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Gli anni di Scipione L'Africano

biagio natale

Created on November 13, 2023

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Transcript

236 a.C-183 a.C.

gLI ANNI di

Gli anni

Scipione L'Africano

"Ingrata patria, non avrai nemmeno le mie ossa."

Indice

"Ingrata patria, ne ossa quidem mea habes."

indice

6. BATTAGLIA DI ZAMA

1. introduzione

2. Vita

7. processo agli scipioni

indice

3. conquista di spagna(1)

8. morte

4. conquista di spagna(2)

5. AFRICA

9. RINGRAZIAMENTI

Intro

Intro

Introduzione

Publio Cornelio Scipione, detto l'Africano, nacque nel 235 a.C. a Roma. Apparteneva a una famiglia patrizia della gens Cornelia, uno dei più nobili casati romani. Si è distinto tra gli altri per aver sconfitto Annibale nella seconda guerra punica. l’Africano condusse un esercito di appena 25 000 uomini in Africa, dove sconfisse due volte i Cartaginesi. Questi richiamarono Annibale dall’Italia, proprio come Scipione aveva previsto e voleva. La vittoria definitiva su Annibale ebbe luogo il 18 ottobre del 202 a.C. nella battaglia di Zama. Annibale si rifugiò in Oriente, dove tentò senza fortuna di suscitare nuove guerre contro Roma, mentre Scipione a Roma celebrò un grandioso Trionfo e prese il soprannome onorifico di Africano. Morirà poi nel 183 a.C per cause naturali

236 a.C-183 a.C.

La vita

In piena Età Repubblicana, a Roma, nel 236 a.C., nasce Publio Cornelio Scipione, poi noto come l'Africano, dal padre omonimo e dalla madre Pomponia. Della sua vita non si sa molto, e la prima notizia su di lui risale al 218 a.C., quando, all'età di soli diciassette anni, salvò la vita del padre durante la battaglia del Ticino. Nel 211 a.C., però, il padre e lo zio, Gneo Cornelio Scipione Calvo, morirono in Spagna; così, quando aveva ventisette anni, Publio Cornelio Scipione ricevette il comando militare dal senato, nonostante non avesse completato il cursus honorum.

VITA

La conquista della Spagna

210 a.c.

Verso la fine del 210 a.C., Scipione giunse in Spagna come privato cittadino, dotato solamente dell'Imperium proconsolare. Accompagnato da una flotta di trenta navi, partì da Roma e, costeggiando i territori di Etruria e Gallia, sbarcò nella città greca di Emporiae, nell'attuale Catalogna. Da qui, si mosse a piedi verso Tarraco, dove si radunò con il resto delle truppe e si ritirò per pianificare l'attacco dell'anno successivo. Così, nel 209 a.C., decise di attaccare la città di Nova Carthago (Cartagena), importantissima per le sue miniere, l'abbondante materiale e il porto, ottima base di partenza per un'eventuale conquista del Sud. Partito da Tarraco con le sue truppe, che non conoscevano il suo piano, attaccò a sorpresa la città, difesa solamente da una piccola guarnigione: infatti i Cartaginesi credevano fosse inespugnabile, data la presenza del mare e di una laguna, che la proteggevano

Spagna

La conquista della Spagna

210 a.c.

Nonostante ciò, Scipione attaccò la città, e la prese, sfruttando la bassa marea della laguna. Gli ostaggi, però, non furono trattati propriamente come tali, poiché il proconsole gli concesse la libertà qualora avvessero collaborato. La battaglia di Cartagena si concluse quindi con la vittoria romana, e fu l'inizio di una serie di trionfi che portarono alla conquista della Spagna Cartaginese. Tra le battaglie più importanti, si ricordano quella di Baecula, nella provincia di Jaén, di Ilipa, nella provincia di Siviglia, e di Carmo, sempre nella provincia di Siviglia. Tramite queste vittorie, e altre meno importanti, Scipione si assicurò il controllo della Spagna Cartaginese, a partire dai Pirenei fino ad arrivare all'Algarve.

Spagna

Le campagne in Africa

204 a.c.

Nel 204 a.C., Scipione, nominato proconsole, poté continuare con il suo progetto di portare la guerra in Africa. Partito da Libro (Marsala), sbarcò nei pressi di Utica, nell'attuale Tunisia, cogliendo di sorpresa l'esercito punico, che lo aspettava a Emporia, in Spagna. Una volta sbarcato, fu raggiunto dalle truppe di Massinissa, re della Numidia con cui Scipione si era alleato, che lo aiutarono a compiere la sua impresa. Sconfitti i nemici, poté dedicarsi al saccheggio del territorio e alla conquista di Utica, anche se non riuscì in questa impresa, e perciò si accampò lì. Durante l'inverno, cercò un piano per battere i Cartaginesi, e, con la scusa di cercare un accordo per evitare una guerra, mandò una serie di ambasciatori, tra cui mescolò anche esploratori e centurioni, dei quali si servì per ricevere importanti informazioni sul territorio. Quindi, in primavera, decise di attaccare: fece salpare le navi in direzione di Utica, come se avesse intenzione di assalire la città dal mare, ma, invece, appiccò un incendio che in breve tempo si estese a tutto l'accampamento. I soldati, credendo che l'incendio fosse accidentale, uscirono fuori per aiutare, ma furono annientati dall'esercito romano. Scipione era riuscito, in un colpo solo, a sbaragliare le truppe nemiche, di gran lunga superiori in numero, quasi senza perdite. Nel giro di un mese, le ostilità furono riprese, ma i Romani sconfissero nuovamente i Punici presso i Campi Magni.

Africa

La battaglia di zama

203 a.c.

La battaglia di Zama fu l'ultima battaglia della seconda guerra punica. Si combattè il 19 Ottobre 202 a.C e si risolse con la vittoria delle truppe romane, comandate da Scipione, contro quelle Cartaginesi, comandate da Annibale. Nel 204 a.C Scipione era sbarcato in Africa e sconfisse tutti i generali nemici nella zona e liberò anche Massinissa, re dei Numidi, che diventò suo alleato. I Cartaginesi decisero di chiamare Annibale dall'Italia. Nel 203 a.C Annibale arrivò in Africa con i suoi 15000 veterani e subito ripreparò l'esercito reclutando mercenari da Cartagine. Sapeva che la prossima battaglia sarebbe stata quella decisiva. I Punici rifiutarono un primo trattato di pace offerto da Scipione che, quindi, distrusse le città in Tunisia. Annibale cercò di marciare verso l'interno, ma non riuscì e portò avanti anche lui un trattato di pace che Scipione rifiutò. Annibale, quindi, fu costretto a combattere.I Romani disponevano di una fanteria di 29.900 uomini e di una cavalleria di 6100, mentre i Cartaginesi di una fanteria di 12.000 mercenari, Liguri, Celti, Baleari e Mauri, 15000 Cartaginesi e Libici, 15000 veterani e 4000 macedoni, 80 elefanti e una cavalleria di 2000 Numidi e 2000 Cartaginesi. Annibale fa avanzare gli elefanti, ma i Romani suonarono dei corni che li spaventarono e molti ripiegarono proprio sui Cartaginesi, mentre gli altri furono fatti passare in dei corridoi per essere atterrati facilmente ai lati. Poi la cavalleria attacca alle spalle la fanteria Cartaginese, impegnata di fronte con quella Romana, e portò alla vittoria dei Romani. Annibale riesce comunque a fuggire con qualche migliaia di Cartaginesi. Le perdite per i romani sono solamente 1500 a confronto dei 24000 morti e circa 10000 prigionieri. cartaginesi

Zama

Processo agli Scipioni

184 a.c.

Nel 184 a.C. Marco Catone accusò Publio Scipione di tradimento e di concussione per aver garantito condizioni di pace favorevoli ad Antioco, «quasi che egli fosse stato allora l'arbitro della pace e della guerra», in cambio di denaro e della liberazione del figlio, prigioniero di Antioco, che infatti gli era stato restituito senza alcun riscatto.Antioco III inviò ambasciatori presso gli Scipioni con proposte di pace offrendo ai Romani estensioni territoriali e il risarcimento di metà delle spese di guerra sostenute. Scipione replicò che Antioco avrebbe dovuto abbandonare tutta la Grecia e i territori anatolici “aldiquà” della catena del Tauro, e risarcire interamente le spese di guerra. Rifiutata la proposta Antioco III preferì continuare le ostilità, ma nettamente sconfitto, questa volta a Magnesia nel 189 a.C., fu costretto a cedere e ad accettare le condizioni imposte dai romani. Nel processo Catone avrebbe sostenuto l’accusa di peculato pronunciando ben quattro orazioni, ma quando Glabrione dichiarò di rinunciare alla candidatura, i tribuni, soddisfatti del risultato ottenuto, ritirarono l’accusa.

Processo

183 a.C.

La morte

Nel 183 a.C., di salute cagionevole, Publio Cornelio Scipione Africano muore, a Liternum. La tomba di Scipione l'africano sita all'interno del vasto comune di Giugliano in Campania in provincia di Napoli nel parco archeologico di Liternum

Morte

16/11/2023

Grazie per

Fine

aver guardato

fatto da: biagio natale Giuseppe Corrado Lorenzo de micco Michele margheron