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DIVINITà DELL'OLIMPO

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Created on November 13, 2023

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Transcript

Gli dei dell'Olimpo

Grecia

Le divinità dell'Olimpo

Gli antichi Greci erano politeisti, cioè adoravano molti dei. Questi erano concepiti come esseri simili agli uomini, ma a loro molto superiori per potenza e qualità fisiche. Tutti gli dei hanno il dono dell'invisibilità e dell'immortalità ma, come i mortali, sono soggetti alle passioni e ai sentimenti. Inoltre, come gli uomini, dormono e mangiano: il loro cibo è il nettare e la loro bevanda è l'ambrosia. Secondo gli antichi Greci, gli dei vivono insieme sulla vetta, coperta di nubi perenni, dell'Olimpo, un alto massiccio montuoso della Grecia tra la Tessaglia e la Macedonia.

ZEUS

E' la massima divinità dell'Olimpo greco. Padre degli dei e degli uomini. Signore del cielo e della terra.

ZEUS

Comanda i tuoni e i fulmini e, quando scuote l'ègida, il suo scudo, dà origine a grandi tempeste. Protegge la famiglia e le istituzioni; è il custode della giustizia, della realtà dei Patti e dell'ospitalità. E' sempre rappresentato con la barba folta e chioma abbondante, spesso ornata con una corona di foglie di quercia, albero a lui sacro, e vicini gli sono opposti l'ègida, lo scettro (simbolo del potere) e il fulmine. Ha come moglie la sorella Era, ma è famoso per i suoi tradimenti. Più di cento sono le donne, dee o mortali, amate da Zeus, da cui ha avuto moltissimi figli.

ERA

Sorella e moglie di Zeus, è la regina degli dei.

ERA

Da Zeus ha avuto quattro figli: Efesto, Ares, Ebe (coppiera degli dei) e Ilizia (protettrice delle partorienti). Il potere di Era è grandissimo: può comandare i fenomeni atmosferici e scatenare tempeste, paurose quasi come quelle provocate da Zeus. Protettrice del matrimonio, dell'amore coniugale e del parto, è famosa per la sua gelosia e il suo carattere vendicativo.

ATENA

Nata dalla testa di Zeus, armata di elmo, lancia e scudo, è rappresentata come una dea guerriera.

ATENA

Dea della forza regolata dall'intelligenza, insegna gli eroi l'arte per conseguire la vittoria suggerendo ingegnosi stratagemmi. Ha occhi verde-azzurri; a lei è sacra la civetta, ed è anche dea della saggezza e protettrice delle Arti e dei mestieri, in particolare la tessitura e il ricamo. Protegge la città di Atene, che da lei prende il nome.

APOLLO

Figlio di Zeus e di Latona e fratello gemello di Artemide, incarna l'ideale greco della giovinezza e della bellezza.

APOLLO

Oltre che dio del sole, Apollo è il dio della musica, delle arti, della poesia, della medicina. Protegge inoltre viandanti e marinai ed esprime attraverso i suoi oracoli (il più noto è quello di Delfi) facoltà divinatorie e profetiche. È raffigurato bellissimo e splendente su un cocchio dorato che percorre il cielo. L'alloro è la pianta sacra al Dio, e di alloro si incoronavano i poeti, pure a lui sacri.

ARTEMIDE

Sorella gemella di Apollo, come lui nata da Zeus e da Latona, è la dea della Luna, ma anche della caccia.

ARTEMIDE

Armata di arco e frecce, protegge le foreste e gli animali selvatici. A lei è sacro il cervo e, durante le feste in suo onore, le vengono offerte focacce a forma di cervo. Quando, invece, si vuole onorare della dea il simbolo della luce lunare, durante il plenilunio le si offrono focacce tonde e circondate da candele accese.

AFRODITE

Nata dalla spuma del mare, è la dea dell'amore, della bellezza e della fertilità.

AFRODITE

Moglie di Efesto, è però innamorata di Ares da cui ha avuto ha avuto il figlio Eros (Amore), fanciullo alato e bellissimo, sempre armato di un piccolo arco da cui partono frecce infallibili che suscitano l'amore in chiunque ne sia colpito, mortale o Dio. Invece, dall'unione di Afrodite con il mortale Anchise, principe troiano, è nato Enea, l'eroe protagonista dell'Eneide.

ARES

Figlio di Zeus e di Era, è il dio della guerra.

ARES

Violento e feroce si aggira fra le schiere, a piedi o su un carro tirato da 4 cavalli: Ardente, Divampante, Strepito, Orrore. Lo segue un corteo che incute paura: vi sono la Discordia, le Keres, dee della morte violenta, i figli Terrore e Spavento, il Tumulto. La forza brutale di Ares terrorizza gli uomini. Neppure gli dei lo ammirano: Zeus stesso non ama questo figlio assetato di sangue.

POSEIDONE

Fratello di Zeus, è il dio del mare, dei maremoti e dei terremoti.

POSEIDONE

È rappresentato con il tridente, con il quale provoca onde e terremoti punto di corporatura immensa, sempre avvolto in un largo mantello, con il volto spesso corrucciato, la chioma folta, gli occhi verdi, vive in un maestoso palazzo in fondo al mare. Gli sono sacri il cavallo e il toro. Poseidone ha molti figli, esseri per lo più strani, come Pegaso, il cavallo alato, e il ciclope Polifemo, gigante con un occhio solo in mezzo alla fronte

ERMES

Figlio di Zeus della ninfa Mala è il messaggero degli dei.

ERMES

Indossa calzari alati e il suo simbolo è il caduceo, un bastone d'oro con due serpenti intrecciati e due ali alla sommità. Di carattere vivace e allegro, Ermes di giorno porta i messaggi degli dei, di notte porta i sogni agli uomini o accompagna nell'Ade i morti e, a volte, i vivi, quando ricercano una persona morta. Ermes è anche il Dio dell'eloquenza e protettore dei viandanti, dei mercanti e dei ladri. Velocissimo, è anche il dio protettore delle palestre e degli stadi.

EFESTO

Figlio di Zeus e di era, e il dio del fuoco e fabbro degli dei.

EFESTO

Zoppo e deforme, è tuttavia abilissimo nell'arte di fondere e forgiare i metalli. La sua officina è situata dentro il vulcano Etna e i Ciclopi sono i suoi aiutanti. Realizza vera e propria opere d'arte, come l'ègida e lo scettro di Zeus, il tridente di Poseidone, lo scudo di Atena, le armi di Achille. Perfeziona talmente la sua abilità che riesce a dare un'anima agli oggetti di metallo.

ADE

Fratello di Zeus e di Poseidone, e il Dio degli Inferi, dell'Oltretomba.

ADE

Cupo e triste, è sempre chiuso nei suoi oscuri regni dai quali è uscito solo per rapire Persefone, la bella figlia di Demetra, divenuta poi sua sposa. Gli uomini lo detestano ed evitano di nominarlo. Gli antichi Greci, infatti, preferiscono chiamarlo con il nome di Plutone "il ricco", alludendo alle ricchezze del sottosuolo.