astronomo danese, hanno elaborato sistemi del mondo completi e ben costruiti. Riconoscendosi nella posizione dei gesuiti del suo tempo, Grassi accettava infatti il tentativo di Brahe di conciliare geocentrismo e copernicanesimo. La scelta di Tycho Brahe di cercare un compromesso tra due opposte dottrine pare a Galilei frutto di ignoranza e di conformismo. Per questo motivo lo scienziato pisano non prenderà in considerazione il "terzo sistema" neppure nell'opera successiva al Saggiatore, il Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo, il tolemaico e il copernicano.
Il Saggiatore
Daniele Giardina
Created on November 13, 2023
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il Saggiatore
libro di Galileo Galilei
Signor Sarsi, la cosa non istà così. La filosofia è scritta in questo grandissimo libro che continuamente ci sta aperto innanzi agli occhi (io dico l'universo), ma non si può intendere se prima non s'impara a intender la lingua, e conoscer i caratteri, ne' quali è scritto. Egli è scritto in lingua matematica, e i caratteri son triangoli, cerchi, ed altre figure geometriche, senza i quali mezzi è impossibile a intenderne umanamente parola; senza questi è un aggirarsi vanamente per un oscuro laberinto.
Il contesto storico
La vicenda che porta Galileo alla composizione della sua grande opera scientifica ha inizio nell’autunno del 1618 quando la comparsa in cielo di tre comete spinge Orazio Grassi, un padre gesuita che si occupa di matematica ed architettura, a scrivere un trattato in latino, 'De tribus cometis', in cui espone la posizione “scientifica” del Collegio Romano e sostiene che le comete siano corpi celesti privi di luce che compiono un'orbita circolare attorno al Sole (come i corpi celesti). Grassi si dimostra poi scettico sulla reale utilità del cannocchiale galileiano, di cui si mette addirittura in dubbio la reale capacità di ingrandire le immagini a distanza.
La replica di Galileo è attentamente studiata, anche perché l’autore vuole tornare sulla questione dell’eliocentrismo, dopo che nel 1616 il 'De revolutionibus orbium coelestium' di Copernico è stato messo all’Indice e lo stesso Galileo ammonito di non professare più le tesi delle sue 'Lettere copernicane'. Egli risponde infatti attraverso un suo giovane discepolo, Mario Guiducci che pubblica col proprio nome un testo del maestro, il Discorso sulle comete (1619). Qui Galilei smentisce seccamente le tesi di Grassi. Quest’ultimo, dietro lo pseudonimo di Lotario Sarsi, replica con la 'Libra astonomica ac philosophica' (la “libra” è una comune bilancia di origine romana), saggio in cui attacca le tesi di Galilei, il quale risponde pubblicando “Il saggiatore".
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E pur si muove
Sebbene non faccia parte dell'opera in sé, la famosa affermazione "E pur si muove" è spesso associata a Galileo. Si dice che abbia pronunciato queste parole dopo aver abiurato le sue convinzioni davanti all'Inquisizione, per sottolineare che, nonostante la condanna, la Terra continua comunque a muoversi attorno al Sole.
La struttura
Galileo, che sa di doversi muovere con grande accortezza per il continuo pericolo di cadere in eresia, lavora con cura all'opera, che vede la luce solo nel 1624. L’opera si compone di 53 saggi in ciascuno dei quali viene smentita un'affermazione di Sarsi ed è stato scritto in forma di dialogo tra personaggi. Si presenta come una lettera indirizzata al cardinale Virginio Cesarini, con una dedicatoria al papa Urbano VIII, infatti è stata scritta durante un periodo in cui la Chiesa cattolica aveva una grande influenza sulla scienza e la filosofia. Oltre ad avere forma epistolare, è scritta in italiano per rispondere al latino filosofico di Grassi ed è abilmente bilanciata tra ironia e precisione metodologica.
Con il titolo, Galileo vuole contrapporre idealmente il bilancino di precisione degli orefici (la verità delle sue tesi) alla bilancia grossolana (le tesi sbagliate di Grassi). L'opera definisce la posizione ideologica assunta da Galileo nei confronti della scienza: la ricerca scientifica deve essere libera. Galilei propone anche riflessioni sul linguaggio della scienza che deve essere limpido e lineare perché finalizzato a rendere chiari i concetti.
Finalità
"Il Saggiatore" ha avuto un impatto duraturo sulla filosofia della scienza e sull'astronomia. Infatti, Galilei ha sottolineato l'importanza dell'osservazione empirica e dell'esperimento come fondamentali per la comprensione del mondo naturale. Questo ha contribuito a gettare le basi sul metodo scientifico moderno.Inoltre, in quest'opera Galilei espone l'atteggiamento di costante curiosità dello scienziato, che possiede una mente aperta che gli permette di aggiungere continuamente conoscenze al bagaglio che già possiede, opponendosi a coloro che utilizzano il principio di autorità. "Il Saggiatore" è quindi un importante documento storico che ha contribuito a ridefinire il rapporto tra scienza e religione nel contesto della Rivoluzione Scientifica.
Liceo Scientifico, Linguistico e Sportivo "Leonardo" Agrigento Giornata mondiale della filosofia a.s.2023/2024 Elaborato di:Catanese Asia Cucchiara Rachele Giardina Daniele Puma Karola La docente Casella Gabriella LaDirigente scolastica Dott.ssa Patrizia Pilato
La polemica con la cultura libresca
Orazio Grassi aveva sostenuto che per fare filosofia fosse necessario appoggiarsi a qualche celebre autore, come se la mente di un essere umano dovesse rimanere «sterile ed infeconda» , a meno che non si accordi con una "autorità". A questa concezione di Sarsi-Grassi, che difende il principio d'autorità, Galilei si oppone con forza, proponendo l'idea secondo cui la filosofia è scritta in quel «grandissimo libro» che è costituito dall'universo stesso. E, poiché la lin-qua in cui è scritto tale libro è quella matematica, è necessario apprenderne i simboli geometrici.
La critica al sistema di Brahe
Anche ammesso che l'intelletto debba farsi "schiavo" di quello di un altro individuo, non si capisce perché Sarsi abbia scelto di seguire Tycho Brahe, preferendolo a Tolomeo o a Copernico, i quali, diversamente dall'astronomo danese, hanno elaborato sistemi del mondo completi e ben costruiti. Riconoscendosi nella posizione dei gesuiti del suo tempo, Grassi accettava infatti il tentativo di Brahe di conciliare geocentrismo e copernicanesimo. La scelta di Tycho Brahe di cercare un compromesso tra due opposte dottrine pare a Galilei frutto di ignoranza e di conformismo. Per questo motivo lo scienziato pisano non prenderà in considerazione il "terzo sistema" neppure nell'opera successiva al Saggiatore, il Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo, il tolemaico e il copernicano.