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Cavalcanti - Voi che per gli occhi mi passaste 'l core
Patrizia Codutti
Created on November 13, 2023
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Transcript
Guido Cavalcanti
Voi che per gli occhi mi passaste 'l core
Cavalcanti canta gli effetti della passione amorosa, tema ricorrente della sua produzione poetica. La bufera che si scatena nell’animo del poeta alla vista della donna amata per effetto della potenza distruttiva dell’amore. Questo sonetto intreccia due motivi caratteristici della lirica duecentesca:- il resoconto del “colpo di fulmine” che ha generato l’amore, scatenando la passione; - la richiesta di pietà alla donna amata. Cavalcanti riformula questi motivi topici calcando la mano – come spesso nelle sue poesie – sui dettagli che evocano dolore, patimento, morte.
Parafrasi
[Voi (Voi – la donna amata) che attraverso (per) gli (li) occhi mi avete trafitto il cuore e avete svegliato la mente che dormiva, guardate la mia vita angosciosa, che Amore distrugge in sospiri. Egli (E’ – sta per ei e si riferisce al Amore) arriva ferendo con così grande forza che il mio fragile spirito vitale (deboletti spiriti – si riferisce ai sensi e ai moti dell’animo) vengono meno (van via): rimane solo il mio aspetto esteriore (figura – il corpo, l’involucro esterno), in balia [dell’amore], e un po’ di voce che esprime dolore. Questa forza/valore amorosa che mi ha distrutto è partita veloce dai vostri occhi nobili: una freccia mi ha lanciato nel fianco. Il colpo mi raggiunse così centrato (ritto) al primo tentativo (primo tratto), che la mente (anima) tremando si svegliò vedendo il cuore morto nel lato sinistro.
Voi che per li occhi mi passaste ’l core e destaste la mente che dormia, guardate a l’angosciosa vita mia, che sospirando la distrugge Amore. E’ vèn tagliando di sì gran valore, che’ deboletti spiriti van via: riman figura sol en segnoria e voce alquanta, che parla dolore. Questa vertù d’amor che m’ha disfatto da’ vostr’ occhi gentil’ presta si mosse: un dardo mi gittò dentro dal fianco., Sì giunse ritto ’l colpo al primo tratto, che l’anima tremando si riscosse veggendo morto ’l cor nel lato manco.
Metrica
Sonetto di endecasillabi raggruppati in due quartine e due terzine
Voi che per li occhi mi passaste ’l core e destaste la mente che dormia, guardate a l’angosciosa vita mia, che sospirando la distrugge Amore. E’ vèn tagliando di sì gran valore, che’ deboletti spiriti van via: riman figura sol en segnoria e voce alquanta, che parla dolore. Questa vertù d’amor che m’ha disfatto da’ vostr’ occhi gentil’ presta si mosse: un dardo mi gittò dentro dal fianco, Sì giunse ritto ’l colpo al primo tratto, che l’anima tremando si riscosse veggendo morto ’l cor nel lato manco.
Rime con schema: ABBA ABBA (incrociate) CDE CDE (ripetute)
Metrica
Voi che per li occhi mi passaste ’l core e destaste la mente che dormia, guardate a l’angosciosa vita mia, che sospirando la distrugge Amore. E’ vèn tagliando di sì gran valore, che’ deboletti spiriti van via: riman figura sol en segnoria e voce alquanta, che parla dolore. Questa vertù d’amor che m’ha disfatto da’ vostr’ occhi gentil’ presta si mosse: un dardo mi gittò dentro dal fianco, Sì giunse ritto ’l colpo al primo tratto, che l’anima tremando si riscosse veggendo morto ’l cor nel lato manco.
Assonanze tra rima A delle quartine è in assonanza con la rima D delle terzine, così come sono in assonanza tra loro le rimeC e E delle terzine.Vi sono anche alcune rime interne come: passaste / destaste / guardate (vv.1-3), sospirando / tagliando (vv.4-5), ecc.
Metrica
Voi...= Apostrofe (invocazione)
Voi che per li occhi mi passaste ’l core e destaste la mente che dormia, guardate a l’angosciosa vita mia, che sospirando la distrugge Amore. E’ vèn tagliando di sì gran valore, che’ deboletti spiriti van via: riman figura sol en segnoria e voce alquanta, che parla dolore. Questa vertù d’amor che m’ha disfatto da’ vostr’ occhi gentil’ presta si mosse: un dardo mi gittò dentro dal fianco, Sì giunse ritto ’l colpo al primo tratto, che l’anima tremando si riscosse veggendo morto ’l cor nel lato manco.
Questo è un paragrafo pronto a contenere creatività, esperienze e storie geniali.
Lessico
«mente» sinonimo di "anima sensitiva" e quindi facilmente vittima d'Amore;«angosciosa» ha un valore meno specifico che in italiano moderno, qui significa "sofferente"; «spiriti», qui sono gli spiriti vitali che abbandonano l'uomo; «vertù», vocabolo solitamente positivo, che esprime il valore della donna amata, assume un significato connesso al campo metaforico della guerra e della distruzione, indicando quindi la forza del nemico.
Voi che per li occhi mi passaste ’l core e destaste la mente che dormia, guardate a l’angosciosa vita mia, che sospirando la distrugge Amore. E’ vèn tagliando di sì gran valore, che’ deboletti spiriti van via: riman figura sol en segnoria e voce alquanta, che parla dolore. Questa vertù d’amor che m’ha disfatto da’ vostr’ occhi gentil’ presta si mosse: un dardo mi gittò dentro dal fianco, Sì giunse ritto ’l colpo al primo tratto, che l’anima tremando si riscosse veggendo morto ’l cor nel lato manco.
Struttura
Quartine e terzine raccontano la stessa storia, da due punti di vista leggermente diversi.• La prima quartina è un'apostrofe alla donna, per il cui tramite Amore è riuscito a penetrare nel cuore dell'uomo facendone strazio; • La seconda quartina descrive oggettivamente gli effetti dell'azione militare di Amore nel campo nemico: la mente dell'uomo, abbandonata dagli spiriti vitali, si riduce a puro simulacro privo di vita. • Le terzine rappresentano la stessa scena vista però dalla parte dell'anima, che qui è l'anima sensitiva, cioè una parte della mente: nella prima quartina essa è stata svegliata all'amore, cioè ha visto le sue potenzialità amorose passare dalla potenza all'atto, mentre nell'ultima terzina nuovamente si risveglia, ma solo per prendere coscienza della distruzione del cuore trafitto dal dardo amoroso..
Voi che per li occhi mi passaste ’l core e destaste la mente che dormia, guardate a l’angosciosa vita mia, che sospirando la distrugge Amore. E’ vèn tagliando di sì gran valore, che’ deboletti spiriti van via: riman figura sol en segnoria e voce alquanta, che parla dolore. Questa vertù d’amor che m’ha disfatto da’ vostr’ occhi gentil’ presta si mosse: un dardo mi gittò dentro dal fianco, Sì giunse ritto ’l colpo al primo tratto, che l’anima tremando si riscosse veggendo morto ’l cor nel lato manco.
Temi
- Amore doloroso - smarrimento del sé - annientamento della parte razionale dell'uomo a contatto con l'esperienza destabilizzante della passione Questi sono senza dubbio i temi forti del testo, che si esprimono in quelli che sono gli elementi tipici di Cavalcanti: - l'angoscia, cioè la sofferenza; - la guerra d'Amore, una guerra in cui non si fanno prigionieri; - i sospiri; - gli spiritelli, che qui sono i «deboletti spiriti» vitali che abbandonano l'amante, ma in generale personificano affetti e passioni, e sono frequentemente attori di quel particolare teatro dell'anima che va in scena nelle Rime cavalcantiane.