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tiziano

Luigi De Angelis

Created on November 12, 2023

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Transcript

tiziano

vecellio

Pelaggi Serena, Lia letizia, Viscomi giorgia 4°g

Indice

1. Vita

2. Giorgione e Tiziano

3. I primi lavori

4. La pittura

5. Opere

6. Ritratti

7. Rosso Tiziano

Fu uno dei maggiori esponenti del rinascimento veneziano, nonchè uno dei più importanti pittori italiani, nato nel 1488 da una famiglia di notabili di Pieve di Cadore, e deceduto nel 1576. Principale esponente della pittura tonale e della scuola veneta. Realizzò numerosi capolavori per i più importanti committenti del tempo..

rinascimento veneziano
Pieve di Cadore

Giorgione e tiziano

A 9 anni entrò nella bottega di Bellini a Venezia, dove imparò l'uso della pittura ad olio e dove conobbe Giorgione, alla quale fece da assistente fino alla sua morte, dopo la quale completò una delle sue opere più celebri: la Venere di Dresda.

VENERI A CONFRONTO >

Giorgione e tiziano

Il rapporto tra Giorgione e Tiziano si interruppe bruscamente nel 1511, quando un epidemia di peste colpì venezia e Tiziano scappò a Padova, mentre Giorgione rimase in città e i due non si videro mai più, in quanto quest'ultimo non sopravvisse alla peste e così quando Tiziano ritornò in città divenne in breve tempo uno dei più importanti e richiesti pittori della città.

PRIMI LAVORI DI TIZIANO

Tra i primi lavori di Tiziano ci sono gli affreschi per decorarele pareti del Fondaco dei tedeschi, un palazzo veneziano in cui si raccoglievano le merci dei mercati tedeschi. Ad oggi sono stati rimossi e conservati a Ca' d'oro e il fondaco ospita un lussuoso centro commerciale.

la Pittura

La pittura ad olio è la tecnica cinquecentesca di Tiziano Vecellio. Questa tecnica è basata sulle proprietà dell'olio di mescolarsi con i pigmenti e di essicarsi, e risale come affermano molti studiosi ad epoche molto lontane.

Periodo della maturità

Il tonalismo

Nel periodo più maturo le sue pennellate divennero sempre più veloci e pastose, tinteggiando i colore direttamente sulla tela, arrivando a dipingere anche con le dita.

Ripartendo dalla tradizione veneta e combinandola con le sollecitazioni esterne, sviluppò il tonalismo veneziano: egli rese ancor più raffinata la stesura del colore, infondendo maggiore teatralità e drammaticità alle sue opere. Stendeva gradualmente velature sovrapposte tono su tono, in maniera da restituire delicati effetti plastici e di fusione tra le figure e l'ambiente, senza chiaroscuro, il colore andava a comporre i volumi e le forme.

Temi

Produsse molte opere di scene religiose e mitologiche innovative, ma predilisse contenuti profani e allegorici. Fu un importante ritrattista, richiesto in tutta Europa, da sovrani, papi e nobili.

opere più celebri

opere più celebri

i ritratti

Carlo V con il cane

L'uomo col guanto

Rosso tiziano

Il rosso tiziano è una particolare tonalità di rosso, che nei capelli risulta come un biondo con sfumature rossastre-dorate. Il nome della tonalità deriva appunto dal nome del pittore, in quanto lo utilizzava spesso nelle proprie opere.

OPERE+

FINE!

Grazie per l'attenzione!

CARLO V CON IL CANE

Nel 1530 conosce Carlo V e gli dipinge un suo ritratto, intitolato ritratto di Carlo V con il cane. Il nuovo modello di ritratto esige un ruolo politico e sociale. Da questo ritratto inizia la carriera di ritrattista imperiale che lo porta a diventare pittore ufficiale della corte. Nei suoi celebri ritratti riesce a integrare la personalità del soggetto con il suo ruolo. Ad esempio, nel ritratto di Paolo III Farnese con i nipoti in cui rappresenta il pontefice con i nipoti Alessandro e Ottaviano, l'anziano papa appare astuto e guardingo davanti alle manovre dei nipoti. Il colore è come sempre ricco e presenta un nuovo tipo di stesura che diventerà una sua peculiarità. Tiziano ormai lascia i bordi sfrangiati, alcuni particolari appena abbozzati, residui di grumi di materia cromatica sulla tela.

VENERE DI DRESDA/DORMIENTE

La “Venere dormiente” si ipotizza sia stata richiesta all’artista dopo le nozze del committente. Lasciata incompleta nel 1510, Tiziano si occupa di terminarla con alcune modifiche così che potesse essere un’opera più adatta come dono di nozze. L’artista, decide di introdurvi il lenzuolo bianco e il cuscino coperto da un drappo rosso, ha lo scopo di accentuare l’erotismo.Le modulazioni tonali contribuiscono a creare un senso di malinconia, di solitudine incantata e sospesa, sfumature di colore graduali che conferiscono profondità, diventano più calde per i dettagli più vicini e più fredde per i particolari più lontani. La sensazione che la dea trasmette è di assoluta tranquillità, rilassatezza e calma.

OPERE IN CUI USA IL ROSSO TIZIANO

Flora Un tipico esempio di uso del rosso Tiziano da parte di Tiziano è la Flora degli Uffizi. La giovane donna dipinta corrisponde ai canoni della bellezza cinquecentesca: incarnato chiaro e luminoso, guance rosee e lunghi capelli ramati.Venere di Urbino, Tiziano, olio su tela (119x165 cm), 1538, Galleria degli Uffizi di Firenze. Venere di Urbino La Venere di Urbino è stata descritta come il dipinto più sensuale non solo del Cinquecento, ma di tutta la storia dell’arte. A colpire lo spettatore non è solo lo sguardo ammaliante del personaggio raffigurato, ma anche la chioma di capelli rosso-oro che cadono mossi sulle spalle.

OPERE IN CUI E' USATO IL ROSSO TIZIANO

Flora Un tipico esempio di uso del rosso Tiziano da parte di Tiziano è la Flora degli Uffizi. La giovane donna dipinta corrisponde ai canoni della bellezza cinquecentesca: incarnato chiaro e luminoso, guance rosee e lunghi capelli ramati. Tiziano, olio su tela (119x165 cm), 1538, Galleria degli Uffizi di Firenze. Venere di Urbino La Venere di Urbino è stata descritta come il dipinto più sensuale non solo del Cinquecento, ma di tutta la storia dell’arte. A colpire lo spettatore non è solo lo sguardo ammaliante del personaggio raffigurato, ma anche la chioma di capelli rosso-oro che cadono mossi sulle spalle.

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LA PESTE

In questa peste morirono circa 50.000 persone, la malattia veniva dall'Oriente e tutte le strade del commercio si trasformarono in “vie di contagio”, perché le navi trasportavano spesso topi, le cui pulci erano la causa della malattia. I primi casi di peste a Venezia si verificarono verso la fine del 1575, ma non se ne diede importanza. La Repubblica mise subito in atto una serie di precauzioni per fermarla: furono nominati delegati per controllare la pulizia delle case, vietare la vendita di alimenti pericolosi, chiudere i luoghi pubblici. I detenuti facevano i monatti, cioè quelli che trasportavano i cadaveri o i malati. Solo i medici potevano circolare liberamente, ma era necessario renderli riconoscibili, perciò dovevano portare segni distintivi visibili anche da lontano, i metodi più usati erano: il salasso, la teriaca e l'urina.

UOMO CON IL GUANTO

Tiziano comincia a fare dei ritratti privati in cui si riscontra un'idealizzazione di tipo cromatico, come si vede nell'UOMO COL GUANTO, in cui l'uomo è ritratto in una posa naturale e rilassata che e esalta i tratti del viso in senso piscologico. Nel ritratto del marchese Federico Il Gonzaga, figlio sabella d'Este appare il virtuosismo.

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MADDALENA PENITENTE

La Maddalena penitente presentata da Tiziano è una prostituta pentita. Questa donna dal passato licenzioso viene dipinta attraverso pennellate dense e pastose; le tonalità sono calde così da evidenziare le lacrime cristalline. I capelli scendono fluenti quasi a cercare di coprire il corpo nudo. Tiziano dà vita a questa chioma biondo-ramata dipingendo ciocche che catturano la luce.

FONDACO DEI TEDESCHI

La parola “fondaco” deriva dall’arabo funduq e indica un albergo-magazzino: i mercanti giunti in laguna, venivano fatti alloggiare nei vari Fondachi della città per dormire e commerciare. Infatti nel piano terra c’era il magazzino, mentre ai piani superiori c’erano 200 stanze dove i mercanti mangiavano e dormivano. Il Fondaco dei Tedeschi, situato sul Canal Grande accanto al Ponte Rialto, venne chiamato “dei Tedeschi” per distinguerlo dal fondaco dei greci e quello dei mori. Nel 1505 ci fu un incendio che distrusse il palazzo, ricostruito poi per volere del doge Loredan. Il Fondaco dei Tedeschi ritornò ad essere attivo già nel 1508: un nuovo edificio di grandi dimensioni per valorizzare l’importante comunità tedesca sia sotto l’aspetto commerciale e che artistico culturale.